A SUON DI MUSICA,LA CHIESA CADE.

Tieni presente suor Cristina che trionfa a The Voice?

Bene questa e’ la chiesa moderna?

Questa e’ la mossa dello spogliarsi dalla rigidezza sacrale e buttarsi a capofitto nelle generazioni attuali?

Questo e’ il costo dell’apparire per essere uguali alla massa?

Teorie,pensieri.

Fatto sta che questa suora,personalmente,non mi fa ne caldo ne freddo.

Anzi vedo in lei,la crisi e non il cambiamento di una istituzione che,in altri scandali,ha perso credibilita’.

In rete,giornalmente,girano scoop che vanno dalle violenze di Ratzinger sui bambini,fino all’attuale papa Bergoglio.

Ma l’apparire anticonformista,essere pastori e agire come la gente comune,i giovani di oggi,e’ alla fine l’equiparazione di uno sbilancimento che ha marcato per anni la differenza tra noi e loro?

Oppure e’ la fine,quella fine di un credo che sa di aver perso tutto e cerca,mischiandosi tra la gente,a sovvertire idee e aspettative nostre?

Suor Cristina e’ l’emblema di una fine,secondo me.

Quella fatta da tonache in preghiera,da volti assorti nel Signore e basta.

E’ l’inizio,invece,di una parabola discendente ove il credo in Dio lascia il passo allo svago e al divertimento senza freni,senza paura di viverlo.

La differenza tra chi cantava in coro,magari in monastero di nascosto e questa suora?

Sta nel professare senza vangelo in mano,ma al posto suo,con una chitarra e un microfono….

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PREDICHE AI PREDICATORI.

La frase che piu’ mi preoccupa e’ questa:Organizzazioni non governative – che hanno interessi sull’omosessualità, sul matrimonio gay e su altre questioni».

Frase detta da Silvano Maria Tomasi, osservatore della Santa Sede alla sede di Ginevra.

Quindi l’Onu,sarebbe guidata da altre organizzazioni per destabilizzare un processo secolare della chiesa cattolica di non aprirsi a realta’ diverse e su concetti quali l’aborto e l’eutanasia.

Preoccupante sarebbe, secondo la chiesa, l’interferenza derivante dall’esterno pronta a destabilizzare anni e anni di sermoni e prediche divine.

La chiesa,dal suo punto,ribadisce un concetto espresso gia’ dai tempi di Ratzinger e adesso con papa Francesco.

Tolleranza zero verso abusi sui bambini,quindi pedofilia,e questioni legate alla omosessualita’.

Uno scontro  dove l’interferenza dell’Onu apre scenari di poteri politici e lobbysti.

Una chiesa messa allo stretto consapevole di essere peccatrice in terra e debole nei suoi uomini.

L’Onu dalla sua,forse con invadenza,ritiene giusto ammonirla per renderla piu’ responsabile dinanzi all’aumento dei casi di violenza sui minori e abusi sessuali in genere.

Siamo lontani dalla chiesa immune dal peccato,anzi dottrina pura e illibata.

Adesso vedremo se in risposta a questo monito papa Francesco mettera’ sulla bilancia nomi e volti dei peccatori.

Sarebbe un grande passo verso una verita’ che tutti noi attendiamo senza se e senza ma.

FRANCESCO,IL POVERO E LE SPERANZE FUTURE.

Ho letto del papa Francesco che di notte andrebbe ad aiutare i bisognosi dando loro denaro e aiuti materiali.

Bene caro Francesco.Fai una cosa utile e nuova certamente,ma sarebbe efficace altrettanto aprire le chiese in queste notti fredde e donare ai poverelli un riparo sicuro.

Davvero Francesco stai scombussolando cio’ che la chiesa nel passato non ha fatto,andando contro una lobby,la chiesa chiamiamola deviata,che ha perseguito vizi e affari.

Il buon papa argentino,come un disinfettante,arreca alla chiesa stessa visioni moderne e rivoluzionarie.

Saranno capaci i nostri sacerdoti a cogliere questo rinnovamento,oppure sara’ fatto fuori quest’uomo che avvicina la fede all’uomo di strada?

Dovrebbe fare cosi’ anche la politica e forse avremmo nel futuro speranza e credibilita’ in quelle istituzioni che oggi vacillano e rischiano di andare in contrasto con cio’ che aspettiamo da tempo.

Uguaglianza,diritti,onesta’,equita’.

Siamo lontani da tutto questo oppure papa Francesco e’ l’apripista di una rivoluzione?

