C’E’ ANCORA SPAZIO PER LA DIGNITA’?

Siamo tutti greci,o meglio tifiamo per voi.
Si insomma,a scanso di equivoci,se capitasse a noi italiani forse,alla fine per la nostra mole abitudinaria dei compromessi salva pelle,accetteremmo il piano della Troika guidata dalla Germania,e saremmo felici di non continuare il suicidio.
E invece,guarda un po’,Tsipras lo amiamo.
In lui nelle sue movenze da Che,vediamo il  rifiuto del “si padrone”,la mossa che spiazza il dialogo e che mostra l’orgoglio di una nazione.
Ma poi l’unita’ nazionale,il ritorno all’identita’ propria,e’ valida ancora oggi in un mondo di compromessi bancari e regole da rispettare?
Cioe’ essere contro la storia,quella delle forzature a suon di debiti e perdita di dignita’ di un popolo,ha ancora spazio nei capitoli di storia a venire?
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KRUGMAN,HOLLANDE E IL VAFFA ALLA TROIKA.

Ho letto questo articolo di Sergio Di Cori Modigliani e ve lo  linko per farvi pensare un po’.

Andate a leggervelo al seguente indirizzo:http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12577

La considerazione finale sembrerebbe alquanto semplice.

Far vivere bene i ricchi  e non favorire invece la ricostruzione di una parte sociale grazie a riforme a suo favore.

Hollande e la Francia sarebbero,sembrerebbe da questo articolo,una spina nel fianco della troika,la stessa che detta tempi e modi per portare avanti un discorso monotematico e a senso unico.

Paul Krugman il nobel per l’economia sulle pagine del NEW YORK TIMES,ha messo in evidenza la caparbia e tenace azione di Hollande che,in barba alle disposizioni europee in materia di conti pubblici e fini per raggiungerli e metterli in ordine,ha invece marcato una linea di condotta a favore delle opere pubblice,tagli alla politica e dimezzamento degli stipendi ai manager pubblici.

Ebbene una condotta che,secondo Krugman,ha deteriorato i rapporti con Bruxelles spostando al 2015 il pareggio di bilancio.

Perche’ ci si domanda,in Italia,Letta non ha fatto la stessa cosa presentandosi alla troika e posticipando cio’ che ha invece fatto Hollande?

Perche’ parlare di tagli alla politica,stipendi da decurtare ai top manager e sviluppo di azioni a favorire benefici sociali rimangono tabu’ per questo paese?

Questo articolo ci illumina e ci dice come oramai siamo nelle mani di una Germania che detta tempi e modi agli altri per stare nel club dell’Europa.