TARANTO,I PERDUNE E LA FEDE PER NOI E LA CITTA’.

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Taranto in bianco,con le sue due processioni e i perdune che nelle vie del borgo e della citta’ vecchia si recano ai sepolcri.

Sembra di ritornare indietro,nel passato,tra le vie strette di una citta’ vecchia sempre affascinante e loro,i confratelli del Carmine che il giovedi’ santo nazzicano,un passo avanti due dietro,dondolandosi e facendosi coraggio a vicenda per affrontare questo pellegrinaggio lungo e faticoso.

Taranto in questi tre giorni di passione,vive e si addolora,partecipa e spera,spera nella rinascita del Cristo ma anche della sua citta’ stessa.

Le due processioni,una il giovedi’ notte dell’Addolorata,e l’altra dei Misteri con tutte le statue della passione di Cristo,ci donano pace e tristezza allo stesso tempo.

Taranto si ferma,anch’io sono gia’ immerso nel mio conflitto interno di fede e speranza.

Qui potete vedere alcune foto del pellegrinaggio di ieri giovedi’ santo,scattate da mehttp://arallagianlucafoto.wordpress.com/2013/03/29/il-bianco-del-giovedi-santo/

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L’EFFETTO RATZINGER SUI MISTERI TARANTINI.

Taranto.Terra non solo d’Ilva,ma anche di tradizioni.Pasqua si avvicina e il  tarantino ha un compito:diventare “perdune”.

Si il perdono,quella figura che fa piangere i bambini al suo incontro ma che gia’ dalla tenerissima eta’ timbra in loro il segno di appartenenza al rito collettivo della settimana santa tarantina.

Le processioni,l’asta per i simboli e le statue da portare il Giovedi’ santo e poi il Venerdi nel percorso oramai come la via della penitenza per l’intera citta’.

Ma c’e’ una novita’ quest’anno.Forse l’effetto Ratzinger si e’ fatto sentire.Monsignor Santoro,arcivescovo di Taranto,bacchetta le confraternite per il significato economico che si da la domenica delle Palme aggiudicandosi a fior di euro simboli e statue della tra giorni di passione tarantina.

L’entrata in Gerusalemme passa in secondo piano e l’euro e il prestigio di portare un simbolo cancella il significato stesso del rito secolare tarantino.

Un ritorno a Cristo.La passione nella sua drammaticita’ deve essere protagonista e il ricavato delle aste deve essere dato subito ai piu’ bisognosi.

Quest’ultima cosa gia’ si fa e bene grazie all’ottima organizzazione delle confraternite del Carmine e dell’Addolorata.

Pero’,l’effetto Ratzinger,incombe e cala sul popolo jonico da monito.

Sentirsi uomini e non protagonisti per il prestigio di portare un simbolo.Essere Cristo penitente e non uomo da spettacolo a tutti i costi.

Qui Ratzinger ha colpito.Il papa saluta la sua figura e ritorna piccolo,piccolo nel suo essere ridimenzionandosi davanti al mistero divino.Ecco anche i confratelli devono ridimenzionarsi,essere uomini umili e non pochi eletti che grazie al loro portafoglio mostrano un ” trofeo sacro”.

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foto di ARALLAGIANLUCA      perdune(confratello)

 

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Gonfalone della chiesa del carmine.

ILVA,IL FUTURO E U’ PERDUNE CHE ATTENDE

C’e’ attesa a Taranto,un’attesa simile ad un grande evento.

Qui da noi,una volta all’anno,nella settimana santa,si attendono le processioni e l’attesa divora l’anima nostrana,che nell’incappucciato e nelle statue,vede il peccatore e la devozione.

C’e’ attesa in quei giorni e io,non piu’ giovinetto,attendo e …aspetto il perdune,quel confratello che nella sua marcia lenta e cadenzata dalle musiche delle bande,avanza avanza verso una purificazione personale,un innalzarsi alla fede e ai suoi riti.

C’e’ attesa a Taranto,ma e’ attesa diversa,soffocante su cio’ che uscira’ fuori dall’urna del giudizio della legge,quei nomi e cognomi che hanno offeso e offenderanno chi in loro ha creduto.

Una lista di politici,persone in vista che potrebbe venir fuori e ridisegnare uno scenario futuro politico della citta’ jonica e che andra’ a far cadere quell’inutile utopia che in molti hanno sentito sull’ambiente e i suoi morti.

L’attesa o la sconfitta,quella di una auspicata rinascita morale e ambientale,uno scossone a quel modo di costruire soldi arraffando tutto su cio’ che puo’ dare soldi,come un grande complesso siderurgico.

E allora se sara’ rivoluzione che sia totale,feroce e vera.

L’attesa finira’ e forse,u’ perdune,sara’ contento questa volta di avere dinanzi ai suoi occhi piccoli nel cappuccio bianco,una speranza,quella di sapere che Taranto e’ citta’ pronta a dire no alla ricchezza sulle spalle delle famiglie dei caduti per malattie professionali e su chi,negli anni,ha lottato li’ dentro per sfamare i suoi figli.