DOMENICO,L’ILVA E IL SOGNO FINITO.

Spesso in attesa di andare a prendere mio figlio da scuola,vado in una zona della citta’ di Taranto dove vi sono i tre elementi che la caratterizzano:il mare,l’industria e i pescatori.

Oggi era uno di questi giorni,uno di quei giorni che per un tarantino ha il richiamo per le  proprie radici.

Il vento portava sulla mia faccia l’odore del mare,dell’industria e sullo sfondo i pescatori in mar Piccolo gettavano le reti.

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I gabbiani svolazzavano a ridosso delle barche,in cerca di qualche pesce da mangiare e intanto io riflettevo.

Il mare ha dato manovalanza all’industria,ma il mare ha anche mantenuto le tradizioni di intere famiglie,quelle famiglie che di pesca vivevano in passato e che oggi,con l’inquinamento in mar Piccolo,devono migrare altrove in cerca di fortuna.

Domenico e’ un pescatore anziano che oggi con la sua lenza cercava fortuna giu’ dove partono i traghetti per le isole l’estate.

Mi sono avvicinato e ho visto cosa avesse pescato,ma il suo secchio era vuoto,solo acqua e sorriso sulla sua faccia.

Lui mi ha detto,un tempo con la sua barca andava li dove oggi c’e’ il nulla.

Il nulla e’ il mare che come una spugna ha assimilato il veleno degli scarichi industriali e che e’ morto come un Cristo sacrificato per espiare colpe altrui.

Ma qui non c’e’ speranza,fede per una resurrezione.C’e’ sconfitta,dolore per quello che la terra poteva conservare e che poteva donare ai posteri un domani.

Domenico mi dice che oggi e’ tutto finito,rimane solo il profumo del mare,unico qui.

Domenico mi saluta e mi dice che deve tornare a casa,su per quelle scale….

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foto di ARALLA GIANLUCA.

 

 

 

ALL’ILVA E’ MANCATA LA POLITICA,QUELLA COME LINZ.

Siamo alle solite sul caso Ilva.Dissequestro no,pericolo per gli stipendi e aria di voci di acquisto per l’azienda da parte di investitori europei.

L’Ilva e la sua triste vicenda ha come contorno una mancanza:la politica.

Un colosso cosi’ enorme avrebbe dovuto avere dalla sua politici attivi affinche’ essa,l’Ilva,potesse avere una cosa in comune con la citta’ ionica:il rispetto verso il cittadino.

La politica,inciuciata con essa,ha reso distante questo appoggio,rendendolo fastidioso e distante,oscuro e pericoloso.

Poi la mancanza di esponenti a livello nazionale ha reso tutto difficile,il controllo in sede parlamentare con incontri tra i vari partiti ha reso il caso Taranto pura ipocrisia che ha portato alla nascita del decreto salva Ilva.

Sarebbe bastato avere un maggior numero di politici locali a Roma e magari il dilemma Ilva avrebbe trovato soluzioni migliori per tutti.

Invece,sir Clini e Lord Monti,hanno insabbiato diritti e doveri del privato,con un decreto che aggira la legge,quella legge che il Gip Todisco cerca di difendere con onesta’.

Adesso Riva agli arresti e il futuro nero,saranno per gioco forza padroni degli scenari futuri,poiche’ avranno con il sequestro delle merci,il famoso ricatto occupazionale da sfornare sui giornali e da dire ai sindacati.

Una situazione di stallo che avrebbe dovuto avere sorti migliori e attori piu’ capaci.

Invece eccoci a parlare ancora di futuro incerto e di poveri operai senza certezze.

La speranza?Gli ambientalisti e il diritto ad avere aria pulita.

Linz ci ha insegnato che la lotta pacifica puo’ spronare le classi politiche e smuovere l’anima degli uomini al potere.

Ma e’ anche vero che li’,in Austria,il politico lo si fa con dignita’ e senzo civico,per il bene di tutta una comunita’ e per il rispetto dell’armonia tra industria,ambiente e futuro.

Qui no,e si vede,anzi si respira.

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CARTOLINA PER I RIVA DA LINZ.

L’altra sera ho visto questo programma

https://www.youtube.com/watch?v=gFfHfQ3Y25s

e ho tratto le mie considerazioni.

