ANNASPA L’ARIA DI DEMOCRAZIA E AVANTI NEL FUTURO.

La destra vince e con essa l’opposto del senso giusto.

La destra sugli immigrati ha linea dura,sui vaccini morbida e sul reddito di cittadinanza di giustizia per chi si fa un mazzo ogni mattina.

La destra meloniana e’ l’artefice per molti di quello che non si e’ mai fatto a giustizia del popolo,di quello che il popolo voleva e di quello che la sinistra ha regalato a tutto.

Insomma azzera le cattive abitudini di tutto da dare della sinistra e avvicina un concetto,patriottico e nazionalista,di vedere prima al fabbisogno dell’italiano,di quello che e’ acciglioso verso il ragazzo di colore e cattivo verso chi prende paga a fine mese gratis.

La destra vince perche’ ha annusato il tutto e allora azzera cio’ di cui anche la sinistra aveva dimenticato di difendere,partendo dal bisogno delle piazze di giustizia vera e di sicurezza dimenticata in nome dei diritti sanciti dall’europa.

La Meloni la regina del bisogno comune,o di parte,ma sentimento politico di un’ Italia asservita da molto ai poteri dell’Europa di Bruxelles e distante dall’urlo di disagio dell’italiano stesso.

Attendiamo il futuro,aspettiamo i risultati e condanniamo o assolviamo cio’ che adesso ci pare strano da quella democrazia liberale e aperta a tutto del pd che annaspa nei suoi fantasmi.

LA DESTRA DI MELONI HA VINTO,MA LA SINISTRA CHE FA’?…

L’elettorato di sinistra dice:” ha vinto la destra,occhio al ritorno del fascismo,la Meloni e’ attenta ai temi nazionalistici che in Europa aleggiano in alcuni paesi,attenzione al diritto delle unioni civili,alla discriminazione,alla costituzione….”.

Quello di destra invece:” abbiamo vinto perche’ l’elettorato italiano non crede piu’ nella sinistra,lacerata da conflitti interni e senza un programma di voto degno dei valori della vera costituzione.”.

La distinzione palpabile ,lasciando da parte ideologie dell’una e dell’altra parte e’ che la destra abbia vinto perche’ mancano relazioni sociali della sinistra con la piazza,il popolo.

La difficolta’ di Letta di essere un leader dipende dalle passate legislature non uscite dalle urne ma dettate dall’esigenza tecnica del momento e dalla necessita’,causa covid, di avere comunque istituzioni presenti .

La Meloni e’ leader,leader donna specifico.Si perche’ la differenza e’ qui,in questa fastidiosa per alcuni politici differenza dall’uomo che ,seppur nemico politico,era accettato e rispettato a prescindere.

L’uscita del cavaliere con il pizzino con scritto sopra le caratteristiche comportamentali della Meloni stessa,sanno di sessismo o difficolta’ di Berlusconi a rapportarsi con l’altro sesso senza essere lui a dettare regole e leggi.

CI ASPETTANO ancora credo,dure giornate di scontri e battute al vetriolo.

Avremo difficolta’ a trovare una sinistra degna di quell’ostruzionismo che reclama il popolo dimenticato da Letta e company e che,nel reddito di cittadinanza dei 5s,ha trovato invece largo spazio di consensi.

L’Europa ci guarda,con una guerra alle porte non possiamo permetterci di essere realisti con chi ha vinto meritatamente e con chi,invece,ha perso dimenticandosi il ruolo che avrebbe dovuto avere dall’inizio della scalata della destra in Italia nell’ultimo decennio politico..

SIAMO VIGLIACCHI,DALLA DOPPIA ANIMA DINANZI ALLA BOMBA ATOMICA.

E ci si scopre immensamente vulnerabili,cancellabili in un secondo.

Diciamoci la verita’,e cioe’ che la guerra russa/ucraina fin quando non ha reso visibile lo spettro nucleare ci ha colpiti non totalmente.

La crudelta’ di azioni militari,le perdite tra i civili,i danni arrecati a citta’ intere,sono certamente da condannare e denunciare.Si assimilano come spine nel cuore,ma rimangono strozzate dal nostro egoismo di non essere noi li’ a salvarci la pelle.

SI siamo salvi,egoisti e fortunati ma….adesso NO. Ecco l’atomica,l’arma dell’uguaglianza nella morte,nella sofferenza,nella paura,di un mondo,di tutti noi.

Siamo alla fine o all’inizio di una salvezza,siamo pronti a vivere momenti storici che colpiranno generazioni e ci renderanno schiavi della fede e della speranza a venire?

