I “GARIBALDINI ROSSI” E DON MATTEO.

Certo che vedere il PD sgretolarsi giornalmente e’ come una liberazione.

Si una liberazione dovuta al fatto che,oggi,il pd pensiero e’ miglia lontano dal vecchio PCI pdc ecc.. passato.

I nuovi giovanotti rossi,da Renzi a Civati,da Cuperlo a Pittella,hanno in comune una cosa:l’allontanamento dai connotati storici del comunismo e una apertura quasi futuristica a un comunismo di strada,di social e di idee.

Parlare di Berlinguer,Gramsci o Togliatti non fa piu’ presa se non ai nostalgici di un tempo,quel tempo, oggi ,sconfitto da una apertura a 360 gradi verso tutti che anche il buon Matteo Renzi ha voluto per la Leopolda2013.

Niente loghi PD,aria nostalgica ma di riflessione moderna oserei dire nel contesto scenico e apertura verso una nuova era lanciata su tematiche attuali e su quadri dirigenziali in jeans e maglietta di cotone.

D’Alema e soci,son ben avvertiti.

Lo spazio non c’e’ piu’ per le cariatidi di un tempo,quelle stesse che attaccate alle poltrone hanno soffocato un partito  che era della gente e che invece dalla gente si e’ allontanata.

Insomma il pd rispolverato dalle vecchie ceneri di un decadimento che ha anche reso Berlusconi vincente in questo ventennio.

Adesso sono curioso di vedere se tra questi “giovanotti di sinistra”,ne uscira’ fuori uno che ,dopo tante parole,possa fare cio’ che tutti auspichiamo:una svolta vera a sinistra.

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LA SINISTRA? UN’OMBRA FUGGENTE….

I cortei erano una volta il termometro della protesta e quello della politica.

Erano strumenti idonei per fare numero e marciare compatti contro cio’ che non piaceva.

Erano,appunto.

Oggi,la manifestazione della Fiom Cgil diventa banco di discussione sull’assenza del PD dalla piazza,sulla sua fuga dal dovere di protestare.

Cambiano i tempi,gli uomini e gli accordi.

Avere paura di essere al fianco di operai,esodati,disoccupati,oggi diventa chiaramente un marchio di casta,o meglio appoggio a essa stessa.

Se la sinistra,unita,manca all’appuntamento,allora va bene anche stracciare le tessere e mettere nello scantinato le varie bandiere con i nomi che nel tempo sono cambiati.

Berlinguer aizzava le piazze a  favore della coesione sociale per la lotta di classe,quella che oggi si perde nelle parole di sobrieta’ economica,delle spese,dell’Imu a settembre e dei suicidi quotidiani per disperazione.

Non credo piu’ alla sinistra,diceva ieri un signore nel mio studio.

Non mi rappresenta e anzi,lo odio,mi fa schifo.

Paradosso:da partito del popolo,delle adunate e delle grida nei cortei,a ombra fuggente dinanzi alle responsabilita’.

Forse forse ha ragione Grillo?

 

IL PD VINCE SE MUORE.

Il PD vince se muore.

Una fine giusta,visto lo scenario multiforme delle varie correnti.

Oggi discutono se sia necessaria anche questa soluzione,estrema certo.

Ma a volte la morte vuol dire rinascita,cambio di dirigenti e idee.

Il pessimismo di sinistra nasce dal fallimento anche per non aver capito la mancanza di innovazioni all’interno del gruppo dirigente.

Bersani e’ l’ultimo esempio di gerarchia dei quadri che fallisce per quel muro tutto di sinistra che nel “vecchio” vede solo una stabilita’ di partito…e basta.

Niente idee nuove,poco spazio ai giovani emergenti che,anzi,diventano nemici da mettere al bando.

Adesso se si avra’ il coraggio di far morire il PD,forse grazie a Civati o Barca,vedremo un futuro piu’ roseo e veritiero,senza menzogne e ipocrisie.

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LA SINISTRA E L’ILVA:CHE SI FACCIA UN PROCESSO INTERNO,MORALE.

Devo dire che il caso Ilva ha dato una mazzata alla sinistra locale tarantina,ha ammazzato quel diritto che la sinistra si porta dagli anni passati dentro di se,dovuto alle lotte operaie e alle manifestazioni di piazza,il diritto a rappresentarci,a stare al fianco degli operai.

Quando  leggi di quel sindaco,di quell’assessore provinciale che hanno tradito una semplice regola che e’ quella della difesa del cittadino da soprusi e anomalie del sistema politico,allora ti rendi conto che hai finito di credere in un partito,in una idea,negli uomini.

