UNA CITTA’ RAGGOMITOLATA.

Se passate da Taranto e arrivate ai Tamburi,vedrete il guard rail marrone.

Il marrone dei minerali,lasciati dall’Ilva nella sua produzione.

Se superate il ponte di pietra,vedrete Taranto vecchia,amata da registi e fotografi e scenario delle nostre processioni della settimana santa.

Per un tarantino capire la sua citta’ e’ difficile poiche’ non si evolve come dovrebbe essere.

Il passaggio tra cio’ che e’ stata una citta’ in passato e le sfide future,hanno spesso un fattore essenziale da seguire:quello della promozione della citta’ stessa,partendo dalla sua storia,dai suoi tesori artistici e da cio’ che c’e’ ancora da scoprire.

Quando venne il ministro della cultura Bray a Taranto,pochi seppero della sua visita e,visitando il museo e la citta’ vecchia stessa,seppe regalarci speranza e voglia di riscatto con l’aiuto del governo.

La storia sembrerebbe piu’ semplice caro ministro.

Con un sindaco che spicca nella graduatoria del sole 24 ore come quello meno amato d’Italia,con i muri che crollano in citta’ vecchia e l’annosa guerra tra poveri e l’Ilva,ci rendiamo subito conto che il salto per spiccare il volo e’ smorzato.

Smorzato dalla politica latitante e poco incisiva per promuovere azioni efficaci a favore del territorio,smorzato  per la cultura inesistente che non e’ piu’ veicolo trainante per promuovere un innalzamento culturale di tutti noi,smorzato per le occasioni perse legate principalmente alla scelta unica a dire Ilva e niente piu’.

Taranto e il borgo,con i negozi che chiudono e il centro sempre piu’ che si riduce a pochi isolati.

Puo’ sparire una citta’mi domando,puo’ essere assorbita in una lotta generazionale tra lavoro che ammazza e diritto dovuto?

Puo’ una citta’ perdere la sua storia,smembrandosi di se stessa e annaspando in acque torbide senza via di uscita?

Possiamo ricordarci solo dei vicoli,delle storie e degli odori solamente durante Pasqua e Natale?

Abbiamo infine uomini capaci di ridare un senso al concetto di citta’ guidata da politici e funzionari degni di essere chiamati cosi?

Oppure,come dicono molti,la frittata e’ fatta.

Abbiamo il dna fatto di acciaio,abbiamo perso il futuro e abbiamo solo da andare via,lontano dal nostro mare che raccoglie gioia e grida di piacere l’estate sul litorale.

Taranto e’ a un bivio,unico e difficile.

Come tante citta’ non crede piu’ a se stessa,e in se stessa si raggomitola chiedendosi perche’ e’ arrivata a questa fine.

 

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IL SOCIAL AIUTO AI COMUNI.

Dietro alla scrivania del potere,spesso si decidono opere,percorsi di una citta’.

La figura del sindaco e’ necessaria,o meglio,lo sarebbe se fosse esaudiente nel suo compito affidato dai cittadini stessi.

Spesso avviene invece il contrario.Sono i cittadini stessi a essere sindaco,o meglio,pseudo consiglieri del primo cittadino.

Prendi i social e i loro frequentatori.

Mille proposte,mille critiche e possibili soluzioni.

C’e’ quello che critica l’urbanistica della citta’ e lo scempio dello scriteriato modo di costruire le periferie,c’e’ chi e’ contro l’azienda della nettezza urbana,rea di essere poco operativa,c’e’ chi condanna l’amministrazione locale per la scarsa cura verso anziani e disabili.

Allora,giocando un po’ con le idee,sarebbe opportuno auspicarsi che chi e’ al comando dei propri cittadini,si servisse anche di noi,comuni mortali dal tasto veloce sul pc.

Avremmo diritto di essere sentiti e arruolati nelle stanze dei comuni come possibili fonti di idee,iniziative a favore della mia,tua citta’.

Un esempio.

Qui a Taranto,con un sindaco latitante e una giunta in difficolta’,spesso le idee da affiancare al turismo legato alla nostra storia e su cio’ che abbiamo sul territorio,non decolla o meglio scivola nel grande pentolone dello scarica barile di colpe.

Un po’ per la nostra indolenza,un po’ per la bassa autostima di noi stessi,prigionieri del piu’ grande egoismo legato alla produzione di nome ILVA.