Siamo piccoli,siamo come quella persona che si fa forte e poi,senza via di scampo,piange e prega gli aguzzini di lasciarlo libero di vivere e vivere ancora.

Adesso dobbiamo avere paura,ma di noi,della nostra coscienza doppia faccia e della nostra ipocrisia dinanzi a cio’ che ci conviene vedere come un pericolo da rimandare al futuro e cio’ che,invece come adesso,imminente e definitivo verso una apocalisse mondiale.

Non so se ne usciremo fuori,ma rimane la sensazione di essere vigliacchi,piccoli dinanzi agli altri che muoiono adesso.

IL PD SCOMPARIRA’…ECCO PERCHE’.

E’ da un po di tempo che non scrivo.

oggi vi parlo della sinistra ,del PD di Letta.

credo che l’essere paragonati a un partito popolare,difensore della classe media e degli operai oggi,allo stato attuale dei risultati elettorali che hanno visto la destra della Meloni vincere,non abbia alcun valore o senso.

il pd non e’ piu’ il difensore dallo spettro fascista,o di quel che rimane di esso.

non e’ piu’ il partito delle piazze,delle grida contro l’ignobile e malvagio spreco della cosa pubblica ,non e’ piu’ insomma quello che doveva essere o che sarebbe dovuto essere agli occhi dei suoi elettori.

ma cosa non ha funzionato?

cosa e’ accaduto ai rossi comunisti di un tempo,quelli poi trasformati in pd ed eletti al parlamento a far barricate contro gli inciuci?

nulla di piu’ semplice e cioe’ che il comunismo e’ morto.

oggi al suo posto vi e’ il populismo,razza semplice da capire , basta che regali al popolo,anche al compagno rosso,un qualcosa che lo rallegri o che lo faccia andare a dormire sogni tranquilli.

oggi esiste il m5s,il partito del reddito di cittadinanza che scavalca il pd nelle volonta’ dell’elettorato seppur rimanendo ancora indietro ad esso.

il PD deve capire che e’ finito in un fosso chiamato cambiamento dei tempi,o in un’era dominata dall’apparenza sui social che e’ mancata a quel vecchietto stesso del PD.

il reddito di cittadinanza ha scavalcato l’enorme teoria del votare a sinistra per fermare l’avanzata del fascismo di destra,seppur rivisto in una chiave conservatrice nazional pronta a difendere frontiere e italiani doc.

il PD scomparira’ seppur rimanendo un partito storico,importante.

scomparira’ per colpa dei tempi,come il comunismo russo e il muro di Berlino giu’.

la destra che vive in europa avanzera’ grazie ai tempi che cambiano e con essa avanzera’ l’egoismo dell’elettore pronto a cogliere la convenienza dell’offerta a discapito di una tessera strappata o dimenticata nel cassetto.

insomma adesso bisogna ammettere la sconfitta o la scomparsa e forse un convegno non salòvera Letta e compagni..

L’AMORE DEL FRATELLO PUTIN

Il dramma ucraino,le violenze orribili e le vite strappate dall’armata russa,hanno fatto capitolare un pilastro in molti legato alla fede.

Puo’ Dio essere irriconoscente verso simil brutalita’ dimenticandosi di queste vite orribilmente annientate e rese schiave dal piu’ forte militarmente?

Puo’ Dio dimenticarsi del bene come vittoria sul male,ridandoci speranza verso tali atrocita’?

La marcia Perugia\Assisi,ha ricordato l’importanza cruciale della fratellanza,dell’amor verso il prossimo e del bisogno di essere tutti uguali dinanzi a Dio stesso,senza sentirsi carnefici verso l’altro o essere padrone della vita altrui.

Il fratello Putin.

Si ricordiamoci che e’ un fratello,come noi….ci dicono da laggiu’.

Pace e amore,bombe a grappoli e amore fraterno…come NO..!!

LA DOMANDA DEL MOMENTO:PIANIFICO IL DOMANI O NO?

La domanda e’:possiamo pianificare una vacanza ad agosto?

La risposta e’: dipende se esisteremo ancora.

Si vedremo.

Perche’ la questione paradossale e’ il chiedersi se l’umanita’ esistera’ ancora e se potra’ riprendere un suo cammino semplice,omogeneo e razionale.

La guerra e la sua temutissima negativita’ nei cervelli dei non colpiti,ovvero i non ucraini,e’ buio pesto.

L’europeo medio ci pensa,allontanando la sua paura in nome del “non puo’ accadere mai”..

Il pauroso teme ,incespica nella sua logica disperata dell’autoestinzione e cade nel buio,freddo e consapevole della malvagita’ umana.