Se fosse accaduto alla destra ebbene avremmo detto le stesse cose.Ma a Taranto,terra di fabbrica,di sudore della classe operaia,NO.

La fabbrica difesa,cercata in tutti i modi,con manifestazioni e comizi,e’ stata svenduta da una logica affarista ad personam,fatta di loschi inciuci e regole sbagliate.

La sinistra,quella nazionale,dovrebbe capire lo sbaglio Taranto,quello fatto da uomini che con la fabbrica e di fabbrica ci hanno guadagnato in passato.

Un sistema colluso,un sistema che ha ucciso regole che nella sinistra sono da rispettare.

L’operaio e il cittadino,simboli di lotta e anche di voto,sono stati cancellati e resi burattini da sacrificare al DIO denaro.

Ebbene,che si faccia un processo interno,oltre che giudiziario.

Un processo fatto di condanne morali e di cacciata dal partito stesso.

Messi alla porta,con disonore.

Che si faccia,e presto anche.

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L’ENNESIMA RICERCA DI IDENTITA’ DELLA SINISTRA.

Ci risiamo.Il PD cerca una sua identita’ ancora una volta giurando che le primarie si faranno e che da esse verra’ fuori un volto nuovo,un cambiamento.
Ma fino a quando ci saranno i Bersani,le Bindi ecc…,il PD sara’sempre lo stesso.
Per rinnovamento si intende volti,programmi(pur rispettando una logica di idea di partito)e anche possibili nuove aggregazioni.
O si rimane attaccati alla foto di Vasto,magari con un componente in meno,Di Pietro,che sembra allontanarsi da un PD indeciso a prendere il volo,oppure si segue la pista francese di Hollande che e’ sinistra progressista vera.
Ma la fatica della nostra politica,persasi nei bordelli di palazzo Grazioli e alle ammucchiate del Bunga Bunga,e’ il motivo centrale prima di tutto dell’allontanamento dei cittadini al politico e ai partiti,visti come mezzi ad personam.
Il tecnicismo di Monti sta dando scarsi risultati e molte vittime.
Forse non sara’ in grado di salvare questa italietta dalla serie B della zona euro e avremo una sentenza che lasceremo ai nostri posteri:il FALLIMENTO!!
Adesso anche un sindacato,la FIOM,vuol essere un faro nella nebbia e con Landini lancia la campagna innovazione per guidarci nelle tenebre dove ci siamo cacciati.
Avra’ nel suo leader un nuovo elemento da lanciare nel panorama politico dell’area di sinistra e cosi’ come i grillini,occupera’ quello spazio lasciato dai partiti maggiori(PD in testa)che perderanno elettori e eletti.
Un casino insomma,tale e quale a quello che abbiamo lasciato dall’era berlusconiana e che ci siamo(si sono)illusi di aver messo da parte con Monti.
Seguiamo con attenzione l’ennesima ricerca di identita’ del PD,poco faro guida attualmente e piu’ barca alla deriva nel contesto politico nazionale.
 

LA SINISTRA FUNZIONA SOLO IN FRANCIA…

In Francia la sinistra c’e’.Esiste e si muove con il suo candidato,Jean Luc Me’lenchon che sfida Sarkozy alle presidenziali francesi.
Il Partito Comunista,il Partito della Sinistra,e la Federazione per una alternativa sociale e ecologica,hanno dimostrato coesione e hanno portato in piazza della Bastiglia piu’ di centomila persone.
Un entusiasmo che non si vedeva da anni e che se dovesse confermare l’esito di una vittoria alle urne del candidato Me’lenchon,aprirebbe scenari interessanti nella zona europea visto che ci saranno le elezioni in Germania e in Italia da noi.
Il problema nostro rimane la coesione dell’intera zona rossa,e del patto che non arriva tra i suoi leader.Ma anche il ristagno di cambiamenti poiche’ l’Italia e’ di fatto commissariata dal tecnico Monti che annebbia furtive e veloci iniziative dei vari Bersani,Vendola,Di Pietro.
La Francia invece riscopre una sua primavera “araba”,mettendo in piazza una voglia di rivoluzione sociale con l’arma del voto per poter difendere i salari,gli operai,l’ambiente e le politiche a favore di sviluppo e crescita interno.
Una lotta contro anche la troika della BCE,UE,FMI,visti come attentatori ai diritti di tutti noi a vivere degnamente e senza dover elemosinare un futuro migliore.
Da noi quando una manifestazione tutta cosi’?