A SUON DI DECIBEL CONTRO I RICATTI.

1Maggio festa dei lavoratori e del lavoro stesso.

Quel lavoro che rende liberi di vivere,di programmare e arrivare alla pensione.

Il lavoro precario,quello delle ottocento euro mensili,quello del rischio quotidiano e quello in nero.

Pur sempre lavoro…per alcuni.

A Taranto il concetto di lavoro e’ in parte legato all’Ilva,si sa.

Ma e’ anche vero che tra lavoro e ricatto occupazionale la linea qui da noi e’ breve.

Quel ricatto che nasce da lontano,e che man mano che gli anni passano,nuoce alla salute e ti priva di una cosa essenziale:il diritto a lavorare non rischiando la pelle sul tuo posto di lavoro.

Ma qui,sempre da noi,si e’ andato oltre queste pure ideologie che a dire il vero da altre parti non sono cosi’ difficili da attuarsi.

Domani,1 Maggio,ci sara’ un concerto a Taranto in difesa del diritto al lavoro senza condizionamenti scellerati e vili.

Il ricatto non ci deve essere,anzi va combattuto e se e’ possibile eliminato.

Ci saranno molti big della musica italiana da Fiorella Mannoia a Raf,da Luca Barbarossa  a Francesco Baccini.

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Insomma un momento di denuncia a suon di decibel e di presenze sul palco che sin dalla mattina cercheranno grazie anche a dibattiti a ridiscutere il “problema Ilva” nelle sue piu’ svariate angolazioni.

Buon 1 Maggio a tutti,lavoratori sotto ricatto e non.

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IERI,L’ANORMALITA’?

Se uno si veste in giacca e cravatta e spara contro qualcuno che trova per strada,certo e’ anormale.

Anormale o pazzo,fate voi,poiche’ va contro logiche razionali che dovrebbero negare cio’.

Se uno ammazza persone con una macchina perche’ la ruota e’ scoppiata e’ tragica fatalita’.

Se qualcuno inneggia alla violenza senza metterla in pratica,e’ accusato di istigare alla violenza stessa.

Nel caso di ieri a Roma,quel qualcuno aveva problemi personali che hanno sconfinato in un doppio binario:quello della disperazione personale,del fallimento proprio,e quello della causa a tutto questo.

La causa,secondo questa persona,erano i politici.

Ma se si pensa che come questo qualcuno,l’attentatore di ieri a Palazzo Chigi,ve ne sono milioni che hanno problemi personali con possibili variabili  nell’andare a trovare il colpevole,allora la politica accusatoria contro Grillo,i manifestanti di piazza,alcuni giornali e’ peggio di tutti questi possibili pseudo attentatori.

Non si getta benzina sul fuoco andando a manifestare possibili moventi politici su chi,loro stessi i politici,sanno di essere causa anche loro di questo clima esasperato.

Non sarebbe meglio dire che nel bailame generale dello scenario italiano dove da una parte,la casta,e dall’altra il popolo,esiste questa differenza e che essa stessa puo’ essere anche uno di questi motivi del folle gesto?

Un passo indietro.Una ammissione di colpevolezza e un cambiamento di rotta.

La mano armata di questa persona potrebbe ideologicamente rappresentare molte disperate situazioni,certo,ma non tutte.

Il confine tra la disperazione,il movente,la logica dell’azione violenta e la sua messa in pratica,e’ piccolo,si sa,ma e’ anche vero che spesso i suicidi,gli scioperi della fame,le manifestazioni stesse passano in secondo piano sui giornali.

Questo gesto no,perche’ era contro la casta,la politica che ha esasperato molti e che nel gesto di una persona ha aperto un dibattito lacerante.

C’e’ qualcuno che vuole colpire veramente il politico?

Si rischia di arrivare a tutto questo?

C’e’ il rischio di un ritorno armato per manifestare contro chi ha piu’ di te?C’e’?

Puo’ questo folle gesto aprire una breccia nella paura tutta nostra,quella di avere occulte persone giustizieri del popolo succube e arrabbiato?

Io dico di no.

