TARANTO,IL NATALE E POI CHISSA’ DOPO…..

Pochi giorni a Natale.

Taranto, stranamente, per le sue vie del centro si fa bella grazie alle luci di privati e dei commercianti.

Stranamente perche’ questa citta’ soffre di carenza di idee,o come vogliate vederla,stimoli per chi ci vive.

E allora l’albero in Piazza Maria Immacolata,grande,sembra la novita’ che arriva sulla faccia di un bambino,colto di sorpresa.

In passato,spesso,l’Italsider era il treno di lancio tra la citta’ stessa e gli addobbi,come voler dire a tutti che essa,l’Italsider,ricordava il suo peso su tutta la comunita’ e elargiva gioia e sorprese per tutti.

Allora oggi la luce nelle strade arreca gioia ma anche domanda.

Domanda sul futuro di una comunita’ che nei valori di inquinamento nelle ore di punta vede innalzarsi sempre piu’ il limite massimo.

Ma lo apprendiamo non dal comune,ma da un noto ambientalista di Peacelink,Alessandro Marescotti,che ci ricorda di non cadere nella trappola del “tutti buoni a Natale…”.

E gia’.

L’Ilva e i suoi scandali delle intercettazioni telefoniche,dei suoi morti che chiedono vendetta,ma anche delle leggi,molte,che hanno destabilizzato forse la lotta locale rendendola attualmente meno efficace nelle piazze.

A Bruxelles gli esposti alla Corte di Giustizia vengono distribuiti assieme alle denunce e ai filmati.

Si spera attualmente in questa soluzione,in mano allo straniero,come se in Italia,la legge salva ambiente e salva cittadini,fosse utopia e bestemmia.

Taranto e le luci di un Natale 2013 disperato nella gravita’ dell’emergenza lavoro,con le barche ferme giu’ a Taranto vecchia esauste di attese e rinvii per poter vendere cio’ che si pesca.

Il Natale del sud anche,un Natale dove il 49% della popolazione e’ povera e in cerca di luce per dire che il miracolo si e’ compiuto.

E poi il ritorno nella citta’ di molti tarantini lontano,che arrivando qui ritroveranno l’odore in riva allo Jonio ma anche molta trascuratezza nelle cose di ordinaria amministrazione.

Natale a Taranto,ma anche ovunque,con i bambini Siriani nel freddo e nella neve e le parole che il Papa Francesco ci dice sempre ma che sembra non raggiungere i vigliacchi come Assad…

Poi,infine,il mio Natale con la famiglia e un amico in meno.

Il Natale delle gioie e dei ricordi ma anche della volonta’ di capire,sempre,cio’ che avviene attorno a me,per essere cittadino di un mondo strano per molti versi.

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ADESSO AVANTI CON GLI AMBIENTALISTI A TARANTO.

Dopo l’ennesima tenaglia che ha stretto la politica e il lato nero della questione Ilva,ho capito che forse la svolta per questa citta’ e’ legata a una sola cosa:i movimenti ambientalisti e la loro scesa in campo in politica.

Adesso piu’ che mai,dopo gli affari fatti dalla detra e dalla sinistra,sembrerebbe ovvio che,una parte della societa’ civile,debba esporsi per gestire una  citta’ allo sbando   politicamente.

Una citta’ che nelle istituzioni perde i controlli verso un nemico/amico,l’Ilva,e che periodicamente e’ invasa dai fumi di inciuci dietro le quinte ai danni della comunita’ tarantina.

Allora prendere in mano le redini di una citta’,trainandola a gestire la questione ambiente sotto un punto di vista responsabile,sarebbe cosa buona e giusta.

Abbiamo le credenziali per farlo?

Abbiamo gli uomini,le persone giuste in ambito ambientalista?

Si e’ la risposta,ci sono.

Dal professore Marescotti,presidente di Peacelink,al “guerriero ” Fabio Matacchiera del Fondo antidiossina,per arrivare a Antonia Battaglia , Daniela Spera fino ai leader dei verdi Bonelli di Taranto Respira.

La difficolta’ e’ di metterli assieme e convincerli che il  sacrificio personale di immolarsi sull’altare della politica locale,e’ un gesto estremo che adesso in questo momento storico la Taranto del futuro vuole.

