GRECIA E ALTRO,MIEI PENSIERI (1).

Paul Krugman (premio Nobel per l’economia nel 2008)
“La Grecia deve votare no e il governo deve essere pronto a uscire dall’euro”
“Il collasso dell’economia greca non è imputabile solo agli errori che il suo governo ha fatto fino al 2008, ma soprattutto alle misure di austerità e all’euro”.
Joseph Stiglitz (premio Nobel per l’economia nel 2001)
“È abbastanza certo, quello che stiamo osservando. È l’antitesi della democrazia: molti leader europei vogliono vedere la fine del governo di sinistra di Tsipras. Dopo tutto, è estremamente scomodo dover trattare con un governo tanto contrario ai tipi di politiche che hanno fatto aumentare le disuguaglianze in tanti Paesi avanzati, un governo impegnato a ridimensionare il potere sfrenato dei più ricchi”.
Thomas Piketty (economista di fama mondiale)
“Syriza è l’ultima spiaggia dell’Europa, dove la tensione è talmente alta che sta per scoppiare…serve una revisione totale dell’attuale politica basata sull’austerity che sta uccidendo il Sud dell’eurozona”.
Oggi la Grecia ci dirà  se è  possibile ancora essere liberi da condizioni economiche che ognuno di noi ha sulle spalle.
Oggi la Grecia   ci dirà  se è  ancora possibile essere se stessi,senza circoli privati taglia aria e senza inchinarsi a persone e leader che pensano al loro orticello annientando  chi a fatica resiste a diktat  dittatoriali.
Sarebbe bello e auspicabile essere compatti,ma non a livello politico,ma tra le persone,i popoli,senza guide alterate e condizionate da logiche economiche e burocratiche.
Sarebbe bello essere unici,soli a decidere che fare,come il muro di Berlino,fatto a pezzi,sgretolato e condannato nella sua logica di restrizione della libertà.
Forza Grecia,dammi una speranza per essere libero in una terra di tutti,senza frontiere e baratri succhia soldi.

arallagianluca

Annunci

C’E’ ANCORA SPAZIO PER LA DIGNITA’?

Siamo tutti greci,o meglio tifiamo per voi.
Si insomma,a scanso di equivoci,se capitasse a noi italiani forse,alla fine per la nostra mole abitudinaria dei compromessi salva pelle,accetteremmo il piano della Troika guidata dalla Germania,e saremmo felici di non continuare il suicidio.
E invece,guarda un po’,Tsipras lo amiamo.
In lui nelle sue movenze da Che,vediamo il  rifiuto del “si padrone”,la mossa che spiazza il dialogo e che mostra l’orgoglio di una nazione.
Ma poi l’unita’ nazionale,il ritorno all’identita’ propria,e’ valida ancora oggi in un mondo di compromessi bancari e regole da rispettare?
Cioe’ essere contro la storia,quella delle forzature a suon di debiti e perdita di dignita’ di un popolo,ha ancora spazio nei capitoli di storia a venire?

TSIPRAS IL GRILLO EUROPEO?

Forse siamo arrivati a un punto dove ci si deve mettere la faccia per vincere o sparire per sempre.

E mettere la faccia,oggi,specialmente in politica e’ quantomeno rischioso e come lo struzzo,che la nasconde in situazioni delicate,spesso molti personaggi  lo fanno.

Siamo in Italia,paese che perde credibilita’ nelle istituzioni e che andra’ al voto perdendo delle identita’ sacre come quelle delle ideologie politiche certe.

Renzi ha fatto di tutto per far vincere la destra e per far uscire ancora una volta la vera questione della sinistra:un’anima sdoppiata.

Oggi seguo cio’ che potrebbe essere l’ennesimo tentativo di ricerca di identita’ della sinistra piu’ sinistra che c’e’,SEL,e quello che potrebbe essere il nocciolo della questione per i prossimi mesi:la faccia appunto da mettere.

Oggi quella e’ sotto il nome di Tsipras,giovane greco rispolverato dalla sinistra europea e che lo vuole catapultare alle prossime elezioni per  la presidenza alla commissione europea.

Austerita’ sacrifici e giustizia per tutti,sono alla base del progetto Tsipras.

Nulla di nuovo direte voi.

Nulla che sconvolge il panorama della disubbedienza ideologica comune che serpeggia in Europa e che in tutti noi,logicamente,trova spazio e spunti di comunanza.

Quindi qual’e’ la novita’ in questa persona?

La novita’ e’ che lui,Tsipras,vorrebbe essere il Grillo europeista,l’uomo della denuncia e dei fatti.

E in questo,e solo in questo,vedo un coraggio che servirebbe da noi in Italia.

Mettere la propria faccia,dire eccomi sono pronto alla battaglia.

Qui e’ la differenza tra il fare e il non fare,tra capire che siamo al punto di entrare nella storia o finire nel dimenticatoio.

Abbiamo un bivio pericoloso.

A destra una destra forte,coesa nel ritrovarsi unita per vincere e tornare a comandare.

A sinistra,una sinistra spaccata persa come quando una lucertola perde la coda e quest’ultima si muove ancora.

Si muove,ideologicamente nella stessa area,ma e’ divisa dalla casa madre.

Renzi e’ peggio di Berlusconi.

Ricrea vecchie logiche di politica ad personam,fatta di elogi per se stesso e poco utili al paese.

Il connubio con Berlusconi ha sancito la fine dell’era Letta e anche la spartizione della sinistra tra vecchie cariatidi e nuovi giovani pseudocomunisti.

Il rischio e’ che in mezzo ci si ritrovino i delusi,di tutto e tutti.

E che per una logica di vendetta mirino al disordine che ci potrebbe catapultare nella lotta armata di nuovo.