Prima cosa volere e’ potere.

Volere aria pulita,equilibrio tra chi produce e rispetto verso i  cittadini che ospitano l’insediamento industriale,volere difendere con la lotta pacifica cio’ che e’ un diritto,il diritto alla salute.

Poi disponibilita’ economica data da finanziamenti nazionali,regionali,comunali.Ma anche investimento con denaro del privato per bonifiche e miglioramenti per abbattere i fumi inquinanti.

A Linz e’ stato fatto.A Linz ci sono state le lotte dei dimostranti,le leggi da applicare e i controlli ogni mezz’ora su cio’ che viene immesso nell’aria.

L’industria non piu’ nemica da abbattere,ma anzi bacino per dare lavoro all’intera utenza cittadina e fonte remunerativo pr migliaia di famiglie.

Carne da mangiare senza paure e senza abbattimento di capi per avvelenamento di fattori inquinanti nel sangue di bovini,caprini,suini.

Un equilibrio perfetto che fa di questa cittadina austriaca la piu’ pulita dell’intera Austria.

Questo servizio,molto utile per le nostre battaglie,ci innietta fiducia,prospettive di lotta positive in vista di possibili attuazioni di queste politiche qui da noi.

Il passo potrebbe essere diverso,magari con l’attuale scontro tra magistratura e azienda,impossibile da raggiungere.

Ma si sappia che se si vuole si puo’ convivere tra lavoro e ambiente,tra diritti di vivere con aria pulita e diritti di alzarsi la mattina e recarsi a produrre acciaio.

Si puo’.

Volere e’ potere,in Austria l’hanno fatto…e da tempo.

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AUSCHWITZ AI GIORNI NOSTRI.

Auschwitz la colpa dell’umanita’ si e’ detto.

Da una parte la Germania nazista,il regime di Hitler e l’ideologia di sterminio del popolo ebreo.

Dall’altra la colpa di non aver intuito subito cio’ che stava accadendo,cio’ che avrebbe macchiato per sempre il popolo tedesco.

C’e’ poco da fare,il peccato ti rimane dentro e dentro le nuove generazioni lavate dalle colpe dei loro padri solo per una forma di apparenza, di discolpa dovuta.

Si portano dentro quasi geneticamente un orrore,quello dello sterminio.

Cosa puo’ averci insegnato questa tragedia quando oggi ai giorni nostri il razzismo si avverte sulla pelle di omosessuali,palestinesi,neri?

Cosa abbiamo capito se ancora oggi la forza della separazione ideologica tra chi e’ da accettare e chi da discriminare e’ ancora usata?

Il dramma ebreo e’ il dramma di chi non punisce severamente un filo tremendo che colpisce ogni giorno migliaia di persone,estraniandole dalla loro vita e mettendole all’angolo in nome di una “differenza”.

Lo facciamo sempre.

Pensate al povero li’ in terra o a chi chiede l’elemosina.Allontanato da una logica di ascolto,lui e’ l’ebreo dei giorni attuali,come anche l’omosessuale respinto da tutti e deriso e’ la vergogna da allontanare.

La Palestina,terra rubata da uno stato sionista e criminale quale Israele,e’ la Germania dei giorni nostri,la potenza militare che senza opposizioni mondiali,fa cio’ che le S.S. facevano agli internati dei campi.

Violenze,torture,macabri eccidi.Nella loro terra ,solo questa la differenza forse.

L’orrore dei campi ha annullato l’essere umano,rendendolo inutile e scomodo.

L’io personale di ognuno di quei poveri cristi,si perse nelle camere a gas ma non ebbe difesa solo compassione dopo anni.

Oggi si celebra la liberazione dei campi polacchi da parte delle forze sovietiche,quelle forze che scoprirono l’orrore e sentirono la loro presenza come una macchina fotografica che in ognuno di loro faceva rimanere impressa nelle mente ogni particolare,ogni singolo elemento cruento dell’operato nazista.

I giovani cosa hanno imparato da questa storia?Cosa elaboreranno in queste ore leggendo gli orrori dei campi di concentramento?

Spero almeno che pensino un poco,che nei corpi magri e scherniti dei prigionieri possano elaborare il concetto di disuguaglianza come male e di uguaglianza come bene.Spero.

