CONSIDERAZIONI TRA SOCIAL,EVENTI DRAMMATICI E L’11 SETTEMBRE.

Mi ha fatto piu’ riflettere lo smartphone nelle mani del killer dei giornalisti americani,che la decapitazione del povero di turno nelle mani dell’Isis.

Il social come marchio dell’essere,dell’idea e del pensiero personale,arriva a mietere vittime,sacrificate sull’altare di download veloci che,come spietate frecce,colpiscono il collettivo nel mondo collegato a internet.

Essere protagonisti immediati,regala visibilita’,ma anche vendetta immediata e percezione dello scopo finale,arrivato a buon fine(si fa per dire…).

Anche i programmi di ultima generazione,come Periscope ad esempio,sono la vetrina di un evento che solo tu gestisci e sponsorizzi vendendo cio’ che accaparra piu’ gente.

Si va dai primi piani della faccia,ben curata e ammiccante,passando per dialoghi piu’ o meno interessanti sul perche’ del mondo odierno.

La tv via web,o quello che pensiamo possa essere senza cambiare canale,sentendoci protagonisti e annullando cio’ che prima,la televisione appunto,dava a noi esenti di cio’ che stava dietro a essa.

La morte in diretta,l’atto violento,registrato o addirittura live,e’ cio’ che molti,pur non dicendolo,cercano,spaziando su canali video o nelle varie ricerche via web.

Se all’inizio la ferocia dell’Isis era devastante,spiazzante ed emotivamente coinvolgente,seppur con dolore e disgusto,oggi per il numero di video visti e rivisti,diventa sequenza simile a altre,azione vista e conosciuta.

L’11 settembre,rimane il padre del video crudele,la realta’ che ha bucato la nostra fantasia aggiungendo un filo di logica verita’ che ci ha trasportato nel web futuro,quello dove il video e’ crudo e diretto,senza se e senza ma.

Le torri gemelle che caddero,furono la madre della tv vera,piu’ dell’approdo sulla Luna.

Furono il film reale,senza regia  programmata,ma fatta da gente che poteva essere una qualsiasi.

Seppur nella sua drammatica sequenza,il crollo rilevo’ che tutti noi,eravamo in un film mai pensato o visto prima,e per un attimo,pensammo a un errore visivo…

Gli uomini giu’ dalle torri,che cadevano paracadutandosi con fazzoletti o maglie,rimangono il timbro del passaggio tra reale e fantasia,come il loro rumore sul selciato,sintomo di cruda verita’.

Alla luce degli eventi accaduti ultimamente,il web annienta il pensiero del male,ci trasporta nella realta’ immediata e veloce,caricandoci di immagini drammatiche che ,essendo tante e sparse su siti di informazione mondiale,non ci da il tempo di immaginarle con la nostra fantasia.

Se pensiamo ad un attentato,un incidente aereo o una sciagura di immigrati in mare,la nostra mente ha gia’ qualche briciolo di immagine in mente,simile a quella che vedremo a distanza di minuti.

Il web ha annientato il pensiero di una tragedia,e forse come fu detto nel settembre tragico americano,cio’ che non pensavamo di aver mai visto,e’ accaduto azzerando il confine tra FANTASIA E REALTA’ NELLA MENTE UMANA.

IL MIO MONDIALE…..CONSIDERAZIONI ANCHE SUL RAZZISMO DI SUPER MARIO.

Andiamo fuori da un mondiale che ci aveva illuso e che poi,alla fine,ci regala una pillola di verita’.

La pillola e’ che abbiamo scoperto che un morso fa diventare buono Chiellini e che Balotelli e’ piu’ razzista di tutti,dichiarando che i suoi fratelli neri avrebbero avuto un comportamento meglio di noi “bianchi”.

E’ il mondiale dove ci si rende conto della pochezza tecnica nostrana che invece lascia il posto all’apparire,alle odiate cuffiette e all’essere senza sostanza.

Insomma ci vorrebbe un ritorno al passato,quando allenatori alla Rocco o alla Bearzot,puntavano sull’emozione del gruppo invece che del singolo.

Un mondiale che finira’ con un vincitore e dei sicuri sconfitti ancor prima della conferma della sede delle partite.

I vincitori comunque loro,questi ragazzi che corrono dietro a un pallone e che avranno una notorieta’ a livello mondiale grazie ai media,e gli sconfitti che,quotidianamente,muoiono di fame nelle favelas attorno agli impianti sportivi.

Una disparita’ evidenziata dai media ma che alla fine della manifestazione,scorderemo per forza di cose.

La finale non  mi interessera’ poi molto vederla,forse perche’ attratto piu’ dal nebuloso campionato nostrano,complicato per i suoi intrighi e dai suoi loschi personaggi,sempre luogo di spartane divisioni campaniliste.

A proposito di campanilismo,ho visto il filmato dei funerali del povero Esposito.

Lo stato mancava ma questa non e’ una novita’,specialmente in alcune parti d’Italia.

 

IO CI HO PROVATO,MA……

Ci sta che una sera Travaglio venga da queste parti e, nominando il Gip Patrizia Todisco,scateni gli applausi dei presenti.

Ci sta che lei,la Todisco,sia stata messa da parte come tutti quei magistrati che hanno cercato di capire l’affare Stato\Mafia,e che, oggi, rischiano con il tritolo arrivato a Palermo.

Non ci sta invece che si dica ancora che il quartiere Tamburi sia nato dopo l’Ilva e che le bonifiche si stiano facendo.

Gli ispettori possono andarci ogni santo giorno,ma ogni santo giorno vedranno cio’ che l’azienda vuole fargli vedere.

Pulizia,ordine,treni nastri coperti e cannoncini  abbatti minerali.

La realta’ e’ che  da anni chi vive in questa citta’,si sente emarginato.

Emarginato non come una qualsiasi citta’ del sud che,per i suoi connotati nati ad arte dal piu’ becero leghista paga dazio,ma invece per il non rispetto per essa.

Il rispetto delle convinzioni che spesso, pur trovando riscontri evidenti e ampi in campi sanitari e giuridici,sparisce dinanzi allo Stato,padre usurpatore a volte di logiche di giustizia.

E allora l’Ilva,l’inquinamento e i giudici,sono Stato\Mafia,il dualismo che ha rovinato le vite di molte generazioni.

Lottare contro un muro e’ ardua questione e ieri,Travaglio,nominando il gip Todisco,ha aperto la ferita in tutti noi.

Ha da una parte elevato questa donna,giustamente,e dall’altra ha rimesso in discussione l’ambiguita’ stessa del potere politico,silente e navigato nelle stanze romane.

Una logica soluzione per Taranto forse ci sara’ pure,ma ai fatti di oggi,personalmente manca il peso della politica locale.

Quel peso che una volta era l’equilibrio tra le ingiustizie dei governi e la rabbia dei cittadini,loro elettori.

Oggi con un sindaco vacante nel suo ruolo e una azione di denuncia fatta solamente dai gruppi ambientalisti,sembrerebbe una battaglia all’infinito.

Una ricerca di menzogne e scoop da denunciare a tutti ma con scarse ripercussioni a livello locale.

Ho paura che chi verra’ messo fuori gioco,possa dire un domani, dinanzi magari a una tv:io ci ho provato…ma lo Stato era piu’ forte….

©arallagianlucafoto

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