LA SOCIALIZZAZIONE DISTORTA 2.0

IMG_6039
Quella del tasto che dice,emoziona,parla.
Quella della faccina che esprime come ci sentiamo e partecipa a un tuo dolore.
Quella del gruppo,unito numericamente,ma diviso da una logica che era l’etichetta marchiata del passato,e cioe’ il dialogo viso a viso.
La socializzazione distorta,che ti fa uscire di casa con il pensiero del monitor che ti possa dire un qualcosa e portarti,lontano,nel web.
La distorta realta’ di una nostra idea,persuasa da immagini e commenti che,irrealmente,ci condizionano e ci sviano la nostra liberta’ di giudizio.
Poi la scuola,tu genitore,e la chat della classe di tuo figlio che reclama la tua presenza,o la tua esclusione da cio’ che prima si chiamava “coesione scolastica”.
Il web,la veloce e radicale condizione che abbiamo dentro e che ci ha cambiato radicalmente.
Il web che sviscera tragiche visioni e ci fa dimenticare della paura e del dolore improvviso.
La socializzazione distorta,o attuale visione di mondi paralleli che ci escludono dalla realta’.

INVALSI INUTILE?

Le prove Invalsi  fatte alla scuola pochi giorni fa,hanno evidenziato una cosa:nessuno piu’,specialmente gli alunni,vogliono seguire il modello scuola italiana.
Nessuno piu’ vuole essere cavia di un sistema dove,nei test promuoviscuoleebasta,l’assenza di massa sembrerebbe essere un modo di protesta ragionevole.
Fare le prove Invalsi,quando nelle domande spesso nulla ha a che vedere con il programma scolastico,e’ l’ennesimo tonfo del fare politico,quel fare che forse vuol far lavorare qualcuno per far credere ad altri ,gli alunni e i loro genitori,dell’utilita’ delle prove stesse.
Un po come la tracciatura dei rifiuti speciali,con il famoso SIstri,che ha regalato soldi a qualcuno senza poi servire a nulla e finendo per essere annullato e messo da parte.
Insomma una fregatura,l’ennesima,di una nave che affonda(altro che Concordia…),di nome Italia.
Una mossa che se Renzi vuol far passare per utile e moderna,a molti sembrerebbe inutile,di pessima utilita’ e senza valore onesto verso i ragazzi stessi.

MIGRANTI MADE IN “TARANTO E NON “.

Si scappa dalla guerra e si arriva a Taranto,sorprendendo la citta’.

380 profughi provenienti dalla Siria e da altre parti sono ospitati in tre diverse location della citta’ jonica.

Dicevo si scappa e ci si rende conto,avendoli vicino,di come siamo fortunati a essere comunque normali nell’anormalita’.

Si l’anormalita’ di sistemi politici,burocratici,tecnologici.Di come siamo noi stessi migranti di idee  quando non amiamo piu’ la nostra citta’ per diverse ragioni.

La solidarieta’ poi si allarga,si espande e calma la paura di queste persone.

Oggi sono arrivati per primi genitori di alunni di una scuola vicina,allarmati e insofferenti a pensare che,i loro figli fortunati,potessero avere quelli li,i migranti appunto vicino ai loro.

Poi alla vista dei bambini e delle donne,scatta la nobile forma di solidarieta’,di amore verso il prossimo e allora tutti a portare cibo e giocattoli,per essere anche loro parte di una normalita’.

Ma a Taranto,la citta’ dei veleni e dei fumi dannosi,la normalita’ non esiste,anzi e’ una forma difficile da trovare.

Sarebbe normale avere lavoro sicuro,ambiente sicuro,strade sicure,politici efficaci.

No non puo’ essere e allora,nella nostra difficolta’ diveniamo migranti di un sogno,o in un sogno,dove  vediamo la citta’ jonica alzarsi e prendere un volo,di dignita’ verso tutti i suoi cittadini.

I migranti,quelli che hanno voltato le spalle da tempo a Taranto,ci vedono da lontano e contano quanti giorni mancano alla prossima Pasqua o al prossimo Natale per tornare solo per un breve periodo.

Solo allora,sono tarantini.

Ma non e’ colpa loro.

La colpa e’ di un sistema che ieri,nel film di Bisio “Benvenuto Presidente”,vedeva la politica che noi tutti sognamo,essere messa in atto.

Da una parte crollava la disonesta’,gli inciuci morali per partorire figli senza diritti sudati.

Dall’altra i bisogni di noi tutti messi in atto,amati e rappresentati da un presidente credulone alla favola dell’onesta’.

E allora,quei migranti di oggi da noi a Taranto,diventano un simbolo di riscatto.

Il simbolo della solidarieta’ di questa terra e della gente tarantina,sfruttata e morta per decisioni passate e mai rimesse in gioco a favore di noi stessi.

Aiutare l’emigrato e’ come calarsi in un connubio tra chi ha perso tutto,per colpa della guerra,e chi invece puo’ perdere tutto per errori di valutazione.

