BUONE VACANZE, MA PRIMA LEGGI QUI…

Vado in vacanza con la consapevolezza di non veder nulla cambiato al mio ritorno.

La questione palestinese riveduta ieri sera comodamente sdraiato su una sedia fuori al balcone grazie a Wikipedia, mi regala la conferma della storia, dei trattati e dell’impero ottomano passando per gli inglesi e gli ebrei che rientrarono in fretta e furia in quei luoghi.

La consapevolezza di essere filopalestinesementalmenteparlando, o mamma mia che parola lunga, e di sentirmi dalla parte di un popolo sotto genocidio.

Vado in vacanza staccando la spina dalla politica di Renzi e la sua faccia da beota, e allontanandomi dal grillopensiero fermo al palo dell’immobilismo grazie anche a loro, ottusi a volte per quella voglia di opposizione che però non sfocia in nulla.

Fermi al palo, attraccati forte come la nave scuola Palinuro, li oggi nel canale navigabile della mia città, Taranto.

A proposito di lei, cara città mia hai perso il treno del cambiamento anni addietro, seguendo non per colpa tua….quello dell’industria e delle sue conseguenze.

Tu sei l’aereo in volo senza ritorno, sparso nel cielo e scomparso ai radar che ormai ti danno per schiantato…sic.

Vado in vacanza, forse scriverò qualcosina per dire che io penso, vivo e mi oppongo a qualcosa o qualcuno, e che in fondo sono un sognatore anni  67….a presto amici e che Dio,se c’è, vi benedica, Luca.

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L’11 settembre di Israele.

L’undici settembre se lo sono fatti loro in casa, uccidendo tre ragazzi israeliani e dando la colpa ai palestinesi.

L’undici settembre come quello americano pieno di dubbi per come venne alla ribalta, come fosse un film con tanto di copione.

Un film che sarebbe servito a porre fine alla vita di qualche dittatore e per dire di essere uno stato, l’America, che ha fede in Dio e nella democrazia.

L’undici settembre lo abbiamo avuto anche noi in passato, mettendo le bombe nelle piazze e dicendo che erano i neri una volta e i rossi l’altra, così per trovare un alibi all’umore che regnava nelle segreterie dei partiti orticanti tra di loro.

L’undici settembre Israele .

L’undici settembre per dire di essere vittima e difensore della propria gente, dai cattivi di Hamas e dalle loro terribili armi che vengono lanciate nel cielo.

Allora i bambini morti, le donne ,i vecchi  che muoiono sono parte di un film, quel film che serve a disegnare un percorso dove l’incolpare qualcuno sembra più facile che attenersi alla realtà.

Come le persone che si buttavano giù dalle torri in fiamme accarezzando la speranza di salvarsi, cosi si lanciano nel vuoto le speranze di tante persone colpevoli solo di essere parte di un film, vero accidenti…., studiato a tavolino per dire che il colpevole esiste sempre…

DISSENTIRE,PAROLA IN VOGA CHE LASCIA SPAZIO AL PROPRIO GIUDIZIO.

Dissentire.

Parola in voga adesso,alla luce dei fatti tragici palestinesi.

Dissentire.

Voglio capire meglio il peso di questa parola.

Non essere in sintonia con un pensiero,azione,logica diversa insomma dai tuoi ideali.

E allora,la questione Gaza,oltrepassa tutto cio’,lascia il terreno a un’altra parola,piu’ concreta e in voga anch’essa:”orrore”.

L’orrore dei bimbi che corrono per scampare alla morte e che invece,poiche’ coattori di uno scenario bellico,rimangono falciati,schiacciati dal piu’ tecnologico esercito del medioriente,quello vile di Israele.

Dissentire non basta piu’.

Se ne sono accorti in molti in Italia e nel mondo,dopo l’insegnamento dell’altra operazione made in Israele di “piombo fuso”,che lascio’ terrore e morte nel territorio palestinese.

