IL TESTAMENTO DI ECO SUI SOCIAL

Mi ha colpito questo video di Eco.
http://video.corriere.it/umberto-eco-social-legioni-imbecilli/c4f89f58-d7cc-11e5-afdf-d68b3faa1595
Twitter e’ spesso la voce degli imbecilli che prima dicevano la loro nei bar.
Tutto vero,caro maestro.
I social sono onanismo intellettuale,alto o basso,ma sempre pura dimensione personale di una propensione a far  emergere,o cercare di farlo,il lato migliore di noi.
Il filtro di cui parla Eco,anche quello che dovrebbe avere una redazione giornalistica,non esiste attualmente credo,poiche’ il livello di cultura scende e i social,purtroppo,ne sono la causa maggiore.
Il famoso libro sul comodino,da leggere la sera prima di addormentarsi,acculturandosi,fa posto al tablet comodo e veloce che si sofferma sul cinguettio o sul post di fb.
Allora,ci dice sempre Eco,dobbiamo avere il bagaglio culturale personale,spesso su tematiche precise,per filtrare,per essere consapevoli di giudicare vero o falso lo scoop o la pseuda notizia.
Se mi parli di qualcosa,io devo saperla riconoscere come notizia vera,ma sempre grazie a cio’ che ho maturato dentro me stesso nel tempo.
Se non lo faccio,mi ritrovo nel bar,come dice lui,a essere imbonito dall’imbecille di turno e rischiare di cadere nella trappola del qualunquismo di parte senza prova certa.
L’approfondimento,anche questo un tema decisivo per scegliere e giudicare,oggi e’ merce rara.
Approfondire un qualcosa,ricercare,studiare e documentarsi ,nell’era 2.0,sembra una lenta agonia a confronto della notizia veloce e immediata che ci arriva sullo smartphone o tablet stesso.
Eco ha ragione.I maestri stessi oggi della scrittura,i giornalisti o i poeti chesso’,lasciano spazio all’inviato munito di cellulare e social che,esponendosi in prima linea, da una visione dell’avvenimento dimenticandosi spesso la storia passata che esiste dietro a tutto e racchiudono, il tutto, in poche battute che ci informano su cio’ di cui parlano.
Anche il blogger e’ a rischio.
L’opinione personale avallata dell’esperienza dello scritto sancita da cio’ che lui stesso,il blogger ha provato,puo’ racchiudersi in narcisismo allo stato puro e,quindi,divenire cosa certa per molti.
Forse sarebbe giusto lasciare spazio all’emozione,pura e sincera ,senza esporsi in facili conclusioni che spesso non hanno motivo di esistere per colpa del background  misero che abbiamo,io in primis.
Quindi maesto,condivido il tuo pensiero e ti prometto di documentarmi sempre piu’ e essere sincero nelle esposizioni dei miei pensieri,pure balle da bar come dici tu,ma sincere giuro….
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AL PASSO DEI TEMPI,UNA CORSA TRA PRETI.

preti scappano
Mi chiedo se essere moderni o tecnologici oggi per i preti ,voglia dire esibizione oltre i propri obblighi.
Insomma mi domando se vi e’ un peccato all’origine per stare al passo con i tempi.
E’ vero anche che i social aiutano a comunicare,calarsi in quella rete cosi’ semplice e distorta nel tempo che si chiama socializzazione appunto.
Il prete moderno predica in web,affida il suo perdono nelle omelie tra i tasti e,spesso,assolve i followers con una risposta al commento di un post.
La conversione mediatica o il riavvicinamento avviene con pratica 2.0,cosa che in passato accadeva dentro le mura della parrocchia e si svolgeva,spesso,dietro una nascosta comparsa degli attori principali,il prete appunto e il suo fedele.
La velocita’ di Facebook e l’incremento di profili “santi” in rete,hanno scompigliato un po le carte,annientando cortine velate che prima nascondevano peccati e peccatori.
Oggi il prete 2.0,ha quasi l’esigenza di arricchirsi lui stesso con il suo gregge e cercare,in essi,quella soddisfazione personale nel numero dei seguaci della propria pagina o sui commenti correlati ai suoi post.
Quindi una rincorsa all’apparire per numeri e,a volte,non per sostanza.
Veniamo alla domanda iniziale:e’ esibizionismo o tempo dei tempi?
E’ scoprire nuovi modi di comunicare la parola di Dio oppure e’ un errore farsi attanagliare nelle mani del “peccato moderno del narcisismo telematico ?”
Io rimango su un fatto,e quasi a un ricordo.
Il buon prete di campagna,o quello della chiesetta e della predica domenicale,mi era piu’ simpatico e in me,arrecava quasi timore.
La sua comparsa non quotidiana tra di noi e quella barriera che si ergeva durante la settimana ne facevano di lui un qualcosa di mistico,vicino alla fede appunto.
La chiesa era incontro,scambio di idee e preghiera.
Oggi leggo,spesso su twitter,la vita sacerdotale al di fuori della pratica religiosa di ufficio.
Il selfie ,la gita ,la squadra del cuore,il link alla news piu’ o meno tragica,ecc…
Un sacerdote come i comuni mortali,certo,ma che ha perso secondo me,il mistero dell’abito che porta e si vende,lasciatemolo dire,alla rete cadendo in essa e con essa nella tentazione di essere primo sugli altri e piu’ seguito degli altri .