Sentirsi dire”vado via da Taranto perche’ si muore di diossina”,e’ come vedere un futuro senza speranza,annullare gli spazi di negoziazione tra diritti civili e doveri .

Migrante per vivere e respirare,ecco oggi mi sento cosi’.

E MIO PADRE MI DISSE:NOI SOGNIAMO…

C’e’ sempre un momento della vita che ti senti ateo.

Non credi,non preghi,pecchi.

Vabbe’ peccano anche i preti e le suore capirai,pero’ e’ quel fatidico momento della tua vita che rimetti in gioco cio’ che ti hanno inculcato i genitori,la scuola(quella a conduzione dei sacerdoti,suore,opere pie ecc…),la zia,la nonna.

Poi arriva la musica che con i testi miscredenti accentua quel senso di dubbio che specialmente in eta’ adolescenziale ti affligge e il gioco e’ fatto.

Ma a questa eta’,la mia 45 anni,si e’ atei o possibili anime da ricondurre sulla retta via?

Si puo’ aver sviluppato una certa idea di religione,chiesa,preti buoni e orchi travestiti col saio.

Ma si deve scegliere,per forza di cosa.

Non puoi essere ateo a meta’,ci mancherebbe.

E’ come dire essere ubriachi in parte pur avendo bevuto dieci birre pesanti…eh?

Allora ho trovato un compromesso.

Credo a qualche cosa che non vedo ma che credo ci sia ma nutro dubbi fino a quando non si manifestera’ dinanzi a me.

Sbaglio?

Non mi e’ mai piaciuta la fede forzata,quella dei banchi di scuola dove devi recitare l’Ave Maria a tutti i costi senza convinzione.

COME DICEVA TERZANI:HAI FEDE?BENE ALLORA DIO E’ ANCHE QUESTA PIETRA.

Aveva ragione il grande Tiziano.Dio puo’ essere tutto o niente,la creazione meravigliosa della vita puo’ essere o una chimica casuale oppure un signore che un giorno ha deciso di iniziare un percorso che ci ha portati tutti qui.

A volte,con mio padre filosofo,scherzo su una cosa.

Gli dico:ma cosa e’ il nulla?E lui:niente.

Ma prima del nulla,cioe’ il buio o il vuoto c’era qualche cosa?

E lui:ma certo,pero’ aspetta mi dice continuando la conversazione:sai,caro mio,noi stiamo sognando.

Oddio.Allora ci sveglieremo dopo aver dormito cosi’ a lungo o solo per pochi attimi di vita?

E lui:SI.

Capito ragazzi che gran casino che c’e’ nella mia testa.

Una cosa devo dire pero’ in conclusione.

Credo nel prete operaio,don Andre Gallo o don Ciotti.

Credo nelle mense dei poveri,quelle si che sono la vera carita’ no l’8 x 1000…..

Credo nel prete che nella predica per farti capire parla di droga,sesso e devianza giovanile per farti afferrare un concetto basilare:la realta’ che spesso la chiesa non ha visto,o messo da parte.

Insomma vari concetti possono portarti a una confusione,ma l’importante e’ crederci a qualcosa,anche nella pietra di Terzani….e voi che dite?

©arallagianlucafoto

©arallagianlucafoto

L’ESAME DI MATURITA’ SECONDO ME:DIVERSAMENTE UTILE.

Non ho letto le tracce dei temi per l’esame di maturita’ di quest’anno.

A che serve?Dire che sei in sintonia con la frase o il pensiero di quello o quell’altro che senso ha oggi?

Puoi dire si o no e liquidare la risposta.

Il mio esame di maturita’ dovrebbe essere fatto cosi’:date in mano a ogni singolo ragazzo 100 euro,si quelli che forse loro dovrebbero gestire a breve nella realta’.

Dite loro di andare in giro e spenderli in cose utili,sostanziose per l’essere umano.

Bandite cazzate varie tipo pc,telefonini e preservativi e andate al sodo.Acquistate e date,date a chi secondo voi ne ha bisogno.

Guardatevi in giro e siate cittadini del mondo.

Osservate il lato della giornata con maturita’ appunto e fatevi partecipi di un concetto basilare che vi dovrebbe servire nel resto della vostra vita:essere utili al mondo e essere il mondo.

Poi a fine mattinata,farei scrivere loro un breve saggio di cio’ che hanno fatto.

Il loro essere dovrebbe essere la trama e il titolo del tema da svolgere.Loro,e solo loro in quelle ore,avrebbero dovuto dimostrare la loro idea di essere maturi,pronti a convivere con l’umanita’ e le sue diavolerie,i suoi inganni e la facile caduta in basso.

A che serve scrivere di qualcuno che gia’ nel passato e’ stato protagonista?

A chi serve?

A voi le risposte…..

0024

SCAPPO O RESTO QUI ?