Adesso grazie ai social l’orrore e’ quotidiano,ti squarcia l’anima e ti mette dinanzi a una domanda:che posso fare?

Non credo si possa dire di essere tutti pro Hamas se volessimo salvare le vite umane all’interno dell’inferno palestinese.

Allora lo saremmo,certo,se dall’altra parte ci etichettassero di essere ” pro Palestina”.

E allora si,sono,siamo terroristi.

Idealisti senza armi ma con la consapevolezza di essere contro un metro di giudizio che fa della repressione vile e immediata l’arma del dialogo.

Non si puo’ essere muti,essere spugne che assimilano l’orrore dei corpi maciullati e dire “che cosa posso fare”?

No.Essere cosi’ non mi va,e non mi va neppure di sentire gli ipocriti dire che anche li,nelle famiglie palestinesi,ci puo’ stare un terrorista.

Che atroce bugia,che menzogna pura che lascia il passo alla falce della morte israeliana.

Io non ci sto,e dal mio blog,dal mio profilo twitter e fb,diro’ sempre cio’ che penso di questa vergogna  che ha,anche,come complici tutti noi,silenziosi e colpevoli di asservire uno stato che avanza spezzando la vita di centinaia di persone.

Allora mi aspetto,ora,un passo sostanzioso politico e deciso da chi ha cuore.

Quel cuore che invocammo all’indomani dell’11 settembre,quando tutti si sentivano americani e tutti volevamo ricostruire le torri gemelle.

Perche’  adesso non siamo palestinesi?

Perche’ non vogliamo costruire le case rase al suolo in nome di una politica espansionista e crudele?

Perche’ non essere almeno una volta sinceri con noi stessi? 

LETTERA A UN CALCIATORE FAMOSO.

Se fossi calciatore alzerei la maglietta dopo un gol e farei vedere quella scritta,rossa e chiara a tutti quanti.

Alzerei la maglietta,vedendo negli occhi della gente la meraviglia o il menefreghismo loro.

Indicherei con il dito ogni singola parola,giusto per far capire meglio l’importanza di una frase:”FREEPALESTINE”

Sarei multato,messo al bando da molti miei colleghi,ma dormirei meglio la notte sapendo che io,fortunato rispetto ai martiri palestinesi,ho regalato sincerita’ nel mio gesto.

Sarebbe bello vederlo fare da molti personaggi famosi,sarebbe bello dire anche io sono umano.Sarebbe sincero e leale schierarsi una volta tanto dietro una causa da difendere,o un azione da condannare.

L’ipocrisia del nostro mondo,fatto di lustrini e sorrisi falsi,morirebbe e allora saremmo noi,soli questa volta senza menzogne,a dire come la pensiamo.

Ecco vorrei vederle quelle magliette,candide e pulite non imbrattate di sangue innocente e strappate a una madre a Gaza.

Sarebbe bello diventare scomodi per qualcuno,sputare in faccia ai protocolli e arrampicarsi sul muro che divide i territori occupati,innalzando una bandiera di diritto e liberta’.

Apriremmo la nostra bocca,e finalmente respireremmo aria pulita e vedremmo all’orizzonte il mare senza paura di essere colpiti al petto.

Tu uomo famoso,che corri nel campo verde,ricordati del dramma dei bambini che come te rincorrono un pallone ma vengono falciati da missili crudeli e vigliacchi.

Il bambino palestinese che ha la tua maglia,con il tuo nome e sogna di essere te,fallo felice diventando tu,ora in queste ore drammatiche,un bambino sotto tiro.

CON GLI OCCHI DELLA PALESTINA.

Il nodo cruciale e’ credere che Hamas possa usare scudi umani per imporsi in Palestina.

Fosse vero,avremmo una doppia guerra in Gaza.

Una contro l’odiata Israele,e l’altra contro Hamas stessa,vittima e carnefice allo stesso tempo.

E il mio pensiero corre a Vittorio Arrigoni,e le sue ambulanze per le strade di Gaza a soccorrere feriti con la mezza luna della croce rossa e bandiere bianche in segno di pace.

