LA PIAZZA E I CIUCCI RIMANDATI A SETTEMBRE.

L’Italia si ferma,sciopera e si rivolta contro la casta.

Piazze,comizi e discussioni per arrivare a una sola conclusione:fine.

Si la fine delle speranze per chi vorra’ vedere una pensione,la fine di chi cerca lavoro,la fine di chi chiede giustizia sugli stipendi alti dei politici.

Insomma una gran confusione di richieste che perderanno il loro valore poiche’ son tante.

Prima l’approccio allo sciopero era selettivo,mirato a contestare un qualcosa che negava un diritto.

Oggi tutti siamo in sciopero verso mille questioni,verso diritti mai rispettati e privilegi che offendono i cittadini.

Nel bailame della protesta come muoverci allora?

Secondo me la migliore risposta e’ informarci bene,sbirciare nell’autostrada della rete e carpirne i segreti che spesso,andando nelle piazze,difendiamo senza averli capiti pienamente.

Divenire eruditi sulle tematiche in discussione,partecipare globalmente a una vera logica del sapere mondiale e non fermandoci solo sulle questioni interne nostre.

Avere un occhio vigile a 360 gradi per poi infliggere il colpo nelle prossime elezioni in cabina di voto.

Non farsi guidare dalla massa,no questo non basterebbe.

Divenire quindi possibili commentatori dei fatti che ci girano attorno,facendone poi buon uso capendoli a fondo nel processo di protesta e discussione.

Ci vogliono forse non istruiti per raggirarci meglio e per fare in modo che noi tutti alla fine seguissimo un certo signor X salvatore delle piazze.

Oggi non ho protestato,ho studiato i problemi…questo il mio motto odierno.

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TARANTO,IL NATALE E POI CHISSA’ DOPO…..

Pochi giorni a Natale.

Taranto, stranamente, per le sue vie del centro si fa bella grazie alle luci di privati e dei commercianti.

Stranamente perche’ questa citta’ soffre di carenza di idee,o come vogliate vederla,stimoli per chi ci vive.

E allora l’albero in Piazza Maria Immacolata,grande,sembra la novita’ che arriva sulla faccia di un bambino,colto di sorpresa.

In passato,spesso,l’Italsider era il treno di lancio tra la citta’ stessa e gli addobbi,come voler dire a tutti che essa,l’Italsider,ricordava il suo peso su tutta la comunita’ e elargiva gioia e sorprese per tutti.

Allora oggi la luce nelle strade arreca gioia ma anche domanda.

Domanda sul futuro di una comunita’ che nei valori di inquinamento nelle ore di punta vede innalzarsi sempre piu’ il limite massimo.

Ma lo apprendiamo non dal comune,ma da un noto ambientalista di Peacelink,Alessandro Marescotti,che ci ricorda di non cadere nella trappola del “tutti buoni a Natale…”.

E gia’.

L’Ilva e i suoi scandali delle intercettazioni telefoniche,dei suoi morti che chiedono vendetta,ma anche delle leggi,molte,che hanno destabilizzato forse la lotta locale rendendola attualmente meno efficace nelle piazze.

A Bruxelles gli esposti alla Corte di Giustizia vengono distribuiti assieme alle denunce e ai filmati.

Si spera attualmente in questa soluzione,in mano allo straniero,come se in Italia,la legge salva ambiente e salva cittadini,fosse utopia e bestemmia.

Taranto e le luci di un Natale 2013 disperato nella gravita’ dell’emergenza lavoro,con le barche ferme giu’ a Taranto vecchia esauste di attese e rinvii per poter vendere cio’ che si pesca.

Il Natale del sud anche,un Natale dove il 49% della popolazione e’ povera e in cerca di luce per dire che il miracolo si e’ compiuto.

E poi il ritorno nella citta’ di molti tarantini lontano,che arrivando qui ritroveranno l’odore in riva allo Jonio ma anche molta trascuratezza nelle cose di ordinaria amministrazione.

Natale a Taranto,ma anche ovunque,con i bambini Siriani nel freddo e nella neve e le parole che il Papa Francesco ci dice sempre ma che sembra non raggiungere i vigliacchi come Assad…

Poi,infine,il mio Natale con la famiglia e un amico in meno.