UNA VOLTA ERA TUTTO PIU’ SEMPLICE.

Sara’ un caso ma quando il popolo non ha piu’ fiducia nella politica,si apre un varco dove ci si infilano tutti.

E’ la volta del leghista Salvini che sbraita contro gli italiani e poi,vedendo il vuoto politico appunto,si alza a difensore di quest’ultimi.

Poi c’e’ il cavaliere che,sara’ per la sua uveite,con gli occhiali neri sembra mister portasfiga.

Si quel personaggio che tira male e spera che finisca in peggio pregando  in una sua apparizione nuova sulla scena della politica.

Poi lui,il PD.

Animale di sesso incerto che si annida nella cultura italiana e che spera di trovare una sua identita’ magari accoppiandosi con una destra sempre piu’ in crisi anche lei.

E nel mezzo di questo gran casino ci siamo noi cittadini.

Oggi leggevo un’intervista di Prodi che spiegava il fallimento dell’Europa e della moneta unica.

Un fallimento politico,una disgregazione di mille idee comuni caduti nell’errore dei problemi interni irrisolvibili.

Insomma un gran bluff dove noi paghiamo le conseguenze e i difetti di una macchina che va male dopo i 100 all’ora.

Tensione sociale,sindacati poco uniti e recessione.

Siamo messi male e parlare di pensioni future sembrerebbe una logica da pazzi visto che il buco Inps e’ enorme e sempre piu’ profondo.

Ci agganciamo a chi,il Papa ad esempio,difende la dignita’ umana e il diritto al posto fisso di lavoro.

Poi  penso a chi all’estero con onore e orgoglio cerca di aiutare il prossimo,Gino Strada,e che qui viene trattato come un mentecatto.

C’e una logica nostrana che non quadra e che e’ figlia anche di certe ideologie che girano ancora nelle piazze e che fanno scrivere su twitter idiozie contro la nostra astronauta che,lassu’,stara’ bene a lavare solo i piatti.

Andiamo avanti e con forza difendiamo il nostro spazio su questa terra,malata,e che,vedi Taranto e l’Ilva,muore di speranze e controversie.

Non ci capisco piu’ niente.

Una volta era tutto piu’ semplice:il PCI,la DC e il PSI.

Meditate gente meditate…. 

LA MORALE E’ SEMPRE QUELLA…MANDALI A FANCULO TRAMITE SOCIAL…E’ MEGLIO.

Patrocinata dalla Camera e dal Senato,assieme a Famiglia Cristiana e Avvenire,parte la campagna  sociale “Anche le parole possono uccidere”.

In pratica un uso sbagliato di alcuni termini,terrone,negro,terrorista ,ciccione,che spesso impropriamente vengono usati per definire alcune persone,,dovrebbero essere bandite dall’uso quotidiano.

Un immigrato e’ subito terrorista,un ragazzo obeso e’ detto ciccione,ecc..

Peccato che il buon Gasparri abbia commesso un peccatino di presunzione,allorquando ha avuto,, tramite twitter il famoso scontro con Fedez e  una ragazza(link http://www.corriere.it/politica/14_ottobre_20/gasparri-tweet-contro-ragazzina-fan-fedez-fai-dieta-0c6caa22-5863-11e4-9d12-161d65536dad.shtml).

Insomma se volete credere alla favola della buona educazione lanciata dai politici e testate giornalistiche,fate pure.

Io personalmente credo piu’ a un vaff. diretto tramite i social e un dito medio in faccia al politico di turno.

E voi che dite?

IL DUBBIO CHE CI PERSEGUITA DALL’11 SETTEMBRE 2001:TERRORE MADE IN U.S.A?

