I PICCOLI E I GRANDI,DAL CALCIO ALLA POLITICA…

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Un po ieri i vichinghi islandesi hanno ridato luce a un calcio metodico,dove il piu’ ricco vince(almeno nei club) e le giovani promesse dei vivai non decollano per colpa dello straniero.
L’Islanda e il suo ballo finale scaccia i demoni dello strapotere di alcune nazioni e ci regala una pagina indimenticabile di speranza.
La speranza arriva anche dal Brexit che deve farci riflettere e capire come le persone non avendo piu’ fiducia nelle istituzioni,boicottano programmi e progetti a uso e consumo di classi oltre la media.
Il popolo annaspa e le chiacchiere da bar e le promesse lasciano il tempo che trovano,vero Renzi da Firenze?
Torniamo a ieri sera.
La sconosciuta Islanda da Cenerentola del calcio europeo adesso si guadagna un posto tra le 8 big e si gioca il passaggio al turno contro una squadra,la Francia,altezzosa come il suo popolo.
Ci vorrebbe anche qui uno sgambetto,un colpo ad effetto per vendicarci,metaforicamente parlando,di una egemonia di potere anche nel soccer,si allo stile british,che ha allontanato la gente dalle tribune nei campionati poiche’ oggi comandano solo i ricchi padroni di club.
Il vecchio Verona che vinse lo scudetto,ricordate,era allora la sorpresa di Davide contro Golia,il piccolo club contro i grandi,il sudore operaio contro i signori pagati miliardi.
Esempi questi di cambiamenti,rinunce,lotte,proteste e orgoglio.
Brexit regala un vaffa ai grandi e l’Islanda un vaffa lo stesso alle grandi nazioni di soccer.
Che stia cambiando qualcosa?

SIAM TUTTI ITALIANI, FANCULO ALLA LEGA….O NO?

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E poi ci sono i giorni che siamo tutti nazionalisti, uniti negli stessi colori.
Siamo dietro a un pallone che separa le rivalità dell’inverno tra i club e, guarda un poco, ci unisce in un coro che grida “Italia Italia”…
Poi Salvini, la lega e Bossi diventano puffetti verdi che, in altri tempi, riaccendono in molti divisioni e spettri di separatismi  nazionali.
Come siam falsi.
Evviva il calcio, evviva il pallon..

SONO RAZZISTA?

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NOn sopporto più  chi cerca nei rifiuti roba,gettandola poi per terra.
Non sopporto più  chi compra la birra e si nasconde la sera giù  al mare,ubriacandosi di stupidità.
Mi da fastidio questa accoglienza,che riempie una già  difficile situazione nostrana,arrecandoci fastidi e creando confronti e ipocrisie.
Mi infastidisce  il buonismo sui cadaveri  dei bimbi e poi dimentichiamo Aleppo,Gaza e altro.
Gli sbarchi,l’Europeina che in Giappone si tinge di “amorevole conforto unitario ” e poi scappa singolarmente dinanzi a decisioni drastiche.
Mi arrabbio vedendo girovagare ragazzi e ragazze di colore precariamente,allo sbando,lasciati a scorazzare nella villa comunale dove andavo da piccolo a giocare.
Sono razzista?

FRANCESCO IERI,DOMANI CHI?

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gianlucaralla(c)

 

Abbiamo bisogno di supereroi,quelli che ci regalano emozioni.
Abbiamo bisogno,seppur grandi,di briciole di fantasie,tipiche dei bimbi.
Il mondo di disonesti,di politicanti collusi e santi finti,ogni tanto ci dona momenti come quelli di ieri sera a Roma.
Il pallone,rotola sul campo,l’eroe e’ messo da parte ma,dentro se ,freme di voglia di riscatto.
Nessuno ci crede,nessuno ci spera piu’,ma lui l’eroe,regala la gioia del gol.
Francesco Totti un uomo di cui esserne fieri,tutti quanti.
Un personaggio che ,come Superman o Batman,grazie ai suoi super poteri,stravolge un epilogo gia’ scritto e, all’ultimo minuto,regala la gioia non solo ai romanisti ma a chi ama l’eroe,quello che con il sorriso cambia il corso di un evento triste.
L’Italia ha bisogno di questo,dell’uomo che cambia in meglio un sstema che va dalla politica alla societa’,dalle istituzioni alla chiesa.
Ha bisogno di essere presa per mano,accompagnata verso un percorso dove lui,il supereroe dona la salvezza.
A Roma ieri si e’ sognato con Totti,speriamo in altri personaggi dai poteri “super” che diano uno scossone a una partita che si e’ messa male e che rischia di finire con una sconfitta per tutti.

LETTERA A UN CALCIATORE FAMOSO.

Se fossi calciatore alzerei la maglietta dopo un gol e farei vedere quella scritta,rossa e chiara a tutti quanti.

Alzerei la maglietta,vedendo negli occhi della gente la meraviglia o il menefreghismo loro.

