L’11 SETTEMBRE E IL COV19

L’11 settembre 2001 il mondo intero cambio’.

Pur non avendo avuto un attacco simultaneo,cambio’.

Ci sentimmo tutti america,piccoli e indifesi dinanzi al nemico violento che, come i kamikaze giapponesi,aveva ucciso la liberta’ di ognuno di noi.

Le torri gemelle caddero e assieme a loro quell’idea di invincibili che ognuno aveva dentro di se,specialmente gli  americani grazie al loro background militare super .

Oggi il nemico e’ ancora piu’ cattivo,causa lo stesso numero di vittime dell’attacco alle torri  e piu’ in un giorno e ci limita la nostra liberta’.

La lezione dell’undici settembre ci disse che la forza militare avrebbe convinto il nemico di turno a scappare e fuggire dalle nostre quotidiane azioni.

In realta’ oggi come allora,seppur sotto tono,la paura del terrorismo rimane insita  dentro noi e con noi vive quotidianamente.

Il cov19 e’ figlio di quel periodo,di quella disperata ricerca di identita’ che ognuno di noi ha dentro di se.

Il cov19,come allora,ci e’ sembrato una realta’ distorta,un figlio demone che rincorre tutti e che invisibilmente ti pone dinanzi a una scelta:continuare a vivere.

L’undici settembre ci sembro’ una proiezione del nostro subconscio timoroso,una paura mai provata e che,grazie alle news in tempo reale e le immagini viste e riviste in tv,ci disse che era reale e feroce.

Ci ho messo una settimana a buttarmi in questa realta’ del cov19,questo secondo strato di vita che,a differenza del primo senza il virus,mi ottura la mia liberta’,la mia voglia anche di rischiare seppur consapevole di doverlo fare per motivi di lavoro.

Come le torri gemelle,il virus e’ un aereo che girovaga attorno a noi,magari colpendoci ma non annientandoci.

Lo schianto e’ forte,malvagio.

La distruzione e’ figlia di un tornaconto nostro personale che si chiama anticorpo o sistema immunitario.

Se sei un grattacielo con crepe crolli,e raccoglierne i cocci sull’asfalto e’ difficile.

Magari vengono messi da parte,in fretta,come i corpi nascosti in sacchi di tela all’albergo lombardo e dove nemmeno una santa sepoltura mettera’ fine al suo soffrire.

Il cov19 e’ l’azzeramento del nostro pensiero positivo,a volte.

Una nebbia che assale la nostra visione seppur fuori vi e’ il sole e fa caldo.

L’undici settembre,il virus e la paura,figli comuni del mondo intero.

HO MESSO IN CONTO ANCHE DI MORIRE.

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Due considerazioni.

La prima riguarda il papa Francesco e la sua benedizione fatta in diretta tv da San Pietro.

Quando Coppi nel 1949 vinse la tappa  Cuneo -Pinerolo,il radiocronista Ferreti vedendo in diretta la fuga del ciclista italiano esclamo’:  ” un uomo solo al comando”,  per rimarcare l’impresa titanica del ciclista azzurro.

Un uomo solo mi e’ parso Francesco,al comando di un destino incerto che solo Dio sa.

Un destino affidato al crocifisso in piazza San Pietro e alla beatitudine della Madonna.

Si il papa era in quel momento un uomo solo al comando,intesta a un gruppo di miliardi di fedeli e in attesa di una meta che possa arrivare subito e che possa dire “TRAGUARDO” e fine di un incubo per l’umanita’.

Seconda considerazione.

Ho paura  di morire,lo devo mettere in conto anch’io come tutti forse.

IL COV 2019 e’ una brutta bestia,dannatamente ostile e invadente.

Seppur senza patologie,lo devo mettere a conto questa evenienza.

Direte ma perché,pessimista…..

Ci penso nel momento in cui vedo il menefreghismo di molte persone nell’uscir da casa ancora e senza precauzioni.

Lo devo mettere in conto poiché vado al lavoro e non rimango sempre in casa.

Lo temo poiché i giovani sono a rischio anche loro,seppur all’inizio questa evenienza fu smentita dal governo,assieme ad altre bugie….

Un uomo solo al comando,un pensiero che mi affligge e la speranza di tutti che tutto finisca molto presto.

 

 

NIENTE ANSIA DA CORONAVIRUS PERCHE’….

Il coronavirus ci sconfiggera’ e annullera’ l’esistenza…

Il coronavirus arrivera’ in Africa e con gli sbarchi invadera’ l’Italia e tutta l’Europa….

Il coronavirus ci rendera’ asociali e andremo al lavoro con le mascherine….

Sono alcune delle considerazioni che abbiamo in testa,non ditemi che tra queste tre nessuno di voi non ci ha pensato un poco.

I dati,seppur allarmanti,ci dicono che uccide meno della normale influenza e che non e’ cosi’ killer come viene descritto.

Seguo con attenzione il monitoraggio live che ci dice delle morti,dimissioni e delle aree geografiche del famigerato virus cinese.

Si e’ addirittura parlato di un batterio concepito dagli USA per fermare l’egemonia espansionistica della Cina..

Il timore di tutti noi e’ anche legato dal fatto che grazie a internet le notizie,i numeri e le paure di tutto il globo vengono amplificate e sbattute sui nostri pc o cellulari rendendoci paranoici e ansiosi.

Come vivere allora questo momento?

Come essere normali in un tempo,l’attuale,fatto di solo notizie negative?

Forse e’ lasciarsi andare alla casualita’ della giornata,nel non programmare il futuro e dire che,coronavirus o no,prima o poi si muore!!!!

DIFESA E MESCHINITA’.

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arallagianlucafoto(c)
Difesa delle proprie mura,della propria famiglia e della tua idea di liberta’.
Difesa dallo straniero,dal mendicante e dallo zingaro che,sempre,svuota i cassonetti della spazzatura per cercare roba gettata via.
Difesa dal vicino di casa,invadente o no ma sempre nemico degli spazi in comune.
Odio verso quella cosa che si chiama altruismo,ignobile arte di perdere tempo.
Difesa dalla politica,vile e vigliacca,puttana che si vende al miglior offerente e vacilla,come un malato,nei nostri discorsi da bar.
Poi tu,solo,anche se circondato da amici e amici,da schiere umane che confidano certezze ma spesso velano rancori.
Difesa a oltranza,catenaccio come l’Italia del Trapattoni.
Difesa e chiusura,come il castello di Federico li fermo e preciso,a scrutare il futuro e renderti idiota dinanzi al tuo slancio di onesta’ e altruismo.
Difesa parola tipica oggi,ma anche razzismo,egoismo,chiusura mentale e paura,dello sconosciuto e di chi ti sta dinanzi.
Ecco il male di oggi,la difesa.