Il gesto del suicido e’ il “massimo” nella tragicita’ della protesta.

Ma ieri,in piazza,un momento di “anormalita’” ha riempito i giornali,dimenticandoci presto dei mille suicidi per problemi personali o perdita del lavoro.

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TARANTO,NONOSTANTE TUTTO,UNICA.

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Taranto,splendida nonostante tutto.

Inquinamento,sindaco iscritto nel registro degli indagati,nessuna alternativa possibile sino a ora all’Ilva.

Verita’ che fanno male a questa citta’,a questa gente.

Speranze chiuse nel cassetto che non ha la chiave e che forse non si e’ mai voluta costruire.

Taranto splendida nonostante tutto,dai tramonti unici sul lungomare ai suoi odori provenienti dal mare.

Unica nel dolore di una madre che vede il proprio figlio perdersi per una strada cattiva,ma il figlio si ama anche nel dolore.

Taranto unica,come sere fa’ dove io ti ho immortalata in questo scatto.

SCAPPO O RESTO QUI ?

Forse per il recente referendum,forse per la solita indole nostrana di non far nulla per cambiare il peggio,fatto sta che va di moda a Taranto un pensiero:andarsene o no?

Le risposte sono varie,come vari sono gli ostacoli da superare.

Primo tra tutti la mancanza di lavoro anche nelle zone del nord Italia,che se prima erano l’ancora di salvezza per cambiare vita e anche mentalita’,oggi naufragano nell’ingarbugliato teatrino delle scelte sbagliate per far parte del club europeo.

E allora rimanere qui vuol dire tante cose.

La prima e’ legata alla qualita’ della vita,primaria e fondamentale esigenza che se in alcune parti della Puglia e’ ancora visibile,qui invece muore per svariati motivi.

Si va dalla politica mai politica con la P maiuscola,alle scelte passate che subiamo quotidianamente nei nostri polmoni,fino alla mancanza sul territorio nostro di spazi culturali pronti a carpire gli umori e le esigenze della piazza e tramutarli in atti visibili e concreti per un cambiamento della citta’ stessa.

L’ambiente,certo,e’ lui l’asso della manica della speranza che si infrange sulle rocce di un futuro che dovrebbe,abbinato a lavoro e diritto alla salute,essere sereno e fautore di programmi per intere famiglie.

Invece condiziona,e molto,le scelte sia dei giovani che dei meno giovani.

Chi rimane soffre in silenzio,o si adegua su uno strano concetto di sudditanza all’industria,primaria fonte di benessere economico dalle nostre parti ma anche grande dispensatrice di morte e malattie varie.

Allora il ragazzo neo diplomato,erudito sulle tematiche ambientali grazie anche alle ottime associazioni presenti sul territorio e alle loro manifestazioni di piazza,sa e se ha coraggio scappa nell’incerto futuro di una qualsiasi citta’ italiana o europea.

E allora la scelta della scuola diventa fondamentale,l’indirizzo potra’ essere lo sbocco per la salvezza o il timbro marcato sulla pelle se dovesse essere di carattere industriale.

La vivibilita’ si misura a vista,anche.

Strade,servizi,spazi verdi,igiene urbana sono tasselli fondamentali per capire in sostanza se la tua citta’ e’ una citta’ oppure un’accozzaglia di pseudo politici o di falsi servizi comunali che non vanno come dovrebbero andare.

Si rischia a rimanere qui,si rischia di perdere tempo e rimanere nell’oblio dell’inutilita’ che purtroppo attanaglia oggi intere generazioni.

La scelta dell’Ilva ha condizionato tutto questo,ammazzando sbocchi alternativi e prospettive diverse per la popolazione tarantina.

Il fallimento di essa,l’industria,adesso sarebbe grave,c’e’ poco da fare.

Ma ancor piu’ grave e’ la sconfitta della magistratura bocciata dalla Consulta,che essendo stata messa a tacere(Gip Todisco),paga le conseguenze della continuazione a produrre e avvelenare noi tarantini.

Andare via o morire di diossina?

Molti pensano questo,peccato sia cosi’….

