CUBA IL PAPA E I MISSILI DEL ’62.

  • Quando  si  vuole una  cosa  basta muovere le pedine giuste e i risultati arriveranno.

  • In questo caso le pedine sono il Papa,Obama e il vento di cambiamento che il Vaticano sta mettendo in atto per riallacciare le trame di fili spezzati tra nazioni e popoli.

  • I missili sovietici nel ‘ 62 facevano paura e la pressione americana alla fine  vinse sullo spettro di un possibile evento bellico a  colpi di armi nucleari.

  • Non so se Bergoglio abbia avuto merito pieno in questa storia,ma personalmente credo che Cuba non rappresentando più  un pericolo per l’America,sia stata relegata  a ex nemico che depone le armi ammettendone   la sua inferiorità.

  • Credo anche che attualmente se dovessimo ricercare una nuova Cuba,la Corea del Nord sarebbe la più  accreditata a esserlo ma con rischi maggiori e conseguenze più  dure.

  • Se i fratelli Castro potrebbero  far parte del club degli idealisti sconfitti,sicuramente il regime di Pyong Yang no

  • Qui le carte in tavola ci dicono di un regime chiuso,ermetico e fondamentalmente poco pronto al dialogo.

  • L’albero di Natale che la Corea del Sud voleva mettere al confine in segno di pace e fratellanza,albero rifiutato dalla vicina sorella del nord,è  l’emblema del fallimento di possibili aperture attualmente.

  • L’America sappiamo  che ha memoria lunga e,come un volpe,fiuta la preda e al momento giusto attacca.

  • Per il nuovo anno mi aspetto sorvoli di nuovi aerei U2 sul territorio asiatico,e speranze correlate da preghiere sui sampietrini di piazza del Vaticano.

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SIAMO PRONTI?

Correvano la fine degli anni 80 e Sting cantava Russian ricordandoci lo spettro della guerra fredda.

Gorbaciov era il presidente della speranza e,con quella voglia simpatica stampata in fronte,mi dava tranquillita’.

Era piu’ vicino a noi mediterranei,piu’ consono alla difesa dei valori della vita e della pace comune.

Oggi leggo che una nave russa arriva vicino le coste siriane perche’ vuol difendere la Siria stessa dai missili anti Isis che l’America lancera’ nel territorio siriano stesso.

Missili che,alla luce delle ultime rivelazioni inerenti l’uso del gas da parte di Damasco sui civili,potrebbero prendere altre direzioni.

Correva l’anno 1980 e i russi in crisi di identita’ si ponevano la domanda da mille dollari:continuare col comunismo oppure modernizzarsi con le nuove ideologie piu’ liberali e consone ai tempi.

Ma oggi con Putin di mezzo sembrerebbe alto un vecchio ritorno al dualismo dei tempi di Regan.

E allora l’islam feroce e fuori controllo appare un trampolino di lancio per altre questioni vecchie da regolare.

Mi e’ sembrato piu’ realista e sincero il presidente iraniano,che con la calma serafica all’Onu,ha spiegato che molti errori sono stati fatti dall’America con la sua invadenza in questioni estere.

Avra’ anche i suoi scheletri nell’armadio quest’uomo,ma e’ evidente come non abbia tutti i torti poi.

Dai tempi dell’11 settembre delle torri gemelle,appare evidente come la politica della vendetta esportata  fuori dalle mura americane,mette a rischio tutto il pianeta.

Vale la pena andare dietro al treno a stelle e strisce,rischiando la pelle dei propri cittadini?

Vale la pena accettare la sfida all’Isis e professare il credo del dente contro dente per dire di essere giustizieri e profeti della sicurezza del mondo?

Molti opinionisti credono che l’Islam possa essere lasciata sola senza interferenze alcune.

Che la si possa far agire secondo le proprie regole e ideologie.

Del resto dovremmo aspettarci dagli imam sparsi in Europa,rimproveri e tirate di orecchio a chi distorce la dottrina dell’islam stesso.

Fatto sta che ,a detta del capo dell’intelligence europea,e’ troppo tardi per fermare i jihadisti sparsi in Europa stessa.

Siamo pronti a pagare le conseguenze di comportamenti espansionistici americani?

O siamo proprio dinanzi allo scontro di religioni che,addietro,Oriana Fallaci aveva intuito e anticipato nei suoi libri? 

LA CRIMEA O IL TOPEXAN DI RENZI?

Che la Crimea possa interessare alla Russia non c’e’ ombra di dubbio.

Del resto Putin vuole ribadire un concetto semplice e assoluto:lui C’E’.

