TARANTO RIPARTE,CHISSA’….

chirichetti
 

gianlucaralla(c)

 

La settimana santa si e’  conclusa nelle sue caratteristiche processioni qui a Taranto.
I media locali hanno ideato uno slogan  “Taranto riparte”.
Riparte sapendo che sara’ difficile crederci ,riparte sapendo che siamo una citta’ avvolta da mille paure e riparte sapendo che i riti,questi,sono solo l’unica certezza bella che ci rimane.
Cambiare certo e’ possibile,ma per farlo ci vuole determinazione politica,sociale e cultura.
Questi riti  ti immergono nel passato,ma si scontrano con il presente.
I giovani armati di cellulare hanno inciso la loro memoria storica nella scheda SD del telefono e non nella loro mente.
statua
 

gianlucaralla(c)

 

Chissa’,forse si cancellera’ quello scatto e rimarra’ la voglia di riviverlo di prima persona per raccontarlo un domani ai propri figli?
Poi le statue,grande emozione.Loro uguali,belle e pungenti nella loro fierezza sacra creata dai maestri di carta pesta del passato.
La musica,le bande e il ritmo funebre che ti fa riflettere e piagere,perche’ si piange assieme ai confratelli che “nazzicano” con la loro andatura e ti portano sino all’uscio della chiesa del Carmine dove lei,la Madonna,fara’ chiudere il portone  e la piazza si svuotera’ frettolosamente.
perdoni
 

gianlucaralla(c)

 

Arrivederci all’anno prossimo,Taranto riparte chissa’…
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TARANTO,LA MADONNA E’ RIENTRATA E SPERA ANCHE LEI.

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Taranto,A.D. 2013

Il turista dov’e’?

Una domanda semplice,banale.Eppure significativa,importante per capire,sondare cio’ che una citta’ ha da offrire e offrirti.

C’e’ stata molta carne a cuocere in questa settimana santa passata. Vi sono stati i riti delle processioni(http://arallagianlucafoto.wordpress.com/2013/03/29/il-bianco-del-giovedi-santo/),vi e’ una parte di Taranto che noi stessi non conosciamo bene ma che ogni volta che visitiamo ci cattura,la citta’ vecchia(http://arallagianlucafoto.wordpress.com/2013/03/27/taranto-vecchiaandata-e-ritorno/),ma tutto cio’ sembrerebbe non aver attirato turisti quest’anno qui da noi.

Le cause sembrerebbero basarsi su effetti puramenti negativi di questa economia,che ha spezzato le gambe a tutti e che ha reso praticamente un miraggio,le voglie di visite e escursioni nei luoghi della penisola nostrana.

Ma a Taranto,forse qualche cosetta di piu’ e’ avvenuta.

La questione Ilva,il processo all’azienda rea di essere colpevole di emissioni velenose dai suoi camini,la sua problematica sviluppata in ambito televisivo con dibattiti sulle reti nazionali e locali,hanno reso Taranto zona off limits per il turista.

Perche’ venire qui a rischio della propria salute e con un simile quadro panoramico?

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Sembrerebbero le solite scuse,forse il solito qualunquismo critico nostro,ma credo che sia da prendere tale fatto in considerazione.

Ammazzata una possibilita’ per causa dell’inquinamento?

Chiusa la porta della citta’ al turista per i veleni che volano nell’aria?

Le nostre pietanze non piu’ commestibili perche’ piene di diossina come deterrente per i nostri ristoranti locali?

Ma quale turista verrebbe qui a queste condizioni crisi o non crisi economica?

Voi andreste a vedere i monti a Fukujhima o a Chernobyl?

Io no,di certo.

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A vedere questa immagine viene da piangere.

Una  volta i turisti si affacciavano qui per vedere la citta’ dei due mari,il ponte che li divideva e lo spettacolare colore del cielo e del mare,unico.

Oggi deserto,nulla.

Solo noi locali e i nostri amici dei paesi vicini come viandanti in cerca di emozioni,alla ricerca delle radici scomparse nella rincorsa al dio denaro,a tutti i costi.

