LO SCARICA BARILE TUTTO NOSTRO.

Un sindaco di un paesino del sud decide di chiudere le spiagge per troppo affollamento da parte dei giovani.

Una decisione che va oltre la chiave di svolta del governo che,visto i numeri del contagio,aveva dato il rompete le riga.

Chi sbaglia?

Chi azzarda ipotesi di ripartenza facendo ammucchiate sociali,aprendo alla movida e permettendo mangiate in piazza collettive o chi,per un senso di protezione della comunita’,azzera una decisione che viene dall’alto?

E’ il paradosso italiano,il gran casino tutto nostro che sconfina nei dati giornalieri sbagliati,nelle apparizioni televisive di medici esperti in materia virale che azzardano pronostici da totoscommesse del sabato sera tra amici al bar.

Come muoversi quindi ma,specialmente,chi sentire?

Difficile trattenere le persone che annusano la liberta’ dopo giorni di chiusura,ipotizzando la fine della pandemia e vedendo,nelle regole dettate da sindaci e presidenti di regione,obblighi esagerati al limite del diritto alla vita.

I numeri come al solito diranno chi ha fatto bene e chi no,andando a marcare una linea di responsabilita’ che spesso in Italia si chiama scarica barile.

Attendiamo e speriamo,con l’estate arrivata e la voglia di bagni e sole per tutti.

IL SOCIAL AIUTO AI COMUNI.

Dietro alla scrivania del potere,spesso si decidono opere,percorsi di una citta’.

La figura del sindaco e’ necessaria,o meglio,lo sarebbe se fosse esaudiente nel suo compito affidato dai cittadini stessi.

Spesso avviene invece il contrario.Sono i cittadini stessi a essere sindaco,o meglio,pseudo consiglieri del primo cittadino.

Prendi i social e i loro frequentatori.

Mille proposte,mille critiche e possibili soluzioni.

C’e’ quello che critica l’urbanistica della citta’ e lo scempio dello scriteriato modo di costruire le periferie,c’e’ chi e’ contro l’azienda della nettezza urbana,rea di essere poco operativa,c’e’ chi condanna l’amministrazione locale per la scarsa cura verso anziani e disabili.

Allora,giocando un po’ con le idee,sarebbe opportuno auspicarsi che chi e’ al comando dei propri cittadini,si servisse anche di noi,comuni mortali dal tasto veloce sul pc.

Avremmo diritto di essere sentiti e arruolati nelle stanze dei comuni come possibili fonti di idee,iniziative a favore della mia,tua citta’.

Un esempio.

Qui a Taranto,con un sindaco latitante e una giunta in difficolta’,spesso le idee da affiancare al turismo legato alla nostra storia e su cio’ che abbiamo sul territorio,non decolla o meglio scivola nel grande pentolone dello scarica barile di colpe.

Un po’ per la nostra indolenza,un po’ per la bassa autostima di noi stessi,prigionieri del piu’ grande egoismo legato alla produzione di nome ILVA.

Di persone,idee e progetti,ve ne sono molti e vedere perdere occasioni di sviluppo del territorio per l’ottusita’ di alcune persone,fa male.

Bisognerebbe invece,servirsi di chi dimostra in rete conoscenza  circa tematiche ambientali,chi e’ uno storico navigato delle tue tradizioni,e chi ha idee da dare alla politica.

L’esperienza di socializzare a 360 gradi servendosi del cittadino,forse risulterebbe quella piu’ vera,andando a mettere da parte false meritocrazie di posti importanti e associando invece all’eletto dalle urne,validi consiglieri.

Io lo farei e spesso,anche in rete,la giusta idea si trova.