Ma siccome esiste anche l’altra parte della medaglia,l’America,si rischia che vadano a scontrarsi due ideologie espansionistiche diverse ma uguali alla stessa maniera.

Una,russa,convergente verso quelle parti del mondo dove ancora c’e’ il filosovieticopensiero,apportatore di ideologie vintage ma sempre utili da rispolverare per far cassa.

E la cassa,in questo caso e’ la ricchezza di un territorio.

In contrasto a tutt cio’,c’e’ un paese,l’Ucraina,che nei giovani con l’occhio all’Europa,sperano di distaccarsi e spogliarsi di un cappotto troppo vecchio che li ha chiusi per anni nelle non riforme atte a entrare nella modernita’ tipica di altri paese confinanti.

Questo Putin lo sa,e sa anche che il suo potere regge anche grazie alle vecchie cariatidi che hanno nella bandiera rossa una loro identita’ da difendere.

La questione,o il punto di snodo,e’ che la Russia non puo’ permettersi di vedersi sbattere in faccia questa identita’ stessa in cambio di ideologie filo europeiste che allontanerebbero una egemonia sparsa negli anni nonostante il nascere di tanti stati satelliti alla stessa casa madre.

E allora,si il distacco fisico,ma non quello ideologico dall’amata Mosca a -40.

L’America e Obama,nella strafottenza sovietica verso tutti,vede il riaffacciarsi della guerra fredda e anzi un comportamento da duellante a armi pari.

Di mezzo ci siamo noi,piccoli vermicelli in mano ai grandi che annaspiamo nel mare burrascoso europeo scambiandoci idee per non morire di mal d’euro.

Renzi,al cospetto di Putin e Obama,e’ quel ragazzotto Topexan che prende in mano il paese e cerca di convincere,dopo i vari Berlusconi e Monti,gli amici di merenda europei.

Con il suo pensiero logico e avvincente,sono convinto che dopo aver convinto Holland fara’ il cascamorto con zia Merkel e lei,pur fredda,si aprira’ al ragazzotto pulito e all’acqua di rose.

Il rischio?

Il rischio e’ che perderemo di mano o di occhio cio’ che sta per far cambiare un asse di pace fino a questo momento,America e Russia appunto,e che le beghe economiche nostrane allontanino la vera forza che avrebbe dovuto avere l’Europa.

E cioe’ quella di essere promotrice e artefice di dialoghi tra le grandi potenze e con esse e in esse cercare scambi commerciali per far ripartire le economie di tutti i membri dell’Europa stessa.

Putin,Obama,Merkel,Renzi…insomma tante facce e problemi diversi.

FRANCESCO,IL POVERO E LE SPERANZE FUTURE.

Ho letto del papa Francesco che di notte andrebbe ad aiutare i bisognosi dando loro denaro e aiuti materiali.

Bene caro Francesco.Fai una cosa utile e nuova certamente,ma sarebbe efficace altrettanto aprire le chiese in queste notti fredde e donare ai poverelli un riparo sicuro.

Davvero Francesco stai scombussolando cio’ che la chiesa nel passato non ha fatto,andando contro una lobby,la chiesa chiamiamola deviata,che ha perseguito vizi e affari.

Il buon papa argentino,come un disinfettante,arreca alla chiesa stessa visioni moderne e rivoluzionarie.

Saranno capaci i nostri sacerdoti a cogliere questo rinnovamento,oppure sara’ fatto fuori quest’uomo che avvicina la fede all’uomo di strada?

Dovrebbe fare cosi’ anche la politica e forse avremmo nel futuro speranza e credibilita’ in quelle istituzioni che oggi vacillano e rischiano di andare in contrasto con cio’ che aspettiamo da tempo.

Uguaglianza,diritti,onesta’,equita’.

Siamo lontani da tutto questo oppure papa Francesco e’ l’apripista di una rivoluzione?

Siamo al bivio del cambiamento oppure tutto questo e’ solo un regaluccio che resistera’ sino al prossimo successore di Pietro?

Eppure Wojitila ricordo,che porto’ cambiamenti e denunce in quello che allora era il vero problema:il comunismo dilagante.

E’ vero anche che con Gorbaciov ebbe la strada spianata ma qui da noi,in Italia,seppe condannare fermamente questioni come la mafia e la corruzione.

Ratzinger non ha fatto altrettanto e sul suo cammino apostolico regnano scandali e silenzi.

Papa Francesco,i nostri politici e noi,comuni mortali che annusiamo l’aria di un rinnovamento ma poi,purtroppo,ci scontriamo con una realta’ fatta di privilegi alla casta e figli di papa’ nei posti del potere.

