AH AH AH….

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Vedete questo filmato su youtube a questo link .https://www.youtube.com/watch?v=Pk69WwJSrCc
Si ride dei fumi che escono dall’Ilva e si gioisce per essi,come fossero purificatori dei peccati della nostra comunita’.
Si ride sapendo che si e’compartecipi di una morte anche di essi stessi,gli operai,oramai schiavi di una nuvola che annebbia il ragionamento e che ti fa pensare che,purtroppo,lo fai perche’ vittima di un sistema che sacrifica persone per non sentirsi ai margini sociali.
Ride,lui l’operaio che nei fumi vede il primato dell’inquinamento quotidiano e che nei fumi e’ re,tra i fumi stessi,di un impero che ha mietuto vittime negli anni.
Puo’ essere uno scontro di classe,fatta da borghesia pro chiusura e ceto medio che salva la giornata ?
Puo’ essere l’inizio di una sfida che ha due attori,erudito uno e inconsapevole per ignoranza l’altro,e che finira’ come al solito per scelti gestionali politiche?
Prima cosa non credo all’operaio ignorante,grezzo e rozzo.
Il livello da anni e’ salito e oggi l’operaio diplomato sa e si documenta del suo lavoro e dei rischi connessi.
Sa anche della problematica ambientale,delle norme europee che infrangono limiti salva vita,ma rimane li, fermo a dire si “obbedisco”.
Le risate ignobili di alcuni,nel momento della fumata velenosa,la gioia di sversare nell’aria dolore e morte,si e’ sconfitta ma resta il fatto che oggi lo scontro sociale non e’ il problema principale.
Oggi la questione rimane concentrata su cio’ che allo stato l’Ilva regala,con fatturati pro pil e altro.
La questione e’ che lo stato,credo,scegliendo la morte di questa citta’ per mano dei fumi,non chiudendo la fabbrica,non vuole creare una vera questione sociale,una rivolta che sarebbe insopportabile da gestire.
Quindi l’agonia va e con essa il fumo  e le risate di alcuni.
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DISASTRO AMBIENTALE:DIN DON SUONANO LE CAMPANE DELLA GIUSTIZIA?

44 rinvii a giudizio  per disastro ambientale dell’Ilva di Taranto.
Ci sta Vendola,il sindaco di Taranto Stefano,un sacerdote e tante altre persone che,secondo la magistratura,avrebbero in un modo o nell’altro avuto privilegi o dato favori alla piu’ grande azienda europea dell’acciaio.
Io da tarantino adesso due cose devo dire.
Primo punto:se ci dovessero essere altri decreti salva azienda e pene ridotte senza GALERA,avrei una condanna perenne sulla mia vita,una sciabola tagliagola che annienterebbe un sacrosanto diritto,e cioe’ quello della giustizia terrena.
Per quella divina lasciamo stare a chi,dopo vita,andra’ incontro al mistero della morte.
Secondo punto :questi paladini politici che negli anni hanno sviscerato ideali ecologici in difesa della terra jonica e del suo popolo,hanno invece offeso tutto questo e,anzi,hanno fatto il contrario di tutto cio’ che nelle loro ideologie politiche aveva sbandierato ai quattro venti.
Io da tarantino,non so se vedro’ mai la giustizia emergere da questa torbida vicenda,annosa,fatta di morti bianche e colpevolezze amministrative.
Fatta di risate al telefono sui morti dell’Ilva e fatta di ricordi,affetti di persone che ora non ci sono .
E’ il tempo della giustizia terrena,spesso manipolata da giudici non liberi delle proprie decisioni,accerchiati da tagliagola politici e minacce velate.
Vedremo,come al solito.

QUANDO UNA SVOLTA?

Gli operai dell’Ast di Terni,hanno preso i manganelli in testa per difendere un posto di lavoro,quello di cui tanto parla Renzi da Firenze,e che e’ oramai un sogno per tutti.