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ARALLAGIANLUCAFOTO@

CI VOLEVA UN PULSANTE IN AULA…INVECE….

Gli applausi dei politici al discorso di ieri di Napolitano nel fatidico passaggio dove bacchettava i partiti politici,ha del ridicolo.

Loro,i politici,come scolaretti rimproverati dal professore per le loro marachelle,hanno espresso applaudendo il Presidente della Repubblica,la loro colpevolezza e la loro immediata rinuncia a commettere di nuovo il peccato.

Pero’ il fatto e’ che il loro peccato e’ enorme.

Tradimento ai principi della democrazia dell’elezione,quella che ti da il voto per rappresentarci nelle sedi governative(Parlamento e Senato),e che dovrebbe portare il popolo,grazie al deputato eletto,vicino alle decisioni politiche.

Invece,loro i politici,hanno mancato in questo e cio’ ha reso piu’ spregevole il loro comportamento da vigliacchi dinanzi all’evidenza.

Adesso si fara’ un governo con gli stessi traditori del popolo,anche se saranno diversi i nomi e le facce.

Siamo stanchi,forse illusi dai falsi moti rivoluzionari o dai loro intenti a parole(per il momento),e quindi attendiamo(cosa poi…)un cenno dalla giustizia(non quella dei tribunali che liberano i killer e gli stupratori dopo pochi anni di galera….)divina che potrebbe o dovrebbe cambiare cose e regole che mortificano chi,quotidianamente,arranca per arrivare a fine mese.

L’applauso dei vigliacchi e le loro esternazioni sono un atto di spregio verso chi crede ancora nella democrazia e nelle istituzioni.

Sarebbe stato bello invece vedere Napolitano premere un pulsante dove doveva esserci una parola sola:RESET TOTALE POLITICI PRESENTI IN AULA!!!!!!!!!! 

CI HA VERAMENTE SALVATO????

Non so se si e’ rischiato di passare alla presa del Quirinale da parte del popolo,oppure,con la rielezione di Napolitano,si e’ continuato a garantire la democrazia e gli sforzi giusti per far ripartire questo paese.

Fatto sta che ieri sera,in un certo momento,si pensava che la massa del popolo accorso a Roma al grido di “Rodota’,Rodota’…”,fosse capace di tutto,di riprendersi i luoghi delle istituzioni e essere parte fondamentale di un processo di disubbidienza civile a questa politica e a questi politici.

Nulla.

Re Giorgio non abdica,anzi ritorna in auge piu’ forte di prima data l’inconsistenza politica dei vari Bersani,Berlusconi e company.

Una sentenza,la rielezione di Re Giorgio,che apre scenari di una continuita’ dell’era montiana e che non prelude affatto ai famosi cambiamenti chiesti a piu’ voci dalla piazza e da parte di vari politici(Grillo,Vendola,Renzi).

Si e’ assistito anche alla morte del fu’ PD,reo confesso di avere al suo interno traditori e franchi tiratori(Letta a Sky tg…).

Ebbene adesso,dopo che si e’ preservata la costituzione,il popolo dovra’ decidere alle prossime elezioni politiche(arriveranno poiche’ questo governo sara’ solo di attuazione delle riforme dei dieci saggi…),se passare definitivamente dalla parte del Masaniello Beppe,oppure addormentarsi succube di una partitocrazia che ha rovinato l’Italia negli ultimi vent’anni.

Le mosse grilline saranno di disturbo e rabbia,ma le parole non bastano e i fatti,dovranno avvenire altrimenti la logica della protesta sara’ solo mediatica e internauta.

Bersani e la segreteria del PD muoiono assieme a logiche di fazioni che hanno distrutto uno dei piu’ grandi partiti d’Europa.

I tempi di Occhetto e della bolognina sono lontani,ma rievocano i periodi dei traditori e delle armi delle correnti pronte a bruciare persone e ideologie progressive.

Bersani ha fallito prima con Marini sponsorizzato alle due di notte con l’inciucio tra lui e Berlusconi.

