ASOCIALI BUONI

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Che il Natale debba essere bello e buono non è  scritto da nessuna parte.
O meglio credo che sia più  semplice affermare che non lo é  ovunque.
Prendi la povera Syria,Aleppo e le atrocità  che la rete ci narra e gli appelli della popolazione che cadono nel vuoto.
Ma anche dove lo è bello, il Natale svanisce e si dissolve nella “non presenza”,e cioè  quella forma di morbosa malattia che ha colpito tutti noi.
Sarebbe l’allontanamento progressivo nel non socializzare e dimenticare appunto il Natale,sinonimo di luoghi comuni sulla fratellanza e amore reciproco.
Il tempo natalizio viene offuscato invece dall’egoismo che non è  quello del “non dare,regalare”,ma dello scomparire socialmente chiudendoci nelle viscere della rete che ci allontana da tutto questo.
Molti diranno invece che vi é  anche una fratellanza coesa nel web,una azione globale e  comune verso idealismi o “cose da salvare”,proteggere e condividere appunto.
Le questioni sociali,come le forme più  brutali verso l’essere umano,o i diritti calpestati quotidianamente verso chi sgobba dalla mattina alla sera,diventano forme di “azionebuona” ,presenza che  serpeggia nei social specialmente e che prende il posto di quella che invece dovrebbe essere fatta di persona.
Il Natale sulla tastiera spiazza l’azione,quella vera che viene a mancare e  che lascia il posto a un autocompiacimento che ci fa sembrare contenti e soddisfatti.
Il Natale 2.0 ,quello odierno falso e finto ma che fatto da milioni di persone sancisce il giusto,fa credere che sia la via o il modo migliore di fare.
Vedete la politica oggi. Ridotta per colpa dei social a teatro pubblico dove anche un mal di pancia diviene motivo di discussione e attacco politico.
Considerazioni,nulla più.

LA SOCIALIZZAZIONE DISTORTA 2.0

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Quella del tasto che dice,emoziona,parla.
Quella della faccina che esprime come ci sentiamo e partecipa a un tuo dolore.
Quella del gruppo,unito numericamente,ma diviso da una logica che era l’etichetta marchiata del passato,e cioe’ il dialogo viso a viso.
La socializzazione distorta,che ti fa uscire di casa con il pensiero del monitor che ti possa dire un qualcosa e portarti,lontano,nel web.
La distorta realta’ di una nostra idea,persuasa da immagini e commenti che,irrealmente,ci condizionano e ci sviano la nostra liberta’ di giudizio.
Poi la scuola,tu genitore,e la chat della classe di tuo figlio che reclama la tua presenza,o la tua esclusione da cio’ che prima si chiamava “coesione scolastica”.
Il web,la veloce e radicale condizione che abbiamo dentro e che ci ha cambiato radicalmente.
Il web che sviscera tragiche visioni e ci fa dimenticare della paura e del dolore improvviso.
La socializzazione distorta,o attuale visione di mondi paralleli che ci escludono dalla realta’.

CONSIDERAZIONI TRA SOCIAL,EVENTI DRAMMATICI E L’11 SETTEMBRE.

Mi ha fatto piu’ riflettere lo smartphone nelle mani del killer dei giornalisti americani,che la decapitazione del povero di turno nelle mani dell’Isis.

Il social come marchio dell’essere,dell’idea e del pensiero personale,arriva a mietere vittime,sacrificate sull’altare di download veloci che,come spietate frecce,colpiscono il collettivo nel mondo collegato a internet.

Essere protagonisti immediati,regala visibilita’,ma anche vendetta immediata e percezione dello scopo finale,arrivato a buon fine(si fa per dire…).

Anche i programmi di ultima generazione,come Periscope ad esempio,sono la vetrina di un evento che solo tu gestisci e sponsorizzi vendendo cio’ che accaparra piu’ gente.

Si va dai primi piani della faccia,ben curata e ammiccante,passando per dialoghi piu’ o meno interessanti sul perche’ del mondo odierno.

La tv via web,o quello che pensiamo possa essere senza cambiare canale,sentendoci protagonisti e annullando cio’ che prima,la televisione appunto,dava a noi esenti di cio’ che stava dietro a essa.

La morte in diretta,l’atto violento,registrato o addirittura live,e’ cio’ che molti,pur non dicendolo,cercano,spaziando su canali video o nelle varie ricerche via web.

Se all’inizio la ferocia dell’Isis era devastante,spiazzante ed emotivamente coinvolgente,seppur con dolore e disgusto,oggi per il numero di video visti e rivisti,diventa sequenza simile a altre,azione vista e conosciuta.

L’11 settembre,rimane il padre del video crudele,la realta’ che ha bucato la nostra fantasia aggiungendo un filo di logica verita’ che ci ha trasportato nel web futuro,quello dove il video e’ crudo e diretto,senza se e senza ma.

Le torri gemelle che caddero,furono la madre della tv vera,piu’ dell’approdo sulla Luna.

Furono il film reale,senza regia  programmata,ma fatta da gente che poteva essere una qualsiasi.

Seppur nella sua drammatica sequenza,il crollo rilevo’ che tutti noi,eravamo in un film mai pensato o visto prima,e per un attimo,pensammo a un errore visivo…

Gli uomini giu’ dalle torri,che cadevano paracadutandosi con fazzoletti o maglie,rimangono il timbro del passaggio tra reale e fantasia,come il loro rumore sul selciato,sintomo di cruda verita’.

Alla luce degli eventi accaduti ultimamente,il web annienta il pensiero del male,ci trasporta nella realta’ immediata e veloce,caricandoci di immagini drammatiche che ,essendo tante e sparse su siti di informazione mondiale,non ci da il tempo di immaginarle con la nostra fantasia.

Se pensiamo ad un attentato,un incidente aereo o una sciagura di immigrati in mare,la nostra mente ha gia’ qualche briciolo di immagine in mente,simile a quella che vedremo a distanza di minuti.

Il web ha annientato il pensiero di una tragedia,e forse come fu detto nel settembre tragico americano,cio’ che non pensavamo di aver mai visto,e’ accaduto azzerando il confine tra FANTASIA E REALTA’ NELLA MENTE UMANA.