IO STO CON I GIOVANI DI ISTANBUL…E VOI?

Si puo’ essere vigliacchi nella vita.Sapere,dietro un elmetto e un manganello,di avere il coltello dalla parte del manico.

La divisa,spesso,ha il lasciapassare all’azione,violenta e inaudita,contro chi manifesta.

Si puo’ perdere la mano,certo,essere bestie in divisa,azzerare i diritti e le voci di chi cerca dialogo e democrazia.

Ci si puo’ trovare contro anche il deviato violento,quello che nel gruppo e’ l’appestato da mettere al bando poiche’ rovina cortei e allegria.

Ma cio’ che sta avvenendo in Turchia e’ la logica del potere vigliacco.Quel potere che si nasconde dietro la difesa di una falsa democrazia e si avvale
di modi e metodi criminali.

L’acqua col Jenix,un prodotto chimico urticante mescolato per rendere corrosivo il getto,e’ stato impiegato dalle milizie contro i manifestanti a Istanbul,nella piazza Taksim.

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Vigliaccheria.L’acqua usata tante volte contro i manifestanti,rimaneva l’unica arma “simpatica” diciamo cosi’ per respingere oppositori di regimi o tifosi di calcio scatenati.

L’acqua,fraterna amica dei nostri giorni,perde la sua limpidezza in Turchia e’ mescolandosi con la chimica,lascia segni traumatici sui giovani,come le botte prese al G8 e i calci in faccia.

Stanno perdendo laggiu’,stanno alzando il tiro vigliaccamente poiche’ sanno di avere meno forza di prima,sanno che il limite tra il possibile da fare nei “duelli con i giovani” e quello da non fare nel rispetto delle regole di ingaggio e’ un filo sottile,invisibile.

L’urticante(questa la pagina web http://www.jenixbibergazi.com/en/subpro.asp?id=7) e’ la ferita pero’ per tutti noi,noi che stiamo a vedere seduti in poltrona un popolo reagire dinanzi a un regime che detta legge e che non crede nel rispetto comune.

E poi concludo con l’immagine di Davide Martello,che ha suonato nella piazza musica con il suo pianoforte.

Lui e’ la musica che grida,quella delle note contro la violenza.Il pianoforte non c’e’ piu’ rotto dalla milizia….

969204_513169262069722_2057757572_nCome lo furono i fiori negli anni sessanta.I fiori offerti alla polizia in segno di pace e lealta’.

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DUE EROI CHE CI SPRONANO.

eroiTienanmen e la citta’ turca.

Due eroi,soli,dinanzi a un carro armato cinese e agli idranti della polizia turca.

Icone della liberta’,oppure pazzi che sfidano la vita illudendosi di fermare una violenza alla liberta’ di protesta?

Non so,pero’ gli ammiro perche’ essi hanno mosso una ferita dentro noi tutti,quella codardia o paura vigliacca fate voi,di desistere a danno di ribellioni popolari,voci di corteo che spesso cadono nel vuoto.

Eppure si e’ in tanti,con gli occupy americani e tedeschi,fino agli indignados spagnoli.

Il numero servirebbe a far tacere le negazioni dei nostri tempi,quei muri a volte invalicabili come in Siria,del diritto a vivere la propria vita come si vuole,essendo se stessi.

Ma spesso,i governi,tacciono le folli con i mezzi piu’ facili che hanno,le milizie.

Allora queste due figure appaiono agli occhi nostri pazzi,o idealisti che rincorrono un sogno.Quel sogno di azzerare i numeri delle masse e diventare un tutt’uno con chi scappa,o ha paura di scendere in piazza.

Ma loro,dinanzi al mezzo blindato o all’acqua in faccia,brandendo un diritto nelle mani,ci dicono che anche uno solo avrebbe quel diritto negato,anche uno solo e’ la verita’ dell’essere uomo con la propria dignita’ da rispettare.

Unici,o pazzi,per me eroi…quelli veri.