Quando caddero le torri gemelle pensai che avessimo toccato il fondo e che,forse,la politica americana di esportare la democrazia con la violenza altrove era il metodo migliore.

Pensai che quello che era accaduto in America poteva avvenire da noi in Italia.

Pensai che forse Bush avesse ragione,ragione di difendere i propri cittadini fuori dalle mura a stelle e strisce e quindi usare la forza come metodo di repressione.

Poi vennero alla luce distorsioni della realta’,come le chiamai io allora.

Distorsioni messe sulla rete e dubbi che aprirono scenari difficili da essere accettati.

Oggi non essendoci piu’ Bin Laden e Al QAEDA,credo che si debba fabbricare un altro nemico da sconfiggere per poter essere partecipi di una azione comune di molti altri stati oltre l’America stessa.

E cioe’ creare un evento,drammatico,per essere giustificati nell’azione militare oltre oceano.

L’Isis,piu’ pratica di Al Qaeda,e’ essa stessa figlia delle nostre generazioni.

Usa la rete meglio dei predecessori terroristi,e ha dalla sua giovani europei convertitisi all’Islam stesso.

Vi ricordate le immagini di Bin Laden dietro le rocce e il lenzuolo marrone nei monti sperduti?

Roba vecchia.

Oggi l’Isis, si sa leggendo qua e la in rete da opinionisti e inviati sul posto,e’ terrore moderno.

Agevolato dall’odio mediatico che nasce da chi ha dimestichezza con il pc e internet,mette in rete in hd decapitazioni di povere persone e rilancia sui social(specialmente twitter)l’odio contro i nemici di sempre,america e inghilterra.

Rispetto ad Al Qaeda,ha la difesa sul territorio del proprio io religioso,ermetico e spietato,da chi vorrebbe invece aprirsi a quel filone nato con le rivoluzioni arabe dello scorso anno.

Per l’america rimane un nemico,da combattere fuori le mura di casa sua ma che ha,come il passato,l’incubo del terrorismo giornaliero nelle sue strade.

In piu’ ci si mette la SYria di Assad,che viene visto come il nemico da colpire passando prima per una azione mirata contro l’Isis stesso.

Ma la difficolta’ maggiore rimane quella di poter gestire diversi fronti assieme.

Se dovesse avvenire quello che molti temono,e cioe’ l’attacco terroristico in casa americana,saremmo costretti ad aspettarci anche una azione militare sul suolo siriano.

Darebbe forse ampio margine per un possibile attacco su piu’ fronti,quello Isis e quello Assad.

Lo scenario sarebbe imprevedibile visto anche che Cina e Russia difendono il regime di Damasco e rilanciano colpe all’amministrazione Obama di ingerenza in politica estera senza passare per l’approvazione dell’Onu.

Si ripete quindi una scaletta gia’ vista nel 2001.

Cattivi(fabbricati dalla stessa america),azioni militari  mirate e al momento non ampie e poi fase conclusiva con possibile attacco piu ampio.

PAROLE AI TEMPI NOSTRI,OVVERO L’USO DEI SOCIAL.

Ucraina,Egitto e sangue in un pomeriggio di fine settimana dove twitter cinguetta  parole di emergenza e di rivolte nelle piazze.

Se anni addietro eravamo abituati alla notizia letta il giorno dopo o a telegiornali puntuali come il metro’ giapponese,oggi ci si immerge nelle news in diretta.

Il metodo di giudizio non e’ piu’ cauto e obiettivo.

Risulta invece emotivo,veloce e spesso confuso.Apprendo ora di un fotoreporter arrestato dalle forze speciali egiziane,di sangue e barricate a Kiev e di altro ancora.

Sembrerebbe un mondo in diretta senza metodo critico,piu’ un reality in formato cellulare da dare in pasto a tutti e renderlo libero di giudizi senzati.

L’immagine del ferito o la carica della polizia,diventa non piu’ un atto compiuto in una giornata,ma il live di una azione che crea un effetto,feriti o morti,da commentare e criticare globalmente.

Il giornalismo fai da te,o il giornalista 2.0,oggi forse ha piu’ difficolta’ di ieri,vista l’interferenza diciamo di noi comuni cittadini che,armati della tecnologia moderna,dettiamo le ultime a suon di tweet e facebook.

Essere li presenti e’ facile,arruolarsi nella schiera di quelli che erano compartecipi diventa un atto di amore verso una causa da difendere o almeno da condividere.

Eppure la notizia,l’evento,l’immagine,e’ la forza di oggi.

