LA STRADA MAESTRA.

La Calabria ha bisogno di Gino Strada.

L’Italia ha bisogno dei Gino Strada.

Ma perche’ la logica e’ quella dell’essere e non dell’apparire.

Cioe’ voglio dire che mi sono scocciato dei burocratini del momento,del politico dirigenziale nelle tv a dirci questo e quello.

Adesso il paese ha bisogno delle braccia di chi ha esperienza,di chi magari ha visto di peggio,di chi ha annusato l’odore del sangue da vicino.

Mi fanno schifo,tutti,i politici.

Basta. Hanno detto bugie,hanno rubato in questa pandemia e hanno offeso l’intelligenza dell’italiano stesso.

Non credo piu’ ai numeri del cov19,so solamente che ci sono morti che dicono addio ai cari per colpe non dei medici ma della sanita’ mai cresciuta in questo maledetto paese.

Ben venga Strada,l’uomo dell’esperienza e dell’operativita’,la persona dei fatti e non dell’immagine da proporre in televisione.

Agire,operare e chiedere aiuto a loro,quelle persone che hanno dallo loro terrore dentro ma che nello spirito sanno che fare e dove agire per salvare vite umane.

OGNUNO AL SUO POSTO PLEASE.

I governatori delle regioni italiane mi piacciono.Si hanno l’aria del papa’ che vuol difendere casa e famiglia,ammettendo colpe di altri pur di passar per onesto.

Zaia e’ quella parte del nord Italia operaistica,tutto muscolo e iniziative veloci che mettono da parte la burocrazia per andare al succo del problema.

In Campania De Luca sembra il nonno incazzato con la modernita’ dei tempi e minaccia con la scure idealmente tutti quanti.

La Puglia con Emiliano rassicura con il suo faccione,operativo e razionale fin al punto di ricorrere al Tar per difendere lo scontro sulla scuola.

La politica riscopre chi sta dietro le quinte. Si poiche ‘ prima del cov19 avevamo Salvini,Di Maio e altri sempre li in prima pagina,a rubar le news dei tg e dei giornali.

E i sindaci?Poveretti,cercano di aggrapparsi al lenzuolo dei media con iniziative atte a salvare i cittadini da un rischio di caduta nel baratro imminente.

Prendi Taranto e Melucci.

Vi e’ l’annosa questione ex Ilva,le morti per tumore neonatale e quello per i carcinomi alla prostata.

Si una lotta fino all’ultimo colpo,avvincente sotto alcuni punti di vista dato lo scontro con il governo centrale.

Il covid passera’ prima o poi e torneremo nelle gerarchie di politica e politici,ognuno rispettando il suo ruolo e apparendo di meno in tv e magari lavorando con impegno maggiore dietro la scrivania .

RADIO MARIA CAMBIA DNA

Padre Fonzaga direttore di Radio Maria ieri ha spaccato il filo che univa credenti razionali a credenti e basta.

Si ieri quando ha parlato del cov19 come pandemia scaturita da un progetto piu’ che altro umano piu’ che naturale,annettendoci anche risvolti di cospirazione mondiale di una elite’ nascosta,serva del demonio speculatore sulla vita degli esseri umani.

Si e’ allineato il direttore alle teorie piu’ in voga da dicembre scorso,sconfinando in complotti massonici che dovrebbero finire nel 2021.

E la fede,la parola divina e il cattolico stesso che fine hanno fatto?

Bene chi e’ razionale potrebbe azzardare un tale percorso,analizzandone coincidenze strane e subdole prove di test chimici virali per annientare parte della popolazione mondiale e renderla succube schiava ai potenti del mondo occulto.

Il cattolico e basta,vede il maligno,il diavolo che annusa il male verso chi ha fede e patisce le conseguenze,magari aggrappandosi alle preghiere in diretta stessa dalla radio per preservarsi dalla contaminazione virale che colpisce il buono appunto.

Ma la radio ,questa in particolare,aperta al cuore divino misericordioso della Madonna,pronta a soppiantare il diavolo stesso e mettendo da parte con l’amore della fede cattivi di turno ha sbagliato?

In parte il cattolicesimo moderno,grazie al web,ha avuto in diversi momenti passaggi strani,lontani dai soliti rutinari monologhi da pretee ha sconfinato nel pensiero personale,scarnendo dubbi sulla fede stessa e aprendo la porta al male causato dall’uomo.

La fede avvolta dall’azione umana,non piu’ crociato che difende da qualsiasi male ma,analizza il colpevole e cade nel baratro dello sconforto.

Padre Pio colpito dal diavolo aveva le “mazzate” e al limite si interpellava a San Michele Arcangelo per difendersi da esso.