Indicherei con il dito ogni singola parola,giusto per far capire meglio l’importanza di una frase:”FREEPALESTINE”

Sarei multato,messo al bando da molti miei colleghi,ma dormirei meglio la notte sapendo che io,fortunato rispetto ai martiri palestinesi,ho regalato sincerita’ nel mio gesto.

Sarebbe bello vederlo fare da molti personaggi famosi,sarebbe bello dire anche io sono umano.Sarebbe sincero e leale schierarsi una volta tanto dietro una causa da difendere,o un azione da condannare.

L’ipocrisia del nostro mondo,fatto di lustrini e sorrisi falsi,morirebbe e allora saremmo noi,soli questa volta senza menzogne,a dire come la pensiamo.

Ecco vorrei vederle quelle magliette,candide e pulite non imbrattate di sangue innocente e strappate a una madre a Gaza.

Sarebbe bello diventare scomodi per qualcuno,sputare in faccia ai protocolli e arrampicarsi sul muro che divide i territori occupati,innalzando una bandiera di diritto e liberta’.

Apriremmo la nostra bocca,e finalmente respireremmo aria pulita e vedremmo all’orizzonte il mare senza paura di essere colpiti al petto.

Tu uomo famoso,che corri nel campo verde,ricordati del dramma dei bambini che come te rincorrono un pallone ma vengono falciati da missili crudeli e vigliacchi.

Il bambino palestinese che ha la tua maglia,con il tuo nome e sogna di essere te,fallo felice diventando tu,ora in queste ore drammatiche,un bambino sotto tiro.

L’IDENTITA’ BRASILIANA PRESA A CALCI…MA POI VENIAMO NOI…

Non e’ stata tanto la goleada della Germania a stupirmi,visto che questo e’ il peggior Brasile schierato da sempre ai mondiali,ma la perdita dell’Identita’ Nazionale.

Cioe’ a partita conclusa,via sciarpe,magliette gialle e bandiere,e avanti con il ripudiare la nazionale e cio’ che essa rappresenta per il popolo brasiliano.

Una ferita dove il passo tra l’orgoglio e l’essere rappresentato e’ breve,e dove il brasiliano rigetta un simbolo,la nazionale di calcio e il calcio,amato e difeso da sempre.

E allora penso a noi,poveretti,che nei maro’ abbandonati in India da un governicchio subdolo al ricatto e poco energico contro chi e’ il padrone delle chiavi della prigione,vediamo l’Italia tanto amata e offesa.

Penso anche a chi nell’orgoglio nazionale italiano e nella sacra giustizia,si meraviglia di un inchino al boss di turno e grida al peccato originale….amen.

Insomma siamo legati ai simboli che se reggono bene,specialmente quelli sportivi e politici,ci caricano e ci inorgogliscono dinanzi al mondo.

Siamo italiani,siam tutti fratelli ma non ce ne fotte una mazza se qualcuno ci chiama anche mafiosi e mediocri nel calcio che conta.

IL MIO MONDIALE…..CONSIDERAZIONI ANCHE SUL RAZZISMO DI SUPER MARIO.

Andiamo fuori da un mondiale che ci aveva illuso e che poi,alla fine,ci regala una pillola di verita’.

La pillola e’ che abbiamo scoperto che un morso fa diventare buono Chiellini e che Balotelli e’ piu’ razzista di tutti,dichiarando che i suoi fratelli neri avrebbero avuto un comportamento meglio di noi “bianchi”.

E’ il mondiale dove ci si rende conto della pochezza tecnica nostrana che invece lascia il posto all’apparire,alle odiate cuffiette e all’essere senza sostanza.

Insomma ci vorrebbe un ritorno al passato,quando allenatori alla Rocco o alla Bearzot,puntavano sull’emozione del gruppo invece che del singolo.

Un mondiale che finira’ con un vincitore e dei sicuri sconfitti ancor prima della conferma della sede delle partite.

I vincitori comunque loro,questi ragazzi che corrono dietro a un pallone e che avranno una notorieta’ a livello mondiale grazie ai media,e gli sconfitti che,quotidianamente,muoiono di fame nelle favelas attorno agli impianti sportivi.

Una disparita’ evidenziata dai media ma che alla fine della manifestazione,scorderemo per forza di cose.

La finale non  mi interessera’ poi molto vederla,forse perche’ attratto piu’ dal nebuloso campionato nostrano,complicato per i suoi intrighi e dai suoi loschi personaggi,sempre luogo di spartane divisioni campaniliste.

A proposito di campanilismo,ho visto il filmato dei funerali del povero Esposito.

Lo stato mancava ma questa non e’ una novita’,specialmente in alcune parti d’Italia.

 

PAROLE E PALLONE.

Vediamo un poco….facciamo un giochetto.

Io scrivo tutto cio’ che si sente e si legge spesso in Italia e che,questa sera per 90 minuti,scomparira’.