Il Natale delle gioie e dei ricordi ma anche della volonta’ di capire,sempre,cio’ che avviene attorno a me,per essere cittadino di un mondo strano per molti versi.

FRANCESCO,IL POVERO E LE SPERANZE FUTURE.

Ho letto del papa Francesco che di notte andrebbe ad aiutare i bisognosi dando loro denaro e aiuti materiali.

Bene caro Francesco.Fai una cosa utile e nuova certamente,ma sarebbe efficace altrettanto aprire le chiese in queste notti fredde e donare ai poverelli un riparo sicuro.

Davvero Francesco stai scombussolando cio’ che la chiesa nel passato non ha fatto,andando contro una lobby,la chiesa chiamiamola deviata,che ha perseguito vizi e affari.

Il buon papa argentino,come un disinfettante,arreca alla chiesa stessa visioni moderne e rivoluzionarie.

Saranno capaci i nostri sacerdoti a cogliere questo rinnovamento,oppure sara’ fatto fuori quest’uomo che avvicina la fede all’uomo di strada?

Dovrebbe fare cosi’ anche la politica e forse avremmo nel futuro speranza e credibilita’ in quelle istituzioni che oggi vacillano e rischiano di andare in contrasto con cio’ che aspettiamo da tempo.

Uguaglianza,diritti,onesta’,equita’.

Siamo lontani da tutto questo oppure papa Francesco e’ l’apripista di una rivoluzione?

Siamo al bivio del cambiamento oppure tutto questo e’ solo un regaluccio che resistera’ sino al prossimo successore di Pietro?

Eppure Wojitila ricordo,che porto’ cambiamenti e denunce in quello che allora era il vero problema:il comunismo dilagante.

E’ vero anche che con Gorbaciov ebbe la strada spianata ma qui da noi,in Italia,seppe condannare fermamente questioni come la mafia e la corruzione.

Ratzinger non ha fatto altrettanto e sul suo cammino apostolico regnano scandali e silenzi.

Papa Francesco,i nostri politici e noi,comuni mortali che annusiamo l’aria di un rinnovamento ma poi,purtroppo,ci scontriamo con una realta’ fatta di privilegi alla casta e figli di papa’ nei posti del potere.

I sani principi e le speranze future vengono propinate in tv da molti e spesso non hanno riscontro futuro.

Adesso piu’ che mai,servirebbero uomini e donne che stiano a fianco dei nostri problemi e delle nostre speranze.

Ma ci sono papa Francesco anche in politica?

LA SINISTRA? UN’OMBRA FUGGENTE….

I cortei erano una volta il termometro della protesta e quello della politica.

Erano strumenti idonei per fare numero e marciare compatti contro cio’ che non piaceva.

Erano,appunto.

Oggi,la manifestazione della Fiom Cgil diventa banco di discussione sull’assenza del PD dalla piazza,sulla sua fuga dal dovere di protestare.

Cambiano i tempi,gli uomini e gli accordi.

Avere paura di essere al fianco di operai,esodati,disoccupati,oggi diventa chiaramente un marchio di casta,o meglio appoggio a essa stessa.

Se la sinistra,unita,manca all’appuntamento,allora va bene anche stracciare le tessere e mettere nello scantinato le varie bandiere con i nomi che nel tempo sono cambiati.

Berlinguer aizzava le piazze a  favore della coesione sociale per la lotta di classe,quella che oggi si perde nelle parole di sobrieta’ economica,delle spese,dell’Imu a settembre e dei suicidi quotidiani per disperazione.

Non credo piu’ alla sinistra,diceva ieri un signore nel mio studio.

Non mi rappresenta e anzi,lo odio,mi fa schifo.

Paradosso:da partito del popolo,delle adunate e delle grida nei cortei,a ombra fuggente dinanzi alle responsabilita’.

Forse forse ha ragione Grillo?

 

BERLUSCONI,IL DUCE E LA PRESA DI STALINGRADO(REMAKE DELLE PIAZZE ROSSE).

Piazza Santi Apostoli è gremita, molti hanno la Costituzione in mano. È qui che Paolo Flores D’Arcais sferra l’attacco più duro a Silvio Berlusconi, reduce dal bagno di folla alla manifestazione del Pdl in piazza del Popolo: «Anche Hitler riempiva le piazze».