Siamo al bivio del cambiamento oppure tutto questo e’ solo un regaluccio che resistera’ sino al prossimo successore di Pietro?

Eppure Wojitila ricordo,che porto’ cambiamenti e denunce in quello che allora era il vero problema:il comunismo dilagante.

E’ vero anche che con Gorbaciov ebbe la strada spianata ma qui da noi,in Italia,seppe condannare fermamente questioni come la mafia e la corruzione.

Ratzinger non ha fatto altrettanto e sul suo cammino apostolico regnano scandali e silenzi.

Papa Francesco,i nostri politici e noi,comuni mortali che annusiamo l’aria di un rinnovamento ma poi,purtroppo,ci scontriamo con una realta’ fatta di privilegi alla casta e figli di papa’ nei posti del potere.

I sani principi e le speranze future vengono propinate in tv da molti e spesso non hanno riscontro futuro.

Adesso piu’ che mai,servirebbero uomini e donne che stiano a fianco dei nostri problemi e delle nostre speranze.

Ma ci sono papa Francesco anche in politica?

IL “POVERELLO” ARGENTINO.

Quando la macchina di Papa Bergoglio e’ rimasta chiusa nel traffico della Getulo Vargas di Rio,ho detto tra me:la mia e’ migliore e piu’ sicura.

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Insomma la mia Nissan ALmera Tino,avra’ i suoi anni certamente,ma e’ senza ombra di dubbio piu’massiccia delle mingherline automobili  made in Italia offerte per questo viaggio

Se la folla avesse voluto sollevarla e farla girare su se stessa,ci avrebbe messo un minutino scarso.

Essere un uomo comune  come noi mortali, e’ un rischio a volte.

E deve averlo saputo bene il capo scorta del papa,Domenico Giani,il quale tra errori della polizia brasiliana e mancanza di informazione varia,ha elevato il livello di protezione al suo amato Francesco.

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Comune mortale con mezzi economici alla portata di tutti.

Facile  capire che la mossa di Papa Francesco e’ una mossa sentita col cuore senza motivi tattici studiati a tavolino.

Basti pensare che papa Francesco prima del “tutti fuori”,andava in bus tra le vie di Roma.

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Insomma siamo passati dagli sfarzi di Ratzinger,all’umilta’ di Francesco,come il poverello di Assisi.

Avvicinera’ tutto questo il cattolico in crisi?

Avra’ ripercussioni sulla gente che anche nella fede cristiana dei suoi preti, vede una casta mascherata da croci e abiti di cerimonia?

Una sfida,difficile,ma che oggi come oggi e’ importante per capire se c’e’ ancora margine per avere un successore di Pietro pronto a guidarci,confortarci e essere anche di esempio per noi.

La teologia di Ratzinger fredda e calcolata,l’esuberanza di Wojitila,sono lontane.

Avere un paragone con il buon e bello Karol forse per papa Francesco e’ piu’ facile,vista anche la sua esuberanza latina a essere partecipe con l’altro.

Andare incontro alla gente e non il contrario.

Anche per questo,l’altro giorno,gli uomini della sicurezza hanno avuto paura.

Meglio un papa altezzoso,che un poverello come quello di Assisi….?

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VACANZE ROMANE

Una domenica senza l’Angelus del Papa.

Una domenica strana,che sa di cambiamenti e tradizioni da rispettare.

Lui Ratzinger,sapra’ il peso della sua rinuncia nel cuore di ogni cattolico.

Sapra’ che la sede vacante e’ come una famiglia senza genitori.

Anche se padre Lombardi ha confermato ieri che “nel gesto del papa c’e’ eroismo come lo fu’ con Wojtyla nella sua malattia”.

Due differenze,diverse,ma che nel laico e nel cattolico,hanno creato una lacerazione che ha fatto nascere dubbi e perplessita’.

Si e’ dovuto aspettare un poco per rendere razionale il gesto di papa Ratzinger e trovarne una giusta idea di “sacrificio personale per il bene e la continuita’ della chiesa cattolica”.

Oggi san Pietro e la finestra dove si affacciano i papi,saranno sole e verranno viste con nostalgia da migliaia di fedeli che adesso sperano in una figura carismatica che possa combattere la tempesta che affligge la chiesa romana e che ha scosso lo stesso papa.

Vacanze romane diranno in molti,vacanze interminabili dal mondo e come un soldato senza piu’ generale,si lotta da solo sperando di vincere una battaglia difficile per l’esercito cristiano.

