LO SCARICA BARILE TUTTO NOSTRO.

Un sindaco di un paesino del sud decide di chiudere le spiagge per troppo affollamento da parte dei giovani.

Una decisione che va oltre la chiave di svolta del governo che,visto i numeri del contagio,aveva dato il rompete le riga.

Chi sbaglia?

Chi azzarda ipotesi di ripartenza facendo ammucchiate sociali,aprendo alla movida e permettendo mangiate in piazza collettive o chi,per un senso di protezione della comunita’,azzera una decisione che viene dall’alto?

E’ il paradosso italiano,il gran casino tutto nostro che sconfina nei dati giornalieri sbagliati,nelle apparizioni televisive di medici esperti in materia virale che azzardano pronostici da totoscommesse del sabato sera tra amici al bar.

Come muoversi quindi ma,specialmente,chi sentire?

Difficile trattenere le persone che annusano la liberta’ dopo giorni di chiusura,ipotizzando la fine della pandemia e vedendo,nelle regole dettate da sindaci e presidenti di regione,obblighi esagerati al limite del diritto alla vita.

I numeri come al solito diranno chi ha fatto bene e chi no,andando a marcare una linea di responsabilita’ che spesso in Italia si chiama scarica barile.

Attendiamo e speriamo,con l’estate arrivata e la voglia di bagni e sole per tutti.

LA GIACCA STRETTA DI CONTE

Sui tempi e i modi del premier Conte si e’ detto molto.

Criticato per le sue conferenze stampa allarmistiche e decise,criticato per le decisioni ristrettive del suo governo,lui,Giuseppe,e’ l’unico che comunque sia ci mette la faccia dinanzi agli italiani.

Conte e’ il politico con la giacca stretta e i gomiti bucati che pero’ e’ quasi elegante.

Si una eleganza incompleta,non di stile impeccabile.

Come quando si vuol far colpo su una ragazza e si rispolvera il completo piu’ bello ma usurato.

L’Italia e’ cosi attualmente,un paese lacero che pero’ vuol farsi bello istituzionalmente dinanzi ai suoi concittadini e al resto del mondo.

La lezione politica  a mio parere sara’ quella dell’orgoglioda mettere in campo  di ogni nazione,quello scatto di reni che servira’ a rimettere in moto credibilita’ e arguzia nazionale.

Se l’Europa e’ finita da un po’,oggi il coronavirus ci permette di pensare ognuno come nazione a se stessa,rileggendo con i numeri dei morti purtroppo quello che non si e’ fatto e che,anzi,si sarebbe dovuto fare in passato.

Conte non so se rimarra’ alla fine come l’ultimo comandante della nave Italia,ma certamente ne esce bene seppur ferito.

Adesso mi aspetto altri politici mondiali che metteranno la faccia e faranno emergere i loro peccati decisionali mai messi in atto per il bene delle loro comunita ‘.

CI MANCA IL VERO GIORNALISTA IN QUESTO TEMPO DA COV19

Essere giornalista oggi e’ difficile.

Devi essere credibile piu’ che mai,cercando di eludere le fobie paranoiche ed emotive dell’essere umano ,e dire la verita’.

Mentana lo seguo,i suoi tg sempre sul pezzo e molto precisi.

I suoi tweet meno,sempre piu’ confusi e degni del leone da tastiera preso dal panico.

Quindi mi tuffo nel riascoltare una trasmissione radiofonica,Stampa e Regime su Radio Radicale,condotta da quel grande maestro di cui sentiamo la mancanza che era Massimo Bordin.

Lui era pragmatico,eludeva siparietti da prima donna e cercava di snocciolare i quotidiani dando sempre spazio al ragionamento che ognuno di noi faceva a fine trasmissione.

Oggi no.

Molta confusione e pochi maestri.

Al tempo del coronavirus Bordin avrebbe letto la notizia regalandoci perfino barlumi di speranza a noi,fobici paranoici mortali.

 

 

LA CHIESA NON CI DEVE NULLA,SOLO PREGHIERE.

Molte persone oggi criticano la chiesa,il Vaticano .

Mi affido alle loro preghiere io personalmente,e basta.

Si perché la parte la deve fare lo stato,i politici e le loro promesse prima della pandemia.

La chiesa non ci ha promesso niente,nulla se non la speranza di vedere Dio ,forse…

La politica ha promesso l’inverosimile,la speranza del futuro migliore dicendoci che loro sono in grado di farlo.

Hanno detto i politici,prima del coronavirus,che l’Europa sgomita tra gli stati membri e che ognuno deve fare la sua parte,democraticamente.

Invece  le mascherine  negate all’Italia e’ lo specchio del menefreghismo piu’ totale e becero dell’essere Europa oggi.

La chiesa non ci deve nulla,tranne preghiere.

CONSIDERAZIONI AL TEMPO DELLE RESTRIZIONI….E VOI CHE FATE?

Non  so se sia giusto isolarsi dalle notizie che viaggiano sui social,nelle tv o sui giornali circa la questione pandemia da coronavirus.

Non e’ un atto di menefreghismo,ma piuttosto un isolamento da pre panico o pre ansia.

Molti lo stanno attuando,cercando svago in altri canali che non abbiano nulla da fare con il virus del tempo nostro.

Difficilmente ne puoi stare lontano dal circolo mediatico che coinvolge ormai tutti.

Siamo dottorati specializzati in virologia,siamo statistici,siamo italiani piu’ che mai (stile mondiali di calcio….),e anche piu’ religiosi.

La religione al tempo del coronavirus aiuta e riscopre sentimenti che abbiamo messo da parte perche’ stavamo bene…guarda un po’ tu!

Abbiamo timore che ci colpisca,la tosse o il dolore reumatico diventano campanelli di allarme e su fb il video del malato che ci ricorda come sia pericoloso il contagio ci angoscia e deprime ancora di piu’.

Allora come difendersi da tutto cio’?

Come essere normali specialmente quando devi lavorare e uscire da casa,recarti in mezzo ai colleghi che spesso non hanno misure cautelari verso una possibile trasmissione o quando sei lontano dai tuoi genitori rinchiusi a casa e che vedi solo via cellulare?

E’ l’era del reset,o lo sara’ subito dopo quando torneremo a socializzare.

Scopriremo l’importanza di quello che non avevamo prima. Sara’ ancora piu’ bello riscoprire cose banali che diverranno importanti e sapere che l’aria e il terreno che consumiamo e’ un dono che vale molto di piu’ di briciole consumistiche.