“Terrone nordista lumbard  pecoroni terremotati leghisti puffi verdi comunisti anarchici mangiabambini fascisti neri rossi africani meridionali mafiosi camorristi …..passando per altre cose”

Questa sera spariranno e opla’ tutti uniti sperando nel gol azzurro.

Evviva il calcio,ma solo quello della nazionale poiche’ a livello di club c’e’ sempre faziosita’ e scontri dietro l’angolo.

Quindi grazie alla nazionale,la par condicio sara’ assicurata a tutti quanti,dai questuanti della politica show ai tifosi piu’ esasperati delle curve.

Concludo pensando allo stadio di San Paolo.

Costruito vicino alle casette pattumiera della citta’ brasiliana,alla fine del mondiale rimarra’ li a dire che la forza dei soldi vince sulle richieste reali della gente povera e non fa niente che,seppur di iniziare questo mondiale in terra brasiliana,ci son voluti morti e feriti per dire che il Brasile e’ anche “ALLEGRIA E SAUDADE”…..

UN GIRO SPECIALE…AVANTI SIGNORI.

Arriva il giro d’Italia Mercoledi’ a Taranto.

Una notizia che rallegra gli amanti delle due ruote e che regala notorieta’ televisiva alla citta’ dei due mari.

Il percorso,solito,dal lungomare splendido della nostra citta’ per poi passare dalla citta’ vecchia e immettersi sulla basentana.

Ma no lor signori…STOOOP!!!!

Prego di qui,i cancelli sono aperti.

Passerete dinanzi al fuoco che vi scalda i muscoli,inalando sapori e odori prelibati gratuitamente.

Un magnifico giro,in una citta’ nella citta’ che fara’ fermare le maestranze e,anzi loro,ridendo e salutandovi con le mani fermeranno il tempo rutinario delle loro fatiche quotidiane.

PREGO SI ACCOMODI CICLISTA….

Siam tanti qui dentro e noi,quando siam liberi,prendiamo la bici anche.

Andiamo in giro per la citta’ e adesso che ci sara’ una pista ciclabile nuova di zecca…..mamma mia che emozione.

AVANTI DI QUA,PREGO LOR SIGNORI.

Il giro non finisce qui…..andate dritti e avrete il piacere di vedere la fiamma brillare nel cielo sopra di voi.

La torcia dei gas,la torcia della vittoria un simbolo da ricordare ora che sarete lontani da noi.

Andate,andate lontano e….pedalate piu’ in fretta che potete.

Inalando i fantastici odori dell’Ilva avete disperso minuti di vita e allora…avanti piu’ in fretta magari sui monti a rigenerare i polmoni e scordarvi di …noi.

 

UN CALCIO ALLE INGIUSTIZIE….

Forse si ci siamo.

Ci siamo nel voler chiarire che prima di tutto c’e’ l’uomo,la sua dignita’ e non l’economia,la banca centrale europea e il mondiale di calcio.

Siamo al capolinea di un percorso che fino a oggi ha portato allo sfascio di tutto cio’ che puo’ rendere felice una persona:il lavoro,la stabilita’ di un paese,la speranza aggrappata a essa e il futuro da programmare.

Se da una parte le rivolte arabe ci hanno detto che la democrazia si deve guadagnare con la consapevolezza di cambiare una mentalita’ formata da regimi dittatoriali,quelle degli occupy o degli indignados sono la voce di cio’ che avviene in tutto il mondo.

La rabbia di essere pedine nelle mani di banche,economie di borsa false e di promesse che reggono il tempo di un caffe’.

E allora,come dicevo all’inizio,forse ci siamo.

Ci siamo nel aver capito che questa politica che forma l’attuale economia mondiale e’ fallita e con essa le regole che hanno dilaniato paesi e popolazioni,uomini e donne tutti quanti.

Spagna,Grecia,Portogallo.Default di uno stato,recessione,spread e altro sono le conseguenza di una logica votata ad avere ricchi e poveri  a tutti i costi.

La logica di colpire chi non e’ in regola e che cacciato dal circolo dei big,deve ricominciare azzerando tutto a spese della comunita’.

Sarebbe bello e giusto se vedessimo i politici ammettere l’errore e dichiarare il fallimento delle proprie idee.

Il fallimento di decisioni politiche che hanno diviso il globo e che rendono appetibile solo un protagonista:la disperazione ela protesta.

Si rischia il caos mondiale,l’anarchia delle idee buone e l’apertura verso forme di contestazioni energiche e di massa.

Vedi il Brasile:gran popolo,sincero e spontaneo.

Il mondiale avrebbe dovuto cambiarlo,renderlo piu’ ricco e aprire forme di lavoro alla popolazione grazie ai cantieri per i nuovi stadi.

Invece si scende in piazza contro il governo per protestare contro aumenti nei trasporti,ma anche per le scuole che mancano e i servizi tagliati.

Un calcio al pallone per far gioire una nazione,ma anche una realta’ che e’ ben diversa dai sorrisi negli stadi o nello sventolio delle bandiere giallo oro.

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