Allora e’ meglio essere come quei giovani li,in fondo alla via,che schiamazzano e ridono,si baciano e bevono come hanno sempre fatto,con o senza la guerra.

La domanda logica e illogica,lo spavaldo verso la vita e il pensieroso che ha nelle news l’ago della bilancia,del suo futuro incerto.

Cosa faro’ domani allora?

Prenoto a Rimini oppure no?

UN PERDENTE PER NON SCOMPARIRE PER SEMPRE.

Non ho capito ancora se Putin voglia punire l’Ucraina e poi lasciarla rinascere sottomettendola ancora politicamente con un governo fantoccio,oppure voglia sempre esprimere quella forma di pazzia egocentrica che in passato ci ha portato alle guerre mondiali e ai morti sparsi per l’Europa.

Putin avra’ dentro di se un nostalgico pensiero fisso dell’annessione dell’ Ucraina alla grande madre russa e la voglia di riportare in auge gli ideali veri dei vecchi padri comunisti CERTAMENTE.

Dall’altra parte noi europei lontani anni luce dal modello sovietico,pur amandone in parte pregi e difetti vedendo ieri il numero esiguo dei parlamentari al discorso al parlamento italiano del leader ucraino,cerchiamo di capire se esista o no una via di uscita dalla guerra .

Il resistente Zelensky dalla sua si erge da eroe di tutti noi,arruffianandosi parte dei politicanti mondiali dichiarandosi vittima di una carneficina voluta dall’occupante sovietico.

Vero tutto certo, ma la questione difficile da risolvere sembrerebbe a questo punto del conflitto se agire o meno in aiuto del popolo ucraino militarmente.

Se concediamo spazio al pensiero semplice dell’occupante contro l’occupato,allora sarebbe opportuno ricordare diversi altri conflitti che piu’ o meno hanno avuto il buono e il cattivo da ambo le parti.

Sarebbe opportuno ricordare anche misfatti ucraini in territorio sovietico e controversie mai discusse e messe a tacere con trattati scritti definitivi.

Il mondo non vuole un conflitto nucleare,questo anche la Russia lo sa,ma il pericolo e’ che l’incidente non voluto possa allargare l’azione militare e coinvolgere piu’ paesi.

Allora il pensiero che si sta affacciando ultimamente e’ quello di una resa da parte di Zelensky e una divisione del territorio ucraino pur di non rischiare un conflitto mondiale.

Cio’ attualmente non viene messo in atto per il NO secco dello stesso presidente ucraino,lontano dall’idea di arrendersi a Putin e concedergli via libera allo spartirsi del suo suolo nazionale.

Sono convinto che le pressioni politiche da parte dell’Europa saranno un motivo centrale per forza contro l’Ucraina stessa in futuro,magari raggiungendo un accordo che renda felici tutti quanti.

Continuare cosi’,pur vedendo l’appoggio europeo attualmente e la voglia di aiutare l’Ucraina anche militarmente,significherebbe un prolungarsi di vittime e una inutile pace sterile.

Bisogna cedere non per vigliaccheria o paura ,ma per un futuro a rischio che il mondo non potra’ avere piu’.

Scomparire per sempre e’ un pensiero che attanaglia tutti e tutti dobbiamo essere consapevoli che per uscirne fuori necessita’ per forza una sconfitta di qualcuno…purtroppo!

ABBIAMO GIA’ DIMENTICATO?

La paura di non farcela l’abbiamo assaporata due anni fa con il virus invisibile che penetrava nelle nostre vite e che ci avrebbe resi poveri dinanzi all’ottimismo dei giorni a venire.

La paura arrivo’ a non farci sentire sicuri anche con i nostri genitori,i nostri vicini,possibili untori del cov19 invisibile.

Oggi siamo piu’ pronti al rischio calcolato poiche’ abbiamo il vaccino,anche lui sconosciuto ma ancora di salvezza.

Siamo fuori dicono da una guerra,con morti e depressi a vita,con ricordi di cari dall’altra parte del vetro e corpi salutati ma non accarezzati in punto di morte.

Siam soli con noi,siam soli con i nostri pensieri contorti e modificati dal virus invisibile,ma abbiamo speranza ancora.

Poi l’Ucraina,la Russia dei grandi scrittori e delle steppe innevate ma che hanno la razionale forza della violenza,della guerra per difendere un onore macchiato dall’ideologia americana di essere primi con i partner europei.

Adesso un incubo,la guerra alle porte di casa nostra .

Abbiamo vissuto il dramma della pandemia,abbiamo ancora le ferite sanguinanti.

Avremo voglia di seguire un altro dolore e se si abbiamo gia’ dimenticato il primo?