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PAOLO L’OPERAIO SAGGIO E FIDUCIOSO.

Fine della giornata lavorativa,torno a casa e incontro Paolo,uno dei tanti lavoratori Ilva.

Prendiamo insieme l’ascensore e cerco di sondare l’umore che aleggia all’interno dello stabilimento.

Prima e unica grana e’ la magistratura,cattiva e ignorante poiche’ non sa che non puo’ bloccare un impianto in due secondi.La legge sbaglia e il gip Todisco e’ il nemico da cacciare via insieme alle sue grane che potrebbe portarsi dietro.

Stipendi fermati,cassaintegrazione in atto e famiglie da sfamare mi dice Paolo saranno la conseguenza della mano della legge.

Cerco di sondare cio’ che si sta facendo all’interno dell’azienda in bonifiche.

Lui mi guarda e mi dice:sai gia’ si e’ fatto qualcosa,certo i parchi minerali sono la priorita’ ma sappi caro Luca che loro i parchi sono quattro campi di calcio e coprirli tutti e’ un’impresa.

Allora io gli dico:caro mio perche’ in Germania si sono fatte cupole protettive?

Lui incalza dicendo che si e’ vero ma…costano.

Capitolo sindacati.Chiedo:ma il sindacato adesso e’ seguito ancora da voi tutti?

Lui mi guarda ridendo e afferma:si il sindacato…ma quale sindacato.Tutti disuniti,non sappiamo neanche chi comanda piu’ all’interno dell’azienda….

Poi affondo nel tema delle bonifiche.Paolo mi dice che la cazzata degli ambientalisti per cui sarebbero gli stessi operai a farle e’ grandissima.

Lui,elettricista,non saprebbe come e dove mettere mani,poiche’ ci vorrebbero nozioni tecniche che non ha.Quindi,conclude,gli ambientalisti e Bonelli andrebbero appesi ad un albero.

Io dico:ma non e’ che esageri,in fondo anche loro vogliono tutelarvi.

Ammicca fingendo di essere in sintonia almeno in questo,ma poi dice che l’Ilva gia’ tutela abbastanza la salute degli operai e che forse si e’ esagerato in tutto,analizzando anche i valori ultimi della diossina.

Concludo il tutto chiedendogli:ma tu allora,cosa ti aspetti che accada la prossima settimana?

Paolo riflette un po’,mi guarda e mi dice:ma secondo te puo’ mai chiudere l’Ilva?E le macchine?E le pentole?Chi le fa?

Ciao Paolo.

p.s. 

Volete sapere come andra’ a finire con la politica?

Ci sara’ l’accordo Monti-Bersani con …sentite un po’ qui….Clini ministro dell’ambiente.Le fonti?Mica ve le dico.

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RIVA,IL MALLOPPO DA TOGLIERGLI E IL RICATTO DI FERRANTE.

Sequestro di denaro o di quote societarie.Questo sembrerebbe essere la soluzione proposta dal governo ai magistrati tarantini.

Con questa possibilita’,si potrebbero sbloccare i materiali fermi da Luglio nei magazzini e quindi pagare stipendi e fornitori.

Ma il procuratore generale Vignola,smorza facili entusiasmi confermando che la legge va applicata.

Allora,come sempre siamo stati abituati negli anni,Ferrante l’amministratore delegato dell’azienda,rimarca dicendo che in caso di stop alla vendita del materiale e della produzione stessa,sono pronte ottomila lettere per la cassaintegrazione,spettro che in questi giorni vola basso sulla cittadina jonica.

Clini insomma e’ venuto a Taranto,in una citta’ blindata,a dire che non esiste un piano alternativo,confermando che vi sono 396 milioni di euro per le bonifiche pronti da vari progetti statali.

Una cosa certa lo dicono i numeri:il blocco delle merci all’azienda di circa 1 miliardo di euro,e’ uguale alla riduzione del 20% dei soldi annuali per pagare gli stipendi e le forniture.

Bisognerebbe capire poi dove e’ il rimanente 80%….

Taranto,il piano B che manca e Clini che annega nelle false ipocrisie di un governo che,se da una parte sa che la chiusura dell’Ilva decreterebbe la morte certa dell’incremento di una parte del pil nazionale,dall’altra getta l’ennesima frecciatina alla magistratura tarantina,rea di essere “onesta con se stessa e verso i tarantini stessi(lavoratori compresi…)”e messa al muro da ricatti occupazionali(ribaditi dal duro Ferrante…)e alternative mancanti.