Poi all’interno del PD e’ stato tradito da un numero consistente e ha ripiegato su Prodi,colui che ha sconfitto il cavaliere ben due volte.

Ma Prodi,che si trovava in Mali,e’ stata l’ancora di salvezza che non ha retto,sconfitto da numeri e passati che lo hanno reso nemico acerrimo del PDL e di parte stessa del PD.

Allora l’alternativa rimaneva Rodota’,ma lui era l’uomo della piazza grillina,del web e non certo quello del primo partito vincitore.

Fallito questo tentativo di unione di intenti tra Grillo e l’area comunista,rimaneva solo Re Giorgio,che viste le nuvole nerissime sull’Italia,ha preso coraggio e ha deciso di finire la sua vita sui banchi di scuola del Quirinale…addio meritato riposo.

Adesso mi aspetto governo di larghe intese(Amato,Letta),ragionevoli spunti legislativi su modifiche alla legge elettorale,sovvenzionamenti ai partiti ecc..,e moti di piazza(attenzione alle ali violente pronte a mettersi sulle loro spalle la protesta materiale).

La lunga serata di ieri,tra inciuci falliti e ritorno alla normalita’,hanno detto anche una cosa:l’Italia non ha partiti,politici e gente degna di rappresentarci.

In tutto questo marasma chi salira’ in cattedra’?

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QUIRINALE:PROFUMO DI MORTADELLA.

Si ritorna alla mortadella,pregiato salume che e’ amato dagli italiani specialmente di sinistra.

E allora Bersani,sapendolo,lo rispolvera dopo che ha fallito con nonno Marini e cerca di salvare il salvabile.

Non so pero’ se riuscira’ a salvarsi lui che,dopo aver diviso ancora di piu’ la sinistra,cerca in extremis di far sembrare omogenea l’area comunista,orfana da tempo di Renzi e Vendola.

Da questa gran caciara mediatica di queste ore,una cosa sembra essere uscita fuori:la necessita’ di eleggere un presidente a furor di popolo,e quella di cercare nel nome una figura degna di rappresentare valori e ideali saggi e giusti.

Il m5s di Grillo,nei nomi avuti dalle urne mediatiche di internet,ci pone dinanzi all’ennesima domanda:ha senso ancora parlare di istituzioni e politici,oppure sarebbe giusto cambiare pagina e parlare di istituzioni e uomini validi di tutti i settori?

Prendiamo ad esempio Gino Strada,ottima persona degna della massima stima.

Non e’ un politico,vive lontana dall’Italia ma e’ amato da milioni di persone.

Lui,sponsorizzato dal M5S,rifiuta la candidatura ma e’l’emblema assieme a Rodota’ della voglia popolare di farsi giustizia nella politica immettendo in politica e nelle alte cariche dello stato uomini qualunque ma onesti e sinceri.

Una rivoluzione di principio e una speranza che dovrebbe vedere nei prossimi anni un cambio culturale per far in modo di assaporare queele intenzioni enormi del popolo italiano del concetto di politica vicino alla gente.

Ultimo pensiero a Bersani.

Fallimento,separazioni consensuali a suon di battute con Renzi e spartizioni di numeri per dire di avere una corrente priopria all’interno di un PD lacerato da personalismi e sempre piu’ lontano dalla massa che si avvicina a Grillo e Renzi stesso.

Berlusconi?

Si e’ fatto piu’ furbo,attende il nemico e lo appoggia per poi baipassarlo per scopi personali.

Ma se sara’ Prodi il prossimo presidente,be allora sara’ guerra ancora e vedrete che ne sentiremo di belle….

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MA C’E’ UN CAZZO DI PERSONAGGIO DEGNO DI ESSERE IL NOSTRO PRESIDENTE????

Mi viene da ridere nel vedere nelle ultime ore i nomi che le diverse fazioni politiche mettono in campo.

La new age grillina spolvera giornalisti e difensori del diritto pubblico(bella iniziativa…),mentre il vintage della politica passata rispolvera Amato,D’Alema e chissa’ chi.

Domanda:ma ci sono personaggi degni di fare il NOSTRO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA???”