Di persone,idee e progetti,ve ne sono molti e vedere perdere occasioni di sviluppo del territorio per l’ottusita’ di alcune persone,fa male.

Bisognerebbe invece,servirsi di chi dimostra in rete conoscenza  circa tematiche ambientali,chi e’ uno storico navigato delle tue tradizioni,e chi ha idee da dare alla politica.

L’esperienza di socializzare a 360 gradi servendosi del cittadino,forse risulterebbe quella piu’ vera,andando a mettere da parte false meritocrazie di posti importanti e associando invece all’eletto dalle urne,validi consiglieri.

Io lo farei e spesso,anche in rete,la giusta idea si trova.

 

 

UNA PORNOSTAR COME SINDACO?SI,MA GLI ALTRI…..

Una pornostar possibile sindaco a Taranto?
Ebbene si,Amandha Fox vince le “primarie rosse” battendo ai punti l’altra contendente Luana Borgia con distacco.
Andra’ a essere la candidata sindaco della lista Taranto Svegliati,e cerchera’ con le sue curve di prendere voti a destra e a sinistra.
Ma nello specifico questa candidatura e’ provocatoria oppure e’ il succo della carenza di veri candidati politici nella nostra beneamata citta’ dei due mari?
Se esaminiamo i prossimi candidati sindaco,abbiamo un ambientalista capo dei verdi nazionali,Bonelli,che spingera’ al voto tutti gli ambientalisti jonici a rappresentarli al comune e a vigilare in materia ambientale e non.
Una scelta giusta o sbagliata che sia ma che comunque sia dara’ filo da torcere a quei politici navigati che avranno un outsider come scheggia impazzita difficile da decifrare e quantificare vista la novita’ della persona non tarantina a essere capolista in questa lista.
  Poi Dante Capriulo che vinte le primarie nella famiglia PD,sara’ lui a rappresentare i comunisti e cio’ che ne rimane di essi,visto che una esponente assessore alla pubblica istruzione anch’essa PD,Annarita Lemma,ha deciso di staccarsi dal PD  stesso e creare una sua lista alla poltrona del sindaco.
Poi avremo il dottor Mazza, consigliere regionale con la sua “Cambiamo Taranto”,il figlio del telepredicatore Cito,con AT6 e altre cinque liste,Albisinni con Taranto c’e’,Mimmo Festinante con la lista Galaesus e infine Umberto Ingrosso con Alleanza di centro.
Senza dimenticarci Stefano,sindaco uscente che con Vendola ha la voglia di essere riconfermato a Palazzo di Citta’.
Secondo il mio modesto parere,sara’ decisiva la battaglia in rete e con essa l’uso dei social network per accattivarsi simpatie e anche per promulgare concetti e idee da mettere in campo una volta eletti.
Berlusconi insegna che la rete e’ decisiva,con le sue news e con il coinvolgimento da parte degli elettori.
Bonelli in questo e’ avvantaggiato poiche’ sfruttera’ gli anni in rete delle battaglie ambientaliste nel nostro territorio e il carisma di Fabio Matacchiera,che ha spronato diverse volte la citta’ a manifestare e scendere in piazaa in difesa dell’aria pulita e contro il colosso ILVA.
Gli altri sono a ridosso poiche’ sconteranno i peccati delle loro famiglie di origine,il PD specialmente,poiche’ avranno le pecche nazionali e quel sentore di non appartenenza a partiti che e’ dentro ogni cittadino italiano attualmente,visto la scarsa onesta’ e i grandi passi che i partiti non hanno fatto.
Insomma l’outsider di turno potrebbe vincere nelle citta’ dove si andra’ a votare,e tra movimenti e liste civiche di turno,il vecchio potrebbe essere messo da parte a favore del nuovo che avanza.
Taranto poi e’ sempre un caso a parte,ove l’ambiente sconvolto da politiche espansionistiche a danno della comunita’ e degli operai stessi,e’ la questione decisiva dove tutti i candidati dovranno confrontarsi e cercare risoluzioni adeguate.
Vedremo e seguiremo tutto e tutti,sperando che molti di loro facciano uso di Twitter,Facebook e altre cose per dire,almeno una volta tutti insieme,siamo al passo coi tempi.