AUGURI A VOI TUTTI.

Auguri di buon anno nuovo a chi mi segue su questa piattaforma.

Un anno difficile  per l’Italia e il mondo tutto,un anno che ci ha regalato più  timori che speranze.

Auguri di cuore per l’anno che verrà, e che Dio benedica tutti.

Annunci

UNA STORIA COMUNQUE TIPICAMENTE NOSTRANA.

Ore 16 33.

Il dramma della Norman Atlantic  attualmente è  legata a un filo unico:gestione ottimale dei soccorsi.

Un passo indietro.E’da stamani che seguo twitter  e il primo fatto sconcertante è  la richiesta di Repubblica a chi stesse sulla nave e lo potesse fare,di informazione, foto e altro.

Pazzesco,vergognoso e da sciacallaggio .

Secondo punto.Le informazioni  da parte di Renzi,il quale scrive sul suo profilo e ci dice che ogni ora ci darà  news sulla vicenda in corso.

Praticamente si sostituisce agli organi predisposti in queste emergenze,facendo da ponte ripetitore per dire che è  in prima linea come sempre.

Aggiungiamo poi anche che il ministero  dei trasporti che si affida ai tweet di alcuni per ritwettare  ….ultimissime .

Dieci  ore dopo la nave San Giorgio da Brindisi mette in moto i motori e parte verso la destinazione, altra situazione grottesca di oggi.

La notte sta per arrivare,speriamo che domani si possa dire di avercela fatta .

QUEL NATALE DEL ’68 ALL’ITALSIDER E PAOLO VI CHE AVEVA GIA’ CAPITO TUTTO….

Ripropongo un articolo mio vecchio a cui sono molto affezionato.
Un Natale di tanto tempo fa,un natale dove ancora noi tarantini non sapevamo il rischio in cui stavamo andando incontro,le malattie professionali,i tumori diagnosticati fin dalla nascita,i decreti salva Ilva e le risate di Vendola e Archina’ sui morti in piu’.
Buon Natale a tutti voi e grazie per aver voglia di seguirmi qui sul mio Blog.

LA POZZANGHERA

Natale 1968.Io avevo un anno compiuto e certo il ricordo non e’ presente.Pero’ aggiornandomi sulla rete e su alcuni libri,ho elaborato l’aria di festa e di solennita’ che quel Dicembre aleggiava nell’Italsider.

Il Papa,Paolo VI,era tra gli operai,in visita in quel centro siderurgico che avrebbe cambiato Taranto.

Celebro’ la messa dinanzi a diecimila persone e dette la comunione a cento operai in tuta da lavoro.

Poi aggiunse alcune considerazioni,che alla luce di quello che sta avvenendo oggi,lasciano da pensare.

Eccone alcune:”Qui due mondi si incontrano, la materia e l’uomo; la macchina, lo strumento, la struttura industriale da una parte, la mano, la fatica, la condizione di vita del lavoratore dall’altra. Il primo mondo, quello della materia, ha una segreta rivelazione spirituale e divina da fare a chi la sa cogliere; ma quest’altro mondo, che è l’uomo, impegnato nel suo lavoro, carico di fatica e pieno lui stesso di sentimenti, di…

View original post 456 altre parole

IL BIANCO E NERO COSÌ LONTANI LAGGIÙ ANCORA.

Pensavo all’America e di come fosse marcato  lo spirito razzista che ancora aleggia laggiù.La morte dei due poliziotti uccisi per vendetta da un giovane di colore per vendicarsi delle morti causate dall’ arma della legge a stelle e strisce,ribadisce una linea sottile che divide la pazienza umana dalla tollerabilità  stessa.

Pensavo quante volte la giustizia sbaglia nei verdetti dei tribunali,quante volte sulla sedia elettrica sono morti innocenti,quanti musulmani  hanno patito crudeltà  solo per essere interrogati dopo l’ undici settembre.

Quanti soprusi, quante regole dettate dalla forza di chi sa di far parte di una giustizia che lo difenderà  sempre.

Oggi l’America si  sente indebolita dopo il dossier sugli abusi ai prigionieri rei di essere possibili e futuri carnefici in terra americana in nome di una jhiad violenta pronta  colpire.