Gli operai,difesi dall’uomo piu’ di sinistra di oggi,cioe’ Landini,prendono i manganelli in testa perche’ non vengono difesi dai politici nostrani,politici che invece,da molti anni grazie ai decreti salva Ilva,difendono il colosso di Taranto contro tutti e tutto.

Gli indici di inquinamento ambientale oramai leggibili in rete ,ci dicono che non scendono e assieme a essi,anche i fumi invadenti che entrano nei polmoni di noi tarantini,in barba ai divieti di produrre in alcune zone dello stabilimento sanciti da organi di controllo.

Vi voglio postare il link del caro amico Fabio Matacchiera,uno dei pochi rimasti a mettere il proprio volto nella battaglia contro la fabbrica killer.

Sono convinto che lui,assieme a molti altri,sarebbe disposto anche a prendersi manganelli in testa,ma allo stato attuale a Taranto,sembrerebbe vigere un senso comune di sconforto e amarezza nel vero cambiamento che tutti noi auspichiamo.

Il cambiamento del piano di risanamento ambientale che spesso il governo ci promette e che invece,e queste immagine sono la prova,dimentica e asseconda consensualmente….

Taranto ringrazia e incassa.

A quando una svolta?

ECCO IL LINK

https://www.youtube.com/watch?v=H5HpbDK-whw&feature=youtu.be

RIMANDATI A SETTEMBRE.

Ieri  l’arcobaleno stupendo che ha avuto Taranto,presagiva una giornata a venire densa di colori,di luce sulle ombre del caso Ilva.

Iniziava oggi,infatti,il processo riguardante le 53 persone che sono coinvolte nel disastro ambientale del siderurgico.

Tutto rimandato a settembre,attendendo che ci si pronunci in merito allo spostamento del processo da Taranto in altra citta’.

Insomma la burocrazialegislativarompipalle,ha agito su un processo che vede coinvolte diverse persone,i Riva figli in primis,e che ha ripercussioni a livello nazionale anche,visto che il sub commissario Edo Ronchi,ha confermato che la strada per la salvezza dell’Ilva stessa e’ ancora in salita.

Tra soldi per le bonifiche auspicate bloccate dalla magistratura,la richiesta in soldi per il danno ambientale del Comune jonico e di associazioni,sindacati e famiglie di operai,il futuro dell’azienda genovese sembra rimanere attanagliato da esborsi economici che comunque,governo o non governo in aiuto,dovranno uscire.

L’arcobaleno di ieri,ci narrava anche di una speranza legata alla qualita’ dell’aria nel nostro territorio,una qualita’ che secondo il commissario Ronchi,sembrerebbe migliorata nel quartiere Tamburi,quello vicino all’Ilva e nella citta’ stessa.

Sara’,ma l’odore della cockeria quando spira tramontana e’ sempre nei nostri nasi,come quello dell’Eni e le sue torce malfunzionanti.

Oggi vedendo il gran numero di cronisti dinanzi alla sede dei Vigili del Fuoco,adibita a scenario per l’udienza preliminare,mi vengono alla mente i grandi processi avvenuti in Italia.

Tangentopoli in primis,con il tribunale di Milano alle spalle dei cronisti e le dirette per capire se qualche nome “eccellente potesse venire fuori” da quella inchiesta.

C’era il pm Tonino Di Pietro,il giustiziere degli italiani svenduti alla politica,quelli che persero allora i propri idoli smascherati e in fuga dall’Italia.

Si quella immagine eccheggia oggi nella mia mente,quella di un giudizio atteso da molti ma che lascera’,secondo l’amaro in bocca.

Vi lascio un link del Fatto Quotidiano,ove c’e’ un articolo dell’amico Alessandro Marescotti.

Forse lui e’ il nostro Di Pietro,forse lui assieme a altri ambientalisti,saranno artefici di una rivoluzione culturale che porra’ Taranto dinanzi a una scelta:cambiare o sparire,estinguendosi come le popolazioni indigene ammazzate dall’avanzare della civilta’ e che oggi sono un ricordo.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/19/ilva-processo-alla-diossina-la-rivincita-di-piero/1032908/

LA STRANA SINDROME DI STOCCOLMA A TARANTO.