Quella che aiuta a capire e,per chi lo vuole,arricchire un bagaglio e approfondire un argomento.

 

 

GLI AUTOMI PENSANTI DEL FUTURO.

I social hanno imposto una regola:pronunciarsi.

Pronunciarsi su cio’ che va condannato,su cio’ che e’ bello da vedere,sul politico bugiardo,sull’errore arbitrale…su tutto.

E allora,anche il mi piace messo li’ velocemente,e’ indice di sottomissione alle regole di un sistema,il social network appunto,che ti ingloba a essere per forza partecipe di eventi mediatici in rete.

Il metodo di giudizio personale potrebbe alterarsi,perdersi dietro ammiccamenti forzati che vengono imposti da chi vuole aggirare un principio indiscutibile per tutti:la liberta’ di decidere.

La manipolazione mediatica,vista anche nell’era berlusconiana,oggi vive facilmente poiche’ l’uso del social e’ per tutti,di tutti ma specialmente libero.

Sarebbe opportuno credo,prima di mettere si sul mi piace o commentare giudizi dietro foto cruenti,approfondire il tema in questione e rendersi conto di essere unici nel giudizio e non complici di una rete.

Quindi,esempio,se si parla di inquinamento,diossina,fumi e altro legato all’industria,sarebbe opportuno documentarsi su siti di settore o chiedere,magari,a noi tarantini.

Il pericolo e’ quello di soccombero sotto il peso dell’essere partecipe senza pensarci,un po’ come quando l’amico birichino ti sprona a bere,bere e bere e poi ti ubriachi quasi a tua insaputa.

Leggendo spesso articoli sui siti che curano molto i particolari,come quelli di politica e esteri,noto che il giudizio complessivo nasce spesso dietro un fatto sviscerato e passato al microscopio.

L’europa di Merkel e l’america di Obama,sono e diventano fatti di giudizio dopo essere stati analizzati nelle parti piu’ importanti,quali fattori politici interni ed economici.

Il mi piace sul vestito di Belen,certo e’ molto semplice rispetto a tematiche piu’ grandi,pero’ e’ sempre una logica che parte da noi,seppur semplice.

Il particolare,o i particolari di un articolo,devono essere visti con occhio personale e analizzati secondo schemi che poi sono le nostre radici culturali e educative.

I social e il loro manipolare la gente,diventa il rischio evidente del futuro,rischio percettivo di un sistema sociale che avra’, se continuera’ cosi’,piu’ automi che pensanti.

FORMIGONI,MA DE CHE PARLI????

La lezione piu’ bella del giornalista Quirico rapito e poi liberato in Siria,e’ quella della sua stessa attivita’:essere al posto giusto per raccontare la verita’,con rischi e pericoli vari.

La storia di questo uomo,mi ha fatto riflettere su di una cosa.

La distanza abissale tra la realta’ dei giorni nostri,e la vera ipocrisia dei politici.

Nell’era di twitter spesso molti di loro,si lasciano sfuggire frasi o riflessioni su questioni alquanto delicate.

Leggete questa frase di Formigoni su twitter:

forminchioniCosa ne deducete da questo?

Cosa afferrate nelle poche righe del lumbard Formigoni?

Be vivendo io nella citta’ jonica,posso solo pensare che questo personaggio non conosca la drammaticita’ dietro alla produzione stessa dell’acciaio.

Quel suo voler vedere solamente il lato produttivo e non anche quello dell’alto rischio connesso a esso,indica una cosa solo:io sto bene lontano da quel problema…son cazzi tuoi.

Cosa posso pensare che tale persona abbia cosi’ a cuore il pil della nazione,andando a mettere da parte le patologie e i tumori dirompenti che stanno colpendo la comunita’ jonica?

Cosa devo pensare che tal signore sia sordo,cieco da non aver sentito e visto servizi in tv sul tasso di inquinamento alle stelle a Taranto?

Ma se questo vale per Formigoni,la stessa cosa anche per altri politici che andando a mettersi in mostra sulla rete,denotano uno scarso senso di rispetto e preoccupazione verso le problematiche della gente.

Quirico ha colto nel segno.

Se di un problema devi parlare,devi starci dentro a esso,conoscerlo e poi commentarlo.

Ma secondo voi,Formigoni e’ stato mai sotto il camino dellE312 dell’Ilva ad annusare i fumi della diossina?

O e’ stato mai al reparto pediatrico del SS. Annunziata a vedere i bambini con le patologie?

A voi le risposte,io gia’ le ho con me…

 

MINACCE COREA DEL NORD:CI PENSA LUI…..

