A PRESTO.

©arallagianlucafoto

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STACCO LA SPINA DALLA TASTIERA PER POCHI GIORNI,A  PRESTISSIMO DIVERTITEVI.

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META’ SADHU E META’ IPHONE….

I sadhus.

Santoni,predicatori,ricercatori dei perche’ della loro esistenza.

Ma anche uomini al tramonto della loro vita,che cercano nella poverta’ e nella solitudine,lontani dai propri cari,la via.

I sadhus in India.

Fenomeni da baraccone per taluni,ma per altri una scelta di vita da seguire.

Ma si puo’ arrivare a essere sadhus vivendo come viviamo noi la quotidianita’?

Cioe’ voglio dire,le domande,i dubbi e i pensieri che a volte ci facciamo sono l’inizio di un percorso nostro interiore che per colpa dei tempi moderni e delle nostre gioie tecnologiche viene vanificato e spento subito?

Oppure se riusciamo a conviverci anche con esso,il percorso interiore di domanda e ricerca,possiamo vivere meglio?

Loro questi sadhus nelle loro rinunce hanno trovato l’equilibrio che li portera’ ad avere un cammino finale verso la morte.

Ma e’ anche vero che rinunciando a tutto,hanno riallacciato un legame con la terra,la polvere e la natura.

L’aria e il respiro diventano fonte principale di vita da dare a loro stessi per trovare l’equilibrio dei loro giorni all’interno di un progetto scritto per noi tutti.

Razionalmente dico che per l’uomo moderno la difficolta’ sta nella rinuncia al benessere,alla comodita’ e alla routine dei giorni.

Ma perche’ allora quando osserviamo cieli e tramonti,oppure stiamo in mezzo al mare soli sentendone il rumore,ci appaghiamo di tutto cio’ e siamo felici?

E’ un solo momentaneo inizio del possibile cammino che queste persone invece fanno per sempre?

Insomma perche’ loro si e noi no?

Non sara’ colpa anche dell’istruzione religiosa che ci accompagna dalla nascita?

Ma Giovanni il Battista non vagava per il deserto?

Non era anche lui una specie di sadhu?

Domande e risposte.Una certezza:il rumore della natura e’ molto meglio a volte dei decibel sparati nelle cuffie….sadhu