QUIRICO E I DUBBI SUL COLPEVOLE.

Quirico liberato e’ una grande notizia.

Pochi riemergono liberi dal pantano di una guerra in atto,dopo che sono stati rapiti e messi alla merce’ di bande rivali tra di loro.

Quirico ci dice anche cose importanti circa la Siria.

Non e’ piu’ una guerra tra  fazioni,una guerra dove ci si uccide per salvaguardare spazi di predominanza religiosa in questo paese.

E’ qualche cosa di piu’ pericoloso,qualche cosa che adesso forse non e’ piu’ gestibile.

Ancora piu’ clamore fanno le dichiarazione del suo compagno di sventura,che affermando di aver sentito nettamente dai ribelli di essere stati loro ad usare le armi chimiche in quel maledetto giorno di Agosto,mettono in discussione le stesse prove americane.

I ribelli,quindi,possibili carnefici dello stesso loro popolo.

Un modo  operativo veramente discutibile,dove il corpo avvelenato del fratello,diventa l’arma del giudizio e delle ritorsioni verso Assad.

Chissa’ se Obama avra’ ascoltato cio’ che ha detto questa persona e magari possa farsi una domanda dentro se stesso,e cioe’  se e’ veramente motivata da un fine giustizionalista,basato su prove certe contro il regime,il possibile e paventato attacco che verra’.

La Siria ci mette alla prova anche moralmente a noi comuni mortali che viviamo in pace.

Siamo pacifisti e contro l’azione militare,ma anche vendicativi contro chi ha commesso tali brutalita’.

Se dovesse emergere con certezza il colpevole,forse potremmo anche capire un attacco o no.

Potremmo schierarci dalla parte dello zio Sam,che grazie alla sua potenza militare,rimette in riga un paese che ha in Assad un falso difensore dei diritti umani.

Cosa contraria se dovesse apparire chiara la colpa del regime per questa atrocita’,dovremmo comunque chiederci come mai si e’ aspettato tanto a condannare lo stesso Assad per i suoi crimini precedenti,crimini mai denunciati mediaticamente come ora.

Ribelli e Assad  sulla stessa bilancia,sulla stessa barca della morale che ora vira da una parte,ora dall’altra.

Alla fine,in questo grande bailame,mi viene in mente Gino Strada.

Un uomo che nelle emergenze quotidiane,affronta la morte come una sfida,cercando di strapparla addosso a ogni persona che entra nei suoi ospedali in Afghanistan.

Un uomo che non vede il colpevole,ma la vittima di turno,del regime o dei ribelli.

Domenico Quirico

MINACCE COREA DEL NORD:CI PENSA LUI…..

Vent’anni avevo e la minaccia nucleare era targata USa e U.R.S.S.

Sting cantava Russian e sperava in una pace possibile e duratura da parte delle due potenze di allora.

Oggi che ho qualche annetto in piu’,si ripresenta la minaccia nucleare da parte del regime nor coreano,che tra minacce e missili a media gettata,cerca di mettere paura allo zio Sam.

Oggi la nuova gioventu’,non avendo vissuto l’epoca di allora,forse non teme e non pensa alle ripercussioni su scala globale se dovessero partire i missili verso Guam o altre zone del Pacifico.

Il conflitto potrebbe allargarsi e coinvolgere anche l’altra potenza dormiente ma sempre pericolosa che e’ la Cina.

Scenari difficili da percepire nell’era di Fb,Twitter,dove la chat diventa la questione personale della giornata e si discute se Grillo e i grillini faranno barricate degne di Porta Pia.

La drammatica prospettiva che offre questa ingarbugliata questione coreana,a noi anni 80,ci catapulta nella paura di quei tempi,ove a parte la questione passata dei missili cubani,ci rimette sulla strada della speranza di non dover temere atti militari che oggi sarebbero piu’ pesanti di allora.

La Corea del Nord e il suo regime,non hanno nulla da perdere,visto le difficolta’ che vive la nazione a livello economico,sociale e politico stesso.

Premere il tasto del nazionalismo e’ sempre stata la mossa giusta e spesso il regime cubano per esempio,lo ha sempre fatto per calmare o annientare possibili inizi di democrazia.

Bene il nemico a stelle e strisce e’ li ma la partita sembrerebbe persa fin dall’inizio.

Andare a pensare di annientare l’America e’ pura ipocrisia e allora questa mossa sembrerebbe piu quella per tenere a bada l’antico vicino nemico della Corea del Sud.

Una cosa,io ragazzo degli anni 80′ immagino:che a salvarci non sara’ l’America ma lui,Goldrake.

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