TARANTO RIPARTE,CHISSA’….

chirichetti
 

gianlucaralla(c)

 

La settimana santa si e’  conclusa nelle sue caratteristiche processioni qui a Taranto.
I media locali hanno ideato uno slogan  “Taranto riparte”.
Riparte sapendo che sara’ difficile crederci ,riparte sapendo che siamo una citta’ avvolta da mille paure e riparte sapendo che i riti,questi,sono solo l’unica certezza bella che ci rimane.
Cambiare certo e’ possibile,ma per farlo ci vuole determinazione politica,sociale e cultura.
Questi riti  ti immergono nel passato,ma si scontrano con il presente.
I giovani armati di cellulare hanno inciso la loro memoria storica nella scheda SD del telefono e non nella loro mente.
statua
 

gianlucaralla(c)

 

Chissa’,forse si cancellera’ quello scatto e rimarra’ la voglia di riviverlo di prima persona per raccontarlo un domani ai propri figli?
Poi le statue,grande emozione.Loro uguali,belle e pungenti nella loro fierezza sacra creata dai maestri di carta pesta del passato.
La musica,le bande e il ritmo funebre che ti fa riflettere e piagere,perche’ si piange assieme ai confratelli che “nazzicano” con la loro andatura e ti portano sino all’uscio della chiesa del Carmine dove lei,la Madonna,fara’ chiudere il portone  e la piazza si svuotera’ frettolosamente.
perdoni
 

gianlucaralla(c)

 

Arrivederci all’anno prossimo,Taranto riparte chissa’…

OGNI ANNO LA SOLITA DOMANDA.

Ogni anno come tradizione,cerco un significato nei riti della settimana santa tarantina.

Ogni anno la stessa domanda,la stessa risposta: un mistero.

Il mistero di non sapere se sia giusto avere una fede da seguire,oppure vederli come un folcloristico appuntamento,e  basta.

Poi ci sta il momento della consapevolezza dell’appartenenza a questa  città, sentirla dentro e non farne a meno,nonostante essa sia anche  l’emblema di  tanti fallimenti politici e non.

C’è  anche il momento in cui ti domandi  se avere fede ti possa salvare,oppure renderti conto che essa,la fede,è  un armistizio con i timori dell’uomo sul suo futuro.

Ho fotografato quest’anno contorni della gente,i  volti e le loro espressioni,cercando di trovare in loro emozioni pronte a spingermi a pensare che in fondo qualche cosa ci deve essere,non  la solita retorica dove bisogna crederci oppure morire senza speranza.

Ho letto che prima di Gesù  vi furono molti altri messia,uomini che con la loro dialettica convinsero molti a credere in loro,avere fede appunto in quella figura.

Allora perché  lui,quel volto che ho  immortalato , mi reca dubbi ma anche speranza,voci di ipotetiche vie dove la religione inizia ad avere un senso rimettendo in gioco secolari dubbi.

In molti hanno trovato speranza in questo,in molti hanno perso invece la via della speranza stessa cadendo nel più  grande dubbio della  vita,la morte stessa.

Ho raccolto un poco  di foto a questo link, se vi va date un’occhiata.

Ecco il link:https://arallagianlucafoto.wordpress.com/2015/04/04/sguardi-nella-fede/