PRIMO MAGGIO ALL’INFERNO.

Noi abituati all’industria  il primo Maggio e’ la ricorrenza degli eroi.

Gli operai dell’ Arcelormittal,ex Ilva.

Si perché noi tarantini li vediamo con le loro facce stanche,a volte ancora in tuta,a far la spesa.

Gli eroi dannati li chiamiamo ,perché entrano all’inferno,sapendo i loro rischi e capendo che solo i fumi dei camini attualmente danno lo stipendio.

Il primo di Maggio,la festa del lavoro,quello che dovrebbero avere tutti e quello sicuro.

Per loro,i dannati,il virus e’ la seconda cosa da evitare,dopo la morte.

E si che ne sono morti diversi li dentro,dimenticati da molti ma non dagli operai che son tutti fratelli.

Oggi gli eroi si chiederanno forse cosa vuol dire diritto,rispetto,regole.

Si chiederanno se ne vale la pena ridere ancora del loro futuro,condannati a farlo per forza altrimenti rischierebbero di dannare nel loro piu’ intimo inferno che pochi giorni fa ha ucciso un loro compagno di fabbrica.

 

SUICIDA OPERAIO ARCELORMITTAL E POI…

Due considerazioni:

la prima tragica ,dolorosa.Si e’ suicidato un operaio ieri a Taranto.

Lavorava in Arcelormittal.

Il cov19 assieme al futuro incerto  avra’ pesato sulle intenzioni del giovane ragazzo,o forse no.

Fatto e’ che i sindacati rimarcano con fermezza lo stato depressivo degli operai stessi poiché attualmente il futuro e’ incerto e alquanto gravoso.

Una situazione drammatica all’interno della fabbrica dove la paura di un focolaio di virus e’ sempre accesa.

Seconda considerazione:

il governo il 4 Maggio attivera’ la fase 2.

Benissimo,certo.

Ma a che condizione?Qual’e’ il prezzo da pagare?

Avremo una nuova ondata di italiani del nord che arriveranno al sud acreare possibili contagi?

Le regioni  agiranno in sintonia con il governo centrale oppure faranno di testa loro?

Piccoli dubbi,molti timori,pochi soldi alle aziende ….

COV19,I FUMI DEI CAMINI E LA BUGIA DEL GOVERNO.

Arcelormittal vince il ricorso al tar e potra’ continuare a produrre acciaio a Taranto.

In barba al diritto alla salute,l’azienda indiana non trova opposizione dalla legge e noi tarantini continueremo a sentire l’odore della cocheria e a vedere i fumi dei camini.

La storia del cov19 ridisegna un quadro politico anomalo,gestito in emergenza certo ma molto approssimativo.

Il povero Conte si e’ trovato,ma ormai da tempo,in mezzo a un vortice negativo dove risicare numeri per andare avanti e’ all’ordine del giorno.

La storia della questione Ilva prima e Arcelormittal dopo,e’ il frutto di quello che vediamo oggi.

Un filo decisionale povero di fermezza e molto vago nelle azioni.

Il m5s che ci promise la chiusura dell’Ilva anni fa,oggi si ritrova senza  piu’ seguaci in citta’ e molto odiato per questa repentina fuga dalle promesse.

Non mi sorprende affatto il dibattito sull’emergenza coronavirus poco chiaro anche nelle informazioni tecniche da parte degli esperti,prima superficiali a diagnosticare una vera emergenza e,oggi,pieni di date di apertura delle regioni che sa di rischio alto.

Sulla chiusura delle fonti inquinanti a Taranto non ci ho mai creduto e solo la coscienza dei cittadini esausti da anni e anni di lotta ambientale,mi porta ancora a seguire la vicenda con continuita’.

La storia continua e mi aspetto altre delusioni politiche in questo periodo di quarantena….

 

 

TERRA TI VORREI DIFENDERE MA QUI DA ME NON SI PUO’…

Oggi e’ la giornata mondiale della terra,l’EARTH  DAY appunto.

Una giornata ambientalista,fatta  di promesse e premesse,illusioni e certezze dettate dai numeri.

Una giornata utile,o forse no,visto che in alcune realta’ il termine salvaguadia dell’ambiente non esiste.

A Taranto non esiste,e da molti anni.

Quando si decise di costruire il mostro,l’Ilva,e sancire la chiusura delle illusione e dei diritti al popolo tarantino ,cesso’ la speranza.

Ci condanno’ la volontà,allora,di credere che il benessere economico e produttivo di una nazione,andasse pari pari assieme a quello di una citta’,Taranto appunto.

La diossina era parola sconosciuta e quando la domenica si andava al circolo Vaccarella a gustarsi partite di tennis e caffe’ al bar,tutto era bello e spensierato.

La giornata della terra e’ quella del rispetto ad essa,della volonta’ di non farle male e,anzi,proteggerla da fattori esterni ed inquinanti.

Qui non si puo’ in riva allo Jonio,no!