Forse per il recente referendum,forse per la solita indole nostrana di non far nulla per cambiare il peggio,fatto sta che va di moda a Taranto un pensiero:andarsene o no?

Le risposte sono varie,come vari sono gli ostacoli da superare.

Primo tra tutti la mancanza di lavoro anche nelle zone del nord Italia,che se prima erano l’ancora di salvezza per cambiare vita e anche mentalita’,oggi naufragano nell’ingarbugliato teatrino delle scelte sbagliate per far parte del club europeo.

E allora rimanere qui vuol dire tante cose.

La prima e’ legata alla qualita’ della vita,primaria e fondamentale esigenza che se in alcune parti della Puglia e’ ancora visibile,qui invece muore per svariati motivi.

Si va dalla politica mai politica con la P maiuscola,alle scelte passate che subiamo quotidianamente nei nostri polmoni,fino alla mancanza sul territorio nostro di spazi culturali pronti a carpire gli umori e le esigenze della piazza e tramutarli in atti visibili e concreti per un cambiamento della citta’ stessa.

L’ambiente,certo,e’ lui l’asso della manica della speranza che si infrange sulle rocce di un futuro che dovrebbe,abbinato a lavoro e diritto alla salute,essere sereno e fautore di programmi per intere famiglie.

Invece condiziona,e molto,le scelte sia dei giovani che dei meno giovani.

Chi rimane soffre in silenzio,o si adegua su uno strano concetto di sudditanza all’industria,primaria fonte di benessere economico dalle nostre parti ma anche grande dispensatrice di morte e malattie varie.

Allora il ragazzo neo diplomato,erudito sulle tematiche ambientali grazie anche alle ottime associazioni presenti sul territorio e alle loro manifestazioni di piazza,sa e se ha coraggio scappa nell’incerto futuro di una qualsiasi citta’ italiana o europea.

E allora la scelta della scuola diventa fondamentale,l’indirizzo potra’ essere lo sbocco per la salvezza o il timbro marcato sulla pelle se dovesse essere di carattere industriale.

La vivibilita’ si misura a vista,anche.

Strade,servizi,spazi verdi,igiene urbana sono tasselli fondamentali per capire in sostanza se la tua citta’ e’ una citta’ oppure un’accozzaglia di pseudo politici o di falsi servizi comunali che non vanno come dovrebbero andare.

Si rischia a rimanere qui,si rischia di perdere tempo e rimanere nell’oblio dell’inutilita’ che purtroppo attanaglia oggi intere generazioni.

La scelta dell’Ilva ha condizionato tutto questo,ammazzando sbocchi alternativi e prospettive diverse per la popolazione tarantina.

Il fallimento di essa,l’industria,adesso sarebbe grave,c’e’ poco da fare.

Ma ancor piu’ grave e’ la sconfitta della magistratura bocciata dalla Consulta,che essendo stata messa a tacere(Gip Todisco),paga le conseguenze della continuazione a produrre e avvelenare noi tarantini.

Andare via o morire di diossina?

Molti pensano questo,peccato sia cosi’….

IMG_2536

ARALLAGIANLUCAFOTO@

STUDIARE SEGUENDO IL CUORE O PER CALCOLO?

Partivo da un’idea che mi e’ venuta pensando a mio figlio:cosa faro’ da grande?

Insomma e’ giusto seguire le proprie attitudini anche se esse non sono richieste dal mercato del lavoro?

Esempio.E’ opportuno studiare legge e diventare un avvocato quando il mercato e’ saturo di essi?

Oppure,mio attuale pensiero sviluppato maturando nel tempo,e’ meglio agganciarsi a cio’ che tira andando a sviluppare le energie in quel settore studiando e facendo sacrifici anche se,poi,non e’ attinente alle tue preferenze?

Non so voi,ma io credo che la realta’ sia meglio vederla in faccia e oggi e’ meglio allargare le possibilita’ andando a scegliere quel percorso di studio\lavoro che e’ piu’ in  ascesa nella domanda su scala nazionale e mondiale.

Un esempio:le lingue,scegliendo l’arabo e il cinese e sicuramente si possono aprire ottime prospettive poiche’ la richiesta di traduttori specialmente nelle industrie e’ alto.

E voi cosa ne pensate?

DOMANI LAVORO:CHISSENEFREGA.

Domani si torna al lavoro.Ma non sara’ come quando andavo a scuola,col mal di pancia dalla sera.

Adesso sono consapevole del mio vivere andando incontro alla vita.

La scuola e il dover essere primo per forza di cose,avendo dalla mia genitori insegnanti,mi creo’ non pochi problemi.

Ora no,sono io il padrone del mio lavoro,per fortuna.

Mio figlio ritornera’ all’asilo,forse lui sara’ piu’ ansioso di me,certo.

Che scemo che ero dando importanza all’umore dei professori invece che concentrarmi su di me,sulle mie potenzialita’.

Si cresce,certo.E’ la vita e allora stasera dico:”chissenefrega che domani si torna al lavoro”.