TRUMP…IL RESTO A RUOTA

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gianlucaralla©

Non vi preoccupate americani.Trump sara’ un buon presidente,quello che molti aspettavano.
Lo sceriffo contro i banditi,contro i ladri che vogliono rubare l’identita’ americana e svenderla ai cinesi,contro le industrie che scappano dagli states e dimenticano le loro origini.
Trump sara’ un buon presidente,e giuro che molti politici europei copieranno le sue gesta,cercheranno di esser duri come lui,il salvatore dai tempi bui.
I vari Le Pen,Salvini e company di turno,cercano nel loro piccolo di riportarci indietro a una questione dimenticata,forse,per il troppo buonismo odierno.
” Pensiamo prima a noi,poi a loro”…..
E’ il mantra che gira nelle orecchie di molti,colpiti dall’invasione dello straniero e dalla paura del terrorismo.
E’ inutile,questa e’ la verita’.
Si cerca in tutti i modi di essere cattivi,difendere a oltranza il territorio per poi dire che “la necessita’ dell’egoismo e’ data dalla ragione dei fatti…”.
Certo,ma poi che accadra’?
Saremo spazi vuoti,vivibili forse,ma razzisti,egoisti,idealisti esagerati o amanti dell’amarcord dei tempi passati.
Trump sara’ il primo a farlo su scala mondiale,sara’ il sasso che cadra’ nello stagno e smuovera’ un lago  che era immobile.
A ruota seguiranno gli altri.Il populismo vincera’ e anche il M5s si affianchera’ al qualunquismo degli slogan moderni.
Dite di no?Io credo di si.
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NON SO….HO DEI DUBBI.

Non voglio essere un “leone da tastiera”,certo che no.
Non voglio essere un qualsiasi omuncolo che dietro al pc si fa grande e diviene sciacallo nelle tragedie nostrane.
Ricordo che stavo rannicchiato nel letto ad ascoltare una radiolina nell’ottanta,quando il terremoto spacco’ in due l’Italia e la Campania divenne cimitero per molte famiglie.
Ricordo le parole che mi rimasero nella mente”le colonne di automezzi militari si muovono per raggiungere le zone colpite”…
Le colonne,i mezzi,gli uomini.
Una emergenza grande,un paese che colpito nel suo dramma faticosamente cerco’ di mettere ordine,di ristabilire le priorita’ nel gran trambusto di quelle ore,per salvare vite umane.
Oggi lo stesso,con una differenza.
Ho ancora timore di non far parte di un paese pronto a gestirle le catastrofi,non ancora pronto a essere squadra per evitarle o,almeno,renderle meno catastofiche.
Non voglio essere lo sciacallo,credetemi.
Ma non ho ancora,da quel lontano 1980,la percezione di avere un paese pronto all’improvviso svegliarsi della natura,violenta e temibile,alla casualita’ che miete vittime e che poi,cerca la mano dei soccorritori.
Ho questo dubbio,oppure sensazione.
Forse anche perche’ dove vivo non esiste un piano di emergenza se dovesse scoppiare l’Ilva,oppure la Raffineria,oppure chissa’ che altro.
Ho nella mente i boati che spesso provengono dalla zona industriale,come gli odori e lo slopping dei fumi che causano la morte nei polmoni dei tarantini.
Non so,ma non ho ancora fiducia in questo paese che nel dramma cerca di darsi una parvenza da “paese pronto all’occasione”….

ASPETTO

Ho preso tempo,pausa dallo scrivere.
Se mi guardo attorno poco e’ cambiato,a parte la sconfitta di Renzi.
Il terrorismo avanza,l’Europa latita a essere coesa e priva di invidia tra gli stati che ne fanno parte,tutto come prima.
Allora di che scrivo?
Certe volte credo che bisognerebbe essere onesti con se stessi,ammettendo che non hai nulla da dire agli altri.
Bisognerebbe dire stop e ricaricarsi di “mondo”.
Ho avuto difficolta’ ultimamente a percepire la notizia,l’argomento da seguire e sviscerarlo dentro te stesso per poi discuterlo con la piattaforma.
La mia Canon e’ piu’ semplice,facile da soddisfare le mie aspettative quotidiane.
Mi lascia spazio alla mia voglia di cogliere l’attimo,la figura che voglio immortalare nei miei ricordi e non mi opprime nei tempi .
Devo dire che dove vivo la piattezza delle giornate e’ unica e solo la neve,ultimamente,ha creato l’illusione di qualche cosa di nuovo.
Aspetto quindi il mondo che mi sproni e mi dia la voglia di dire qualcosa a qualcuno,che non sia la solita notizia ma la certezza della novita’.