La politica,il politichese svenduto al padrone,non regge piu’.

Affari e menzogne nascoste non devono essere il peso che ci porteremo con noi per il resto della nostra vita.

Ora piu’ che mai,l’azione diretta deve essere applicata e,creare un manifesto politico omogeneo con le parti ambientaliste,deve essere la prospettiva futura della nostra generazione.

La politica dei palazzi ha fallito,da Roma a Taranto.

Ora ci vuole la scelta,finale e forse decisiva per sancire un rapporto unico con tutti in nome della legalita’,della giustizia e dell’amore per la nostra terra,Taranto.

PENSIERI DI UNA TUTA BLU.

La tuta blu lo sa.

Sa che l’ennesima sfida di Riva potrebbe toccare un domani a lui.

Ma sa anche che il suo lavoro ha creato una voragine tra il bene e il male.

Una voragine dove dentro,ci siamo tutti…fino alle prossime generazioni.

E allora se la politica,gli industriali,andassero dentro la voragine veramente,troverebbero mille storie,mille volti che hanno subito,nel bene e nel male l’effetto Ilva qui a Taranto.

Riva e la sua famiglia,e’ un po’ come Berlusconi.Decadente sotto la mannaia della giustizia,Todisco in primis,ma immortale a quanto sembra.

Immortale per una semplice ragione:non c’e’ alternativa a essa.

La tuta blu,affacciata alla ringhiera del lungomare tarantino assieme ai suoi figli in una domenica di riposo,vede i fumi,annusa l’aria di tramontana di un settembre in riva allo jonio e percepisce la difficolta’ di stare nel sistema.

Si perche’ loro,gli operai,sanno che anche se sono parti importanti nell’ingranaggio della macchina Ilva,possono essere messi a tacere,o meglio restare fermi.

Fermi per una ragione:la giustizia della legge.

E’ qui la questione principale:o si applica in pieno,con i risvolti negativi e i rischi,oppure si annaspa in un terreno che si chiama ipocrisia e qualunquismo.O peggio ancora in quello delle leggi ad personam,o salva Ilva,nate per aggirare decreti del governo in materia di tutela ambientale.

La polemica nata da Peacelink per il numero della patologia 048 non veritiera fino in fondo nella sua quantita’ nella popolazione tarantina,e’ anche cio’ che non si e’ fatto e non si fa ancora.

Monitorare il famoso registro tumori e cercare sempre di aggiornare sul territorio le patologie purtroppo in aumento causa inquinamento,sembra pura utopia.

Riva e’ alla fine,per due motivi:i suoi illeciti e il mercato,fermo e sempre a rischio.

Ma se questi due punti sono reali,la verita’ e’ anche che l’Italia ha in Taranto il suo polo siderurgico,quel polo che da allo stato un margine di respiro.

Adesso,l’ennesimo ricatto ai danni dei lavoratori,e’ la minaccia velata anche al governo.O mi tuteli,o paghi a caro prezzo il mantenimento un domani dei licenziati a tue spese,con i vari rischi sociali che possano venire anche fuori.

La tuta blu prende per mano i figli,e’ ora di tornare a casa,oggi mangera’ in una stanza dall’aria pulita….

©arallagianlucafoto

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TUMORI A TARANTO?COLPA DEI CONTRABBANDIERI…..

A Taranto si muore per colpa dei contrabbandieri di sigarette.Quindi per colpa del fumo e dell’alcool.

Non ci credete?E allora leggete cio’ che ha detto il signor Bondi,James Bondi da adesso o J.B.

Ecco il passaggio scellerato:

“A tale proposito – chiariscono gli esperti del commissario Bondi – è noto che a Taranto, città portuale, la disponibilità di sigarette era in passato più alto rispetto ad altre aree del Sud.”

E poi:

“l’enfasi sul possibile ruolo dell’impianto siderurgico sulla mortalità a Taranto sembra essere un effetto della pressione mediatico-giudiziaria, ma non ha giustificazioni scientifiche”.

Volete ridere ancora?Ecco:

““Fumo di tabacco e alcol, nonché difficoltà nell’accesso a cure mediche e programmi di screening”.

