NORD E SUD AMICI NEMICI.

La maledetta pandemia porta oltre ai rischi conosciuti una lama sottile che potrebbe colpire una vecchia questione,e cioe’ quella del nord contro il  sud.

La notte della fuga dal nord verso le regioni meridionali,fu quella che segno’ la paura dell’accoglienza sincera e vera che sempre ha caratterizzato il meridione.

Si aveva paura,allora,di avere il virus in arrivo e si sprecarono le inutili grida di consigli a non venire giu’ per non infettare per primo i parenti a casa.

Oggi la riapertura forzata dall’economia e dalla fame,potrebbe nuovamente far muovere  numerose persone su e giu’ per la penisola allarmando ancora una volta chi, come ad esempio il governatore della Campania De Luca,dice no a questa eventualita’.

Si preannuncia una guerra di difesa delle proprie mura regionali,una alzata di scudi verso una forse veloce apertura alla normalita’.

Se e’ vero che il pil nostrano precipitera’ giu’ di molto e che la questione sociale potrebbe scoppiare allungando i tempi del lockdown,e’ anche vero che non deve essere poi un altro errore fatale non ascoltare il parere degli esperti.

Il professore Rezza dell’ISS predica cautela e lascia aperta la decisione finale a un parere generale nazionale senza comunque ascoltare le regioni piu’ convinte a ripartire.

La responsabilita’ di Zaia,Fontana e altri dovra’ essere certa’ sicura e decisionale.

Sbagliare ancora rimettendo milioni di cittadini in mano al virus sarebbe un genocidio a favore di una economia che ,seppur debole adesso,potrebbe rimettersi in moto anche attendendo ancora un poco.

Concludo con la questione delle conferenze informative delle 18.

Sarebbe stato opportuno,fin dall’inizio della pandemia,non dare numeri frequentemente poiche’ cosi’ facendo si sono innestati negli italiani due problemi ancora di piu’:ansia e confusione.Non basta cov19?

 

IL MIRACOLO ZAIA,DEL NORD MA POI…

L’idea che il Veneto e la Lombardia vogliano uscire dal lockdown presto mi fa pensare alla visione di un film horror con suspence finale.

La volonta’ di ripristinare la vita di una regione e il suo commercio florido subito a me desta perplessità.

Il link qui sotto oggi visionato da me,mi induce ad alcune perplessita’.

https://statistichecoronavirus.it/confronto-regioni/veneto/lazio/

Le misure adottate in Veneto saranno state pure meticolose,certo,ma i dati dicono il contrario.

Seppur il Lazio abbia piu’ abitanti,le linee del grafico indurrebbero Zaia ad attendere ancora un poco e,magari,aspettare il calo dei contagiati e dei morti.

Questa battaglia contro il coronavirus,ha messo in luce le bugie della regione Lombardia,lo scaricabarile di Fontana circa la vicenda del Pio Albergo Trivulzio e la corsa a chi per primo rimette in marcia la clausura dei cittadini della regione propria.

E ricordandoci del rosario di Salvini,della spallata al governo 5s e di altre diavolerie giornaliere,e’ presto detto che dalle parti del nord spesso si esageri a smania di protagonismo.

In realta’ se questo dovesse essere smentito,allora Zaia potrebbe ambire a trascinare l’Italia governandola e,forse,farla divenire regina in Europa…..

IL MONOPOLI DEI SIR E LE OTTANTA DI FONZIE.

Ho visto gli 80 euro in busta paga.

La mia vita e’ cambiata,e di molto.

Posso permettermi di usufruire di un fido per comprarmi un pc nuovo,oppure posso essere fortunato a mangiare una pizza a settimana e mi rimane pure tanto di resto.

Sono grato a Renzi da Firenze,colui che regala un raggio di sole agli italiani.GRAZIE RENZI.

Avete capito che tutto questo slinguettio al premier non e’ da me.

Vero e’ che lui,un po come fece Berlusconi con il famoso “milione di posti di lavoro”,ha deciso e inciso non poco sul risultato delle europee.

Adesso,sentendo Squinzi ad esempio e leggendo i dati della disoccupazione pari ai livelli del 1977,le ottanta euro si ridimensionano e,anzi,sembrano briciole.

Si perche’ la vera sfida e’ quella di essere una nazione,con i COGLIONI DURI  e marciare da soli,senza MERKEL  e senza scadenze.

La vera sfida e’,anche se lo scandalo Mose ci rifa’ sprofondare in una tangentopoli veneta a ampio giro,credere nella politica dei politici,credere che noi tutti possiamo essere trattati con dignita’.

E non come scambio di merce,come pecore al macello.

Vedete la crisi in Ucraina.

Tutto avviene alle nostre porte,a poche migliaia di chilometri da noi.

Eppure l’Europa che anche non capi’ il dramma di Sarajevo e della guerra dei Balcani,conferma in questa crisi russa una sola cosa:ognuno badi da solo,ognuno si rimetta in riga seminando e lasciando sul proprio terreno drammatiche verita’.

Noi Europei non siamo uniti,anzi siamo un salvadanaio per piccoli lord che giocano a un Monopoli grande e realistico senza sconti.

Ma la mia sensazione e’ che una verita’ verra’ fuori,e a pagarne le conseguenze saranno i tiranni che oggi,mascherati in facce da Fonzie e da sir inglesi,verranno scalzati via da venti di protesta e ribellione.

La gente e’ esasperata.Forse ci vuole uno scatto di rabbia,essenziale e proficuo.