LA STATUA MI DISSE CHE…..

statua caduti
gianlucaralla(c)
Caduti,sorretti,accompagnati,protetti e curati.
Ma anche coesi con il destino altrui,partecipi di un momento,positivo o negativo,dove il sentirsi parte dell’altro e’ importante.
Visto cosi’ sarebbe magnifico,quasi irrealistico a oggi,visto i tempi.
Nei social l’appartenenza alla sofferenza altrui,spesso,e’ condivisibile dietro frasi di circostanza,faccine che piangono o cuori neri.
Insomma essere oggi altruista,che vuol dire?
Sembrerebbe una oscura parte che viene fuori in alcune circostanze e che spesso,invece,viene messa da parte per egoismi personali.
Penso al volontariato,sincero e aperto al prossimo,oppure al maestro di scuola che e’ anche maestro di vita per gli alunni.
Penso alle nostre uscite per strada,i volti di chi chiede l’elemosina e noi,via sfuggenti nei nostri pensieri.
Penso ai politici,a quelle persone che dovrebbero immolarsi sull’altare del prossimo e per il prossimo morire anche.
Allora Kobe,la resistenza delle donne contro l’Isis e la loro morte,donarsi per una causa che per noi occidentali sa di strano.
Ma anche la chiesa,mamma quanto altruismo di facciata…,e i suoi preti attenti alla forma come fossero dei docenti universitari e non ai contenuti.
Ma anche ai genitori,noi,spesso sorpresi dal figlio che reclama attenzione.
La statua oggi mi ha fatto venire a mente queste considerazioni,in un freddo mattino in riva allo Jonio….
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A FISSARE IL VUOTO,ECCO UNA PARTE DI TARANTO OGGI.

Cosa puo’ rendere bella una citta’ se non una villa comunale,piena di alberi e fiori e con statue del passato a ricordare il tempo che fu.

Una villa che  nel passato fu meta di attimi di pace da parte dell’alta nobilta’ locale,della politica che contava e dei personaggi del momento dello spettacolo.

Un’ emblema per la citta’ di Taranto e’ la villa comunale,appartenente alla famiglia De Beaumont che nel 1913 la volle donare alla comunita’ regalandole una flora stupenda fatta di pini,fiori e aiuole tagliate con maestranza.

La villa attualmente e’ meta di tutta la cittadinanza che nel verde fresco specialmente estivo si rifugia e trova refrigerio dalla calura.

Pero’,e qui c’e’ il pero’,agli occhi del tarantino attento e amante del passato,viene da dire:che tristezza.

Manutenzione assente,giochi dei bambini riparati dopo due mesi di messa in sicurezza causa buco nel ponte di legno che porta al complesso fatto di scale,scalini e cunicoli.

Moria di pesci,tartarughe che nuotano in acque putride che man mano che passano gli anni si abbassano e calano di livello,mantenendo pero’ una torbidezza unica….

Statua dipinta e mutilata di elefante, colonne antiche  buttate giu’ li’ per caso,mattonelle della rotonda sempre piu’ spaccate e fatte in frantumi dai bimbi che giocano a pallone.

Insomma un patrimonio che muore per colpa dell’incuria del comune e dei politici che solo l’estate e in concomitanza di eventi politici,si degnano di andare li e visitarla.

Solitudine,solo questa.Come questa donna,sola a fissare la terra e il vuoto.

villa peripato busto donnaFoto di Aralla Gianluca.