Ci sono elementi non inquinati e collusi col vecchio sistema politico che per quarant’anni ha portato in disgrazia questo fottutissimo paese del cazzo?

CI SONO????

Ditemi voi vi prego….

REFERENDUM:GAME OVER ?

Il 19,52 % dei tarantini ha votato ieri nelle varie sedi dove si poteva esprimere il proprio si o no alla chiusura totale dell’Ilva o solo quella dell’area a caldo.

Trentatremila cittadini su cettosettantatremila aventi diritto si sono pronunciati e forse tolto un peso dalla coscienza per essersi espressi su un parere che divide in due la citta’:lavorare e lasciar lavorare oppure combattere per non morire di malattie.

 

Ebbene a Taranto serpeggia il detto:”c’e’ me ne futt'”,cosa me ne frega,che diventa la frase di questa domenica di opinione dove il non andar a votare e’ per alcuni sinonimo di quella tipicita’ nostrana,mollem tarentum,che non ci fa fare il salto dovuto in tutto.

Il referendum per come e’ stato scritto forse aveva un difetto:dove vi era la scritta che proponeva la chiusura dell’area a caldo,mancava di un suggerimento:far chiudere la zona piu’ inquinante del siderurgico,ma bonificandola e mettere gli operai stessi nella condizione di poterlo fare non perdendo cosi’ il lavoro.

L’altra non lasciava spazi a dubbi:chiusura totale dell’Ilva senza ma o ni’.

Sconfitta,inutile corsa al seggio?

Una cosa e’ certa per tutti:chi dovesse avere problemi personali o di parenti,non dovra’ piu’ bestemmiare:l’occasione per esprimersi e dare un senso anche alla politica del comune come azione persuasiva nei confronti dello stabilimento stesso in tematiche di salvaguardia della salute cittadina,e’ scaduto…..GAME OVER !!!

Adesso vedremo come fronteggiare questa battaglia e chi ci rappresentera’ con forza e vigore.

Gli ambientalisti accusano il colpo,ma la sconfitta non e’ avvenuta totalmente….

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CONTIAMOCI……PER LE BATTAGLIE FUTURE…

Domenica di referendum a Taranto.Due si e si fara’ parte della schiera dei fautori della volonta’ di chiudere l’Ilva.

Nessun compromesso,solo stabilimento chiuso e futuro da riprogrammare.

Chi mettera’ si solo sulla chiusura dell’area a caldo,lascia intendere che apre all’azienda una opportunita’ che e’ una via di mezzo del compromesso mai raggiunto qui da noi.

E allora se dovesse vincere il si,il comune ne prenderebbe atto e dovrebbe,in teoria,seguire una logica attuativa nei programmi  futuri di ambientalizzazione che questa citta’ chiede a piu’ voce da anni.

Dovrebbe alla fine essere il promotore,il comune e il sindaco in testa,della sofferenza espressa in cabina e farsi vox populi,esponendosi in primo luogo,con iniziative a tutela di tale decisione.

Ma se andiamo a rivedere il percorso sino a questo momento dell’amministrazione tarantina,e’ una serie di ampie ambiguita’ e false promesse.

Riva e la stessa Ilva,nel comune,hanno sempre trovato ampio spazio di manovra e solo per alcune intenzioni da parte dell’Arpa,si e’ assistito a una coesione omogenea per controllare i valori dei fumi dannosi in citta’.

E allora a che ci serve questo referendum?

A cosa mai potra’ servire il si doppio dei cittadini se poi la consulta ha dato campo libero a Riva di produrre e inquinare ancora?

Servira’ solo da monito alla politica che verra’ e ai futuri consiglieri comunali che dovranno prendere atto di tale volonta’ della popolazione tarantina.

Unico dubbio mio e’ quello relativo alla geografia dei seggi.

Perche’ non si e’ fatto votare a Statte,Massafra e comuni limitrofi all’Ilva stessa?

Anche perche’ la mano operaia all’interno dello stabilimento e’ in maggior parte forestiera.

Insomma un referendum giusto o l’ennesima storia inutile di questa cittadina in riva allo Jonio?