Insomma caro J.B. cio’ che in questi giorni si vedra’ nelle aule del tribunale quando vi saranno le cause per i decessi di alcuni operai morti per mesotelioma pleurico,sara’ l’ennesima farsa mediatica di stampa e tv,o meglio,di una parte di Taranto che ha visto perdere i propri figli nelle braccia di sorella morte,e che sbaglia mandante di tali decessi,cioe’ l’Ilva stessa.

Caro J.B. prima di dire cose inesatte vorrei farti leggere testimonianze scritte di azioni legali correlate da verbali di medici e di prove sacrosante di danni ai polmoni causati da fattori cancerogeni industriali e non dal fumo che forse tu hai in testa.

Taranto da anni e’ stata sotto tiro di fattori inquinanti,polveri sottili e veleni vari.

Se i risultati si vedono dopo trenta anni,dovremmo adesso raccogliere i resoconti purtroppo,ma e’ anche vero che prima l’esposizione e la sicurezza per gli operai stessi non era garantita da norme tutelanti al lavoratore stesso.

Gli stessi operai lavoravano con tute di amianto e con scarsa informazione del pericolo.

Sappi,caro J.B.,che i veleni che oggi respiriamo sono gli stessi di tempo fa,ma con una differenza:oggi sappiamo,conosciamo e divulghiamo gli effetti dannosi alla salute.

Io ho il papa’ che fuma da quando era giovane,eppure c’e’ ancora,vivo e vegeto.

Come mai caro J.B.?

Basta a difendere la grande industria,basta a stare dalla parte del businnes a tutti i costi.

Sarebbe piu’ onesto dire che il danno e’ enorme e bisogna arginarlo.Con bonifiche e altro.

Poi non mi venire a parlare di condizione esagerata mediatica.

Tu e i tuoi amici che vi apprestate al decreto salva Ilva,quello che permette ancora all’azienda di fare i c….zzi suoi a danno della popolazione.

Tu caro J.B., vieni da noi un solo giorno.

24 h di annusate dell’aria nostrana,partendo dalla raffineria fino alla Tua amata Ilva.

Vieni e assapora i gusti di Taranto,quella citta’ che prima,grazie all’odore del mare e dei mitili,era riconosciuta da tutti come la perla del sud.

Vieni in Puglia,da noi caro J.B.

Ti aspettiamo…stanne certo!

©arallagianlucafoto

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TARANTO LA PROSSIMA CHERNOBYL?(ANCHE SENZA NUCLEARE…)

Accade che molti vogliano scappare via,andare dove si vive meglio la normalita’.

Accade che ti rendi conto di rischiare,anche molto,la tua vita e quella delle persone che ami.

Accade che l’industria fa cilecca nell’evitare danni e allora…ci pensi.

Succede a Taranto,dove tra fumi di diossina e veleni della raffineria,molti hanno questi pensieri in testa.

Ma accade anche che ti viene alla mente la settimana santa tra i vicoli della citta’ vecchia,l’odore del mare e le barche dei pescatori.

Il cielo colorato al tramonto e le vie della citta’ la sera.

Accade che molti oggi invochino il nome del giudice Todisco,Patrizia a gran voce,come la dea salva popoli dalle tragicita’ umane.

Sappiamo bene che vivere in una citta’ ha i suoi lati negativi oltre a quelli positivi.Di questo ognuno ne potrebbe parlare fino a domani sui blog.

Ma arrivi anche a un certo punto a capire che potrebbe sfuggire di mano una situazione,legata a rischio incidente industriale,che e’ troppo grande da gestire.

Ti chiedi,e all’alba gia’ da stamani sui social si discuteva di questo,il perché del cattivo odore che paralizzava la citta’ da ieri sera e che ha portato in ospedale sette persone per problemi respiratori.Allora ti chiedi perché rischiare qui,nella tua Taranto.

Chi puo’ fugga,chi non puo’ resista e combatta.Scenda in strada a difendere il difendibile che poi e’ la propria salute.

Chi rimane lotti piu’ forte che puo’,altrimenti la nostra citta’ sara la Chernobyl italiana,quell’area impraticabile all’essere umano…e non scherzo amici. 

TARANTO CHIAMA BRUXELLES.