Il paradosso c’e’ e si vede quotidianamente a Taranto.

La sindrome di Stoccolma,quell’amore tra chi ha provocato un evento traumatico a qualcuno e chi lo ha subito.

Un odio tramutatosi in amore,rimescolato a un certo meccanismo strano che e’ il sentimento umano,o la stessa mente.

Fatto e’ che qui,tale sindrome,la si vede con i camini dell’Ilva,con i suoi danni quotidiani e il logorio delle macchine infernali.

Alla fine,molta gente,quasi in silenzio racconta di una necessita’ che ci vuole comunque sia,di un “nemico aguzzino” che ci deve essere e che anzi,grazie a lui,ti fa vivere.

E allora,la vittima,il cittadino stesso,raccoglie i mali che esso ci dona,e diviene ubbidiente alle sue volonta’.

Ci deve essere,per forza di cose,altrimenti questa vita senza di lui e’ senza futuro,senza tranquillita’.

In un angolo,ci si ritrova a guardare i veleni uscire dai comignoli alti,e si pensa che lui,l’aguzzino,in fondo fa solo il suo dovere.

E’ cosi’ forte la sindrome di Stoccolma che si dimenticano i guai che arreca a tutti,ai giudizi dei medici e le sentenze dei magistrati.

Ci deve essere per forza,non fa niente se e’ cattivo o brutale,”lo amiamo”…..

Molti scherzano dicendo che la “diossina ha dato in testa,ha fatto crollare il punto di non ritorno tra cruda realta’ e dati scientifici che ci dicono,purtroppo,che qui la terra e’ avvelenata.

Dati che aumentano sempre piu’,che feriscono le persone e le annientano con mali irreversibili.

Ma lei,questa strana sindrome,sembrerebbe vincere sul popolo jonico,nonostante le battaglie continue e le morti sempre piu’ in espansione per causa/effetto dovuta alla produzione.

E penso a chi e’ stato rapito,li nell’angolo con la testa tra le gambe,pensando che il sequestratore sia in fondo anche un po’ umano…..come noi con l’Ilva?

LA MARCIA CHE VERRA’,TRA SPERANZA E ILLUSIONE.

C’e’ che il 6 Aprile si partira’ da un paese vicino a Taranto,Statte,per una marcia a favore del diritto all’ambiente sano e pulito.

L’ennesima protesta con connotati diversi.

Ci sara’ la chiesa con a capo S.E. Monsignor Santoro.

Una presenza non amata dal” Comitato cittadini lavoratori liberi pensanti”,presenza che darebbe significati non consoni a cio’ che specialmente loro hanno nel tempo denunciato.

Con la stessa chiesa di mezzo….

Ma torniamo alla marcia.

Dicevo l’ennesima,forse inutile.

Ma il bivio dove siamo arrivati e’ tale che bisogna essere o di parte pro industria,oppure categorici al no nel nostro territorio.

Si sono sviluppate anche questioni politiche attorno alla salute.

Antonia Battaglia con la propria candidatura nella lista “L’altra Europa con Tsipras”,ha rinunciato allorquando ha visto la presenza di esponenti di SEL nel gruppo.

Una logica dettata dal connubio non certo d’amore tra la stessa SEL e il territorio locale,vista specialmente la posizione alquanto ambigua di Vendola e la dirigenza stessa dell’Ilva.

Il fronte ambientalista con le varie associazioni,si fara’ sentire e sara’ della protesta.

Protesta cha avviene anche in un momento dove vengono messi in discussione i valori stessi dell’Arpa.

Insomma si scendera’ in strada ribadendo un concetto naturale che emerge quotidianamente:si ha bisogno di tutela della salute pubblica.

La visita dell’altro giorno di Alfano, come ho scritto nel post precedente,racchiude in se una beffa per la stessa citta’ jonica.

L’emergenza non e’ la mafia a Taranto,seppur riconoscendo elevati valori di disagio sociale e aumento della criminalita’ .