Su quel ponte,venerdi’ santo,e’ passata la statua della madonna dell’Addolorata,per tornare in citta vecchia e entrare in questo portone

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per poi ridiscendere l’anno prossimo queste scale

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sperando che ad accoglierla non ci siano i soliti tarantini,ma anche tanti fedeli da altre parti d’Italia e del mondo….

L’EFFETTO RATZINGER SUI MISTERI TARANTINI.

Taranto.Terra non solo d’Ilva,ma anche di tradizioni.Pasqua si avvicina e il  tarantino ha un compito:diventare “perdune”.

Si il perdono,quella figura che fa piangere i bambini al suo incontro ma che gia’ dalla tenerissima eta’ timbra in loro il segno di appartenenza al rito collettivo della settimana santa tarantina.

Le processioni,l’asta per i simboli e le statue da portare il Giovedi’ santo e poi il Venerdi nel percorso oramai come la via della penitenza per l’intera citta’.

Ma c’e’ una novita’ quest’anno.Forse l’effetto Ratzinger si e’ fatto sentire.Monsignor Santoro,arcivescovo di Taranto,bacchetta le confraternite per il significato economico che si da la domenica delle Palme aggiudicandosi a fior di euro simboli e statue della tra giorni di passione tarantina.

L’entrata in Gerusalemme passa in secondo piano e l’euro e il prestigio di portare un simbolo cancella il significato stesso del rito secolare tarantino.

Un ritorno a Cristo.La passione nella sua drammaticita’ deve essere protagonista e il ricavato delle aste deve essere dato subito ai piu’ bisognosi.

Quest’ultima cosa gia’ si fa e bene grazie all’ottima organizzazione delle confraternite del Carmine e dell’Addolorata.

Pero’,l’effetto Ratzinger,incombe e cala sul popolo jonico da monito.

Sentirsi uomini e non protagonisti per il prestigio di portare un simbolo.Essere Cristo penitente e non uomo da spettacolo a tutti i costi.

Qui Ratzinger ha colpito.Il papa saluta la sua figura e ritorna piccolo,piccolo nel suo essere ridimenzionandosi davanti al mistero divino.Ecco anche i confratelli devono ridimenzionarsi,essere uomini umili e non pochi eletti che grazie al loro portafoglio mostrano un ” trofeo sacro”.

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foto di ARALLAGIANLUCA      perdune(confratello)

 

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Gonfalone della chiesa del carmine.

LA FOTO,LO SCATTO E L’ANIMA .

Da un po’ sto riscoprendo la fotografia.Avrete notato alcune mie foto  molte il bianco e nero che amo di piu’.

Taranto offre molti spunti e molti angoli incantevoli.Ma e’ anche ottima per quel filone della foto denuncia.

L’Ilva nell’ultimo anno e’ stata fotografata e messa a fuoco moltissime volte,dai cittadini amanti delle reflex fino ai fotografi delle testate giornalistiche nazionali e non.

Amo fotografare.I tramonti,la loro luce incandescente,fino alla pioggia,umida ma che fa riflettere.

Io nella foto cerco l’inquadratura non solita,come quella del primo piano o della larghezza completa.

Per farvi capire,qui da noi vi sono le processioni dei Misteri,che iniziano il Giovedi’ santo con l’uscita della Madonna dal pendio della chiesa di San Domenico,a Taranto vecchia e finisco il sabato mattina quando,dopo circa sedice ore di processione,rientra il “troccolante” nella chiesa del Carmine in centro con la processione dei Misteri e la sequenza delle statue.

Bene io in quei giorni come tutti i tarantini,partecipo al rito collettivo della “nazzicata dei perdune'”,la tipica camminata dei confratelli che con un’andatura oscillante,fanno un passo avanti e due indietro…nazzicano.

In quei frangenti,cerco la mia foto.Una particolare,magari quando un confratello aiuta un altro a mettersi il cappello meglio in testa,oppure quando,stanchi per la loro camminata in processione,si lasciano andare ad un momento di “relax” stando appoggiati alla loro mazza.

Comunque la foto e’ spinta del proprio io,spinta che nasce dal cuore e immortala cio’ che tu,in quello scorcio,catturi con la tua anima.

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Foto di Aralla Gianluca-Lapozzanghera