Oggi l’America dichiara le sue colpe,e a differenza di noi,ammette e da in pasto al suo popolo,e non solo,il suo grande errore esistenziale di sempre:la smania di grandezza,di giustizialismo che l’ha portata a espandersi militarmente in terre lontane e a decidere le sorti di paesi senza consensi unanimi.

Il nero che uccide perché  ha visto morire suoi fratelli di colore,è  la decisione di farsi giustizia, sovvertire un diritto,priorità  dei popoli,del giudizio della legge.

Obama e la polizia falliscono come mediatori e i mediatori sembrerebbero rimanere solo i preti di periferia e chi crede nel dialogo tra le parti.

Oggi leggo di arresti di frange dell’estrema destra e di una voglia di pulizia a suon di attentati e pistolettate.

La ricerca di equilibri spesso rasentano la follia,terroristica o razzista,pur sempre a danno di qualcuno.

ANDATE NEI VICOLI SE PASSATE DA QUI.

Quando cammini per i vicoli della Taranto vecchia,annusi anche l’odore del mare e tra i vicoli scorgi le famiglie che ai balconi stendono le tute degli operai dell’Ilva o maglie pesanti da pescatore.

Sere fa andai alla processione dell’Immacolata Vergine,e dietro ai fedeli camminando a rilento,ogni stradina e vicolo di questa parte di Taranto emanava storia e tradizione.

Molti anni fa  volevano trasformarla in zona economica perenne,andando a creare banche e ristoranti,luoghi pubblici in mano alla regia piu’ spietata del Dio commercio.

Non se ne fece nulla e anzi,il comitato che assieme ai piu’ noti architetti italiani di allora,siamo negli anni sessanta,sanci’ un piano di ristrutturazione edilizia conservando l’aspetto originario del luogo.

Tutto fermo da allora e anzi,andando di peggio in peggio,oggi i muri che crollano nella citta’ vecchia sono molti e le speranze di una riqualificazione resta aggrappata ai famosi fondi europei e a possibili esborsi del comune.

Eppure la Taranto dei vicoli,percorsa di sera specialmente,ti abbraccia e ti pone dinanzi a una riflessione sincera e limpida:la nostra storia viene cancellata dal progresso umano,dagli stili di vita dei giovani che preferiscono vivere in case piu’ nuove e confortevoli(chi ha la fortuna di poterlo fare…)e la voglia di andare via,ritornando solo nelle festivita’.

Ha comandato la pesca fin dai tempi remoti qui da noi,e’ stata l’artefice di una salda economia che nei vicoli ha dato da mangiare a intere famiglie e ha reso caratteristica la sua natura votata al mare.

L’Ilva poi ne ha cancellato le tracce,rendendo il lavoro di pescatore vecchio, passato di moda,rinnegando un tacito accordo tra dare e avere,tra barca e mare.

L’Ilva ha ucciso la storia,c’e’ poco da dire,ha rubato i figli nostri dai vicoli,gli ha spogliati da vesti di pescatori e venditori di cozze,gettandoli in pasto alla produzione a ciclo continuo di una fabbrica che,oggi con debiti e guai giudiziari,rischia di rimandarli a casa,ultima certezza che hanno.

I muri sporchi e consumati dei vicoli hanno respirato i fumi,i veleni della costante logica assassina che ha inquinato la bellezza di questo territorio e ha cancellato un profumo tipico,unico che aveva Taranto negli anni passati.

L’odore del mare,l’orizzonte limpido e chiaro,spazzato oggi via dai fumi marroni che arrivano sino in Calabria e dall’odore nauseante che ti ricorda che lei,la fabbrica,ha preso le nostre radici e le ha spezzate gettandoci in un tunnel difficilmente facile da percorrere trovandone poi una uscita.

Chi puo’ farlo,passando da noi qui,facesse un giro nella Taranto Vecchia,meno nella citta’ nuova,votata al consumismo delle vetrine sgargianti di questo natale tarantino e privo di sentimento vero.

Lasciate stare il centro,andate nei vicoli,parlate alla gente umile,li seduta sui gradini delle chiese vecchie e sull’uscio delle case che ancora,con orgoglio,ripropongono i piatti tipici della Taranto che fu.

Andateci e aprite i vostri cuori,come disse un Papa che venne qui e ci fece emozionare tanto tempo fa.

