SIAM MARIONETTE COME I…..

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Come i turchi,manipolati e usati ,forse vittime o forse no.
Siamo nel gioco del sistema,che ti crea inferni e ti fa credere che ci sia il super eroe che ti salvera’(lo stato,il re,o il generale di turno).
Come i francesi,dietro il terrore che fa notizia e poi sparisce dietro altre notizie e ricompare col sangue delle vittime innocenti.
Come i pugliesi,e il treno,colpevole di ritardi e fottute menzogne fatte di promesse e regali altrove.
Siamo marionette,girate e rigirate per far ridere qualcuno e vittime,alla fine,di qualche cosa che non mettiamo a fuoco.
Siam marionette.

LE DONNE DI KOBANE.

Seguo cio’ che sta avvenendo a Kobane,la citta’ siriana al confine con la Turchia.

Una citta’ che,stando alle ultime notizie,e’ quasi stata occupata e presa dall’avanzare dell’Isis.

La resistenza dei peshmerga ,il braccio armato della resistenza curda nel territorio del Kurdistan  siriano,ha nelle loro fila donne coraggiose pronte al martirio pur di non cedere la loro storia ai miliziani dell’Isis.

Una logica che nasce dal loro attaccamento alle proprie radici,al concetto di resisitenza con la fine della loro vita che,agli occhi di un occidentale,sa di martirio esagerato forse.

Ma,a differenza dell’azione terroristica che ha nella morte dell’attentatore l’azione stessa,qui la fine della propria vita e’ il simbolo di una vittoria contro una sconfitta certa,contro la prigionia o la violenza nelle mani del carnefice nero.

Allora mi va di ricordare queste donne che ,immolandosi,non regalano al nemico gioia e vanita’.

Ci ricordano l’amore per la terra di origine e gli sforzi che non arrivano da nessuna parte per essere davvero efficaci nella vittoria finale contro un nemico che,oggi,ha innalzato gia’ la propria bandiera alla periferia stessa di Kobane.

IO STO CON I GIOVANI DI ISTANBUL…E VOI?

Si puo’ essere vigliacchi nella vita.Sapere,dietro un elmetto e un manganello,di avere il coltello dalla parte del manico.

La divisa,spesso,ha il lasciapassare all’azione,violenta e inaudita,contro chi manifesta.

Si puo’ perdere la mano,certo,essere bestie in divisa,azzerare i diritti e le voci di chi cerca dialogo e democrazia.

Ci si puo’ trovare contro anche il deviato violento,quello che nel gruppo e’ l’appestato da mettere al bando poiche’ rovina cortei e allegria.

Ma cio’ che sta avvenendo in Turchia e’ la logica del potere vigliacco.Quel potere che si nasconde dietro la difesa di una falsa democrazia e si avvale
di modi e metodi criminali.

L’acqua col Jenix,un prodotto chimico urticante mescolato per rendere corrosivo il getto,e’ stato impiegato dalle milizie contro i manifestanti a Istanbul,nella piazza Taksim.

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Vigliaccheria.L’acqua usata tante volte contro i manifestanti,rimaneva l’unica arma “simpatica” diciamo cosi’ per respingere oppositori di regimi o tifosi di calcio scatenati.

L’acqua,fraterna amica dei nostri giorni,perde la sua limpidezza in Turchia e’ mescolandosi con la chimica,lascia segni traumatici sui giovani,come le botte prese al G8 e i calci in faccia.

Stanno perdendo laggiu’,stanno alzando il tiro vigliaccamente poiche’ sanno di avere meno forza di prima,sanno che il limite tra il possibile da fare nei “duelli con i giovani” e quello da non fare nel rispetto delle regole di ingaggio e’ un filo sottile,invisibile.

L’urticante(questa la pagina web http://www.jenixbibergazi.com/en/subpro.asp?id=7) e’ la ferita pero’ per tutti noi,noi che stiamo a vedere seduti in poltrona un popolo reagire dinanzi a un regime che detta legge e che non crede nel rispetto comune.

E poi concludo con l’immagine di Davide Martello,che ha suonato nella piazza musica con il suo pianoforte.

Lui e’ la musica che grida,quella delle note contro la violenza.Il pianoforte non c’e’ piu’ rotto dalla milizia….

969204_513169262069722_2057757572_nCome lo furono i fiori negli anni sessanta.I fiori offerti alla polizia in segno di pace e lealta’.

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OGGI GEZI,DOMANI CHISSA’ QUALE PIAZZA.

https://twitter.com/Gulce_Kaya/status/344467430912958464/photo/1

 

Gezi Park,in Turchia.

Ma potrebbe essere Genova e il suo G8,oppure Seattle con i loro dimostranti.

Puo’ essere ovunque,in quei luoghi dove dire NO e’ pericoloso e dove la democrazia si traveste da Cile o Argentina.

E’ la rivolta dei diritti,annientata dalla brutale violenza delle milizie che consapevoli di perdere il controllo avanzano,colpendo e ferendo come se dovessero maciullare carne da mangiare dopo.

E’ la rivolta delle piazze,da Tienanmen a piazza Alimonda a Genova.

La piazza simbolo dell’unione delle razze in difesa di cio’ che ci rimane ancora da difendere.

Dall’ambiente al diritto della democrazia,per andare all’uguaglianza per tutti fino alla fine della politica economica globale,scandalo di questi ultimi anni e che ci ha portato al collasso globale.

Oggi piazza Gezi,domani chissa’…e la divisa usa ancora il pugno duro.

DUE EROI CHE CI SPRONANO.

eroiTienanmen e la citta’ turca.

Due eroi,soli,dinanzi a un carro armato cinese e agli idranti della polizia turca.

Icone della liberta’,oppure pazzi che sfidano la vita illudendosi di fermare una violenza alla liberta’ di protesta?

Non so,pero’ gli ammiro perche’ essi hanno mosso una ferita dentro noi tutti,quella codardia o paura vigliacca fate voi,di desistere a danno di ribellioni popolari,voci di corteo che spesso cadono nel vuoto.

Eppure si e’ in tanti,con gli occupy americani e tedeschi,fino agli indignados spagnoli.

Il numero servirebbe a far tacere le negazioni dei nostri tempi,quei muri a volte invalicabili come in Siria,del diritto a vivere la propria vita come si vuole,essendo se stessi.

Ma spesso,i governi,tacciono le folli con i mezzi piu’ facili che hanno,le milizie.

Allora queste due figure appaiono agli occhi nostri pazzi,o idealisti che rincorrono un sogno.Quel sogno di azzerare i numeri delle masse e diventare un tutt’uno con chi scappa,o ha paura di scendere in piazza.

Ma loro,dinanzi al mezzo blindato o all’acqua in faccia,brandendo un diritto nelle mani,ci dicono che anche uno solo avrebbe quel diritto negato,anche uno solo e’ la verita’ dell’essere uomo con la propria dignita’ da rispettare.

Unici,o pazzi,per me eroi…quelli veri.