Quando a Marzo l’Italia si e’ chiusa,avevo gia’ in mente una cosa:sopravvivere.

Era il destino di tutti,era l’istinto che nasce dall’intimo nei momenti di pericolo.

La sera prima di addormentarmi,pregavo per farcela a superare l’incubo del cov19.

Strana cosa la vita no?

Bigotto non lo sono mai stato,anche se cerco sempre nel silenzio della chiesa,lontano dai passi biblici  del celebrante e dalle grida dei ragazzini la domenica mattina,un riparo,un motivo per aggrapparmi alla vita stessa.

La lezione della paura,della fragilita’ mia,mi ha visto anche invocare perdoni delle mie colpe e speranze nei cari deceduti,in primis mio padre andato via da poco meno di un anno.

Strana la vita vero?

Oggi ripartiamo,liberi dalla burocrazia,non dal virus attenzione.

Ci accompagna anche la bugia dei governanti,succubi delle giuste rimostranze dei negozianti,delle partite iva,di noi tutti,chiusi in quarantena e pronti a resistere,attendere la liberta’.

Sono cambiato,sono stato meschino verso me stesso,poiche’ ho piu’ speranza nel futuro e meno paura del virus.

La preghiera che mi aiutava diventa insofferenza ,quasi un compito da fare noioso,lontano da quello che attendevo di finire ogni sera.

Che falso sono,mi attacco a cio’ che e’ il momento,annuso l’aria  e decido,mi sforzo di farlo anche bene.

Ma perche’ cio’ e’ accaduto?

Sono forse come l’uomo dinanzi al patibolo che prega poiche’ vede la fine della sua vita?

A cosa e’ servito allora essere fiducioso in qualcosa di piu’ grande di me,trovare riparo nella parte piu’ sacra di un pensiero intimo e poi,come il nulla,assecondarlo e metterlo da parte.

Ecco il cov19 mi ha reso piccolo,pauroso e consapevole di non esser pronto a essere sincero con le mie paure,con me stesso.

QUESTO TEMPO CI DICE ANCHE CHE…

Vedendo alcuni video in rete di animali in citta’ che vagano tranquilli senza persone che possano cacciarli,mi fa pensare a  come oggi le grandi questioni tipo ambiente,diritti umani,immigrazione scompaiano davanti a noi e non siano piu’ temi di dibattiti nelle televisioni.

Ho fatto l’esempio degli animali in libera circolazione poiché essi rappresentano un tema che mi sta  a cuore,e cioe’ quello della libera azione senza vincoli pregressi.

La tematica legata al giudizio storico,sociale oggi e’ figlia dei pregiudizi,della misera guerra dei numeri economici e del potere politico egoista.

L’ambiente cosi’ di moda negli anni 80 e oggi sconfitto da leggi non applicate e messe in atto a tutela dei cittadini,scompare.

I diritti umani difesi da comuni cittadini,enti,politici,cantanti e altro,oggi sono taciuti per poca volonta’ di azione forte verso chi li procura.

Pensare ai lager libici a pochi chilometri da noi e non poter far nulla perché imbavagliati da leggi territoriali che non puoi sconfiggere,ne e’ un esempio.

L’animale che si riprende gli spazi,va oltre la regola cattiva umana dell’allontanamento,della non integrazione seppur vigilata ma non applicabile in tempi normali.

Svuotare i pregiudizi nostri,causa cov19,e rimettere in moto nuove leggi e’ come riscoprirsi vergini di nuovo.

Una nuova era del mondo,un cammino diverso alla fine della pandemia molti auspicano.

L’animale ora libero di circolare,andra’ via quando ritorneremo e si rituffera’ nel solito rutinario epilogo gia’ segnato, di succube della nostra ipocrisia.

Ecco il cov 19 non ci cambiera’,anzi rimarchera’ un fattore insito in noi che, adesso perché prigionieri della nostra liberta’ ,ritornera’ rimettendoci a capo di un mondo fatto di egoismo e prevaricazione.

Le tematiche importanti,senza vincoli ideologici che spesso rasentano fattori non applicabili e piu’ utopia,oggi sono messe al bando,sconfitti dal virus invisibile.

Eppure sono temi cruciali che se si scrollassero di dosso quell’istinto nostrano di essere giudici senza muovere un dito forse,sarebbe una vittoria da cantare e scrivere nei libri con o senza cov19.

 

 

HO MESSO IN CONTO ANCHE DI MORIRE.

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Due considerazioni.

La prima riguarda il papa Francesco e la sua benedizione fatta in diretta tv da San Pietro.

Quando Coppi nel 1949 vinse la tappa  Cuneo -Pinerolo,il radiocronista Ferreti vedendo in diretta la fuga del ciclista italiano esclamo’:  ” un uomo solo al comando”,  per rimarcare l’impresa titanica del ciclista azzurro.

Un uomo solo mi e’ parso Francesco,al comando di un destino incerto che solo Dio sa.