La vicenda degli arresti nel filone Ilva,apre sconvolgenti ipotesi circa la politica locale e l’azienda genovese.

L’ex presidente della provincia Florido,secondo le accuse,avrebbe aperto un canale privilegiato con l’azienda,intermediario Archina’,e avrebbe concesso permessi circa la discarica all’interno dell’Ilva stessa.

Un permesso che doveva a tutti costi essere dato per far risparmiare soldi all’Ilva e evitare la ricerca di un’altra ubicazione per i rifiuti speciali.

Lo scandalo ha aperto tematiche di giudizio all’interno della societa’ tarantina.

Giudizi spesso negativi su uomini e partiti,su sciacalli pronti a colpire la citta’ dei due mari gia’ martoriata dai veleni e dall’annose questioni sociali.

Adesso che la “longa manus” dell’azienda e’ provata sulla politica e sui politici,un giudizio su come affrontare la lotta per i diritti ambientali deve essere  dato.

Se il gip Todisco dalla sua ha pienamente fatto il suo dovere,anche se deleggittimata da sentenze della Corte Costituzionale che ha di fatto azzerato decisioni del tribunale locale tarantino,la vera questione in ballo e’:chi adesso seguira’ le sorti degli ambientalisti e di chi,e sono in molti,vorrebbe giustizia piena nel rispetto dell’ambiente e anche del diritto al lavoro?

Bruxelles sembrerebbe una tappa da seguire e nei giorni scorsi due ambientalisti Fabio Matacchiera e Alessandro Marescotti,dinanzi al Parlamento europeo hanno portato la questione Ilva e ambiente sui tavoli dei parlamentari(http://www.inchiostroverde.it/news/conferenze-e-udienze-di-peacelink-e-fondo-antidiossina-a-bruxelles.html).

Sappiamo benissimo che la politica e i politici,un po’ per non esporsi e un po’ per mancanza di forza e valenza a livello nazionale,mancano di iniziative e lasciano a attori diversi la discussione su questo tema importantissimo per la citta’ di Taranto.

La battaglia dei diritti,anche di chi ci lavora come operaio dentro,deve avere risonanza anche fuori dalla citta’,e Bruxelles e’ una tappa molto determinante per il futuro della citta’.

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OGGI A ROMA IL PESO DELLA CASTA AIUTERA’ L’ILVA?

L’attenzione e’ alta.Ci si guarda in cagnesco,sapendo che ognuno potra’ perdere.
Al ministero dell’ambiente,oggi ognuno dira’ la sua.Chi mettera’ sul tavolo della discussione motivi tecnici impossibili da attuare a danno di una produzione troppo bassa,chi invece proporra’ modifiche all’AIA troppo morbida con il colosso siderurgico.
Un test su chi ha piu’ armi da usare per poter arrivare a una soluzione idonea per le parti in causa.
Certo e’ che adesso piu’ che mai una soluzione transitoria basata su tempi lunghi e opzioni tecniche da attuarsi nel breve tempo,rischia di scompaginare una parte importante del nodo ILVA.
La magistratura stessa.
Non riesco a comprendere come dal sequestro di zone di produzione all’interno dello stesso stabilimento,si possa andare a una risoluzione a medio lungo termine delle stessa zone.
La valenza di un provvedimento giudiziario verrebbe stralciato da un ministero che presentando l’AIA giorni fa ha praticamente vanificato lo sforzo del gip Todisco.
Si sta andando allo scontro tra regole,tra istituzioni e tra noi

foto di:ARALLA GIANLUCA

cittadini.

Ognuno oggi presentera’ le sue opzioni,ma alla fine se dovesse andar giu’ cio’ che e’ stato deciso dal governo,verrebbero a mancare alcune cose importanti:la figura della magistratura che deve e dovrebbe tutelare una citta’ intera,e noi cittadini che con le nostre manifestazioni abbiamo detto chiaro e tondo cio’ che vogliamo dall’Ilva e dal governo stesso.
Poi i parametri dei risultati epidemiologici,quelli che hanno confermato il tasso di aumento tra patologie e Ilva nella citta’.
Tutto da non tener conto,morti invano,dolori dimenticati e non rispettati.
Oggi vedremo se il peso politico ha piu’ valore della magistratura e del rispetto verso noi tutti.