Quando avrebbero potuto fermare le zone produttive del colosso siderurgico perché inquinavano l’ambiente e uccidevano i polmoni di noi tutti cittadini,il governo nonostante una presa ufficiale della magistratura con il gip Patrizia Todisco,disse no.

Si doveva continuare,in barba alla terra,a noi tutti.

L’ambientalismo locale e’ sceso in piazza,si e’ sforzato di denunciare e fotografare i fumi del camino E312,ma nulla e’ servito.

Cosa posso fare io mia terra,cosa possiamo fare per fermare il fumo che ti avvelena?

La Earth Day forse varra’ per alcuni,non per tutti.

Oggi e’ il giorno della sconfitta,dell’ennesima presa d’atto di uno sforzo inutile,di una fine della zona di diritto che sconfina nella violenza politica che sancisce dove puoi vivere e dove no.

I dati epidemiologici di Taranto inerenti il cov 19 se oggi sono bassi e fanno ben sperare,visti nell’ottica di quelli di patologie pneumologiche e di malati di mesioteloma fanno paura.

Il tumore infantile e’ altissimo e le polveri sottili assieme alla diossina sono all’ordine del giorno.

Cara mia terra ti avrei voluto aiutare,ma qui a Taranto non si puo’,e’ vietato!!

IL BERGAMASCO E L’EX ILVA:AFFINITA’?

Prendo spunto da un pezzo dell’articolo di Francesca Nava,pubblicato  il 17 Marzo sul portale online TPI.it

 

“Creare subito una zona rossa tra Alzano Lombardo e Nembro avrebbe significato bloccare quasi quattromila lavoratori, 376 aziende, con un fatturato da 700 milioni l’anno.
“Un danno incalcolabile per il nostro territorio, un enorme dramma per il nostro tessuto economico”, diceva il sindaco Bertocchi due settimane fa quando, invocando la zona rossa, chiedeva comunque ambiguamente di mantenere la circolazione delle merci.

Quindi bisognava andare avanti,produrre e far in modo che le aziende non interferissero con le precauzioni attivate in altre zone come Codogno.

Arriviamo a oggi,a Taranto per precisione.

Ieri un terzo operaio di Arcelormittal e’ stato ricoverato all’ospedale Moscati con sintomi attribuibili al cov19.

Il prefetto Martino ha confermato che lo stabilimento puo’  ancora produrre,vendere e far lavorare i 5.500 operai all’interno della fabbrica .

Il sindaco Melucci ,pur confermando la paura dell’intera citta’ a non far diventare l’ex Ilva un lazzaretto stile Codogno,rimarca la necessita’ anche da parte della regione Puglia e con essa il presidente Emiliano,di reagire vivamente verso il governo Conte  affinche’ si possa evitare una confluenza di lavoratori a contatto tra di loro ed eventuali rischi pandemici.

Dalla mia rimarco la semplice e annosa questione legata a un dato di fatto,e cioe’ quello dell’impossibilita’ di fermare la fabbrica anche con decreti giuridici(vedi il caso del p.m.  Todisco…)e la poca volonta’ del governo a chiudere una fabbrica che annovera tra i suoi risultati quello di sfornare oltre all’acciaio anche diossina e veleni.

I dati inequivocabili della mortalita’ infantile a causa della diossina,la percentuale di mesoteliomi e patologie connesse all’inquinamento,fa si che quella fabbrica,con o senza cov19,andrebbe fermata.

L’esigenze economiche dell’Italia,la produzione industriale e il rischio di infezione tra la popolazione evidentemente non bastano.

La patata bollente Ilva e’ troppo grande per essere risolta.

Taranto e i tarantini non meritano di morire due volte,non devono essere persone con il marchio di un genocidio nel proprio dna e,anzi al contrario,dovrebbero essere loro i primi attori di una rinasciata sociale ed economica con altertnative  diverse dall’acciaio.

lA LEZIONE BERGAMASCA  non e’ servita a nulla e spero solo che il caso Codogno non affianchi un caso Taranto.

TARANTO,IL CORONAVIRUS E LA FABBRICA A PIENO REGIME!

La  piu’ grande fabbrica europea,arcelormittal, continuera’ a produrre e vendere acciaio in barba alle misure restrittive in tema coronavirus.

Taranto sulla sua pelle ha ferite che non basteranno generazioni a rimarginarle.

La patologia piu’ diffusa qui e’ il tumore al polmone,mesotelioma e malattie dell’apparato respiratorio in generale.

Il governo con il presidente del Consiglio Conte,tempo fa venne in fabbrica a promettere riqualificazione ambientale,controlli serrati e rispetto della tutela della salute pubblica.

Ancor prima,in campagna elettorale,i 5stelle e l’allora Di Maio galluzzante,promisero addirittura la chiusura del mostro d’acciaio,rimarcando un concetto che presto mori’ nel dimenticatoio.

Il progetto era la bonifica delle aree industriali,la non perdita dei posti di lavoro e una finalmente green economy in riva allo Jonio.

Oggi il prefetto dirama l’ordine di continuare a produrre,mettendo a rischio la salute gia’ precaria degli operai all’interno dello stabilimento e tutta quanta quella dell’intera citta’ e provincia.

