MALTEMPO E MALETEMPO DEI GIORNI NOSTRI.

Abbiamo bisogno delle mazzolate per cercare di essere come gli altri.

Mi riferisco alle condizioni meteo che imperversano sull’Italia e che,sentendo molti esperti,dovrebbero continuare ancora per giorni.

Ma quello che mi fa piu’ rabbia e’ sentire politici,esperti nazionali della protezione civile ,sindaci,che la prevenzione e’ mancata e che,essa anzi,e’ figlia dei tempi passati ove la regola del condono edilizio,ad esempio,mieteva vittime future.

Si basti pensare allo scellerato modo di costruire edifici a ridosso di montagne,colli e collinette,o vicino a fiumi,e che non sono state vietate da chi,allora e oggi,sentenziava la politica del mattone a quella della sicurezza.

E con essa anche quella della bustarella,del corrotto e del corruttibile nostrano,tipica usanza in voga in passato e che,oggi,anche se di meno,resta il male maggiore di un paese buonista e garantista per chi pecca.

Cio’ che vediamo oggi con il maltempo,la pagano i cittadini che dovranno rifarsi un futuro avendo perso,nella tragedia,tutto cio’ che avevano costruito in passato.

I responsabili non saranno puniti certo.

Vedi gli ultimi avvenimenti che regalano liberta’ ai giustizieri di Stefano Cucchi,prescrizione a Scajola per la casa al Colosseo,liberta’ per il terremoto di l’Aquila e per chi,in quei giorni,rise sui morti.

Che devo fare allora io cittadino?

Cosa devo pensare di tutto cio’?

Sperare che un terremoto o bomba d’acqua vada dritta su Montecitorio?

Cos’altro ancora?

BENVENUTO AL “MIO” AUTUNNO.

Siamo arrivati in autunno.

La stagione che piu’ amo,quella della riflessione dopo una corsa frenetica(l’estate),e quella meno luminosa(introspettiva per me).

L’autunno delle foglie che cadono,della pioggia sull’asfalto delle strade,quello dei maglioncini che ti consolano dal vento di tramontana.

Mi sono sempre domandato se le stagioni preferite fossero figlie del mese di nascita o di altre cose.

Io nato a Dicembre di un freddo ’67,mi ci ritrovo nell’autunno.

Nelle giornate piu’ corte di luce,vivo con piu’ intensita’  la giornata.

Il sole ormai basso,fastidioso per gli occhi chiari,e’ un lontano ricordo.

L’autunno lo amo e mi fa ricordare,non so perche’,le strade americane dove i passanti con i loro cappotti,tra taxi e mendicanti vari,corrono soffiando aria calda nelle loro mani.

L’autunno e’ una festa per me,un rito di inizio della routine quotidiana che e’ stata sferzata dall’attiva veloce estiva,dalle serate con gli amici fino a tardi.

Benvenuto autunno.

©arallagianlucafoto

©arallagianlucafoto

IL TEMPO CHE AMO.

Oggi una pioggia tremenda sulla mia citta’,Taranto.

Temporale e vento,mare mosso e lampi.

Il tempo cosi’ mi piace,odio la luce forte dell’estate italiana.

Amo quell’odore del bagnato,anche per questo ho intitolato questo blog LA POZZANGHERA.

Quella che si forma sulla strada,ristagna o che viene eliminata dal passare delle auto sopra.

Pioggia,acqua da lassu’ che viene a cadere,pulendo i nostri cuori e facendoci riflettere.

La nuvolosita’ mi piace,quella non uniforme ma formata da nuvole in gruppo,bianche e maestose.

La limpidezza di una giornata di tramontana e’ l’unica via di salvezza alla visione mia personale di giorni senza nubi…..

Forse per il freddo e l’aria fine,pulita che ti taglia e ti fredda il viso.

Taranto oggi era cosi’,con le nubi,il vento e il fresco di un Maggio atipico meridionale.

SOLE,PIOGGIA E QUEL BEL SUONO.

Devo dire che domenica col sole splendido pensavo che gia’ fossimo fuori dall’inverno e il suo gelo.Poi ieri e ancora dippiu’ oggi,la pioggia viene giu’ e forse forse sono anche contento,visto che da noi qui primavera vuol dire estate.
Gia’ la mezza stagione non esiste piu’,e si passa dal freddo al caldo velocemente.
Unica cosa che mi fa incazzare e’ la pericolosita’ delle strade in citta’ e in periferia,dove sotto le pozzanghere si nascondono buche killer per le ruote delle macchine.
Comunque il rumore della pioggia sui balconi fuori e’ sempre una cosa bella.