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L’EFFETTO RATZINGER SUI MISTERI TARANTINI.

Taranto.Terra non solo d’Ilva,ma anche di tradizioni.Pasqua si avvicina e il  tarantino ha un compito:diventare “perdune”.

Si il perdono,quella figura che fa piangere i bambini al suo incontro ma che gia’ dalla tenerissima eta’ timbra in loro il segno di appartenenza al rito collettivo della settimana santa tarantina.

Le processioni,l’asta per i simboli e le statue da portare il Giovedi’ santo e poi il Venerdi nel percorso oramai come la via della penitenza per l’intera citta’.

Ma c’e’ una novita’ quest’anno.Forse l’effetto Ratzinger si e’ fatto sentire.Monsignor Santoro,arcivescovo di Taranto,bacchetta le confraternite per il significato economico che si da la domenica delle Palme aggiudicandosi a fior di euro simboli e statue della tra giorni di passione tarantina.

L’entrata in Gerusalemme passa in secondo piano e l’euro e il prestigio di portare un simbolo cancella il significato stesso del rito secolare tarantino.

Un ritorno a Cristo.La passione nella sua drammaticita’ deve essere protagonista e il ricavato delle aste deve essere dato subito ai piu’ bisognosi.

Quest’ultima cosa gia’ si fa e bene grazie all’ottima organizzazione delle confraternite del Carmine e dell’Addolorata.

Pero’,l’effetto Ratzinger,incombe e cala sul popolo jonico da monito.

Sentirsi uomini e non protagonisti per il prestigio di portare un simbolo.Essere Cristo penitente e non uomo da spettacolo a tutti i costi.

Qui Ratzinger ha colpito.Il papa saluta la sua figura e ritorna piccolo,piccolo nel suo essere ridimenzionandosi davanti al mistero divino.Ecco anche i confratelli devono ridimenzionarsi,essere uomini umili e non pochi eletti che grazie al loro portafoglio mostrano un ” trofeo sacro”.

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foto di ARALLAGIANLUCA      perdune(confratello)

 

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Gonfalone della chiesa del carmine.

DIALOGO CON UN PRETE SUL PAPA E ILVA.

C’e’ poco da fare.La decisione di Papa Ratzinger ha spiazzato loro,i preti,che come soldati in una battaglia,vengono lasciati da soli a prendere decisioni senza piu’ il comandante.

Ebbene ho avuto la fortuna di parlarne con un prete che,venendo da me sul luogo di lavoro,mi ha fatto riflettere e pensare.

Prima considerazione lo sdoppiamento della figura papale.Non piu’ divino e umano,ma solo umano.

Il gesto di Ratzinger e’ il gesto di chi,stanco del proprio lavoro usurante,lascia.

Abbandona,sconfitto da fattori fisici e debolezze umane.Ma anche da colleghi cattivi,azioni che ti lasciano il segno e che chiameremmo di mobbing.

Certo,nella realta’ quotidiana e ai giorni nostri,lasciare un lavoro e’ da pazzi.Si combatte contro il male fisico(fino a quando ce la fai…),le diatribe con i colleghi,lo stipendio basso.

Il Papa appartiene a questo universo forse?Abbandona per motivi fisici e di inadeguatezza al suo compito,ma rinuncia a un dovere,morale,di proseguire.

Il prete mi dice che oggi la chiesa deve capire il sacrificio di un uomo per la chiesa stessa,per un sottobosco a volte torbido dove il preste e’ anche la mela marcia.

E allora,continua,chi si sente la mela marcia,inadeguata al “sistema”,deve abbandonare,rinunciare e liberarsi del proprio io non piu’ idoneo.

Ma chiedo:il vicario di Cristo,il successore di Pietro e’ solo un’idea o e’ stata trasformata da questo gesto in un qualcosa non piu’ fattibile,da seguire’

Lui risponde e dice:tutti abbiamo dei limiti e il limite di questo Papa e’ stato raggiunto.

Io continuo dicendo del sacrificio di Giovanni Paolo II,eroe nel rimanere nonostante tutto.

Lui ammicca e mi dice:ogni Papa e’ diverso,ogni persona lo e’…

Finisco chiedendogli un suo pensiero sulla questione Ilva.

L’ILva?E’ cio’ che ci meritiamo,che merita questa citta’.

E le morti per patologia?

E’ un disegno divino,per far capire i limiti di ognuno di noi.