Vent’anni avevo e la minaccia nucleare era targata USa e U.R.S.S.

Sting cantava Russian e sperava in una pace possibile e duratura da parte delle due potenze di allora.

Oggi che ho qualche annetto in piu’,si ripresenta la minaccia nucleare da parte del regime nor coreano,che tra minacce e missili a media gettata,cerca di mettere paura allo zio Sam.

Oggi la nuova gioventu’,non avendo vissuto l’epoca di allora,forse non teme e non pensa alle ripercussioni su scala globale se dovessero partire i missili verso Guam o altre zone del Pacifico.

Il conflitto potrebbe allargarsi e coinvolgere anche l’altra potenza dormiente ma sempre pericolosa che e’ la Cina.

Scenari difficili da percepire nell’era di Fb,Twitter,dove la chat diventa la questione personale della giornata e si discute se Grillo e i grillini faranno barricate degne di Porta Pia.

La drammatica prospettiva che offre questa ingarbugliata questione coreana,a noi anni 80,ci catapulta nella paura di quei tempi,ove a parte la questione passata dei missili cubani,ci rimette sulla strada della speranza di non dover temere atti militari che oggi sarebbero piu’ pesanti di allora.

La Corea del Nord e il suo regime,non hanno nulla da perdere,visto le difficolta’ che vive la nazione a livello economico,sociale e politico stesso.

Premere il tasto del nazionalismo e’ sempre stata la mossa giusta e spesso il regime cubano per esempio,lo ha sempre fatto per calmare o annientare possibili inizi di democrazia.

Bene il nemico a stelle e strisce e’ li ma la partita sembrerebbe persa fin dall’inizio.

Andare a pensare di annientare l’America e’ pura ipocrisia e allora questa mossa sembrerebbe piu quella per tenere a bada l’antico vicino nemico della Corea del Sud.

Una cosa,io ragazzo degli anni 80′ immagino:che a salvarci non sara’ l’America ma lui,Goldrake.

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IERI SERA HO FATTO UNA BELLA ESPERIENZA:ECCOLA.

Piaccia o non piaccia,il movimento cinque stelle di Grillo ha nel suo statuto libero e democratico,delle situazioni che possono sembrare,per alcuni esponenti politici e non,abbastanza strane.
Una di queste e’ il non dialogo con i media,intesi come stampa,tv,giornalisti.
Un freno a quello che invece e’ pane quotidiano per i politici in cerca di audience e candidature.
Una via che potrebbe portare a un isolamento mediatico da una parte e dall’altra una specie di enfatizzazione del concetto di movimento diverso dai partiti stessi.
Un ermetismo tecnologico che solo nella rete ha i suoi spunti di dialogo.
Un esempio e’ stato ieri sera quando mi sono collegato con i grillini siciliani e loro,con tanto di webcam e twitter,hanno dato inizio alla conferenza stampa e dialogo con l’Italia intera.
Il caso ha voluto che il primo twitter fosse il mio e cosi’ ho avuto l’onore di poter fare la prima domanda ai neo eletti siciliani.
Insomma una partecipazione moderna di cio’ che sara’ il futuro Ballaro’ o Servizio Pubblico,dove la domanda non sara’ piu’ fatta dal conduttore ma da noi tutti,collegati in rete.
E poi lui,il politico,potra’ mettersi a proprio agio sul divano di casa e rendersi partecipe di un fattore molto importante nella vita del politico stesso:essere se stesso e non nascondersi dietro domande preparate e giudici di parte.
Adesso che poi Grillo ha ribadito oggi il NO secco alla falsa e schiva mondanita’ dei salotti televisivi,preconfezionati e pronti a farti cadere dietro le domande dei giornalisti canaglia,tutto dovrebbe essere ridimensionato al porta a porta mediatico collettivo,senza indirizzi gia’ segnati e pubblico di parte.
Un coinvolgimento unico e che io,ieri,ho provato con le mie mani.
Questo tavolo della discussione poi,sempre per i grillini,si dovrebbe spostare anhc esul piano della votazione di idee da portare e presentare in parlamento.
Un comune senso di appartenenza al bene collettivo dietro la spinta della tecnologia e della purezza del politico eletto.
Idee utopistiche?Fuoco di paglia?Precursori di qualcosa che fallira’ dietro il peso della casta?
Una cosa e’ certa.Grillo ha aperto la strada ai movimenti,unici e possibili candidati seri per prendere il posto dei partiti,oramai matrimoni combinati per fare solo numero….vero Bersani e Casini?