UNA VOLTA ERA TUTTO PIU’ SEMPLICE.

Sara’ un caso ma quando il popolo non ha piu’ fiducia nella politica,si apre un varco dove ci si infilano tutti.

E’ la volta del leghista Salvini che sbraita contro gli italiani e poi,vedendo il vuoto politico appunto,si alza a difensore di quest’ultimi.

Poi c’e’ il cavaliere che,sara’ per la sua uveite,con gli occhiali neri sembra mister portasfiga.

Si quel personaggio che tira male e spera che finisca in peggio pregando  in una sua apparizione nuova sulla scena della politica.

Poi lui,il PD.

Animale di sesso incerto che si annida nella cultura italiana e che spera di trovare una sua identita’ magari accoppiandosi con una destra sempre piu’ in crisi anche lei.

E nel mezzo di questo gran casino ci siamo noi cittadini.

Oggi leggevo un’intervista di Prodi che spiegava il fallimento dell’Europa e della moneta unica.

Un fallimento politico,una disgregazione di mille idee comuni caduti nell’errore dei problemi interni irrisolvibili.

Insomma un gran bluff dove noi paghiamo le conseguenze e i difetti di una macchina che va male dopo i 100 all’ora.

Tensione sociale,sindacati poco uniti e recessione.

Siamo messi male e parlare di pensioni future sembrerebbe una logica da pazzi visto che il buco Inps e’ enorme e sempre piu’ profondo.

Ci agganciamo a chi,il Papa ad esempio,difende la dignita’ umana e il diritto al posto fisso di lavoro.

Poi  penso a chi all’estero con onore e orgoglio cerca di aiutare il prossimo,Gino Strada,e che qui viene trattato come un mentecatto.

C’e una logica nostrana che non quadra e che e’ figlia anche di certe ideologie che girano ancora nelle piazze e che fanno scrivere su twitter idiozie contro la nostra astronauta che,lassu’,stara’ bene a lavare solo i piatti.

Andiamo avanti e con forza difendiamo il nostro spazio su questa terra,malata,e che,vedi Taranto e l’Ilva,muore di speranze e controversie.

Non ci capisco piu’ niente.

Una volta era tutto piu’ semplice:il PCI,la DC e il PSI.

Meditate gente meditate…. 

ATEI DELLA POLITICA O SPERANZOSI ANCORA?DUE EURO E VAI….

E’ stata la settimana della ufficialita’ dell’inutilita’ della politica,non riconosciuta dalla Corte Costituzionale.

I parlamentari sulla rete sono stati paragonati a banditi senza dignita’,accampati in una tenda,il Parlamento,dove non c’e’ autorizzazione per montarla.

E allora via la legge elettorale attuale e avanti con le riforme,necessarie per dare credibilita’ al segno che poniamo sulle schede in cabina elettorale.

Il siparietto dei tre candidati del PD mi ha fatto riflettere e alla fine andro’ a votare una persona che ha detto che lui dell’attuale PD non ha neanche piu’ voglia di specchiarcisi dentro.

Una pulizia(l’ennesima) nella sinistra per capire(speriamo)che stare attaccati al vecchio concetto di “partito” e’ finito.

Ci vuole un cambiamento radicale nelle persone e negli uomini e per farlo,oggi,si deve usare un termine duro e schietto:rinnovamento.

Dei tre,dicevo,mi sembra che il piu’ pronto e onesto nel volerlo fare sia Civati.

Giovane,disinvolto,erudito e schietto contro i suoi compagni.

In tv dice la verita’ anche sugli errori del PD e questa cosa lo annovera tra i disfattisti di turno.

Ebbene,il Peppe,non ha paura e mette da parte la vecchia nomenclatura per lanciarsi in un progetto,se sara’ eletto,di pulizia interna e apertura verso quelle parti dell’elettorato(SEL e forse M5S) che parte dei giovani della sinistra vedono di buon occhio.

Civati e’ privo di retorica e manda a dire al governo Letta che lui vuole dei punti da raggiungere e non tra un anno ma subito.

Legge elettorale in primis e riduzione dei parlamentari.

Insomma due euro e voto.

La mia domenica sara’ anche questa.

Credo che attualmente bisogna lanciarsi in un credo politico,nonostante ci siano fantasmi di antipolitica e rivoluzione a 360 gradi.

Se finisce la propria scelta in un candidato,dovremmo dichiararci atei della politica certo,ma perderemmo un giusto dono che e’ quello del libero arbitrio.

Libero arbitrio che racchiude anche la volonta’ di non credere piu’ in nulla,nell’uomo politico anche.