Ma la vera emergenza e’ l’ambiente,la salute collettiva e i posti di lavoro connessi a possibili chiusure di parti dello stabilimento tarantino.

La chiesa,come vuole l’attuale papa,deve essere aperta e non ambigua.

Il caso Ilva,seppur rappresentando l’emblema degli intrecci tra politica e dirigenza aziendale,ha riportato anche alla luce fatti di cronaca dove la curia locale si e’ resa protagonista certamente non dando una bella luce di se…anzi.

Quindi monsignor Santoro,con la sua presenza forse,vuole riallacciare quel filo interrotto tra chiesa locale e cittadini.

Statte 5 Aprile 2014…..a venire.

CARO ALFANO,NON MI DIRE CHE….

“Li prenderemo,li staneremo,sono bestie,60 uomini in piu’ a Taranto,controlleremo le prossime uscite dal carcere dei mafiosi,Ros,tecnologia avanzata di controllo…..”

Alfano,oggi a Taranto in Prefettura.

L’emergenza per questo territorio per lo Stato e’ la mafia,quella che ha ucciso il piccolo tra le braccia della madre sulla S.S. 106 alle porte di Palagiano.

Lo stato corre,nelle sue auto blu,si fa strada e scalpita per mettersi in mostra,per dire che c’e’.

Lo stato e la sua priorita’ in terra jonica,lo stato che c’e’ e reprime il male.

Ma l’emergenza qui non e’ la guerra tra bande,come lo fu negli anni 80 quando in citta’ si sparava ogni giorno.

L’emergenza,seppur riconoscendo il grave fatto accaduto e la povera vita persa del bambino,e’ e rimane l’ambiente caro Alfano.

Il tuo governo sa questo,ma latita a cercare canali risolutivi,annaspando e tentennando dinanzi alle evidenti violenze che quotidianamente la fabbrica dei veleni,l’Ilva,riversa sulla citta’.

Tu Alfano,lo sai dentro te.

La strage dell’altro giorno,ripeto seppur gravissima e allarmante,rimane in un contesto di violenza tra bande rivali e vendette trasversali.

La vera strage,caro Alfano,e’ l’ambiente distrutto e i morti che ci sono stati e ci saranno se non si mette fine al favoritismo che il tuo stato,il tuo governo, fa ai Riva.

Ecco perche’,Alfano,la velocita’ impressionante del venire qui e le parole di fermezza verso questo episodio,urtano la sensibilita’ di noi tutti che nello stato non vediamo,spesso,il difensore dei nostri diritti.

Quindi,vorrei vedere anche azioni risolute e celeri verso il problema ambiente e rispetto verso tutti i morti che hanno lasciato famiglie nel dolore e bimbi orfani.

I 50 COMPAGNI DI MERENDA SOTTO I CAMINI DELL’ILVA….

La magistratura tira le somme e mette sul piatto della bilancia 50 indagati nell’indagine che ruota attorno all’Ilva dei Riva e il mondo politico.

Ci sta anche lui,Vendola.

Si quello che rideva con Archina’,dirigente dell’azienda ligure,al telefono.

Anche il sindaco Stefano risulta nell’elenco degli indagati e non fa certo effetto visto che lui,Ippazio,e’ stato sempre nella testa di tutti(o quasi tutti)i tarantini per gli ammiccamenti rivolti alla famiglia Riva.

Ma il discorso personalmente non gira attorno solo ai colpevoli della mala gestione tra un colosso industriale e una citta’,Taranto,che rivendica il diritto  a vivere meglio.

Il fatto sta nel capire se noi tutti,siamo stati presi in giro e messi sull’altare del sacrificio azzerando una possibilita’ di vita normale.

Dobbiamo capire se la diossina nel sangue che abbiamo,ha nome e cognome e se,essa,potra’ mai essere vendicata dalla giustizia terrena.

Adesso,in un momento storico ove lavoro e crisi europea si affrettano a dirci che il nostro paese e’ quasi come la Grecia,la famosa questione legata allo scotto da pagare per lavorare e tenere su famiglia,arriva al bivio critico.

