IL VIZIETTO ITALIANO….

Il distanziamento in spiaggia,il tuffo abituale con gli amici,il sole cocente e il caffe freddo al bar.

Sembrerebbe difficile poterlo fare questa estate e se lo si fara’ sara’ solo per pochi forse.

L’emergenza cov19 mettera’ a dura prova una santa democratica abitudine italiana di andare  in spiagge libero o private.

Toglierci quel piacere di un tuffo rilassante sara’ un’altra quarantena lunga,difficile e preoccupante per i bambini specialmente.

L’abitudine di convivere con il virus magari e’ facile da attuarsi non dovendo rinunciare a luoghi e spazi tipici di un popolo,il nostro appunto,ma abituato a muoversi comunque sia verso spiagge e oasi balneari.

E’ un poco come il calcio,una malattia nostrana imprescindibile da ogni cosa,o quasi,da vedere a tutti i costi in tv o allo stadio.

Sara’ capace l’italiano a rinunciare al suo bagno estivo?

Avra’ modo di andarci magari a giorni e orari alterni?

 

MA PERCHÉ ODIANO LA JUVENTUS?

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Mi sono posto spesso questa domanda.Oltre la rivalità  calcistica,nasce un odio esagerato  che sconfina in congetture socio economiche,in rancori industriali ,in risvolti culturali associati allo stile di vita.
La famiglia Agnelli,la Fiat,Torino e la fabbrica.
Anche le lotte all’interno di essa,l’operaio frustrato dal tenore di vita proprio,fatto di sacrifici e sudore,e quello del padrone,camicia pulita ed erre moscia.
Ci portiamo dietro la differenza di classe,il ricco e il povero,la macchina di lusso e quella rattoppata per uscire la domenica con la famiglia.
Poi la Juventus,la forza economica e la passione che sul campo vince e annienta   chi la odia.
“Quando perde godo,il ricco perde e soffre come me”,parole di un operaio negli anni settanta,piene di rabbia ma sincere.
Tutto strano,ma a pensarci il risvolto sociale e la “differenza accompagnata dall’invidia”,esplode nel gol dell’avversario e così  vai, con le urla e i gestacci rivolti alla tribuna dove la “famiglia” come il re,guarda,gioisce e soffre.
L’Italia calcistica è  lo specchio dei tempi,quello dell’odio verso chi ha e dell’amore verso chi soffre.
Ma il calcio sarà  ancora un gioco da insegnare ai bambini,oppure resterà  una diatriba tra ricchi e poveri,tra operai e impiegati?
Ieri intanto,molti hanno gioito a vedere il Bayer farne quattro alla “signora” ,colpevole di avere nel suo dna erre moscia e soldi,scheletri nell’armadio e altro ancora.
Il pallone,un calcio ai pensieri….sempre così  è?

arallagianluca