Ma cosi’ facendo perderemmo  quel poco di buono che c’e’ nel panorama politico nostro e per me,in liberta’ di pensiero,credo che Civati lo sia.

PIPPO Rottami O NO?

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Non so se la parola rottamazione è entrata nella testa dei giovani del PD.
so di certo che Per Pippo No.

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LA FINE,LA GIOIA E IL PARADOSSO.

La voce corre.Emilio Riva e la confisca dei suoi beni.

Taranto da una parte esulta.

Esultano i figli che hanno visto i loro padri morire nel letto di un ospedale o a casa,per le patologie legate all’industria.

Esultano quelli che hanno perso un figlio sul lavoro,per negligenze in tema di sicurezza.

Esultano le mamme,loro che hanno pianto i propri figli piccoli colpiti dal tumore in tenera eta’….esultano.

E’ giusto farlo?

Sembra di si,o meglio sembrerebbe levarsi un coro unanime di vendetta contro lui,il padrone dell’Ilva,la fabbrica dei veleni a Taranto.

Ma perche’ allora non augurare la sciagura o perfino la morte anche a Prodi,re dell’Iri a suo tempo,che gesti’ il siderurgico tarantino nell’era nazionalistica?

Perche’ lui no e a Riva si?

Perche’?

Eppure se non avessimo avuto i morti,i decessi per incidenti,per malattie,Riva lui il “colpevole”,sarebbe osannato.

Per lui si sarebbe potuto anche vivere meglio,essere benestanti in una citta’ dove la fame,adesso,si fa sentire e  chi nell’Ilva avesse trovato un rifugio,sarebbe stato un privilegiato…ma senza patologie.

Invece il peccato di Emilio e’ quello di sempre:far soldi,speculando sulla salute pubblica.

Gli hanno tolto oggi 8 miliardi,confiscando beni di sua proprieta’,beni che si era fatto producendo acciaio con la manovalanza locale e non,inquinando e diffondendo il veleno,all’inizio invisibile,poi nell’era di internet,chiaro e pericoloso.

La diossina,quella dei camini laggiu’,che ha reso ricco Riva ma che oggi aleggia come una nebbia su ognuno di noi.

Se dovesse morire Riva,la gente sarebbe felice,in parte,ne sono sicuro.

Sarebbe consumata la vendetta,la ritorsione verso chi simbolicamente ha rubato vite e che ha dato lavoro.

Ecco sta qui il paradosso a Taranto:lavoro uguale morte,non ricchezza purtroppo.

QUIRINALE:PROFUMO DI MORTADELLA.

Si ritorna alla mortadella,pregiato salume che e’ amato dagli italiani specialmente di sinistra.

E allora Bersani,sapendolo,lo rispolvera dopo che ha fallito con nonno Marini e cerca di salvare il salvabile.

Non so pero’ se riuscira’ a salvarsi lui che,dopo aver diviso ancora di piu’ la sinistra,cerca in extremis di far sembrare omogenea l’area comunista,orfana da tempo di Renzi e Vendola.

Da questa gran caciara mediatica di queste ore,una cosa sembra essere uscita fuori:la necessita’ di eleggere un presidente a furor di popolo,e quella di cercare nel nome una figura degna di rappresentare valori e ideali saggi e giusti.

Il m5s di Grillo,nei nomi avuti dalle urne mediatiche di internet,ci pone dinanzi all’ennesima domanda:ha senso ancora parlare di istituzioni e politici,oppure sarebbe giusto cambiare pagina e parlare di istituzioni e uomini validi di tutti i settori?

Prendiamo ad esempio Gino Strada,ottima persona degna della massima stima.

Non e’ un politico,vive lontana dall’Italia ma e’ amato da milioni di persone.

Lui,sponsorizzato dal M5S,rifiuta la candidatura ma e’l’emblema assieme a Rodota’ della voglia popolare di farsi giustizia nella politica immettendo in politica e nelle alte cariche dello stato uomini qualunque ma onesti e sinceri.

Una rivoluzione di principio e una speranza che dovrebbe vedere nei prossimi anni un cambio culturale per far in modo di assaporare queele intenzioni enormi del popolo italiano del concetto di politica vicino alla gente.

Ultimo pensiero a Bersani.

Fallimento,separazioni consensuali a suon di battute con Renzi e spartizioni di numeri per dire di avere una corrente priopria all’interno di un PD lacerato da personalismi e sempre piu’ lontano dalla massa che si avvicina a Grillo e Renzi stesso.

Berlusconi?

Si e’ fatto piu’ furbo,attende il nemico e lo appoggia per poi baipassarlo per scopi personali.

Ma se sara’ Prodi il prossimo presidente,be allora sara’ guerra ancora e vedrete che ne sentiremo di belle….

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