FRANCESCO,IL POVERO E LE SPERANZE FUTURE.

Ho letto del papa Francesco che di notte andrebbe ad aiutare i bisognosi dando loro denaro e aiuti materiali.

Bene caro Francesco.Fai una cosa utile e nuova certamente,ma sarebbe efficace altrettanto aprire le chiese in queste notti fredde e donare ai poverelli un riparo sicuro.

Davvero Francesco stai scombussolando cio’ che la chiesa nel passato non ha fatto,andando contro una lobby,la chiesa chiamiamola deviata,che ha perseguito vizi e affari.

Il buon papa argentino,come un disinfettante,arreca alla chiesa stessa visioni moderne e rivoluzionarie.

Saranno capaci i nostri sacerdoti a cogliere questo rinnovamento,oppure sara’ fatto fuori quest’uomo che avvicina la fede all’uomo di strada?

Dovrebbe fare cosi’ anche la politica e forse avremmo nel futuro speranza e credibilita’ in quelle istituzioni che oggi vacillano e rischiano di andare in contrasto con cio’ che aspettiamo da tempo.

Uguaglianza,diritti,onesta’,equita’.

Siamo lontani da tutto questo oppure papa Francesco e’ l’apripista di una rivoluzione?

Siamo al bivio del cambiamento oppure tutto questo e’ solo un regaluccio che resistera’ sino al prossimo successore di Pietro?

Eppure Wojitila ricordo,che porto’ cambiamenti e denunce in quello che allora era il vero problema:il comunismo dilagante.

E’ vero anche che con Gorbaciov ebbe la strada spianata ma qui da noi,in Italia,seppe condannare fermamente questioni come la mafia e la corruzione.

Ratzinger non ha fatto altrettanto e sul suo cammino apostolico regnano scandali e silenzi.

Papa Francesco,i nostri politici e noi,comuni mortali che annusiamo l’aria di un rinnovamento ma poi,purtroppo,ci scontriamo con una realta’ fatta di privilegi alla casta e figli di papa’ nei posti del potere.

I sani principi e le speranze future vengono propinate in tv da molti e spesso non hanno riscontro futuro.

Adesso piu’ che mai,servirebbero uomini e donne che stiano a fianco dei nostri problemi e delle nostre speranze.

Ma ci sono papa Francesco anche in politica?

Annunci

IL PAPA,LA LETTERA E QUELLE BRACCIA APERTE…..

Nella lettera di Papa Francesco a Putin(qui il il link http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#1) c’e’ l’economia e la Siria.

Una supplica per una eguaglianza mondiale nel rispetto delle regole che possano creare una finanza uguale per tutti e una ricerca di dignita’ e assistenza per ogni persona sulla terra.

Non una finanza che si basi solo sulla logica del profitto per pochi,ma una finanza che sia volano per creare lavoro e offrire assistenza sanitaria per tutti.

La lettera a Putin e’ una speranza,posta nelle mani dei leader del g20,ma che spesso ha tradito in passato idee e motivi per cambiamenti.

L’economia globale ha creato disparita’ certo,e nello stesso modo ha messo in evidenza le lobby che circolano in Europa.

Lobby che spesso hanno dimenticato un’esigenza e una richiesta dell’intero mondo:dignita’ per ogni essere umano e risorse da spendere in funzione di una stabilita’ economica per tutti quanti.

La lettera poi scivola sulla Siria,e sull’auspicata volonta’ del pontefice di trovare una soluzione pacifica al problema interno al paese.

Se l’america dice di avere le prove del massacro,dall’altra parte ancora in mano non c’e’ nulla di concreto.

Ipotesi avvalorano anche piste di ribelli,i quali avrebbero potuto anche essere loro gli autori del massacro nei sobborghi di Damasco.

Fatto sta’ che la macchina da guerra e’ in moto,e con essa le preoccupazioni di un mondo intero che vede non solo alla Siria il campo di tragedie imminenti.

Israele,Iran sono li,unite da un filo di odio che aspetta solo il momento per essere consumato bellicamente.

La settimana che verra’ sara’ quella anche del congresso americano,quel congresso che si dovra’ mettere una mano sul petto e decidere se,dopo Libia,Afghanistan anche la Siria andra’ nello scacchiere delle terre conquistate.

Sara’ ma la lettera di Papa Francesco mi fa venire in mente quando,sotto i bombardamenti americani,papa PIO xII benedi’ sul piazzale di Verano le vittime colpite dalle bombe.

Spero solo di non rivedere un papa con le mani allargate a benedirci….

mainhp

 

QUALE AUTOBUS PRENDI?

Quante volte abbiamo sentito questa frase:da oggi non me ne frega piu’ niente dei problemi degli altri.Anzi sapete che vi dico:penso solo a me stesso\a.

Vabbe’ direte voi,e’ un modo per dire, per esorcizzare quell’altruismo tipico nostrano che ci puo’ portare anche a delle fregature.

Dare molto e ricevere nulla,essere gentili e prendere cazzotti.

La cosa migliore da pensare secondo me e’ questa:tutto finira’ e allora perche’ prendersela cosi’ tanto per futili questioni?

Sarebbe meglio concentrare le nostre energie positive verso cio’ in cui crediamo.

Giustizia,religione,amore,soldi,viaggi?

Avere attorno a noi un alone protettivo di menefreghismo verso cio’ che non ci interessa o che non fa parte del nostro “credo personale”.

Prendi l’esempio del lavoro.

Utile, certo, per comprare il pane,vestiti e benzina.

Per altri e’ il senso della propria vita,l’identita’ da esibire  alle persone idolatrando virtu’ personali e logiche di carriera.

O il mezzo per comprare cio’ che serve,l’autobus giornaliero per portarci fuori dal tunnel della giornata che sara’ fatta poi di altre cose piu’ importanti e meravigliose.

Eppoi il distacco dalla logica del consumismo o della partecipazione collettiva a un rito pagano che e’ quello delle compere inutili a tutti i costi.

Ma cosa ci serve in fondo per una vita tranquilla?

L’amore dei cari,un buon libro e l’autobus del lavoro.

Io la vedo cosi’ e forse,spero,riusciro’ a essere piu’ sereno con me stesso e con gli altri.

E voi?

14918514-una-versione-in-bianco-e-nero-di-una-illustrazione-d-39-epoca-di-un-autobus-pieno-fino-all-39-orlo