Vi posto un link di mie foto sulla citta’ vecchia,fatte tempo addietro.

https://www.flickr.com/photos/aralla_luca/sets/72157634627485495/

CUBA IL PAPA E I MISSILI DEL ’62.

  • Quando  si  vuole una  cosa  basta muovere le pedine giuste e i risultati arriveranno.

  • In questo caso le pedine sono il Papa,Obama e il vento di cambiamento che il Vaticano sta mettendo in atto per riallacciare le trame di fili spezzati tra nazioni e popoli.

  • I missili sovietici nel ‘ 62 facevano paura e la pressione americana alla fine  vinse sullo spettro di un possibile evento bellico a  colpi di armi nucleari.

  • Non so se Bergoglio abbia avuto merito pieno in questa storia,ma personalmente credo che Cuba non rappresentando più  un pericolo per l’America,sia stata relegata  a ex nemico che depone le armi ammettendone   la sua inferiorità.

  • Credo anche che attualmente se dovessimo ricercare una nuova Cuba,la Corea del Nord sarebbe la più  accreditata a esserlo ma con rischi maggiori e conseguenze più  dure.

  • Se i fratelli Castro potrebbero  far parte del club degli idealisti sconfitti,sicuramente il regime di Pyong Yang no

  • Qui le carte in tavola ci dicono di un regime chiuso,ermetico e fondamentalmente poco pronto al dialogo.

  • L’albero di Natale che la Corea del Sud voleva mettere al confine in segno di pace e fratellanza,albero rifiutato dalla vicina sorella del nord,è  l’emblema del fallimento di possibili aperture attualmente.

  • L’America sappiamo  che ha memoria lunga e,come un volpe,fiuta la preda e al momento giusto attacca.

  • Per il nuovo anno mi aspetto sorvoli di nuovi aerei U2 sul territorio asiatico,e speranze correlate da preghiere sui sampietrini di piazza del Vaticano.

MUTAZIONE GENETICA.

Mille casi di cancro all’anno,due tre tumori al giorno.I dati preoccupanti e fuori dalle statistiche nazionali,sono stati detti oggi dai Verdi dinanzi alla caserma dei vigili del fuoco o di Taranto  dove era in  corso l’udienza del processo all’Ilva.

Dati allarmanti,dati che fanno rabbrividire e che dicono una cosa sola:la mutazione genetica dei tarantini in peggio è  in atto e,anzi,la ASL non comunica neanche sa quando ci sarà  il picco massimo.

Ricordo con rabbia la telefonata in cui Fabio Riva, con sarcasmo, disse che un caso di tumore in più  all’anno fosse una minchiata.

Domandina a Renzi da Firenze:non sarebbe il caso,umanamente parlando e con rispetto per i morti di malattie legate all’inquinamento,fermare la catena di omicidi che ha,come artefice principale oltre ai padroni dello stabilimento stesso,lo stato italiano anche?

Non sarebbe giusto partire da un’idea semplice semplice,che lui in questo periodo sviscera  con tanta disinvoltura e cioè  quella delle regole  da rispettare verso chi vuol fare il furbetto ai danni dei cittadini?

Non sarebbe meglio e più  onesto dire che questa fabbrica ha reso ricche  molte persone servendosi dei morti?

Non sarebbe una mossa giusta scrollarsi di dosso i fantasmi della politica vigliacca che,seppur sapendo i rischi che pesavano e pesano sulla cittadinanza tarantina,non ha fatto un passo indietro e,anzi,grazie ai decreti salva Ilva,ha reso legale l’illegabilita’ della produzione senza regole a sfavore dell’ambiente,della salute degli operai,delle emissioni di fumi senza logiche da rispettare e il rispetto verso una comunità, quella Jonica, che nella sua antica storia originaria era la capitale della Magna Grecia e di quell’epoca spartana che avrebbe meritato più  onore ai giorni nostri.?

Renzi ricorda che il ricatto occupazionale non regge più  qui da noi.

Fatti un giro negli ospedali e vedrai come del lavoro sicuro nessuno più  lo ritiene l’ancora a  cui  aggrapparsi per dire di essere un  italiano come gli altri quando i dati,ineccepibili dei casi di tumore qui,sono confermati e in aumento.