Un destino affidato al crocifisso in piazza San Pietro e alla beatitudine della Madonna.

Si il papa era in quel momento un uomo solo al comando,intesta a un gruppo di miliardi di fedeli e in attesa di una meta che possa arrivare subito e che possa dire “TRAGUARDO” e fine di un incubo per l’umanita’.

Seconda considerazione.

Ho paura  di morire,lo devo mettere in conto anch’io come tutti forse.

IL COV 2019 e’ una brutta bestia,dannatamente ostile e invadente.

Seppur senza patologie,lo devo mettere a conto questa evenienza.

Direte ma perché,pessimista…..

Ci penso nel momento in cui vedo il menefreghismo di molte persone nell’uscir da casa ancora e senza precauzioni.

Lo devo mettere in conto poiché vado al lavoro e non rimango sempre in casa.

Lo temo poiché i giovani sono a rischio anche loro,seppur all’inizio questa evenienza fu smentita dal governo,assieme ad altre bugie….

Un uomo solo al comando,un pensiero che mi affligge e la speranza di tutti che tutto finisca molto presto.

 

 

Ho sentito un sacerdote su youtube che…

…..ricordava a tutti che questa maledetta pandemia mette tutti quanti uguali dinanzi alla morte.

Il ricco o il poveretto,il bello o il brutto,sono uguali e rafforzano un concetto divino che spesso quando si sta bene lo dimentichiamo.

La fine della vita e’ il reset delle gerarchie dovute al dio denaro,lui si che comanda… eccome!

Sara’ ma il pensare tutti alla fine o alla salvezza comune e’ e sara’ il bottone che ci dira’ chi saremo quando ne usciremo fuori e che ci indirizzera’ alla conclusione della nostra esistenza.

LA STATUA MI DISSE CHE…..

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gianlucaralla(c)
Caduti,sorretti,accompagnati,protetti e curati.
Ma anche coesi con il destino altrui,partecipi di un momento,positivo o negativo,dove il sentirsi parte dell’altro e’ importante.
Visto cosi’ sarebbe magnifico,quasi irrealistico a oggi,visto i tempi.
Nei social l’appartenenza alla sofferenza altrui,spesso,e’ condivisibile dietro frasi di circostanza,faccine che piangono o cuori neri.
Insomma essere oggi altruista,che vuol dire?
Sembrerebbe una oscura parte che viene fuori in alcune circostanze e che spesso,invece,viene messa da parte per egoismi personali.
Penso al volontariato,sincero e aperto al prossimo,oppure al maestro di scuola che e’ anche maestro di vita per gli alunni.
Penso alle nostre uscite per strada,i volti di chi chiede l’elemosina e noi,via sfuggenti nei nostri pensieri.
Penso ai politici,a quelle persone che dovrebbero immolarsi sull’altare del prossimo e per il prossimo morire anche.
Allora Kobe,la resistenza delle donne contro l’Isis e la loro morte,donarsi per una causa che per noi occidentali sa di strano.
Ma anche la chiesa,mamma quanto altruismo di facciata…,e i suoi preti attenti alla forma come fossero dei docenti universitari e non ai contenuti.
Ma anche ai genitori,noi,spesso sorpresi dal figlio che reclama attenzione.
La statua oggi mi ha fatto venire a mente queste considerazioni,in un freddo mattino in riva allo Jonio….
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LA FINE,ATTO ESTREMO MA DA RISPETTARE.

Il gesto di Brittany Maynard,la ragazza colpita da un tumore al cervello irreversibile e che ha deciso di porre fine alla sua esistenza con una “morte assistita”,dovrebbe divenire in futuro un gesto “normale”.

Si perche’ ” la normalita” delle proprie decisioni,quindi anche della fine o della continuazione della vita nostra,dovrebbe essere un gesto personale,quasi un lascito ai posteri come una nostra foto o un nostro pensiero.

Dire addio alla vita pur essendo la vita regolata da un orologio che fermera’ di girare senza che noi sappiamo il momento con esattezza,deve divenire un diritto penso.

Il diritto di un malato terminale,o di chi colpito da malattia degenerativa,dice basta alla pura ipocrisia cattolica del vivere a tutti i costi.

Chi e’ destinato a vivere con sofferenze,medicine inutili e speranza vana,dovrebbe dire basta se lo vuole,se lo desidera,stop.

Oggi leggevo un articolo sul diverso approccio di un parente verso un defunto.

C’e’ chi lo vuole vedere morto,c’e’ chi lo vuole ricordare dal vivo e quindi non va nemmeno in camera mortuaria.

Quindi il ricordo,sembrerebbe essere un atto quasi di rispetto verso noi da parte del malato.

E il gesto di questa ragazza e’ un atto grande,non una vigliaccheria o un andare contro i principi cristiani.

Una decisione,singolo momento,drammatico nel suo incedere,ma che e’ atto estremo calcolato in base a un futuro devastante e senza via di uscita.

