OCCHIO:ZIO SAM ASCOLTA..E VALUTA.

E’ molto interessante seguire in questi giorni le vicende americane legate al famoso programma del NSA(National security agency )per intercettare le telefonate di milioni di americani per prevenire possibili attacchi terroristici.

In america la discussione e’ ampia e le associazioni per la liberta’ civile esprimono pareri discordanti circa la sua utilita’ e la violazione della privacy per i cittadini.

Obama sa che il suo governo ha violato telefonate di persone comuni,registrando e annotando discorsi che avrebbero potuto,secondo l’amministrazione  attuale,nascondere possibili attentatori e piani eversivi.

Dietro tutta questa polemica,si nasconde la paura americana di essere sempre sotto tiro.

Paura che non e’ mai morta con Bin Laden e che anzi,sembrerebbe rinascere ogni 11 del mese.

L’america libera,civile e patriottica,e’ attaccata alle sue debolezze o, se vogliamo dire, anche alla sua immagine di terra libera e premurosa verso i suoi concittadini.

Sara’ ma e’ anche la terra delle discriminazioni razziali,del pugno duro della prevenzione nel suo territorio e al di fuori di esso,e della democrazia da esportare per essere sicuri in casa loro(Afghanistan in primis…).

La sicurezza nazionale nasconde un dramma,che e’ quello dell’impossibilita’ di sconfiggere il terrorismo.

Se pensassimo a quello politico,come quello che fu da noi con le B.R. o i NAR,potremmo forse dire che sarebbe piu’ facile eliminarlo estirpandone i capi,le manovalanze armate e anche le ideologie.

Con una lotta civile,democratica e leale nei confronti delle ideologie sbagliate,avremmo forse risolto i problemi o almeno in parte tamponati per anni.

Con il terrorismo creato ad arte dallo zio SAM, sembrerebbe improvabile invece avere tempi lunghi calmi,o almeno senza allarmismo perenne.

La chiusura delle ambasciate ultimamente,nasce dalle fonti dei servizi segreti che allarmati da movimenti islamici,hanno ritenuto opportuno mettere in sicurezza aree come lo Yemen.

Ma l’america,con questo spionaggio democratico interno,andando a violare il diritto alla propria privacy,percorre la giusta strada?

Obama difendendosi venerdi’ dinanzi alla tv pubblica,ha ammesso una certa intromissione esagerata nella vita dei suoi americani,ma ha anche ribadito che “quando si temono azioni terroristiche,si deve raccogliere di tutto per analizzare un possibile attacco”.

Questo mi fa pensare alla rete gettata in mare dai pescatori,che allontanandosi dal porto e dirigendosi al largo,gettano le reti.

In quelle reti troveranno pesce,ma anche roba inutile da gettare via.

E quella roba inutile pero’ e’ e sara’ una grossa fetta di americani che magari parlando con una zia o un amico,nomineranno fuoco ….ma staranno parlando,forse,del prossimo barbecue da fare a casa di qualcuno….

Per approfondimenti,vi consiglio questo articolo:

http://www.washingtonpost.com/politics/obama-administration-asserts-broad-surveillance-powers/2013/08/09/ff429504-0134-11e3-96a8-d3b921c0924a_story.html?hpid=z1

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CARO ADRIANO,……

Giovedì al cambio turno sono andato alla Porta D dell’Ilva. Faceva caldo, ero stanco, ho deciso di mangiare una banana. L’ambulante di frutta ha rifiutato di farsi pagare: “Mangiatevela con la buona salute”, ha detto. Venerdì al cambio turno sono andato alla Porta A. Pioveva, ero stanco, una banana ci stava bene. L’altro ambulante non ha voluto farsi pagare. “Buon appetito a voi”, ha detto. Lo riferisco per mostrare il lato migliore dell’Ilva e del mondo. Al tempo stesso sono un po’ preoccupato che si diffonda la voce che c’è un vecchietto che ogni giorno viene a una porta diversa dell’Ilva per mangiarsi una banana a sbafo.”

Adriano Sofri.

C’e’ chi lo ama come opinionista(io),c’e’ chi lo vorrebbe morto per il suo passato da terrorista in Lotta Continua.

Il caso Calabresi,ucciso e forse lui mandante politico.

Un personaggio che fu in lotta con le istituzioni,che mi affascina nel suo dialogare quotidiano con i lettori dei vari siti a cui collabora e nei vari quotidiani.

Sofri e Taranto.Un amore nato grazie all’ilva,di cui e’ attento osservatore fin dal passato.

I suoi articoli sono passaggi crudi e veri,una forma di sostanza del problema jonico che lui trasforma anche in poesia.

Un esempio:

“A Taranto tira un vento da far invidia a Trieste, e se ogni famiglia stendesse uno striscione il vento li gonfierebbe tutti e la città prenderebbe il largo a gonfie vele con su scritto: Taranto ribellati”.

Caro Adriano se potessi venire da me,ti ospiterei con la gentilezza tipica del sud,dialogando con te del passato e di quella forma di rabbia,il terrorismo,che e’ un dolore per l’Italia intera e che oggi aleggia nella sua forma con la disperazione.

Un paradosso oppure una stupida idea,una di quelle che fanno paura e che confermerebbero una cosa:le istituzioni,quelle che anche tu hai ripudiato,forse non ci meritano e noi,assieme a te,siam terroristi ideali di un tempo grigio e cattivo,come oggi qui a Taranto.

GIUSTIZIA: MANIFESTI; SOFRI, SONO UN'INFAMIA E UNA PORCHERIA