 

LIMA TARANTO SOLO ANDATA.

A Lima in Peru’ si e’ discusso delle emissioni di gas e del rischio legato a esse.

A Lima in Peru’ si e’ cercato di affrontare il problema a livello mondiale.

A  Lima in Peru’ non sapevano che l’altro giorno una gru e’ caduta in mare rischiando di far morire due operai dello stabilimento Ilva,uno stabilimento che contribuisce a inquinare .

A Lima non sapevano che due anni fa mori’ un operaio nello stesso modo,Francesco Zaccaria e che il corpo fu recuperato giorni dopo. (http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-12-11/incidente-ilva-taranto-gru-crolla-mare-recuperati-due-operai-215344.shtml?uuid=ABECxWPC)

Bisognerebbe forse discutere anche delle negligenze in tematica di sicurezza lavorativa e non solo di inquinamento.

NON CASCARE ANCHE TU NEL BUONISMO NATALIZIO,RICORDATI DEL TUO PORTAFOGLIO.

La settimana prossima Renzi dovrebbe venire a Taranto a parlare di Ilva e del porto.

Dovrebbe dirci che l’industria e’ importante per il paese e che l’Ilva,dopo averla statalizzata,verra’ messa sul mercato a poche lire e data in pasto a qualche privato che non ha sicuramente voglia di sentire parole come bonifiche e salute dei cittadini.

Renzi in direzione PD, bacchetta tutti e tutto,elevandosi a promotore di riforme economiche e legislative che,secondo lui,sono state per venti anni il tema di discussioni inutili all’interno del suo stesso partito.

Siamo dinanzi a scenari davvero mistici,se il buon Renzi si crede il santone di turno.

Siamo alle soglie di un possibile miracolo italiano che dovrebbe restituire dignita’ a tutti e speranza a non finire.

Eppure i dati economici crollano e la gente,vedi di banchetti del M5s contro l’euro,sperano di affondare il monopolio tedesco che ci lacera e ci rende succubi a un meccanismo di fare per avere e essere in regola a tutti i costi.

Un reset globale molti auspicano ma,sentendo varie voci,non si sa da dove possa arrivare e in che modo.

Intanto la Spagna sta uscendo fuori dalla crisi e noi,seppur consapevoli delle difficolta’,giriamo ancora attorno ai soliti nomi e alle solite facce.

E’ quasi Natale e ci dimenticheremo di tutto per un poco e crederemo che si,in fondo,essere buoni e’ la miglior terapia al tunnel infinito della disperazione nostrana.

LA PIAZZA E I CIUCCI RIMANDATI A SETTEMBRE.

L’Italia si ferma,sciopera e si rivolta contro la casta.

Piazze,comizi e discussioni per arrivare a una sola conclusione:fine.

Si la fine delle speranze per chi vorra’ vedere una pensione,la fine di chi cerca lavoro,la fine di chi chiede giustizia sugli stipendi alti dei politici.

Insomma una gran confusione di richieste che perderanno il loro valore poiche’ son tante.

Prima l’approccio allo sciopero era selettivo,mirato a contestare un qualcosa che negava un diritto.

Oggi tutti siamo in sciopero verso mille questioni,verso diritti mai rispettati e privilegi che offendono i cittadini.

Nel bailame della protesta come muoverci allora?

Secondo me la migliore risposta e’ informarci bene,sbirciare nell’autostrada della rete e carpirne i segreti che spesso,andando nelle piazze,difendiamo senza averli capiti pienamente.

Divenire eruditi sulle tematiche in discussione,partecipare globalmente a una vera logica del sapere mondiale e non fermandoci solo sulle questioni interne nostre.

Avere un occhio vigile a 360 gradi per poi infliggere il colpo nelle prossime elezioni in cabina di voto.

Non farsi guidare dalla massa,no questo non basterebbe.

Divenire quindi possibili commentatori dei fatti che ci girano attorno,facendone poi buon uso capendoli a fondo nel processo di protesta e discussione.

Ci vogliono forse non istruiti per raggirarci meglio e per fare in modo che noi tutti alla fine seguissimo un certo signor X salvatore delle piazze.

Oggi non ho protestato,ho studiato i problemi…questo il mio motto odierno.