E’ cio’ che riporta un articolo di Repubblica,circa la manifestazione tenutasi ieri in concomitanza con quella di Berlusconi,da parte del Popolo Viola.

Un paragone che dovrebbe farci riflettere ma che ha anche dei punti di lancio per una discussione.

Se da una parte e’ la piazza il vero ago della bilancia sui sondaggi e sugli umori della gente negli attuali sistemi democratici,in passato lo era fino a un certo punto.

I vari Mussolini o Hitler,avevano i numeri copiosi nelle loro adunanze poiche’ non esisteva altra alternativa o se vi era,era bloccata da sistemi duri e violenti di repressione.

L’opposizione non era visibile come oggi,anzi lavorava nel buio e in anonimato proprio per non farsi colpire e per non farsi annullare da regimi dittatoriali e a senso unico.

Oggi le piazze,colme anch’esse,hanno sapori diversi.

Da una parte ieri piazza del Popolo a Roma ha confermato la presa del cavaliere su una parte degli italiani e come logica vuole ha anche riempito il luogo ove egli parlava.

Dovremmo allora preoccuparci di piu’ andando a vedere come in questi mesi di campagna elettorale lo” tsunami tour di Grillo ” ha riempito del doppio ogni piazza che toccava?

Grillo e’ il nuovo Mussolini oppure il nuovo Hitler moderno e tecnologico?

E i vari movimenti arabi,di O.W.S. in America,sono sinonimo di raduni di pseudo adunate pronte a regalarci nuovi rais o messia politici?

Caro Paolo Flores D’Arcais non andiamo fuori di testa solo perche’ il cavaliere aizza piazze e fa il saluto romano.

No,ti prego.Allora anche Grillo che voleva stanare tutti dal parlamento era in preda a un autocelebrativo inno di un nuovo regime?

Non confondiamo il diritto di una piazza,e dei suoi numeri,a proporsi come idea di un cambiamento politico,ideologico e innovativo.

Poi si possono avere anche seri dubbi su chi parla dai microfoni,o di chi si pavoneggia a controfigura del passato.

Pero’ una cosa e’ certa:la piazza esprime oggi,rispetto al passato,la democrazia.Che poi possa piacere o no,e’ una scelta personale.

Non bisogna dire che quando e’ di destra e’ sinonimo di raduno nazionalpopolare con tratti mascherati di amarcord mussoliniana.

E quando allora ci si raduna con falce e martello diremo che e’ un remake di “La presa di Stalingrado ?”.

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DUE LOCANDINE,DUE DIRITTI UGUALI?DITE VOI…..

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COSA HANNO IN COMUNE QUESTE DUE LOCANDINE?

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Voi direte nulla.Invece hanno in comune due cose molto importanti:

la prima il richiamo alla legge,alla sua applicazione ,alla totale democrazia.

Se nel caso di Berlusconi e’ un richiamo ideologico personale,dovuto al fatto che egli e’ vittima nata secondo lui di un sistema giudiziario non neutrale ma di regime rosso comunista,nell’altro invece e’ reale.

Reale per diversi motivi,avallati da ricorsi della magistratura su dati reali e inconfutabili.

Una ricerca di giustizia che se da una parte e’ riconosciuta in ambito parziale, grazie al gip Todisco e alle sue inchieste,dall’altra viene bandita dalle controsentenze che ridanno modo di agire all’Ilva nonostante abbia valori non nella norma per quanto riguarda le emissioni dei fumi e nel ritardo stesso dell’azienda a porre in opera modi tecnici per la bonifica sancita anche dal decreto salva Ilva.

Berlusconi chiama il suo popolo a raccolta,per autocelebrarsi e immolarsi eroe di un sistema corrotto che lo vuole fuori dai giochi politici come,sempre secondo lui,lo fu’ per l’altro rais Craxi.

Taranto invece marcia per i diritti sanciti a meta’,per un dramma sommerso da inciuci fatti a tavolino in barba di irregolarita’ quotidiana nel rispetto dei limiti e delle stesse emissioni dai camini del piu’ grande siderurgico tarantino.

Due locandine,due storie diverse di un paese che ha ancora persone che credono in qualcosa e qualcuno.

Todisco da una parte,Berlusconi dall’altra.Fate voi.