Anche ai calci per buttare fuori dalle ambulanze stesse famigerati estremisti.

Via,fuori per non avere alibi e per non essere colpiti,nel mezzo di un soccorso umano.

La verita’ non la sapremo mai,ma certo se colpisco un ospedale o bambini che giocano per strada,la teoria degli scudi umani frana.

Oggi accade questo e,al momento abbiamo superato le 100 vittime a Gaza e chissa’ dove arriveremo.

La strada e’ lunga,come il silenzio dei media nostri che occupano tg e giornali pensando alla finale di calcio o all’inglese stentato di Renzi.

Prendere atto di cio’ che sta accadendo in quelle terre sarebbe un primo passo da fare per tutti noi,sarebbe scrollarsi di dosso quel menefreghismo che accompagna  Israele e le teorie sioniste.

Sarebbe anche logico per noi,abituati a una normalita’ casereccia e tranquilla(o quasi),pensare a cio’ che vive una famiglia palestinese ogni secondo.

Avvertita all’ultimo minuto,sollecitata ad andar via dalla propria casa entro due minuti perche’ tutta la storia della famiglia stessa sara’ distrutta da bombe e schegge.

Immagina,ti prego.

Adesso,Syria,Palestina, restano drammi umani.

Ve ne sono tanti altri certo,la fame nel mondo,l’accanimento contro i cattolici in Africa,lo sterminio di altri popoli per mano di governi repressivi e totalitari.

Ma adesso,complice anche l’America liberale,bisogna mobilitarsi,essere consapevoli di un dramma,umano,che affligge migliaia di persone a pochi chilometri da noi.

L’IDENTITA’ BRASILIANA PRESA A CALCI…MA POI VENIAMO NOI…

Non e’ stata tanto la goleada della Germania a stupirmi,visto che questo e’ il peggior Brasile schierato da sempre ai mondiali,ma la perdita dell’Identita’ Nazionale.

Cioe’ a partita conclusa,via sciarpe,magliette gialle e bandiere,e avanti con il ripudiare la nazionale e cio’ che essa rappresenta per il popolo brasiliano.

Una ferita dove il passo tra l’orgoglio e l’essere rappresentato e’ breve,e dove il brasiliano rigetta un simbolo,la nazionale di calcio e il calcio,amato e difeso da sempre.

E allora penso a noi,poveretti,che nei maro’ abbandonati in India da un governicchio subdolo al ricatto e poco energico contro chi e’ il padrone delle chiavi della prigione,vediamo l’Italia tanto amata e offesa.

Penso anche a chi nell’orgoglio nazionale italiano e nella sacra giustizia,si meraviglia di un inchino al boss di turno e grida al peccato originale….amen.

Insomma siamo legati ai simboli che se reggono bene,specialmente quelli sportivi e politici,ci caricano e ci inorgogliscono dinanzi al mondo.

Siamo italiani,siam tutti fratelli ma non ce ne fotte una mazza se qualcuno ci chiama anche mafiosi e mediocri nel calcio che conta.

SIAMO TUTTI PALESTINESI,MA NESSUNO LO SA!

Come se attaccassimo il Vaticano,confinante con noi,e lo mettessimo a ferro e fuoco estirpandone pseudo terroristi annidiati dentro mura e armati fino ai denti.

E’ come se andassimo a colpire inermi bimbi e donne,vecchi e ammalati,poiche’ complici di terroristi e complotti contro l’Italia.

E allora,il punto cruciale,e’ se l’azione di vendetta contro qualcuno e’ giustificata nel colpire nel mucchio,annientando tutti e facendo pulizia.

E’ come se,tornando indietro,lo stato italiano,colpisse un intero edificio perche’ sospettoso di aver dentro di esso brigatisti o estremisti.

Colpire annientare e imporre la forza anche su chi li,nella Gaza offesa nei suoi diritti violati,nulla ha da condividere con Hezbollah o altri gruppi.