La storia va avanti,ma molti in citta’ dicono che l’Ilva da tempo e’ storia gia’ chiusa,destinata a una lunga agonia.

VIGNETTA ILVA

NESSUN PIANO B PER TARANTO,SAPPIATELO!

Clini sentenzia:se la legge e’ incostituzionale,non esiste un piano B.

Come dire chiudete un occhio e fateci produrre ancora,anche nel torto dei diciassette punti del decreto salva Ilva.

Il pugno di ferro non fa sconti.Se si proseguira’ sulla strada del rispetto della legge,Taranto,paradosso,perdera’ l’industria e il lavoro.

Se invece si aprira’ alla produzione,alla vendita dei prodotti sequestrati si potra’ avere futuro certo e calma sociale.

Insomma siamo alle solite visite di cortesia e alla falsa ipocrisia di uomini di governo.

Per essere magistrato devi chiudere un occhio in Italia si sa,ma se chiudi un occhio e fai danni alla salute di migliaia di cittadini,allora sei colluso con i poteri storti dello stato.

Questo fino a ora,non e’ uscito dalla figura irremovibile e dura sotto alcuni aspetti del gip Patrizia Todisco,che in barba alle pressioni di uno stato senza piano B per Taranto,va per la sua strada sapendo di farsi amici e nemici.

Siamo al bivio solito,tutto italiano.

Oggi la visita di Clini in una citta’ tipo G8,e’ l’esempio della sconfitta politica e dell’amministrazione mancante e latitante per anni in questa citta’.

Una mancanza che non ha portato a trovare soluzioni alternative all’Ilva stessa,sapendo che prima o poi questi maledetti giorni decisivi sarebbero arrivati sulle teste dei lavoratori.

Abbiamo perso tempo,dietro inutili illusioni come il turismo,la mitilicoltura e cazzate varie.

L’Ilva ha inglobato la citta’,radicandosi nel tessuto sociale e anche con i suoi veleni nella catena alimentare(ultime news in tema pare anche le uova e le lumache..).

Adesso mi dicono che non esiste un piano B del governo,quindi tutti confiscati nella pentola a pressione che con i suoi fumi ha delineato un futuro orribile.

Ma allora se uno volesse opporsi a questo,che deve fare?

Andare via?Scappare come quando c’e’ un rischio esplosione e cercare lidi sicuri?

Poi e concludo,se il piano del governo passera’ e la Todisco verra’ messa da parte,non venitemi piu’ a parlare di accanimento delle toghe rosse contro berlusca.Qui di accanimento,ma contro migliaia di cittadini,vi e’ lo stato,con la s minuscola.

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LA LEPRE E’ PRESA,ORA TREMA TARANTO.

Riva e’ preso,come una lepre nel bosco.Fermato a Londra,in una giornata che ha visto anche il netto NO  della Todisco al dissequestro del prodotto dell’Ilva fermo da mesi nei magazzini.

L’aria si fa molto cupa,pericolosa qui a Taranto.

Molte forze dell’ordine presidiano lo stabilimento e le vie di accesso,e questa manovra sa di preludio a possibili scontri.

Si perche’ come molti temono,se Riva molla tutto,potrebbero delinearsi scenari di guerriglia urbana,dettata dalla disperazione di chi non potrebbe vedere piu’ stipendi congelati dalla mancanza di profitti.

Lo stato adesso,potrebbe per l’ennesima volta stilare su qualche bozza di accordo per far vivacchiare l’Ilva su possibili intendimenti di bonifiche e opere di messa in sicurezza dell’impianto stesso.

Ma si capisce da un miglio che Monti e soci non si aspettavano un braccio duro della legge e forse in cuor loro speravano in un ammorbidimento del Gip e quindi ad un dissequestro.

Niente.Tutto e’ rimandato alla Consulta e li capiremo forse il futuro dei lavoratori e della citta’.

I pulmini dei poliziotti a difesa di un regno,dalle  fondamenta deboli e dai re,in fuga e in esilio.

Riva e’ preso,adesso si aspettano sentenze su vari fronti.

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