QUALE AUTOBUS PRENDI?

Quante volte abbiamo sentito questa frase:da oggi non me ne frega piu’ niente dei problemi degli altri.Anzi sapete che vi dico:penso solo a me stesso\a.

Vabbe’ direte voi,e’ un modo per dire, per esorcizzare quell’altruismo tipico nostrano che ci puo’ portare anche a delle fregature.

Dare molto e ricevere nulla,essere gentili e prendere cazzotti.

La cosa migliore da pensare secondo me e’ questa:tutto finira’ e allora perche’ prendersela cosi’ tanto per futili questioni?

Sarebbe meglio concentrare le nostre energie positive verso cio’ in cui crediamo.

Giustizia,religione,amore,soldi,viaggi?

Avere attorno a noi un alone protettivo di menefreghismo verso cio’ che non ci interessa o che non fa parte del nostro “credo personale”.

Prendi l’esempio del lavoro.

Utile, certo, per comprare il pane,vestiti e benzina.

Per altri e’ il senso della propria vita,l’identita’ da esibire  alle persone idolatrando virtu’ personali e logiche di carriera.

O il mezzo per comprare cio’ che serve,l’autobus giornaliero per portarci fuori dal tunnel della giornata che sara’ fatta poi di altre cose piu’ importanti e meravigliose.

Eppoi il distacco dalla logica del consumismo o della partecipazione collettiva a un rito pagano che e’ quello delle compere inutili a tutti i costi.

Ma cosa ci serve in fondo per una vita tranquilla?

L’amore dei cari,un buon libro e l’autobus del lavoro.

Io la vedo cosi’ e forse,spero,riusciro’ a essere piu’ sereno con me stesso e con gli altri.

E voi?

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