Si lavorare e morire.Ma lavorare e non fare nulla affinche’ esso,il lavoro appunto,diventi anche fonte da controllare,amministrare bene e difendere in nome di un altro diritto,la salute,messo da parte e’ priorita’ assoluta.

Adesso se giustizia e diritto devono combaciare,che avvengano pure in massa le scomuniche e i pegni da pagare dinanzi a noi.

Se la politica e’ rea di essere concubina degli intrallazzi,che venga messa a nudo,estirpata dai suoi attori senza dignita’.

Taranto deve avere questo.

Se poi tutto verra’ dimenticato,allora non restera’ che piegarci a un destino amaro,scritto nel dna di questa citta’.

Oppure,per chi ne avra’ voglia,continuare a lottare,crederci e andare per le vie della nostra citta’ a dire che io,tu,no..no,non ci piegheremo…MAI.

MUTAZIONI GENETICHE A TARANTO.

Mutazione genetica.Cambio di forma o se volete anomalia della figura.

Fatto sta che a Taranto,in Mar Grande,una comunissima stella marina ha regalato al dott.Vincenzo Golconti, una amara verita’:invece delle solite 5 braccia,la stella ne aveva 19.

Era zuppa di diossina e viveva a pochi passi dalla grande industria.

Mutazione genetica dovuta alla presenza di diossina nelle acque,oppure casualita’ della natura?

Vedremo.Fatto e’ che la chimica colpisce la natura,cambia le nostre radici genetiche e ci “regala” sorprese che non vorremmo vedere.

Si va dai tumori dell’apparato respiratorio,alla catena alimentare oramai contaminata dall’effetto camini,fino alla mutazione genetica della flora marina.

Mi aspetto,un giorno o l’altro,vedere comparire dal mare,una creatura con due teste e mille braccia.

Una creatura che dira’ come ancora oggi l’uomo vuol cambiare il corso della vita,annientandone diritti e sicurezze.

Una creatura senza identita’,o se la possedeva,l’ha persa dentro le sue sofferenze,dovute ai cambiamenti interni e alla violenza che il popolo jonico subisce quotidianamente.

In nome del diritto a produrre ammazzando un popolo,tu creatura esci dalle acque e diventa il simbolo del futuro di una citta’ persa nel nulla.

P.S.  Mi dicono che si tratta di una bufola.Meglio cosi’ ma….attenzione la diossina e’ presente nella catena biologica marina.Le cozze ne sono un esempio.

COSTA CONCORDIA A TARANTO?E POI ?

Leggo che Confindustria di Taranto,candida il porto della citta’ jonica come ideale scalo per lo smantellamento della nave Costa Concordia.

Una commessa alta,si parla di circa 500 milioni di investimenti e una forza lavoro di quasi 600 operai per due anni.

Domanda:ma invece di costruire navi,le andiamo a smantellare per un accontentino di due anni?

E se invece puntassimo alla realizzazione di un serio percorso di cantieristica navale,come lo fu l’allora cantiere Tosi,non sarebbe cosa migliore?

Sarebbe opportuno parlare di alternativa all’acciaio,definitiva e stabile per la nostra citta’.

Ora specialmente che Riva mette seri paletti sulla cassa integrazione e mobilita’ per migliaia di operai visto il difficile momento inerente le commesse in riva allo jonio.

Un mare,un tesoro.

Taranto ha tutto cio’,e’ la citta’ dei due mari resa ambigua nel tempo allorquando in essa si scelse una fase dell’Italia che in Taranto vedeva la potenza industriale da anteporre alla Germania nordica.

Ma e’ anche la sconfitta e la morte di un passaggio,questo,che attualmente nega spazi diversi e costruttivi in altri ambiti lavorativi,visto che e’ stato ucciso e avvelenato un territorio in nome del consumismo.

Adesso con una possibile commessa,si vorrebbe ridare fiato alla citta’,farle credere che puo’ essere in grado di riscoprire cio’ che e’ stata per molti anni.

Poi tutti a casa felici e s…contenti?O no?