Schiavi a Venire?

Devo dire che più leggo il libro sulla vita di Steve Jobs e più credo che il ragionamento personale oramai sia deviato su un binario unico:quello del pensiero conciso.
Tutto dipende dal fatto che la velocità della risposta informatica è elevata e immediata.
Ci stiamo trasformando in macchine veloci,per stare al passo dei computer,telefonini.tablet,…..
Stiamo perdendo una caratteristica che i nostri nonni avevano:la pazienza.
Ma anche la calma,particolare non Trascurabile in questa società dove esser lenti é vista come anormalìtà.
Il computer amico dei nostri giorni,é il nostro nuovo educatore.
Lui veloce e sicuro,ci obbliga a esserlo anche noi,nelle risposte e nei ragionamenti.
Se andasse lento,ci darebbe più spazi di meditazione,di libero arbitrio e di errore.
Ci nega questa possibilità,schiavizzandoci felicemente e ci educa a suo modo.
Ci prenderà”ostaggi” di lui come quando un mago ipnotizza uno spettatore,rendendolo schiavo .
Allora beneficio oppure visione troppo fantasiosa di un compagno di avventura che sta prendendo troppo spazio?

STEVE JOBS IL “PADRE NOSTRO”…..

Leggo in questi giorni il libro su Steve Jobs.

Devo dire che ero riluttante a comprarlo poiche’ sono allergico alle campagne promozionali che vorrebbero indurti a comprare un prodotto a tutti i costi.

E questa lo era.

Recensioni su tutti i giornali,pubblicita’ a 360 gradi in rete,ecc…

Poi mi son detto che comunque sia,il grande Steve doveva avere un posticino di rispetto in tutte quelle persone che maneggiano con i tasti.

Grazie a lui,e ai suoi compagni di avventura alla Apple,siamo quelli che siamo e cioe’ una generazione internauta.

Nel libro,fino a questo momento,trovo la figura di Steve assolutamente carismatica e fuori da una logica formale dell’essere manager di una idea propria.

Ma lasciando da parte il Jobs imprenditore,cio’ che piu’ mi ha colpito fino a ora e’ la ricerca di quest’uomo su cio’ che siamo,sulla spiritualita’  dentro di noi e su cio’ che dovremmo rincorrere per arrivare all’essenza della propria vita.

Bene tra passaggi di generazioni dove Steve Jobs si forma,dalla cultura americana hippy e la ricerca nelle droghe delle risposte,questo omino puzzolente dai capelli lunghi,ci dichiara a tutti noi una mezza verita’:perche’ essere etichettati o inscatolati in una religione imposta dall’educazione della propria famiglia,quando invece la ricerca dell’essere dovrebbe andare ben oltre le pure formalita’ a cui noi tutti siamo incanalati?

Perche’ nella meditazione e nello zen si trova il punto di equilibrio della mente,la pace interiore e la via quando in altre religioni dobbiamo abbracciare leggi e comportamenti che ci negano l’essenza dell’essere che e’ il libero arbitrio?

Gia’ perche’?

Questo sino a ora mi ha impressionato nelle pagine del libro,l’aspetto della ricerca e della pratica tanto in voga in quegli anni dove,l’essenza del pensiero accompagnato dalla meditazione,sfornava geni e manager famosi anche.

Per non parlare di cantanti,attori,poeti e politici.

Domande,risposte che Jobs cercava,che io o tu cerchi.

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