CARO ADRIANO,……

Giovedì al cambio turno sono andato alla Porta D dell’Ilva. Faceva caldo, ero stanco, ho deciso di mangiare una banana. L’ambulante di frutta ha rifiutato di farsi pagare: “Mangiatevela con la buona salute”, ha detto. Venerdì al cambio turno sono andato alla Porta A. Pioveva, ero stanco, una banana ci stava bene. L’altro ambulante non ha voluto farsi pagare. “Buon appetito a voi”, ha detto. Lo riferisco per mostrare il lato migliore dell’Ilva e del mondo. Al tempo stesso sono un po’ preoccupato che si diffonda la voce che c’è un vecchietto che ogni giorno viene a una porta diversa dell’Ilva per mangiarsi una banana a sbafo.”

Adriano Sofri.

C’e’ chi lo ama come opinionista(io),c’e’ chi lo vorrebbe morto per il suo passato da terrorista in Lotta Continua.

Il caso Calabresi,ucciso e forse lui mandante politico.

Un personaggio che fu in lotta con le istituzioni,che mi affascina nel suo dialogare quotidiano con i lettori dei vari siti a cui collabora e nei vari quotidiani.

Sofri e Taranto.Un amore nato grazie all’ilva,di cui e’ attento osservatore fin dal passato.

I suoi articoli sono passaggi crudi e veri,una forma di sostanza del problema jonico che lui trasforma anche in poesia.

Un esempio:

“A Taranto tira un vento da far invidia a Trieste, e se ogni famiglia stendesse uno striscione il vento li gonfierebbe tutti e la città prenderebbe il largo a gonfie vele con su scritto: Taranto ribellati”.

Caro Adriano se potessi venire da me,ti ospiterei con la gentilezza tipica del sud,dialogando con te del passato e di quella forma di rabbia,il terrorismo,che e’ un dolore per l’Italia intera e che oggi aleggia nella sua forma con la disperazione.

Un paradosso oppure una stupida idea,una di quelle che fanno paura e che confermerebbero una cosa:le istituzioni,quelle che anche tu hai ripudiato,forse non ci meritano e noi,assieme a te,siam terroristi ideali di un tempo grigio e cattivo,come oggi qui a Taranto.

GIUSTIZIA: MANIFESTI; SOFRI, SONO UN'INFAMIA E UNA PORCHERIA

L’INUTILITA’ DEL 2 GIUGNO E IL SENTIMENTO DI ASTIO SENTITO DA MOLTI.

Il 2 Giugno forse non lo sentiamo mai cosi’ lontano come ora.Colpa della politica,dei ladri al governo e dalla lontanaza creata da loro verso noi.
L’Italia,la Repubblica italiana,difesa da frasi ad arte del capo dello stato,dai politici attaccati alle sua ossa per succhiar ancora sangue, e’ poco amata invece e a volte disprezzata e offesa.
Ora anche nell’unico momento di simbiosi col popolo,nel pallone,e’ vista male e come una ladra che frega gli scommettitori leali,e’ bestemmiata e derisa.
Siamo italiani nelle difficolta’il terremoto per esempio,siamo italiani nella critica alla nostra bandiera e siamo anche lontani nei momenti difficili di un paese rappresentato male nella politica e nei suoi attori.
Un senso di nazione,con la N maiuscola,non si vede per il momento forse perche’ l’italiano e’ stanco di farne parte nel gioco meschino delle parti,istituzioni e popolo.
E allora anche i doveri,come le tasse e i sacrifici,vengono maledetti e ci si domanda a che cosa possano servire questi quando i soldoni vanno sempre nelle stesse tasche.
L’Italia deve essere umile,sana e rispettosa del suo popolo,quello che si alza alle sei per andare in fabbrica e di quello che campa con le 800 euro mensili.
Il 2 Giugno e la sua parata non freghera’ a molti quest’anno,e si cambiera’ canale e magari si vedra’ un bel film al posto di sfilate luccicanti e di soldi sprecati che sarebbero serviti ad altre cose.