OGGI SONO INCAZZATO NERO.

La rivolta dei forconi,ha fatto una vittima:la mia pazienza.Quella di cercare oggi un benzinaio,di trovarne uno e mandarlo al diavolo perche’ la fila era di tre chilometri.Ho perso la pazienza perche’ pensavo a cosa fare domani se avessi avuto il serbatoio a secco e,in nome del popolo ribelle sovrano,avrei dovuto accettare il tutto in nome “della protesta dei forconi”.
Insomma siamo stati catapultati oggi nell’era del disordine e dei piani che avevamo in testa andati a farsi fottere.
Loro,i forconi,hanno vinto e hanno fatto capire a tutti che non scherzano malgrado molti ancora in loro vedano un uso distorto del voler popolare.
Monti avra’ preso atto dei disordini nati e,come un vero tecnico,avra’ nel cassetto la soluzione logica per contrapporsi a loro,i forconi.
Molti invece sperano nella rivoluzione che parte dal sud povero e irrequieto e che,nei forconi,vede la libera protesta della giustizia popolare.
Sara’,ma io oggi,sono incazzato nero.

LA RIVOLTA DEI CAMINI.

Vivo a Taranto,la piu’ grande citta’ inquinata d’Europa.
Abbiamo l’Ilva del signor Riva,abbiamo la  raffineria ENI,abbiamo la Cementir.
Tutto in una ristretta area che va dal quartiere Tamburi fino alla S.S. 106 dove se si passa da li vieni investito dalla puzza del gas della raffineria.
L’altro giorno la raffineria ha sversato in mare idrocarburi che hanno fatto del mare limpido jonico,una pattumiera di oli e combustibili inquinanti.
Nessuna testata nazionale ha riportato la notizia e,solo grazie ad alcuni volontari ecologisti,si e’ potuto approfondire il dramma del disastro ecologico.
Fa piu’ notizia il caso Sara Scazzi con le telecamere piantate come avvoltoi su corso Italia dinanzi al tribunale che,invece,questo ennesimo scempio alla citta’.
Le istituzioni politiche,in primis col governatore Vendola,sembravano aver condotto una azione quasi personale contro la grande industria ma,pochi giorni fa,con le dichiarazioni felici e ottimistiche del caro Nicky nazionale nei confronti dei dati sulle emissioni di diossina sul territorio tarantino,tutto si e’ ridimensionato e ha creato,nell’area ambientalista,grande preoccupazione e sconforto.
I dati non sempre vengono in continuazione come dovrebbe essere e quindi,quelli enunciati da Vendola,non sono attendibili.
Si continuano a verificare poi casi di morte per neoplasie polmonari,aumento di tireodismo infantile e inquinamento di latte negli animali con conseguente morte di essi che vengono abbattuti.
Taranto non deve essere la citta’ della morte per scopi economici della grande industria,non puo’ essere violentata quotidianamente da parte di chi,della produzione,ne fa un uso personale a discapito della sicurezza ambientale.
Sveglia Taranto.Adessopiu’ che mai,bisognerebbe agire di forza,con azioni spettacolari per richiamare l’attenzione dei media sul continuo suicidio che sta avvenendo in questa comunita’ jonica.
Molti hanno dato risalto accostando il caso della Costa Concordia all’Ilva di Taranto,adducendo una simbiosi su due femomeni,inquinanti,che destano allarmismo mediatico(Costa) e scarsa informazione dall’altra parte(Ilva,Eni..).
Rivolte dei forconi,degli avvocati,dei notai.A quando la rivolta dei camini??
SVERSAMENTO NEL MARE DI TARANTO DI IDROCARBURI DALL'ENI.