Oggi no,si accusa l’uomo,mano del diavolo,facendolo divenire primo attore sulla scena del crimine.

L’uomo colpisce l’uomo stesso,baipassando la cattiveria del male satanico,essendone unico colpevole per scopi personali.

Concludendo allora Radio Maria segue un percorso degno di un report di attualita’,quando forse sarebbe bastata una preghiera di gruppo per sperare che il tutto finisca presto…

RESUSCITATI DAL COV19,FORSE.

Siam chiusi da decreti,paure e limitazioni.

Scappiamo dal virus,pur vivendo,ma ci sentiamo liberi.

A differenza di Marzo,l’inizio dell’incubo mai provato prima dalla generazione attuale,ci sentiamo in diritto di sminuire,forse,di vivere nonostante i proclami in tv dei medici.

Lo facciamo poiche’ siam morti dentro,noi almeno,ripensando a quelli che ci hanno lasciato,scordati nei letti o negli ospizi d’Italia.

Siam sconfitti,annichiliti dinanzi a un nemico cattivo e invisibile.

Siam morti dentro,siam caduti nell’errore di esserlo,seppur ancora vivi,di crederci invincibili dinanzi al cov19.

Siamo mentalmente manipolati dal prozac dell’istinto,ma abbiamo una malattia che ci segnera’ a vita.

Se ne usciremo fuori,bene,respirando aria e scappando di corsa ancora con le nostre gambe,avremo il peso di essere rinati,resuscitati senza saperlo poiche’ eravamo gia’ morti di speranza illusoria finta.

LA DEA BENDATA E L’ACCONTENTINO AGLI ITALIANI.

Siamo nella cacca,o meglio non la conosciamo.

Si il cov19 e’ un escremento che fa danni e seppur apparso sotto altra spoglia in epoca diversa e con nome diverso,noi non lo conosciamo.

Abbiamo avuto il tempo,a Marzo,di testarlo,conoscendone i suoi lati oscuri e contando le vittime che ha fatto.

Non sappiamo gestirlo,tra dpcm che sanno di caramella al bimbo che piange tirando la gonna alla mamma per il giocattolo non comprato,andiamo a tentoni,alla ciecata,innaspando nella fanghiglia che ci sta trascinando giu’.

Un mese di sacrifici e tutto passera’ ci dice Conte.

Bene ma allo stesso modo restiamo aperti,poco,ma aperti.

Cerchiamo di volerci bene,parti sociali,sindacati,cittadini comuni.

Stiamo tranquillini che tutto passa e ci ritroveremo al bar assieme agli amici a ricordarci le notti delle strade deserte e le manifestazioni di piazza contro i celerini.

Stiamo sbagliando di grosso.

La Francia e la Germania attueranno rigide misure per non avere sulle spalle il peso degli accontentini appunto.

Conte lo sa,spera nel solito culo italiano,della dea bendata che ci ha mandato a volte in finale e fatto vincere un mondiale o altro.

Bastera’?

LO SCARICA BARILE TUTTO NOSTRO.

Un sindaco di un paesino del sud decide di chiudere le spiagge per troppo affollamento da parte dei giovani.

Una decisione che va oltre la chiave di svolta del governo che,visto i numeri del contagio,aveva dato il rompete le riga.

Chi sbaglia?

Chi azzarda ipotesi di ripartenza facendo ammucchiate sociali,aprendo alla movida e permettendo mangiate in piazza collettive o chi,per un senso di protezione della comunita’,azzera una decisione che viene dall’alto?

E’ il paradosso italiano,il gran casino tutto nostro che sconfina nei dati giornalieri sbagliati,nelle apparizioni televisive di medici esperti in materia virale che azzardano pronostici da totoscommesse del sabato sera tra amici al bar.

Come muoversi quindi ma,specialmente,chi sentire?

Difficile trattenere le persone che annusano la liberta’ dopo giorni di chiusura,ipotizzando la fine della pandemia e vedendo,nelle regole dettate da sindaci e presidenti di regione,obblighi esagerati al limite del diritto alla vita.

I numeri come al solito diranno chi ha fatto bene e chi no,andando a marcare una linea di responsabilita’ che spesso in Italia si chiama scarica barile.

Attendiamo e speriamo,con l’estate arrivata e la voglia di bagni e sole per tutti.

LA GIACCA STRETTA DI CONTE

Sui tempi e i modi del premier Conte si e’ detto molto.

Criticato per le sue conferenze stampa allarmistiche e decise,criticato per le decisioni ristrettive del suo governo,lui,Giuseppe,e’ l’unico che comunque sia ci mette la faccia dinanzi agli italiani.

Conte e’ il politico con la giacca stretta e i gomiti bucati che pero’ e’ quasi elegante.

Si una eleganza incompleta,non di stile impeccabile.