Questa e’ la questione da capire,questo e’ il nodo delle guerre vigliacche,quelle che divorano infanzie e zittiscono futuri negli occhi di piccoli.

Questa e’ la guerra dove se non sei l’America non vali niente,e anzi,non vieni difeso o confortato nelle ore piu’ buie del tuo giorno.

Allora,io,leggo i tweet impauriti da chi,laggiu’,vede missili piombare dal cielo e corpi straziati irriconoscibili.

E penso,a Vittorio Arrigoni,che nell’ambulanza soccorreva i feriti sotto le bombe e,pur esponendo la bandiera bianca con la croce rossa,veniva preso di mira dai cecchini.

Allora forse dovremmo erudirci su questa tragedia,andare li se e’ possibile e toccare di mano una verita’,e cioe’ quella dell’indifferenza comune di tutti noi verso il popolo palestinese.

Manifestazioni,articoli,social ci dicono che Gaza verra’ colpita poiche’ ci si vuole vendicare di tre corpi uccisi e che,nella morte di molti,troveranno conforto e rispetto?

Ci vuol dire che il palestinese bruciato vivo e’ l’emblema della vendetta contro un vile gesto?

E chi deve pagare?

Chi deve dire addio alla propria famiglia sapendo di essere nel mirino di missili o bombe?

Tu,io,loro?Siamo tutti palestinesi,ma questo non lo sa nessuno.

CAINO E ABELE,VICINI DI CASA.

Una terra ,la Palestina,che verra’ martoriata un’altra volta per vendetta.

La vendetta per l’uccisione di tre israeliani,vittime secondo il governo israeliano,di una  feroce azione dell’estremismo di Hamas che si fa governo in terra occupata e voce della disperazione di migliaia di persone.

I civili che cadranno non avranno scampo,e come ci raccontava Vittorio Arrigoni,vedremo la pulce schiacciata dall’orso cattivo.

E’ sempre stato cosi’,da anni.

Israele detta legge su territori mai riconosciuti ai palestinesi e che,anzi,quotidianamente vengono “rubati” abbattendo case e muri dove si cerca una propria identita’.

Il bambino ucciso o ferito e’ il risultato di cio’ che il terrorismo porta laggiu’,ma perche’ pagare con la vita cio’ che altri fanno seppur appoggiando diritti negati?

Perche’ il civile paga cio’ che il braccio violento dell’ideologia palestinese mette in atto?

I civili,sempre loro li a spartirsi momenti di vita tranquilla con altri in balia della morte.

E allora colpiti,annientati e trucidati cadranno per mano di uno stato che nella forza mette mano alla giustizia.

E noi che facciamo?

Protestiamo,boicottiamo,o ci adeguiamo a un uso della giustizia che anche l’America ha esportato in altri paesi.

Armi chimiche?Attacchiamo.

Possibili campi di reclutamento di terroristi?Attacchiamo.

E allora non c’e’ piu’ pace e dialogo,spazio per dire la verita’.

Israele attacchera’ i territori occupati.

Se ci fosse Arrigoni sentiremmo gia’ lo schiaffo che ci arriva a noi tutti,per essere fermi,immobili e anche vigliacchi al grido di aiuto proveniente dalla Palestina.

 

SE CI FOSSE OGGI ORIANA.

Oriana Fallaci avrebbe compiuto 85 anni a Giugno.

Ci fosse lei oggi qui,la lingua biforcuta delle verita’ non dette,avrebbe da dire molto.

Su tutto cio’ che le interessava,dalla politica estera a quella nostrana,passando per lo spettacolo nella New York che lei amava e che definiva madre.

Avrebbe da dire,iniziando da cio’ che minaccia e ossessiona l’America stessa,e cioe’ l’Islam e la sua avanzata spietata non solo nell’estremo Oriente ma anche in Europa.

L’Oriana continuerebbe a parlare di orgoglio nazionale e diritti nostrani calpestati,da usanze non nostre e da ermetici testi religiosi da rispettare.