Si ma ribatto dicendo:” caro amico mio sai che Riva ha sfruttato e inquinato ai danni di noi tutti e questi sono i suoi risultati?”

Mi saluta e mi dice:ognuno ha peccato…e mi pare di aver sentito sull’uscio della porta” anche il Papa…”.

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Voi che ne pensate di tutto questo?

 

HABEMUS PAPAM PIU’ UMANO CHE MAI DA OGGI IN POI.

La fine di un mito,di una cosa certa che ti ha accompagnato per anni e poi,con l’azione del suo principale protagonista,ti ha reso dubbioso e incerto.

Le pecorelle e il suo pastore,Ratzinger,smarrite nel bosco delle cose terrene e disperse verso lidi lontani da rifugi sicuri come le scritture sacre e la storia.

Ci si sente cosi’ il cristiano oggi.Ma anche chi cristiano non lo e’ in pieno.

Il Papa che abbandona e’ la verita’ smascherata,un’icona che perde potere e che diventa qualcosa terrena,umana quasi smitizzata.

Ho sentito molti pareri di persone che vengono nel mio studio circa la” caduta del muro Ratzinger”.

Tutti mi dicono che sotto c’e’ qualche cosa,complotti interni alla chiesa.

Un po’ come avviene in politica quando un deputato viene “inibito della sua credibilita’ ” allorche’ cambia casacca e diventa traditore,voltagabbana.

Ma resta.E’ qui la differenza.

Si perche’ molti nella chiesa attuale vedono la politica nascosta sotto i vestiti candidi del sacro,il prete che diventa politico metodista per far fuori il suo fratello di corrente diversa.

Solo che questa volta il fratello era quello maggiore,il Papa appunto,punito nelle sue scelte e boicottato nel suo cammino teologico.

Lui,Ratzinger,abbandona la nave perche’ fiuta il pericolo,oppure perche’ ha visto e sentito troppo.

Quasi schifato dai suoi fratelli,va via da una chiesa che mai ha reso simile al suo pensiero dottrinale e che lascia al suo successore nelle mani di un lupo cattivo fatto di preti pedofili,carte rubate e qualche scandolo che prima o poi verra’ smascherato.

La data di ieri e’ storica.E’ la fine per alcuni della chiesa cristiana,la sconfitta del suo generale,vicario di Cristo e successore di Pietro,che alzando bandiera bianca dice di essere umano dinanzi all’avanzare del tempo(certo lo siamo tutti…),ma dimentica il suo mandato che per secoli e’ stato rispettato.

Certo Celestino v,poi il Papa ragazzino che abdico’ a 14 anni per poi sposarsi.

Si ma si era in tempi dove per essere papa bastava essere un principe ricco e potente.

Ratzinger ci ha dato una mazzata,fredda e dura come nel suo stile,una mazzata che sancisce il diritto di scappare dinanzi ai nemici e ai pericoli tesi da loro.

Habemus Papam,piu’ umano che mai da oggi in poi.

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LA GUERRA PERSA DEL COMANDANTE RATZINGER.

Il Papa che si dimette e’ una notizia bomba.Il vigore gli manca,gli anni ci sono e diventa cosi’ difficile alzarsi presto la mattina e andare al lavoro.Poi gli scandali della chiesa,tra preti pedofili e carte rubate,hanno fatto la differenza.

E allora Ratzinger diventa umano,capisce la sofferenza a essere il capo della chiesa e si dimette,annunciando questa sconfitta e andando in pensione con l’eta’ avanzata.

Ma scusate,Giovanni Paolo II non aveva forse piu’ gravi problemi e invece fino all’ultimo e’ stato presente?

Non aveva una malattia invalidante nel muoversi e parlare e sprizzava gioia e fede nonostante tutto?

No caro Ratzinger,non me la conti giusta.

Credo che abbandonare una nave,come ha fatto Schiettino,sia segno di vigliaccheria e mancanza di potere,anzi diro’ di piu’.

Il Papa ha il dovere morale di essere la guida dopo Pietro e,sino alla fine dei suoi giorni,dovrebbe difenderla dagli attacchi di chi la vuol far scomparire.

Cosi’ facendo caro Joseph,hai dato la vittoria a chi ti odia,a chi anche in te,vede la connivenza con la chiesa malata.

Dovevi resistere,alzarti la mattina e dire al mondo intero che la chiesa,nella sua battaglia,ha un esercito con un comandante che e’ pronto per primo a sacrificarsi.

Tu scappi,la tua guerra e’ stata persa.Peccato.

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