ESTATE,MODI DIVERSI E LA PSEUDO MIA PISTA CICLABILE CHE HO IN CITTA’…

Ritorno a scrivere dopo un po di distacco dalla tastiera.

Alba Adriatica.Abruzzo,ottimo luogo per passarci una settimana di relax con famiglia.

Due considerazioni:

la prima e’ che esiste  ancora il confronto scontro Nord Sud.

Tipica giornata,la piscina,famiglie con i bimbi a giocarci dentro e…puff..scontro tra due modi diversi di vedere il gioco.

Quello espansivo,a volte anche troppo tipico meridionale,nostrano,fatto di spontaneita’ e gesti aperti a tutti,e quello del nord,freddino,calcolato,dubbioso su chi hai dinanzi.

Scontro tra famiglia brianzola e napoletana per via di acqua schizzata in faccia alle bimbe palliducce e …puff scuse tipiche con finale”son dei bimbi …sorrisetto e via si ricomincia”.

Insomma tipicita’ nostrane,locali e modi di vedere anche l’altro con distacco oppure con coinvolgimento.

Modi di un’Italia vacanziera che ama il mare e chi,invece avendolo sempre dinanzi,preferisce piscina e sedie a bordo vasca.

Bimbi superprotetti,e altri lasciati li,a scegliersi il rischio da percorrere entrando in acqua saltando da lontano senza l’aiutino di mamma o papa’.

Seconda cosa.

Le piste ciclabili,caro sindaco mio,sono quelle che ho visto,con due corsie  e lunghe,ben fatte e che,possibilmente,durino chilometri e chilometri.

No pseudo abbozzi,giusto per prendersi i soldi europei,di un qualcosa che poi e’ solo mancanza di rispetto verso noi,comuni cittadini,che paghiamo le tasse.

A presto,e buona continuazione di vacanza.

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BUONE VACANZE, MA PRIMA LEGGI QUI…

Vado in vacanza con la consapevolezza di non veder nulla cambiato al mio ritorno.

La questione palestinese riveduta ieri sera comodamente sdraiato su una sedia fuori al balcone grazie a Wikipedia, mi regala la conferma della storia, dei trattati e dell’impero ottomano passando per gli inglesi e gli ebrei che rientrarono in fretta e furia in quei luoghi.

La consapevolezza di essere filopalestinesementalmenteparlando, o mamma mia che parola lunga, e di sentirmi dalla parte di un popolo sotto genocidio.

Vado in vacanza staccando la spina dalla politica di Renzi e la sua faccia da beota, e allontanandomi dal grillopensiero fermo al palo dell’immobilismo grazie anche a loro, ottusi a volte per quella voglia di opposizione che però non sfocia in nulla.

Fermi al palo, attraccati forte come la nave scuola Palinuro, li oggi nel canale navigabile della mia città, Taranto.

A proposito di lei, cara città mia hai perso il treno del cambiamento anni addietro, seguendo non per colpa tua….quello dell’industria e delle sue conseguenze.

Tu sei l’aereo in volo senza ritorno, sparso nel cielo e scomparso ai radar che ormai ti danno per schiantato…sic.

Vado in vacanza, forse scriverò qualcosina per dire che io penso, vivo e mi oppongo a qualcosa o qualcuno, e che in fondo sono un sognatore anni  67….a presto amici e che Dio,se c’è, vi benedica, Luca.

450 KHM DI DIFFERENZA.

C’e’ un momento in un viaggio che ti accorgi l’inutilita’ delle lotte.

O meglio,sconfortato,capisci che cambiare testa e persone e’ cosa ardua e dura.

La distanza,seppur minima nei 450 khm,e’ enorme nelle differenze.

Da una parte la ex culla della Magna Grecia,dall’altra una citta’ che ha capito come il mare possa essere il volano trascinatore economico locale.

Taranto e Alba Adriatica.

Accomunate da un destino naturale che e’ l’acqua del mare,sorelle per le splendide spiagge dalla sabbia dorata,hanno differenze che noti e che annoti dentro te.

Bene in primo luogo una e’ realta’ industriale,dove la padrona e’ la dea dell’acciaio e che l’antagonista a essa,il dio turismo,e’ e diventa pura illusione.

O sei una cosa,acciaio,o sei l’altra turismo appunto.

Credo che la simbiosi non possa coesistere,poiche’ la prima annulla l’altra con i suoi veleni.

Aria percorsa dai fumi e mari solcati da scorie di veleno che azzerano possibili attrattive turistiche.

Hotel mancanti per scarsa programmazione politica e servizi mancanti per teoremi ideologici che negli anni hanno detto, piu’ o meno, che bisogna aspettare zio Sam e non l’imprenditore locale,svogliato e poco amante della propria citta’, per creare.

E allora cammino per questa cittadina adriatica e’ noto che poi non sarebbe difficile affiancarla alla mia Taranto.

Il mare come ho detto c’e’,le spiagge anche ma…noto l’evidenza dei fatti,quella certezza che e’ la nota finale delle speranze:la nostra mentalita’.

C’e’ poco da fare.

Quella solo comanda.Quella solo e’ il motore di un sistema che agglomera mille cose:educazione civica,pulizia,rispetto,altruismo,amore per il verde,per la cultura e visione generale di autostima.

No .

Qui si vivacchia con quella mezza farsa dell’appuntamento estivo.

Quello delle vie nella citta’ vecchia fatta di birra a go go e banchetti abusivi di panini e salsiccia.

Non decolla questo turismo del fai da te.

La mentalita’ non c’e’ .

