TARANTO LA PROSSIMA CHERNOBYL?(ANCHE SENZA NUCLEARE…)

Accade che molti vogliano scappare via,andare dove si vive meglio la normalita’.

Accade che ti rendi conto di rischiare,anche molto,la tua vita e quella delle persone che ami.

Accade che l’industria fa cilecca nell’evitare danni e allora…ci pensi.

Succede a Taranto,dove tra fumi di diossina e veleni della raffineria,molti hanno questi pensieri in testa.

Ma accade anche che ti viene alla mente la settimana santa tra i vicoli della citta’ vecchia,l’odore del mare e le barche dei pescatori.

Il cielo colorato al tramonto e le vie della citta’ la sera.

Accade che molti oggi invochino il nome del giudice Todisco,Patrizia a gran voce,come la dea salva popoli dalle tragicita’ umane.

Sappiamo bene che vivere in una citta’ ha i suoi lati negativi oltre a quelli positivi.Di questo ognuno ne potrebbe parlare fino a domani sui blog.

Ma arrivi anche a un certo punto a capire che potrebbe sfuggire di mano una situazione,legata a rischio incidente industriale,che e’ troppo grande da gestire.

Ti chiedi,e all’alba gia’ da stamani sui social si discuteva di questo,il perché del cattivo odore che paralizzava la citta’ da ieri sera e che ha portato in ospedale sette persone per problemi respiratori.Allora ti chiedi perché rischiare qui,nella tua Taranto.

Chi puo’ fugga,chi non puo’ resista e combatta.Scenda in strada a difendere il difendibile che poi e’ la propria salute.

Chi rimane lotti piu’ forte che puo’,altrimenti la nostra citta’ sara la Chernobyl italiana,quell’area impraticabile all’essere umano…e non scherzo amici. 

Annunci

L’EFFETTO RATZINGER SUI MISTERI TARANTINI.

Taranto.Terra non solo d’Ilva,ma anche di tradizioni.Pasqua si avvicina e il  tarantino ha un compito:diventare “perdune”.

Si il perdono,quella figura che fa piangere i bambini al suo incontro ma che gia’ dalla tenerissima eta’ timbra in loro il segno di appartenenza al rito collettivo della settimana santa tarantina.

Le processioni,l’asta per i simboli e le statue da portare il Giovedi’ santo e poi il Venerdi nel percorso oramai come la via della penitenza per l’intera citta’.

Ma c’e’ una novita’ quest’anno.Forse l’effetto Ratzinger si e’ fatto sentire.Monsignor Santoro,arcivescovo di Taranto,bacchetta le confraternite per il significato economico che si da la domenica delle Palme aggiudicandosi a fior di euro simboli e statue della tra giorni di passione tarantina.

L’entrata in Gerusalemme passa in secondo piano e l’euro e il prestigio di portare un simbolo cancella il significato stesso del rito secolare tarantino.

Un ritorno a Cristo.La passione nella sua drammaticita’ deve essere protagonista e il ricavato delle aste deve essere dato subito ai piu’ bisognosi.

Quest’ultima cosa gia’ si fa e bene grazie all’ottima organizzazione delle confraternite del Carmine e dell’Addolorata.

Pero’,l’effetto Ratzinger,incombe e cala sul popolo jonico da monito.

Sentirsi uomini e non protagonisti per il prestigio di portare un simbolo.Essere Cristo penitente e non uomo da spettacolo a tutti i costi.

Qui Ratzinger ha colpito.Il papa saluta la sua figura e ritorna piccolo,piccolo nel suo essere ridimenzionandosi davanti al mistero divino.Ecco anche i confratelli devono ridimenzionarsi,essere uomini umili e non pochi eletti che grazie al loro portafoglio mostrano un ” trofeo sacro”.

530683_402902383072579_100000584616486_1483256_1182500649_n

foto di ARALLAGIANLUCA      perdune(confratello)

 

523340_402903389739145_100000584616486_1483260_1438685971_n

Gonfalone della chiesa del carmine.

ILVA,IL FUTURO E U’ PERDUNE CHE ATTENDE

C’e’ attesa a Taranto,un’attesa simile ad un grande evento.

Qui da noi,una volta all’anno,nella settimana santa,si attendono le processioni e l’attesa divora l’anima nostrana,che nell’incappucciato e nelle statue,vede il peccatore e la devozione.

C’e’ attesa in quei giorni e io,non piu’ giovinetto,attendo e …aspetto il perdune,quel confratello che nella sua marcia lenta e cadenzata dalle musiche delle bande,avanza avanza verso una purificazione personale,un innalzarsi alla fede e ai suoi riti.

C’e’ attesa a Taranto,ma e’ attesa diversa,soffocante su cio’ che uscira’ fuori dall’urna del giudizio della legge,quei nomi e cognomi che hanno offeso e offenderanno chi in loro ha creduto.

Una lista di politici,persone in vista che potrebbe venir fuori e ridisegnare uno scenario futuro politico della citta’ jonica e che andra’ a far cadere quell’inutile utopia che in molti hanno sentito sull’ambiente e i suoi morti.

L’attesa o la sconfitta,quella di una auspicata rinascita morale e ambientale,uno scossone a quel modo di costruire soldi arraffando tutto su cio’ che puo’ dare soldi,come un grande complesso siderurgico.

E allora se sara’ rivoluzione che sia totale,feroce e vera.

L’attesa finira’ e forse,u’ perdune,sara’ contento questa volta di avere dinanzi ai suoi occhi piccoli nel cappuccio bianco,una speranza,quella di sapere che Taranto e’ citta’ pronta a dire no alla ricchezza sulle spalle delle famiglie dei caduti per malattie professionali e su chi,negli anni,ha lottato li’ dentro per sfamare i suoi figli.