Basti pensare a come sarebbe tragico un balzo di casi positivi in fabbrica con focolai incontrollabili e spargimento di virus ai familiari degli operai stessi e loro conoscenti.

In questa situazione ancora in evoluzione del virus sul territorio nazionale,sarebbe stato assolutamente prioritario ridurre il numero degli operai in arcelormittal e evitare quindi possibili contagi molto rischiosi.

Ma a Taranto,si sa,la logica del profitto ai danni della salute pubblica e’ sempre esistita.

Basti pensare al tempo del sequestro dell’area a caldo del gip Todisco e i decreti salva ILVA che misero a tacere l’atto della legge .

Oggi a Taranto l’impianto e’ pericoloso,e’ inquinante e fuori norma.

Oggi si continua a commetere un genocidio sulla popolazione e sugli operai stessi,vittime due volte.

La prima per i fattori inquinanti che assalgono i loro polmoni,secondo per il rischio virus.

Ma ripeto la legge del pil nazionale,dell’economia prima di tutto e dell’europa che vuole fatti e numeri in regola,prende priorita’ dinanzi al grido di dolore di chi ha perso figli e mariti all’interno di una fabbrica che dovrebbe da tempo dormire per sempre .

UN PERCORSO DI CRESCITA E ALTRO.

Ho scritto poco questa estate.
Hanno inciso piu’ le foto che ho fatto dentro me.
Spesso dicono di piu’,affermano un concetto di realta’ che solo il tuo sentimento elabora,rendendolo piu’ personale seppur esibendolo ad altri.La foto dei nonnini seduti alla panchina mi ha dato da pensare come noi,giovani o meno giovani,dovremo per forza della natura se Dio vorra’,prepararci a tempi morti,pause di energia,ascoltando solo i rumori della strada e gli amici,se gli avremo con noi.
ph00002
gianlucaralla©
Ma anche all’artista di strada,che gioca coi bimbi.Ridere…che parola difficile da pronunciare oggi.Ridere di cosa?Ridere per ammutolire le ansie delle guerre,le paure del terrorismo,gli orchi attorno a noi,il futuro incerto e le persone che ti feriscono.Ridere …
2638p1
gianlucaralla©
Poi le sedie vuote,spazi sociali che si perdono per colpa della tecnologia e vai,soli,a pigiare tasti e allontanarci da una discussione al bar,in piazza,seduti con quattro amici.
13774876_1951839521709269_648469448_n
gianlucaralla©

Poi la campagna pugliese,il contadino e il sudore.Fieno e terra,sole e caldo.Il sud,unico con i suoi odori e i vecchietti a zappare terreni fino alla morte,confermando una loro identita’ precisa in questo mondo in cerca di certezze.

Loro preziose figure da conservare nei nostri ricordi fugaci,li nelle campagne e immensi personaggi pieni di storie e onesta’.

ph0001
gianlucaralla©

Poi la vita di ognuno di noi.Un percorso a filo di muro,rasente ostacoli ma con una profondita’ di destino che spesso non conosciamo completamente.

bw00001
gianlucaralla©

Si riparte ancora su questo blog,scrivendo e fotografando,cercando ragioni in ogni angolo delle strade,delle citta’ a venire,delle persone che incroci o che conosci da sempre.

Un percorso,di crescita,ma anche di aspettativa.

 

DOMANI E’ VENERDI’ A TARANTO

2362bbbb
Domani Renzi viene a Taranto.
Oggi hanno messo dei fiori nei vasi vuoti da mesi nella via principale.
Hanno messo colori,ma la polvere dell’Ilva rimane ancora li sui balconi delle case popolari.
Domani Renzi viene a Taranto a inaugurare il museo,il secondo piano dell’ultima chiamata verso un turismo mordi e fuggi.
Domani ci sara’ piu’ pulizia nelle strade.Come quando venne Woijtila allo stadio,e fu rifatto l’asfalto.
Non mi rimane nulla piu’da chiedere alla politica e forse nemmeno alla chiesa.
Potrebbe venire chiunque qui,ma non mi emoziona.
Attendo solo il popolo,leale e deciso,la speranza di tutti ,lo scatto che attendiamo.
Domani e’ Venerdi nelle strade di Taranto,giornata normale per me.

SIAM MARIONETTE COME I…..

2641p1
 

gianlucaralla©

 

Come i turchi,manipolati e usati ,forse vittime o forse no.
Siamo nel gioco del sistema,che ti crea inferni e ti fa credere che ci sia il super eroe che ti salvera’(lo stato,il re,o il generale di turno).
Come i francesi,dietro il terrore che fa notizia e poi sparisce dietro altre notizie e ricompare col sangue delle vittime innocenti.
Come i pugliesi,e il treno,colpevole di ritardi e fottute menzogne fatte di promesse e regali altrove.
Siamo marionette,girate e rigirate per far ridere qualcuno e vittime,alla fine,di qualche cosa che non mettiamo a fuoco.
Siam marionette.