Manca tutto,siamo agli albori del comune senso civico.

E allora,oserei dire,chi puo’ scappi da qui.

Persa allora la battaglia?

Se due situazioni,acciaio e turismo andranno assieme avanti,allora sara’ sempre cosi’.

Se l’Ilva stesse a Alba Adriatica avremmo situazioni uguali a Taranto.

La nostra sfortuna e’ che una caratteristica annulla l’altra.Poi se ci metti assieme la massa ignorante,bifolca e quel populismo che non porta a niente,allora la fine e’ certa.

Chi puo’ scappi,e niente retorica prego.Questa e’ la cruda,dura realta’…a 450 khm appena da noi,mica agli antipodi no?

(c)arallagianlucafoto

 

LEGGO,ANNUSO E RESPIRO…..MA RITORNO QUI!!

Il vantaggio di essere in vacanza,figli permettendo,e’ quello di capire meglio la notizia leggendola sui giornali.

Assimilarla come si fa con un ottimo cibo,assaporarlo e portando dentro di se i ricordi olfattivi e di gusto che ti faranno piacere o no.

Bene leggo su Repubblica di ieri la condanna di Berlusconi.

Leggo,assaporo ma non mi rimane nulla dentro.

O meglio non mi meraviglia o mi farebbe ritornare allo stesso tavolo.

La minestra Silvio oramai e’ ben riscaldata da anni e, i piu’ avanti negli anni, lo ricordano dalla sua discesa in campo contro il drago rosso comunista per salvare l’italiano.

Poi col tempo si scoprira’ della frode fiscale Mediaset e della sua vera discesa in campo solo per fare leggi e leggine per consentirgli di aggirare ostacoli vari.

Poi le donne sua altra passione(ma anche uno di nome Benito aveva la stessa smania),il Milan e i processi.

Leggo ancora della condanna a carcere tra le mura calde della sua casa(ma quale delle tante…) o affidato ai servizi sociali.

Si temono rivolte civili(figurati non le facciamo per questioni piu’ serie,figuriamoci per re Silvio…)da parte del suo esercito magari guidato da Sallusti e Santanche’ in testa.

Sara’ ma non mi faccio abbindolare dai titoloni su questa condanna e anzi,respiro e annuso l’aria abbruzzese,sapendo che ora che scrivo queste quattro lettere,mi ritrovero’ nella terra dei veleni,quelli dell’Ilva del signor Riva,altro condannato che la fara’ franca grazie alle amicizie politiche e alla legge salva Ilva.

Il prossimo post parlera’ dei cinque giorni in Abruzzo e cerchero’ di capire perche’ solo a 450 km di distanza si sta meglio.

©arallagianlucafoto

©arallagianlucafoto

 

PAROLE D’ESTATE…..PC A PARTE.

Oggi e’ estate.

38 gradi in questo momento e afa tremenda.

Un pc che non va tanto con il router che andrebbe rivisto.

Scrivo in un momento che regge,pronto a bestemmiare se mi molla adesso.

Un pensiero:ma i mondiali con tutta la poverta’ che c’e in Brasile era giusto farli?

Le proteste sono sensate oppure esagerate.

Insomma la crisi che attanaglia tutti deve fermare anche il calcio?

p.s. Fatto il primo bagno,rilassato nelle dolci acque di una Taranto generosa con chi la ama….

 A presto anche spero con nuove foto fatte da me con la mia amica Canon….

 

 

RITORNO ALLE ORIGINI,O MEGLIO NELL’INFERNO TARANTINO.

Ore 8,sveglia.In bagno,colazione e si preparano i bagagli.
Dal Molise alla Puglia.Sensazione strana ogni volta che lascio un posto.Mi guardo in giro,attorno e focalizzo il panorama,andando a scegliere l’immagine che mi restera’ nel tempo.
La mia sara’ quella di Agnone sulle colline,la mattina presto,come oggi.
Domenica,il suono di campane in lontananza e un elicottero li su una vetta a spegnere un incendio.
Il sole ancora basso e il silenzio di una fresca mattinata,tipica di un borgo,rimasto immutato e fermo nel tempo,dove la dimenzione umana e’ rimasta cosa sacra e i vecchi mestieri ancora sono arte da tramandare per le future generazioni.
Si parte,l’A14,direzione Taranto e con un po’ di ansia mi metto in marcia sotto una temperatura che oscillera’ tra i 23 e i 40 di Foggia.
Lascio dietro di me il Molise,passando per la valle del Trigno direzione Vasto.
Ho fatto anche una puntata in Abruzzo,a Sulmona la patria dei confetti.
Bella cittadina,sole che batteva forte e ottimo pranzo in un ristorante medievale con i camerieri in tenuta del passato.
In direzione sud l’autostrada e’ libera,scorrevole e in direzione opposta code verso Pescara e al casello di Bari,ma nulla di come poteva essere in tempi di non recessione…
Ecco il cartello Taranto e le prime avvisaglie dei veleni nell’aria.
Si passa e si vede l’Ilva e i suoi fumi,il rosso del minerale che ti saluta e la solita precaria cittadina,con il suo porto a Taranto vecchia e i turisti assenti.
Si ritorna qui,nella citta’ dove si discute di diritto al lavoro e alla salute pubblica.
Si ritorna in una citta’ dove l’aria e’ divisa tra meta’ pura e meta’ inquinata e dopo una settimana a mille metri la differenza si fa sentire…eccome.
Una estate,questa del 2012,dove il Molise e’ stata la terra della mia rigenerazione polmonare e della scoperta di paesini dove il tempo si e’ fermato.