I sani principi e le speranze future vengono propinate in tv da molti e spesso non hanno riscontro futuro.

Adesso piu’ che mai,servirebbero uomini e donne che stiano a fianco dei nostri problemi e delle nostre speranze.

Ma ci sono papa Francesco anche in politica?

L’INGORDIGIA AI NOSTRI TEMPI.

Molti opinionisti scrivono che l’intervento americano in Syria possa aprire le porte alla terza guerra mondiale.

Dietro l’azione americana,risulterebbero evidenti prese di tatticismo nell’area mediterranea,altro che bambini gasati.

Dal canto suo,Putin e i cinesi,restii come al solito a difendere il rais terrorista,affiancano l’ennesima teoria dell’egoismo americano,fatto di ingordigia  sempre piu’ alta verso l’intero globo terrestre.

Un Risiko vero,ove noi popoli europei,assistiamo a una presa di decisioni che ci vede spesso coopartecipi senza motivi.

Difendere l’eccidio siriano,dopo che tutto sia stato provato(ma comunque 1300 morti ci sono stati…),e’ giusto.

Ma aprire scenari piu’ ampi per portare avanti quel piano di difesa dopo l’11 settembre,sembra a molti spropositato.

Fatto sta che gli articoli che girano sul web,non tranquillizzano noi tutti,e dopo la fine della chiesa romana e i venti di guerra prossimi,sembrerebbe nero il futuro che ci attende.

Se la guerra fredda era stata l’ennesima lotta a braccio di ferro tra US e U.R.S.S. ,oggi il medioriente e’ l’ago della bilancia che regola umori e teorie militari.

L’Italia non rappresentata a noi tutti con un governo stabile,si propone partner indecifrabile all’america stessa.

Berlusconi sta trainando un carro fatto di illusioni e promesse.

Il tempo della politica del fare con Letta sembra gia’ lontano,visto i ritardi con cui questa maggioranza si sta muovendo sullo scenario politico interno.

Pensare a un ruolo importante per la nazione nostrana,e’ pura retorica,come quella dei fedelissimi del PD che auspicano cambiamenti imminenti con Renzi o chissa’ chi.

Siamo allo sfascio,piu’ completo.

Delineare un futuro stabile sembra difficile e forse le forza per farlo mancano.

L’anarchia del pensiero sembra andar di moda tra i giovani,tra i delusi,i cassaintegrati e i disoccupati.

E’ l’anarchia della logica a disubbidire alla casta,rendendola vile e inutile agli occhi di tutti.

Cosi’ si potra’ mai andare avanti secondo voi?

Fernando-Botero_0

 

LA RUSSIA ANCORA PIU’ SOLA.

LA Russia non vuole interferenze esterne per la Syria e anzi “democraticamente” invita amici e nemici europei e non a non dare adito ad azioni militari per salvare il popolo siriano.

Strana cosa e’ la politica internazionale,fatta di alleanze con regimi dittatoriali e sanguinari.

Sarebbe bello che i piu’ forti offrissero la pace invadendo il nemico di turno delle liberta’ negate.

Ma la Russia,a questo non vuol credere e senz’altro rimane ancora piu’ sola,con il resto del mondo.

LA RUSSIA E I VENTI DI CAMBIAMENTO

Sull’inserto di oggi del Corriere della sera,LA LETTURA,c’e’ un ottimo articolo di Stefano Montefiori sulle ultime proteste in Russia.
Devo dire che colgo la differenza tra quella araba e questa dalla motivazione principale che attanaglia il popolo sovietico:mettersi in egual misura con il resto dell’Europa,diventando finalmente uno stato moderno e lontano dai vecchi regimi di partito che molti nostalgici rivendicano per le prossime elezioni a Marzo.
Medved e Putin dovranno mediare con i giovani che grazie alla rete non offuscata come avviene in Syria dal regime di Assad,denunciano i brogli e le pressioni fatte dai politici per agevolare la candidatura di Putin alle prossime elezioni ritenendolo ancora il primo candidato al Cremlino.
Insomma una situazione da monitorare grazie a blog e social network che ancora una volta ci diranno la realta’ di questa “rivolta per la modernita’” chiesta a gran voce e scandita dalle ultime manifestazioni di piazza con migliaia di giovani scesi a protestare.
Speriamo solo che il governo russo non voglia imitare altri che con la forza sopprimono la liberta’ di parola e la voglia di quei cambiamenti che inducono poi a mettersi al passo con i tempi e che danno speranza al futuro dei ragazzi.
Bravo Stefano Montefiori,su LA LETTERA,inserto di domenica 5 Febbraio 2012.