PENSIERI DI UNA TUTA BLU.

La tuta blu lo sa.

Sa che l’ennesima sfida di Riva potrebbe toccare un domani a lui.

Ma sa anche che il suo lavoro ha creato una voragine tra il bene e il male.

Una voragine dove dentro,ci siamo tutti…fino alle prossime generazioni.

E allora se la politica,gli industriali,andassero dentro la voragine veramente,troverebbero mille storie,mille volti che hanno subito,nel bene e nel male l’effetto Ilva qui a Taranto.

Riva e la sua famiglia,e’ un po’ come Berlusconi.Decadente sotto la mannaia della giustizia,Todisco in primis,ma immortale a quanto sembra.

Immortale per una semplice ragione:non c’e’ alternativa a essa.

La tuta blu,affacciata alla ringhiera del lungomare tarantino assieme ai suoi figli in una domenica di riposo,vede i fumi,annusa l’aria di tramontana di un settembre in riva allo jonio e percepisce la difficolta’ di stare nel sistema.

Si perche’ loro,gli operai,sanno che anche se sono parti importanti nell’ingranaggio della macchina Ilva,possono essere messi a tacere,o meglio restare fermi.

Fermi per una ragione:la giustizia della legge.

E’ qui la questione principale:o si applica in pieno,con i risvolti negativi e i rischi,oppure si annaspa in un terreno che si chiama ipocrisia e qualunquismo.O peggio ancora in quello delle leggi ad personam,o salva Ilva,nate per aggirare decreti del governo in materia di tutela ambientale.

La polemica nata da Peacelink per il numero della patologia 048 non veritiera fino in fondo nella sua quantita’ nella popolazione tarantina,e’ anche cio’ che non si e’ fatto e non si fa ancora.

Monitorare il famoso registro tumori e cercare sempre di aggiornare sul territorio le patologie purtroppo in aumento causa inquinamento,sembra pura utopia.

Riva e’ alla fine,per due motivi:i suoi illeciti e il mercato,fermo e sempre a rischio.

Ma se questi due punti sono reali,la verita’ e’ anche che l’Italia ha in Taranto il suo polo siderurgico,quel polo che da allo stato un margine di respiro.

Adesso,l’ennesimo ricatto ai danni dei lavoratori,e’ la minaccia velata anche al governo.O mi tuteli,o paghi a caro prezzo il mantenimento un domani dei licenziati a tue spese,con i vari rischi sociali che possano venire anche fuori.

La tuta blu prende per mano i figli,e’ ora di tornare a casa,oggi mangera’ in una stanza dall’aria pulita….

©arallagianlucafoto
©arallagianlucafoto

 

IL REGALO ….MA NON E’ NATALE ANCORA.

L’aria di notte e’ pesante.I fumi escono dai camini ma c’e’ ottimismo tra gli operai.

Sanno che il governo seguira’ con il commissario Bondi la martoriata vita di questa azienda che in un anno dovra’ cercare il “compromesso” tra chi inquina e chi abita in citta’.

Non puo’ chiudere l’Ilva.

Il danno sarebbe enorme ci dice il ministro Zanonato.

Sara’ pure vero ma ci sono i ma che affliggono i pensieri di chi nell’Ilva non vede solo il profitto.

Chi paghera’ il tutto?

Basteranno i soldi sequestrati ai Riva oppure se non dovessero bastare si rischierebbe di attuare la famosa AIA a meta’?

E se cosi’ fosse,si restituirebbe l’azienda ai Riva stessi(????),rendendola piu’ ecologica ma al tempo stesso rimettendo in marcia una situazione che e’ sfuggita di mano a tutti,politici compresi.

C’e’ il rischio di risparmiare sulle bonifiche,di risparmiare sulle opere che servirebbero a mettere in sicurezza l’azienda e la citta’ stessa,che quotidianamente annusa i veleni e si riempie i polmoni di anni di meno.

Sara’ ma l’effetto salvacondotto Ilva non mi piace.

Per nulla.Quando affonda una nave,e lo si e’ visto,il comandante e’ il primo responsabile.

Se ritorna per i mari,c’e’ qualcosa di strano,l’odore dello sbaglio a ridare un’altra possibilità’ a chi ha procurato danni.

Lo stesso qui,a Taranto.

Bisognerebbe resettare tutto.Far sparire la vecchia gestione e rendere il futuro delle tute blu piu’ limpido e chiaro.

Chiarezza specialmente per la sicurezza sui luoghi di lavoro,non piu’ cimiteri a cielo aperto,ma zone dove ci si puo’ guadagnare il pane con fatica e rispetto.

Poi lo schiaffo alla citta’,l’ennesimo.

Quello schiaffo duro che Taranto prende da troppi anni e che le varie porcate politiche hanno  esaltato di piu’.

L’Ilva e’ li’,patrimonio nazionale ma anche sfruttamento dei limiti umani,quei limiti dove l’organismo una volta arrivato al massimo,scoppia di malessere sociale e sanitario.

Taranto citta’ dei due mari,delle bellezze ma anche di retorica a non finire.