SERMONE CRUISER

Quando ho sentito l’audio del sermone
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gianlucaralla©

di padre Cavalcoli,ho pensato all’Isis.
Cosa centra direte voi,vero ,ma il fanatismo ,seppur non violento come fine,e’ lo stesso degli uomini neri.
Si scredita un evento naturale,il terremoto appunto,incolpando le unioni civile e tutte quelle situazioni “anomale per la chiesa” ree di essere il giusto peccato da espletare ai danni di noi tutti.
Ma io che cosa centro,o meglio,pur essendo un cattolico non troppo praticante(in chiesa solo il sabato sera …)perche’ mai dovrei assorbire delle colpe non mie?
E perche’ mai,mio Signore Iddio,mi scateni un inferno sulla casa del buon cristiano,sposato e con prole regolarmente servizievole la domenica mattina in chiesa,perche’ mai?
Dovresti essere piu’ preciso,quasi come i missili russi o americani lanciati contro le postazioni nemiche da centinaia di chilometri lontani,come i droni che uccidono gli uomini neri,e solo quelli(a volte…).
No,Cavalcoli  fa di tutta un’erba un fascio,un mucchio da mettere giu’ assieme alle loro case per punirli delle colpe altrui.
Il Vaticano,reagisce e bene.
Cacciamolo via,dissociamoci da questa pratica ideologica del castigo divino totale e,anzi,non esercitiamo verso il fedele alibi per essere un “perfetto jiahdista cattolico a venire”.
Insomma una radicale pulizia alle intenzioni di questo parroco che facendo sermoni fuori luogo aizza pensieri sballati a persone che,seppur credenti in Iddio,dovrebbero essere capaci di filtrare le cazzate sentite.
Adesso tutto finito,la radio che si dissocia e continuera’,con padre Livio,a condannare il peccato dell’uomo per i prossimi giorni magari vedendo,speriamo,con piu’ lucidita’ e realta’ il vero motivo del dramma umano quotidiano.
Il sermone e’ stato servito,ma quanti hanno recepito il messaggio sbagliato?

 

SENZA UOMINI,MEZZI E STRUTTURE DI ACCOGLIENZA IL TERREMOTO FUTURO AL SUD E’ DIFFICILISSIMO DA GESTIRE.

Il terremoto e i soccorsi,la prevenzione e l’organizzazione intera.
Al nord funziona,e bene.Funziona perche’ al nord sono abituati a fare prove,esercitazioni nelle scuole e perche’ c’e’ serieta’ nel progettare e definire bene piani di evacuazione.
Al nord,questo maledetto terremoto,ha messo e mette sotto prova la popolazione e allora vai con i psicologi che cercano di far mettere la paura sul piano razionale e farla scacciar via dalla testa come fosse un maledetto sogno.
Al nord i sindaci sanno che la loro responsabilita’ deve essere ripagata con lo sforzo quotidiano nell’amministrare emergenze e richieste che arrivano dai cittadini ogni minuto.E lo fanno,bene.
Se rivoltassimo la questione spostando questa tragedia al sud cosa sarebbe accaduto?
Avremmo avuto tutto questo,dalla prevenzione sino alle esercitazioni,dall’organizzazione dei soccorsi civili fino alle amministrazioni locali?
Avremmo avuto tutto pronto e perfettamente funzionante nelle immediate ore dalla prima scossa?
NO!
Qui da me,a Taranto,nella piu’ grande realta’ industriale dell’Europa,manca un piano di emergenza in caso di disastro industriale o meglio dire in caso di un fottuto incidente.
Mancano zone per mettere in salvo i cittadini,mancano i mezzi e il soccorso civile e’ poco.
Qui al sol pensiero di una scossa simile a quella dell’Emilia,il risultato e’ scontato:morti,dramma su dramma e soccorsi non pronti.
Poi internet ci regala le perle su possibili terremoti al sud prossimi a venire e allora la paura e il timore di non riuscir a sperare di essere salvati e ricondotti a una possibile nuova vita normale e’ alta.
L’Italia scopre anche che la pianura Padana,e’ terra vulnerabile.
Noi pur conoscendo la criticita’ dei nostri territori,poco facciamo per prevenire e almeno in parte progettare piani di emergenza per la popolazione.
L’Irpinia ci disse,nell’ottanta,che mezzi e uomini erano pochi e vecchi.
E’ cambiato molto da allora’
Abbiamo mezzi,uomini e strutture adeguate al sud?
A voi le risposte,io penso di NO.

TERREMOTO E PENSIERI,PAURA E SPERANZA.

Il mio terremoto e’ quello dell’ottanta.Sentito,avvertito nelle ossa e rimasto dentro per anni,come un episodio negativo che pero’ ti ha insegnato tante cose.
Una di queste e’ quella della fortuna di essere a casa e salvarsi,scappare via in strada e vedere la gente terrorizzata che impreca e prega.
La stessa gente che e’ riuscita a salvarsi in Emilia o che e’ morta schiacciata dalla propria casa.
Il terremoto imprevedibile e’ vigliacco,che ti prende nella notte  e che ti lascia paura e sgomento misto a dolore e rabbia per veder cadere giu’ la casa.
Internet e’ veloce,non perde nulla,niente.Ti dice subito la cruda verita’ e mette alla luce la paura nostra dell’essere umano.Siamo passati da una settimana dove Brindisi ci ha detto che forse una cupola nera vuol farci tornare indietro nel tempo,ad’ una dove la terra che trema e’ protagonista.
La precarieta’ delle nostre case,costruite male e del territorio che per natura e’ pronto a regalarci bei tramonti ma che sotto nasconde insidie pronte a scontrarsi e creare tremori e vibrazioni.
L’Italia si scopre solidale come sempre e la parata del 2 Giugno ci appare come uno sfregio in faccia ai morti,uno spreco di entusiasmo in un momento di dolore.
E allora vai con la speranza che tutto finisca,presto e che la terra ci dia pace e serenita’ e magari la consapevolezza che amarla non bastera’ a calmarla ma che rispettarla,questo si,possa servire a non violentare certi territori con mostri industriali o trivelle impazzite.
Poi la politica,Monti e le parole solite di solidarieta’ ma che hanno un difetto:iniziative a favore  dei terremotati serie e concrete,che vengano dal mondo della politica e che non siano solo quelle di aumentare la benzina per devolvere i ricavi ai piu’ sfortunati.
In questa Italietta,di sfortunati molti ve ne sono eppure ho visto in tv gente colpita nel suo dolore per questo disastro ma pronta a sorridere e reagire per ricominciare.
Ecco l’Italia vera,quella che ci serve per tutti i nostri terremoti dalla politica all’ingiustizia sociale e altro ancora.