Come quando si vuol far colpo su una ragazza e si rispolvera il completo piu’ bello ma usurato.

L’Italia e’ cosi attualmente,un paese lacero che pero’ vuol farsi bello istituzionalmente dinanzi ai suoi concittadini e al resto del mondo.

La lezione politica  a mio parere sara’ quella dell’orgoglioda mettere in campo  di ogni nazione,quello scatto di reni che servira’ a rimettere in moto credibilita’ e arguzia nazionale.

Se l’Europa e’ finita da un po’,oggi il coronavirus ci permette di pensare ognuno come nazione a se stessa,rileggendo con i numeri dei morti purtroppo quello che non si e’ fatto e che,anzi,si sarebbe dovuto fare in passato.

Conte non so se rimarra’ alla fine come l’ultimo comandante della nave Italia,ma certamente ne esce bene seppur ferito.

Adesso mi aspetto altri politici mondiali che metteranno la faccia e faranno emergere i loro peccati decisionali mai messi in atto per il bene delle loro comunita ‘.

CI MANCA IL VERO GIORNALISTA IN QUESTO TEMPO DA COV19

Essere giornalista oggi e’ difficile.

Devi essere credibile piu’ che mai,cercando di eludere le fobie paranoiche ed emotive dell’essere umano ,e dire la verita’.

Mentana lo seguo,i suoi tg sempre sul pezzo e molto precisi.

I suoi tweet meno,sempre piu’ confusi e degni del leone da tastiera preso dal panico.

Quindi mi tuffo nel riascoltare una trasmissione radiofonica,Stampa e Regime su Radio Radicale,condotta da quel grande maestro di cui sentiamo la mancanza che era Massimo Bordin.

Lui era pragmatico,eludeva siparietti da prima donna e cercava di snocciolare i quotidiani dando sempre spazio al ragionamento che ognuno di noi faceva a fine trasmissione.

Oggi no.

Molta confusione e pochi maestri.

Al tempo del coronavirus Bordin avrebbe letto la notizia regalandoci perfino barlumi di speranza a noi,fobici paranoici mortali.

 

 

LA CHIESA NON CI DEVE NULLA,SOLO PREGHIERE.

Molte persone oggi criticano la chiesa,il Vaticano .

Mi affido alle loro preghiere io personalmente,e basta.

Si perché la parte la deve fare lo stato,i politici e le loro promesse prima della pandemia.

La chiesa non ci ha promesso niente,nulla se non la speranza di vedere Dio ,forse…

La politica ha promesso l’inverosimile,la speranza del futuro migliore dicendoci che loro sono in grado di farlo.

Hanno detto i politici,prima del coronavirus,che l’Europa sgomita tra gli stati membri e che ognuno deve fare la sua parte,democraticamente.

Invece  le mascherine  negate all’Italia e’ lo specchio del menefreghismo piu’ totale e becero dell’essere Europa oggi.

La chiesa non ci deve nulla,tranne preghiere.

CONSIDERAZIONI AL TEMPO DELLE RESTRIZIONI….E VOI CHE FATE?

Non  so se sia giusto isolarsi dalle notizie che viaggiano sui social,nelle tv o sui giornali circa la questione pandemia da coronavirus.

Non e’ un atto di menefreghismo,ma piuttosto un isolamento da pre panico o pre ansia.

Molti lo stanno attuando,cercando svago in altri canali che non abbiano nulla da fare con il virus del tempo nostro.

Difficilmente ne puoi stare lontano dal circolo mediatico che coinvolge ormai tutti.

Siamo dottorati specializzati in virologia,siamo statistici,siamo italiani piu’ che mai (stile mondiali di calcio….),e anche piu’ religiosi.

La religione al tempo del coronavirus aiuta e riscopre sentimenti che abbiamo messo da parte perche’ stavamo bene…guarda un po’ tu!

Abbiamo timore che ci colpisca,la tosse o il dolore reumatico diventano campanelli di allarme e su fb il video del malato che ci ricorda come sia pericoloso il contagio ci angoscia e deprime ancora di piu’.

Allora come difendersi da tutto cio’?

Come essere normali specialmente quando devi lavorare e uscire da casa,recarti in mezzo ai colleghi che spesso non hanno misure cautelari verso una possibile trasmissione o quando sei lontano dai tuoi genitori rinchiusi a casa e che vedi solo via cellulare?

E’ l’era del reset,o lo sara’ subito dopo quando torneremo a socializzare.

Scopriremo l’importanza di quello che non avevamo prima. Sara’ ancora piu’ bello riscoprire cose banali che diverranno importanti e sapere che l’aria e il terreno che consumiamo e’ un dono che vale molto di piu’ di briciole consumistiche.