Io la penso cosi’,rispettando tutti.

OGGI RUSSEL,DOMANI CHISSA’…

Leggo Bertrand Russel.

Il titolo e’:”Perche’ non sono cristiano”.

Mi diletto a cercare nella filosofia ragioni di speranza,seppur marcate dai dubbi terreni,nelle domande che tutti ci poniamo.

Una persona mi disse:quando chiuderemo gli occhi sapremo.

Poi pero’,perdendo un amico,ti domandi se lui,quello con cui dividevi i banchi di scuola,lo rivedrai di la’.

Domande logiche,dubbi grandi.

Sara’,ma pensare a questo mi conferma la mia voglia di esistere e capire,capirci.

Molti lo ritengono uno stupido esercizio perdi tempo,fatto di poche certezze e mille incognite.

Ma la lettura di queste tematiche,mi affascina rendendomi aperto a quello spazio che ognuno di noi ha dentro e che si chiama “anima”.

Percorsi di vita,domande,dubbi emozioni.

Russel oggi,domani chissa’….

META’ SADHU E META’ IPHONE….

I sadhus.

Santoni,predicatori,ricercatori dei perche’ della loro esistenza.

Ma anche uomini al tramonto della loro vita,che cercano nella poverta’ e nella solitudine,lontani dai propri cari,la via.

I sadhus in India.

Fenomeni da baraccone per taluni,ma per altri una scelta di vita da seguire.

Ma si puo’ arrivare a essere sadhus vivendo come viviamo noi la quotidianita’?

Cioe’ voglio dire,le domande,i dubbi e i pensieri che a volte ci facciamo sono l’inizio di un percorso nostro interiore che per colpa dei tempi moderni e delle nostre gioie tecnologiche viene vanificato e spento subito?

Oppure se riusciamo a conviverci anche con esso,il percorso interiore di domanda e ricerca,possiamo vivere meglio?

Loro questi sadhus nelle loro rinunce hanno trovato l’equilibrio che li portera’ ad avere un cammino finale verso la morte.

Ma e’ anche vero che rinunciando a tutto,hanno riallacciato un legame con la terra,la polvere e la natura.

L’aria e il respiro diventano fonte principale di vita da dare a loro stessi per trovare l’equilibrio dei loro giorni all’interno di un progetto scritto per noi tutti.

Razionalmente dico che per l’uomo moderno la difficolta’ sta nella rinuncia al benessere,alla comodita’ e alla routine dei giorni.

Ma perche’ allora quando osserviamo cieli e tramonti,oppure stiamo in mezzo al mare soli sentendone il rumore,ci appaghiamo di tutto cio’ e siamo felici?

E’ un solo momentaneo inizio del possibile cammino che queste persone invece fanno per sempre?

Insomma perche’ loro si e noi no?

Non sara’ colpa anche dell’istruzione religiosa che ci accompagna dalla nascita?

Ma Giovanni il Battista non vagava per il deserto?

Non era anche lui una specie di sadhu?

Domande e risposte.Una certezza:il rumore della natura e’ molto meglio a volte dei decibel sparati nelle cuffie….sadhu

 

SCOPRIRE LA PROPRIA ATTITUDINE CHE FATICA….

Spesso mi sono chiesto se il lavoro che uno svolge rappresenti poi quello che si voleva,che si ricercava.
L’attitudine a qualcosa dovrebbe iniziare alle medie,per poi essere confermata alle superiori e magari toccare l’apice all’universita’.
Poi accade che lavorando in un campo,avverti attitudini verso altro,magari il tuo genio e’ sprecato.
Dipingi bene ma fai l’operaio,suoni magicamente la chitarra ma fai il banconista.
E allora devi convivere con due aspetti della tua vita,la sostanza dello stipendio che ti fa vivacchiare e la lotta quotidiana per quel qualcosa che fai ma non ti piace.
Sei sei fortunato ad avere trovato un bivio con due scelte,il lavoro che hai e l’altra tua dimensione,devi conviverci e dividerle nella tua vita,come fossero due televisioni accese nello stesso momento.
Poi c’e’ gente che e’ fortunata,fa quello che ama e desiderava di fare da quando e’ nato…
L’attitudine a qualcosa che sia pratico o di teorico,mette a dura prova anche la propria personalita’,che deve scegliere con sforzo la via giusta.
E spesso questo ci viene chiesto presto,troppo presto.
Mio esempio:ho preso una patente da operatore radio,senza sapere nulla di morse e radiotecnica.Pura passione ti ti tata ti ti ta……—-
Poi ho scoperto il blog,la passione di scrivere e addio radio e cartoline dal mondo.
Il lavoro che faccio e’ quello per cui non ho studiato ma e’ quello con cui vivo,per fortuna.
Double face della mia vita,aspetto pratico e di amore verso un istinto interno e un dovere che serve.