IL GIOCO E LA REALTA’:DUE FATTORI MOLTI SIMILI MA ANCORA DISTANTI.

Facciamo un gioco.Immaginiamo di avere due societa’,una reale come quella in cui viviamo e l’altra fantasiosa.

Immaginiamo di avere,prendendo come esempio la mia citta’ Taranto,due consigli comunali,altrettanto sindaci,consiglieri,ecc….

Allarghiamo i confini e spostiamoci a livello nazionale.Avremo due governi,i politici attuali sarebbero  altre entita’ rappresentate dai cittadini comuni e addirittura la chiesa,nella figura del Papa sarebbe sdoppiata.

Adesso creiamo una rete di voti via internet  a livello locale dove ognuno di noi potrebbe candidarsi liberamente mettendo alla luce del sole i suoi passati,il proprio curriculum e le sua aspirazioni.

Poi al momento del voto,come accadra’ tra breve,entrando in cabina elettorale,scriveremmo il nome di una persona(escluso il nostro…e’ un gioco tanto)e aspetteremmo i risultati.

Il nostro voto pero’,previa iscrizione in un data base informatico,andrebbe rimesso li’ dentro per confrontare le liste annullate(o i voti)confrontati con quelli reali che le Prefetture diramerebbero come al solito.

Ebbene avremmo un numero di persone che hanno boicottato e quindi annullato il proprio voto,e altre che,nel rispetto delle regole hanno invece votato normalmente.

Confrontando le schede nulle con quelle dei voti regolari,capiremmo se il sorpasso reale che tutti auspichiamo e’ vicino o no.Il sorpasso del cittadino alle istituzioni,governate da leggi e inciuci personali.Se cosi’ fosse,ma la strada e’ molto lunga,saremmo dinanzi a uno stato non rappresentabile per via del fatto che non avrebbe la maggioranza dei consensi.Quindi tutto da annullare.

Immagina ancora se poi elegessimo un Papa virtuale,chesso’ Don Gallo,Don Ciotti,Don De Capitani…..e se mettessimo come ministro della sanita’ Gino Strada.

E’ un gioco,certo,ma speranzoso.

Il voto prossimo a venire,sara’ molto importante e viste le premesse con la nascita del partito di Monti,saremo inglobati in un percorso fatto di sacrifici in nome dell’Europa e delle grandi famiglie che la governano.

Le lobby internazionali che dettano leggi e noi,comuni mortali,ad accettare questo destino.

A meno che,nella cabina,il voto,quello reale,sia un segno tangibile di un cambiamento possibile.

E’ un gioco che andrebbe fatto in ogni citta’,creando comuni virtuali,regionali e contando cio’ che il reale fa e cio’ che noi,con una partecipazione globale via internet,proporremmo.

Una cosa e’ certa.Dalla nostra voglia di riscatto passa il futuro.Pero’ attenzione.Con un forte declino economico attuale,bisogna stare attenti alle illusioni che ci propongono i politicanti.Occhio ai lavoretti offerti in cambio di un voto e alle facili speranze che ci promettono.

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SCOPRIRE LA PROPRIA ATTITUDINE CHE FATICA….

Spesso mi sono chiesto se il lavoro che uno svolge rappresenti poi quello che si voleva,che si ricercava.
L’attitudine a qualcosa dovrebbe iniziare alle medie,per poi essere confermata alle superiori e magari toccare l’apice all’universita’.
Poi accade che lavorando in un campo,avverti attitudini verso altro,magari il tuo genio e’ sprecato.
Dipingi bene ma fai l’operaio,suoni magicamente la chitarra ma fai il banconista.
E allora devi convivere con due aspetti della tua vita,la sostanza dello stipendio che ti fa vivacchiare e la lotta quotidiana per quel qualcosa che fai ma non ti piace.
Sei sei fortunato ad avere trovato un bivio con due scelte,il lavoro che hai e l’altra tua dimensione,devi conviverci e dividerle nella tua vita,come fossero due televisioni accese nello stesso momento.
Poi c’e’ gente che e’ fortunata,fa quello che ama e desiderava di fare da quando e’ nato…
L’attitudine a qualcosa che sia pratico o di teorico,mette a dura prova anche la propria personalita’,che deve scegliere con sforzo la via giusta.
E spesso questo ci viene chiesto presto,troppo presto.
Mio esempio:ho preso una patente da operatore radio,senza sapere nulla di morse e radiotecnica.Pura passione ti ti tata ti ti ta……—-
Poi ho scoperto il blog,la passione di scrivere e addio radio e cartoline dal mondo.
Il lavoro che faccio e’ quello per cui non ho studiato ma e’ quello con cui vivo,per fortuna.
Double face della mia vita,aspetto pratico e di amore verso un istinto interno e un dovere che serve.