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO AVANTI CON LA TERZA DOSE….E A VOI UNTORI DICO…

Ieri sera alla trasmissione televisiva “otto e mezzo ” dalla Gruber,il filosofo Cacciari enfatizzava con veemenza la colpa del governo e dei medici a non esser stati chiari a dire la verita’ agli italiani circa i ricoveri,i numeri degli ammalati e il vaccino stesso.

Una colpa che si e’ ingrandita sempre piu’ e che oggi,alla soglia della terza dose per tutti,sara’ ancora piu’ difesa dal popolo no vax e immolata sull’altare delle verita’ da difendere a denti stretti.

Cacciari ha detto quello che molti pensano ma che hanno dimenticato pensando al bene comune e mettendo da parte un egoismo che colpisce il commercio e numeri nelle corsie degli ospedali.

La terza dose sara’ l’ultima oppure e’ l’inizio di una consuetudine che si proporra’ nel tempo fino alla nostra fine?

E i numeri scenderanno finalmente e il virus con le sue varianti lascera’ le nostre vite ?

La questione e’ legata a molti fattori,prima di tutto sembrerebbe quello riguardanti proprio i no vax.

Gli untori dell’amor proprio,quelli dell’azione contraria a una logica di pseudo bene collettivo,sembrerebbero i colpevoli di tali innalzamenti di contagiati.

Seppur in balia di un destino incerto,la gente che ha deciso di vaccinarsi e’ quella che non tollera piu’ loro,gli untori e che,adesso,vuol metterli al bando magari con misure dure stile Austria.

Insomma si prospettano tempi ancora piu’ duri,fatti di fazioni in lotta tra loro e che ,nella piena incertezza da ambo gli schieramenti,cercheranno di avere consensi da piu’ parti.

I vaccinati godranno dell’appoggio dei politici,delle ordinanza di governo e dei numeri che scenderanno in barba al virus e alle sue varianti.

Loro,gli untori,diranno di essere quelli a cui la civilta’ prossima futura potra’ agganciarsi per possibili trasfusioni e donazioni midollari poiche’ vergini dal corpo del reato e cioe’ il vaccino stesso.

Attendiamo con ansia i dati a venire sui ricoveri,viviamoci la vita con sicurezza e speranza ma non dimentichiamoci che,seppur vaccinati e difesi da un vaccino a noi comunque sconosciuto,l’unica via era forse questa.

I DEPORTATI DELLE FAKE NEWS

“A distinguersi per
ferocia è stato il presidente di
Confindustria Alto Adriatico,
Michelangelo Agrusti. «Il peso
di un’eventuale restrizione
gravi su coloro che non sono
vaccinati», ha detto. «Se questa è una guerra, questi sono
dei disertori. Non dobbiamo
fucilare nessuno, ma dobbiamo far pesare la loro diserzione. Non ci saranno più ristori
nel momento in cui dovessimo
tornare nelle situazioni precedenti perché non ci saranno
più i quattrini». “

Parole diritte ,schiette,parole che evocano la presenza di un vigliacco o piu’ vigliacchi che dinanzi a un dovere,scappano.

Il dovere non c’e’,nemmeno l’obbligo di vaccinarsi e quindi sono disertori non punibili,magari cacasotto veraci o servi delle fake news che girano sul web.

Il disertore non schiavo,libero dal pensare singolo e non come la massa.

Si distingue per far credere che i deportati ai campi di concentramento siano loro,i no vax.

Il loro dolore,la rinucia,e’ nulla dinanzi a quello fisico che ha un peso sulla carne,sulle ossa rotte e sulla morte arrivata crudelmente e atrocemente senza dignita’.

Il disertore fugge,dinanzi a un egoismo,calcolato per verita’ non provate ma comunque che reggono un confronto poco chiaro anche con chi e’ vaccinato e crede nella medicina.

Il disertore deportato nei campi della quotidianita’,quella vera,libera dalle mura di chi vedeva il sole nascere e morire senza una via di fuga alla liberta’ oltre il filo spinato.

E allora e’ tutto un bluff,una ideologia che spesso cade nella retorica e nel qualunquismo che ci fa dimenticare la storia stessa,quella amara,vera e brutale dei numeri tatuati sulle braccia.

Facciamo pesare loro la diserzione,certo.

Facciamo in modo che sappiano chi erano i veri deportati e quelli liberi .

La storia dei disertori fucilati regala pagine brutali in ogni angolo del nostro paese,una vergoga accettata solo in tempo di guerra ,quella guerra che creo’ veramente nemici tra gli amici e povere illusioni di diritti contro imposizioni militari.