Poi la politica carnevalesca dell’era berlusconiana l’avrebbe sviscerata catalogandola nelle “porcate nostrane”,nelle nostre capacita’ di non cambiare rotta ma aggrapparci invece a un qualunquismo in difesa,per non sbagliare.

Accettare passivamente il “Re Mida ” di turno e sperare di farne parte per arricchirsi della sua corte.

Poi avrebbe molto da dire sulla chiesa odierna,su un papa che vuole essere “diverso ” dagli altri perche’ c’e’ lo spettro di Karol il polacco che aleggia sempre e ovunque nelle stanze del Vaticano.

Papa Francesco l’avrebbe amata,forse,o l’avrebbe odiata per la sua verita’ sulla chiesa che ebbe a dire in una sua intervista che vi lancio:

“Ma lei è cristiana?

Io sono cristiana. L’ho detto chiaro e tondo nel nono capitolo de La Forza della Ragione: io sono un’atea cristiana. Non credo in ciò che indichiamo col termine Dio. Penso che Dio sia stato creato dagli uomini e non viceversa. Penso che gli uomini lo abbiano inventato per solitudine, disperazione. Cioè per dare una risposta al mistero dell’esistenza, per risolvere le irresolubili domande che la vita ci butta in faccia. Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Penso che l’abbiano inventato anche per debolezza cioè per paura di vivere e di morire. Vivere è molto difficile, morire è sempre un dispiacere, e il concetto d’un Dio che aiuti ad affrontar le due imprese può dare un sollievo sterminato: lo capisco bene. Infatti invidio chi crede e a volte ne sono addirittura gelosa. Però mai fino a maturare il sospetto che quel Dio esista, che con tutti quei miliardi di mondi abbia il tempo e il modo di rintracciare me. Occuparsi di me. Chiarito ciò, ripeto che sono cristiana. Che lo sono anche se rifiuto vari precetti del Cristianesimo. Ad esempio quello del perdono anzi del porgere l’altra guancia. E lo sono perché nel discorso che sta alla base del Cristianesimo non trovo alcun contrasto col mio ateismo, col mio laicismo. Parlo del discorso fatto da Gesù di Nazareth, ovvio, non di quello elaborato o distorto quindi tradito dalla Chiesa Cattolica e dalle Chiese Protestanti. Il discorso che scavalcando la metafisica si concentra sull’Uomo e che non riguarda soltanto il libero arbitrio, la scelta, la libertà su cui insisto ne La Forza della Ragione. Riguarda anche la pietà, la speranza, quindi il rifiuto della morte. Ci pensi bene: il Cristianesimo rifiuta la Morte. Attraverso il poetico concetto di resurrezione esalta la vita fino a vedere nella morte un’altra forma di vita. E siamo sinceri: non credendo in Dio, non posso credere neanche nella Resurrezione. Ritengo che la morte sia la fine di tutto e infatti la definisco “uno spreco”. Ma amando appassionatamente la Vita, come faccio a non identificarmi nel Cristianesimo? E poi il Cristianesimo è la filosofia nella quale sono nata e cresciuta. Esprime quasi tutti i principi della civiltà alla quale appartengo. Dal Cristianesimo non posso prescindere. (Il Foglio, 2005)”

Una menzogna per farci compagnia nel momento piu’ triste di ognuno di noi,cioe’ la morte.

Ma la Fallaci avrebbe anche molti nemici,specialmente tra le donne che in lei vedrebbero una intellettuale dalla parola facile e dai modi sgarbati.

Ma care amiche mie,gli direi,non abbiate paura della verita’ e anzi,ragionateci su cio’ che vi colpisce di piu’.

Personalmente ho bisogno di leggerla,di capire cio’ che molti non vedevano e che nascondevano dietro le solite ipocrisie di facciata.

Una guida,un momento a cui aggrapparsi quando cio’ che lei disse,anni fa,ritorna attuale tra guerre islamiche,politica penosa e religione sbiadita dai dubbi di un tempo,il nostro,pieno di domande.